Guardo vecchie foto.Luoghi.Persone.Visi imperfetti,invecchiati prima del tempo.Luoghi semplici e salubri.Prepotente emerge la normalità delle cose.CHE VOGLIA DI NORMALITA'. NON di quella disturbante, abominevole accozzaglia di ANORMALITA' oggi dipinta come la NUOVA normalità.
SE NON VI FA SCHIFO POTETE PURE RETWITTARE: FORSE NON AVETE CAPITO CHE I CANALI MUOIONO SE I VIDEO NON SONO SUFFICIENTEMENTE SOSTENUTI!🤬
✝️«Fratellanza delle Tenebre, Worldcoin, Magnifica Humanitas e il Paravento dell'Algoretica» https://t.co/9JPyPh4hJc via @italiadeidolori
Vi chiedo di leggere questo testo, vi chiedo di non stare zitti, vi chiedo di parlare di quello che sta succedendo alle persone che avete vicino. Non siamo idioti e non siamo pecore.
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La situazione in Italia al 5 aprile 2026 ha superato da un pezzo il livello di «semplici problemi in aviazione».
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato apertamente che il governo è pronto a introdurre un razionamento generale del carburante se le cose dovessero peggiorare ancora. Secondo lui, le scorte strategiche del Paese, in caso di blocco totale delle forniture, basterebbero al massimo per un mese. I prezzi alle pompe sono già assurdi: la benzina si aggira intorno a 1,78 euro al litro, il diesel a 2,13. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha avvertito senza giri di parole: senza una rapida de-escalation del conflitto, la benzina potrebbe tranquillamente arrivare a tre euro al litro.
In risposta, il governo ha prorogato d’urgenza lo sconto sulle accise fino al 1° maggio (meno 24,4 centesimi al litro), stanziando circa 500 milioni di euro, e ha concesso 30 milioni di crediti alle aziende agricole per l’acquisto di carburante. Ma è chiaro a tutti che si tratta solo di un cerotto su una ferita profonda.
I camionisti hanno proclamato uno sciopero nazionale dal 20 al 25 aprile e stanno organizzando assemblee permanenti nelle piazze di cento città italiane. I sindacati parlano di situazione di emergenza assoluta. Persino i gestori delle stazioni di servizio hanno iniziato a lamentarsi con le compagnie petrolifere per la scarsa trasparenza sui prezzi.
Questo non è una crisi casuale, è una classica operazione gestita dall’alto per far avanzare l’agenda 2030.
Guardate come si incastra tutto:
Usano il conflitto geopolitico come pretesto perfetto. Creano scarsità e fanno salire i prezzi in modo che la gente cominci spontaneamente a rinunciare alla propria macchina. I costi alti e la mancanza di carburante servono a spingerci in massa verso le auto elettriche e i mezzi pubblici — esattamente quello che prevede la direttiva “verde” dell’UE (RED) per ridurre le emissioni entro il 2030.
Funziona la solita tecnica della rana bollita: prima i problemi solo negli aeroporti, poi si parla di razionamento per tutti, poi i prezzi schizzano ancora più su. Pian piano la società si abitua all’idea che caro e restrizioni siano la nuova normalità, e oppone sempre meno resistenza al passo successivo.
Il presidente dell’ENAC, Pierluigi Di Palma, si è quasi lasciato sfuggire che il problema della carenza di carburante «covava da tempo», perché l’Europa produce da anni meno cherosene di quanto serva. Quindi non è una disgrazia improvvisa, ma un processo preparato da tempo.
Cosa succederà da qui in avanti, secondo l’agenda 2030 e la teoria dell’ingegneria sociale:
Nelle prossime settimane (aprile-maggio 2026):
Lo sciopero dei camionisti dal 20 al 25 aprile colpirà duramente le forniture. Gli scaffali dei supermercati inizieranno a svuotarsi, soprattutto per i prodotti che arrivano da lontano. I media, ovviamente, daranno tutta la colpa alla «guerra» e agli «speculatori», così la gente se la prenderà con il nemico esterno invece che con il proprio governo. A metà maggio il governo passerà dalle parole ai fatti e introdurrà un razionamento parziale del carburante — probabilmente tramite un’app: 50-70 litri al mese per macchina. Lo venderanno con belle parole tipo «misura temporanea per proteggere i più deboli». Il prezzo della benzina salirà tranquillamente a 2,5-2,8 euro, il diesel si avvicinerà ai tre. Prorogheranno ancora le accise, ma con una condizione: chi compra un’auto elettrica avrà priorità e bonus.
Estate-autunno 2026:
Qui si fa sul serio. Introdurranno quote digitali di carburante legate al tuo profilo digitale. Quanto potrai guidare dipenderà dalla tua impronta carbonica. Chi guida tanto, prende meno. Non sarà più solo una questione economica: cominceranno a correggere i comportamenti attraverso il portafoglio. Le stazioni di servizio tradizionali chiuderanno in massa con la scusa della «non redditività», sostituite da colonnine di ricarica con programmi statali. L’obiettivo è chiaro: entro il 2030 la maggior parte delle nuove auto dovrà essere elettrica, come previsto dalla direttiva RED e dal Green Deal europeo.
Più avanti, tra il 2027 e il 2028:
Ci saranno proteste, ma le soffocheranno sul piano morale: «Siete contro il salvataggio del pianeta», «egoisti», «negazionisti climatici». L’opposizione farà un po’ di rumore per finta, ma non otterrà nulla di concreto — il suo ruolo nello spettacolo è proprio questo. La gente inizierà ad abituarsi all’idea che «andare liberamente dove ti pare» sia roba del passato. Arriveranno le «città dei 15 minuti», le limitazioni di zona, e alla fine tutti vivremo dentro un budget digitale consentito.
In sostanza, tutta questa storia è la fase finale della Grande Reset.
Creano scarsità artificiale, alimentano la paura, in modo che la gente stessa chieda «qualunque soluzione». E le soluzioni sono già pronte: controllo totale sugli spostamenti attraverso l’energia. L’ecologia è solo la carta regalo. L’obiettivo vero è che tu non possa più semplicemente salire in macchina e andare dove ti pare, senza permesso di un’app e senza limite di carbonio.
Non siamo pecore.
Prima capiamo cosa sta succedendo e smettiamo di giocare secondo le loro regole, più difficile sarà per gli ingegneri sociali portare a termine tutto il piano entro il 2030.
@italiadeidolori Nel senso che una volta messo l'hype ti propone un pulsantino con la classifica generale degli hype rilasciati in generale e nella parte alta ci sono video che denotano il grado becero di "consapevolezza" di massa..
@italiadeidolori@mariobiglietto Esatto...É solo il pretesto per stringere sempre più le gabbie. Poi la propaganda becera che tanto piace alle pecore fa il resto.
Grazie prof.