L'avvocato entrato il 2 luglio nella sezione sotterranea di Rakevet non ha riconosciuto il suo assistito. Nasser Odeh, legale di Physicians for Human Rights Israel, Hussam Abu Safiya lo aveva già incontrato altre volte. Stavolta si è trovato davanti un uomo ammanettato a mani e piedi, scortato da agenti incappucciati, con ferite fresche su testa, volto e collo, il respiro corto, incapace di reggersi seduto. «Questa è l'ultima volta che mi vedrai», gli ha detto il medico. «Mi hanno portato qui per uccidermi».
Abu Safiya, 52 anni, pediatra, dirigeva il Kamal Adwan, l'ultimo grande ospedale ancora attivo nel nord di Gaza. Lo arrestarono il 27 dicembre 2024, al termine dell'assalto israeliano alla struttura. L'ultima immagine da uomo libero, il camice bianco tra le macerie davanti a un carro armato, ha fatto il giro del mondo. Da allora sono passati diciotto mesi. Nessuna accusa formale, nessun processo, la detenzione rinnovata sotto la legge sui «combattenti illegali», che consente la reclusione a tempo indeterminato. Ha perso circa 40 chili. Il 24 giugno il trasferimento a Rakevet.
Il 6 luglio il Gruppo di lavoro ONU sulla detenzione arbitraria, cinque esperti indipendenti a Ginevra, ha definito arbitraria la sua detenzione e ha avvertito che il caso può indicare una pratica diffusa o sistematica nel Paese. Israele, scrive il gruppo, non ha mai risposto alla richiesta di chiarire i fondamenti giuridici del fermo. Lo stesso giorno Amnesty International chiede il rilascio immediato e inquadra la detenzione dei sanitari come parte del genocidio in corso a Gaza.
Il servizio penitenziario israeliano replica che le accuse sono "false e del tutto prive di fondamento fattuale" e che ogni detenuto è trattato secondo la legge. Secondo la legge, l'unica certezza è un corpo che il suo avvocato non riconosce più.
#LaSveglia per La Notizia
In qualità di medico israeliano di alto livello, il nostro silenzio su Hussam Abu Safiya è intollerabile
Il dottor Barry Danino è un medico senior presso il Centro medico Tel Aviv Sourasky (Ospedale Ichilov).
"Senior Israeli Doctor" https://t.co/QFRJmGNlYl
Die erste (illegale) Abstimmung zur Chatkontrolle ist gerade durchgegangen - Donnerstag fällt im Plenum die endgültige Entscheidung, ob zukünftig ALLES, was Sie im Netz schreiben, gescannt wird…
«Mi hanno portato qui per uccidermi». L’appello disperato del medico palestinese Hussam Abu Safiya dalle carceri israeliane
Da medico a prigioniero: Hussam Abu Safiya denuncia torture, isolamento e assenza di cure.
https://t.co/StliwvIzqj
Dopo aver approvato la legge sulla pena di morte su base razziale nel giro di sei settimane, Israele sta investendo centinaia di milioni di dollari per cercare di giustiziare i palestinesi in diretta televisiva. Il sostegno unanime a queste leggi dimostra che la società israeliana è in grado di unirsi attorno allo slogan: “morte ai palestinesi”.
Dopo il turismo israeliano per godersi lo spettacolo dei massacri a Gaza…Ora il governo israeliano, farà vedere le impiccagioni alla società sadica e malata. Un macabro giubileo!
Esattamente come i Ku Klux Klan facevano vedere i linciaggi degli afroamericani….
🚨URGENT: Dr. Hussam Abu Safiya’s life is in immediate danger, Physicians for Human Rights Israel and his lawyer warned Saturday, after a prison visit revealed the director of Kamal Adwan Hospital bearing fresh, severe injuries to his head, eyes, ears, and neck, so disfigured his own attorney initially struggled to recognize him.
🔹Attorney Nasser Odeh, who saw Abu Safiya Thursday at the underground Rakefet interrogation facility in Nitzan Prison, said he arrived shackled hand and foot, escorted by masked guards, struggling to breathe and speak, unable to sit upright, and repeatedly on the verge of losing consciousness.
🔹Abu Safiya told him that after his Supreme Court appeal was heard June 10, four or five guards entered his solitary cell at Ganot Prison and beat him with a hammer and batons, and that since his June 24 transfer to Rakefet he has been beaten daily, losing consciousness several times without receiving medical treatment.
🔹“This is the last time you will see me,” he told his lawyer. “They brought me here to kill me. I don’t see myself surviving. This is the end.”
🔹PHRI notes the escalation in torture began directly after Abu Safiya challenged his detention in court. He has been held without charge since December 27, 2024, under Israel’s Unlawful Combatants Law.
🔹The group has appealed to Israel’s attorney general and prison service demanding his immediate transfer, an independent medical examination, and an urgent judicial visit “before it is too late.”
Photo: Amnesty International
"L'obiettivo ributtante e imperdonabile, dice il rapporto della commissione indipendente istituita dal Consiglio per i diritti umani dell'Onu, è interrompere la "continuità biologica e sociale" del gruppo. Genocidio, appunto."
Ieri ho trascritto ogni parola del ministro #Crosetto al #QuestionTime e mi chiedo se ci consideri tutti dei cretini che credono che autorizzazioni a usare #BasiMilitariUSA nel 2019 equivalgano a quelle date da governo durante una guerra di aggressione illegale degli USA all'Iran
ICC Prosecutor Karim Khan stated that Israel threatened his wife and children if he continued pursuing arrest warrants against its leaders accused of committing genocide.
In an interview with Al Arabiya English, Khan said that a 5,000-page report issued by the UN Office of Internal Oversight Services cleared him of any wrongdoing. He added that the ICC Bureau, the court’s main oversight body, appointed three judges to review the report, and they confirmed on 21 March 2026 that there was no evidence indicating any misconduct.
He also said that he had not fully understood the extent of influence held by governments and states he described as aligned with the US and Israel, noting that 12 US senators contacted him and threatened his family if he continued pursuing action against Israel.
Mentre il governo Meloni protegge i soldati israeliani in vacanza in Italia, la Spagna accoglie 100 palestinesi, tra cui 20 bambini e le loro famiglie, affinché possano ricevere cure mediche, come ha annunciato il PM Pedro Sánchez.
Si tratta della sesta evacuazione di questo tipo da Gaza.
🔹«Nessun essere umano, e ovviamente nessun bambino, dovrebbe essere costretto a subire l’orrore e le barbarie che si stanno commettendo a Gaza», scrive Sánchez. La ministra della Salute Mónica García ha affermato che i bambini «si lasciano alle spalle la barbarie per ricevere le cure di cui hanno bisogno nei nostri ospedali», aggiungendo che «arrivano con paura ma» anche con speranza.
🔹La Spagna è stata all’avanguardia in Europa nelle evacuazioni mediche da Gaza, diventando il primo paese UE ad accogliere bambini palestinesi feriti dal 2024, e la Spagna è tra i critici più feroci di Israele all’interno dell’UE.
Secondo l’OMS, più di 18.500 persone a Gaza, tra cui quasi 4.000 bambini, necessitano ancora di un’evacuazione urgente, poiché il sistema sanitario del territorio giace in rovina dopo la distruzione sistematica di Israele.
Un regolamento dell’Unione europea vincola gli Stati membri: non può imporre obblighi a uno Stato terzo (come riprendersi persone o collaborare).
Le basi.
Il dottor Liav Goldstein è il direttore sanitario del Servizio penitenziario israeliano. È stato la figure chiave nella supervisione e approvazione dell’uso della fame, torture e stupri sistematici dei prigionieri palestinesi.
E soprattutto nel diniego di cure mediche dopo le torture, gravi abusi barbarici che hanno provocato la morte di 86 detenuti palestinesi.
Sotto la sua direzione ai palestinesi sono stati amputati i loro arti senza anestesia, e perfino i medici palestinesi, come il primario Adnan Al Bursh, sono stati stuprati con un bastone arrugginito, che ne ha causato la morte.
Questo medico israeliano è stato definito dai medici internazionali: “L'angelo della morte" del XXI secolo.
Calano i reati, si riempiono le carceri. Nel primo semestre del 2025 le denunce sono scese del 4,8%, eppure al 31 dicembre dietro le sbarre c’erano 63.499 persone, quasi duemila più dell’anno prima, su 46.124 posti reali. A crescere, evidentemente, è la voglia di punire.
Punrie chi? Il XVII Libro Bianco sulle droghe, curato da Forum Droghe, Antigone e Cgil, lo certifica: oltre un terzo dei detenuti, il 33,9%, è dentro per la legge sugli stupefacenti. La media europea è del 18%, quella mondiale del 22%. Più di un ingresso su quattro passa dall’articolo 73, che colpisce il piccolo spaccio e il consumo, non i narcotrafficanti. Quelli, del resto, continuano a lucrare indisturbati. E un detenuto su tre, il 32,7%, è una persona tossicodipendente: un malato che mettiamo in cella invece che in cura.
Il governo Meloni ha pestato sull’acceleratore. Il decreto Caivano, nato contro il disagio minorile, ha alzato da 4 a 5 anni la pena massima per i fatti di lieve entità: così è tornata possibile la galera prima del processo per chi ne restava fuori, tanto che la Corte costituzionale ha dovuto rimettere una pezza. E Alfredo Mantovano propone comunità chiuse, carceri private travestite da cura.
Funziona, questa guerra alla droga? Il Portogallo, che dal 2001 ha tolto il consumo dal codice penale, ha visto i detenuti per droga crollare sotto la media europea e le morti per overdose tra le più basse del continente. Lì la polizia dà la caccia ai trafficanti, non ai ragazzi con una canna.
Qui invece si riempiono le celle di chi avrebbe bisogno di un medico. E la chiamiamo sicurezza.
Buon martedì.
(il mio #buongiorno per @left_rivista)
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