Italiani come noi. Domenico Centrone, 36 anni, docente. Dina Alberizia, 67, insegnante. Sono prigionieri in Libia, sequestrati dalle milizie di Haftar. Passavano di lì per portare aiuti a Gaza con la Flotilla. Era il 24 maggio. Qualcuno vuole muoversi o ci limitiamo a “vigilare”?
Quelli che gridano "musulmano pezzo di merda" sono i nipoti di quelli che uccisero milioni di ebrei e di rom nei campi di sterminio. La pasta è quella, cambia solo il nemico da odiare per giustificare lo squallore delle loro misere vite. Remigriamoli nelle fogne della storia.
Chiedo umilmente al signor Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, garante della costituzione antifascista italiana: è normale che per le vie di Roma ci sia un corteo autorizzato che inneggia ad una deportazione di massa sulle note di "me ne frego"? @Quirinale
Liceo “Monti” di Cesena: davanti a 250 studenti e docenti in cortile, alcuni ragazzi hanno srotolato dalla finestra di un'aula un lenzuolo con la scritta “L’Italia agli Italiani”, intonando poi cori sulla Decima Mas. #matrice
Disamina molto attenta e profonda di @AUniversale su Vannacci a ottoemezzo:
Premetto che mi sono risparmiato l'orrore a quanto vedo.
🤦
"Pensavamo che con Salvini avessimo toccato il fondo. Poi la Lega ha impugnato la trivella: e dal sottosuolo, sull'attenti, è spuntato Vannacci.
Questa sera, a Otto e Mezzo, Lilli Gruber e Lina Palmerini hanno fatto una cosa semplicissima: hanno lasciato parlare Roberto Vannacci.
È bastato quello.
Sui diritti civili, il vicesegretario della Lega ha spiegato: "I gay hanno tutti i diritti in Italia: se vanno in ospedale li curano, se vanno per la strada possono tranquillamente guidare".
I gay possono guidare. E in ospedale li curano pure. Per il generale l'uguaglianza è tutta qui: patente e pronto soccorso. Praticamente la Svezia.
Poi ha voluto citare il vocabolario della lingua italiana, lo Zingarelli. Lo ha chiamato "Zingaretti". Il dizionario scambiato per l'ex segretario del PD e Nicola Zingaretti e per l'attore. Da un europarlamentare che si presenta come uomo di cultura e vende libri a centinaia di migliaia di copie.
Sul Ponte sullo Stretto: "L'importante è che l'infrastruttura vada avanti e il ponte si faccia, poi se ci sono stati reati di corruzione si vedrà dopo". Prima il cemento, la legalità a fine cantiere. Quella vale solo per i migranti.
Sul caporalato: "Se non ci fossero i clandestini, nessuno li sfrutterebbe". La colpa dello sfruttamento ricade così sugli sfruttati. Lo schiavo diventa responsabile delle proprie catene. E meno male che è cattolico.
Poi la perla: "Non sono in cerca di poltrone". Detto da uno che in meno di due anni è passato da generale a europarlamentare a vicesegretario della Lega. E che ora sta imbarcando la qualunque nel proprio partito. Le poltrone, evidentemente, cercano lui.
E sui rimpatri, il gran finale: "Se non ci sono accordi bilaterali con i paesi d'origine, li portiamo in un paese terzo sicuro". Quale paese, con quali accordi, a quali costi: particolari. L'importante è dirlo con il tono di chi ha tutto sotto controllo.
Peccato che l'Italia abbia accordi di rimpatrio soltanto con una parte di quei paesi. E peccato che, per trasferire i migranti in paesi terzi sicuri, il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo richieda comunque degli accordi. Accordi che a oggi mancano. Un cerchio perfetto: per rimediare agli accordi che mancano, servono altri accordi. Che mancano.
Gruber prova a chiedergli come funzionerebbe, in pratica. E va in scena questo:
Gruber: "Come rimpatriamo i migranti se non c'è l'accordo con i paesi di origine?"
Vannacci: "Paesi terzi sicuri".
Gruber: "Ma in concreto?"
Vannacci: "Li deportiamo".
Gruber: "Ma dove?"
Fine.
Per tutta la puntata ha girato a vuoto, si è smentito da solo, ha arrancato dietro alle domande più normali del mondo, mentre due giornaliste lo smontavano pezzo per pezzo semplicemente chiedendogli di argomentare.
Lo chiamano il fenomeno da mezzo milione di preferenze, l'uomo forte, il futuro della destra.
Stasera, in diretta, ha dimostrato solo che la destra non conosce limiti e può ancora continuare a scavare."
#vannacci
@AUniversale
#futuronazionale"
Israeli strikes that killed Reuters video journalist Issam Abdallah and injured six other journalists cannot be dismissed as a “mistake.” Why did Israeli forces attack a clearly identifiable group of journalists in southern Lebanon. https://t.co/3vOKPLRKBv
A Bologna abbiamo avuto una scia di sangue lasciata dai fratelli Savi, poliziotti infedeli protetti dai Servizi, romagnoli. Non per questo qualcuno ha mai chiesto di mettere un muro con la Romagna e ne ha irriso le "risorse". Quando emettete succhi gastrici dal cervello, spargendo razzismo sui fatti di #Modena, provate a pensarci. Visto mai che diventiate, per un attimo, persone decenti.
Non ci sono post di Salvini, Meloni & compagnia cantante di condanna della barbara uccisione del bracciante maliano Bakary Sako da parte di una baby gang di italiani a Taranto. Se fosse accaduto il contrario immagino l’indignazione, l’allarme sicurezza… E l’allarme razzismo?
A Gaza l'esercito israeliano ha distrutto o danneggiato il 90% delle infrastrutture idriche o igienico sanitarie, dice @MSF_ITALIA
Il mio articolo sul Sole 24 ore di oggi
Alla guida del cosiddetto corteo della Brigata ebraica, con un megafono in mano c’era il signor Eyal Mizrahi, quello di “definisci bambino“ nel celebre confronto con Enzo Iachetti. Era contornato da bandiere di Israele e foto di Nethanyau. Direi che a questo punto le chiacchiere stanno a zero. Apologeti dello sterminio in Camouflage. I veri esponenti della brigata ebraica lo avrebbero allontanato loro (megafono compreso)
#25aprile
Il figlio del dottor Hussam Abu Safiya fa un appello agli italiani.
A noi cittadini, ovviamente, dato che il governo e parte dell'opposizione continuano ad appoggiare Israele e non hanno mai chiesto la liberazione di un medico prigioniero da 485 giorni senza accuse né processo.
Alessandra Ballerini, l’avvocato della famiglia di #GiulioRegeni: “L’Egitto non è un paese sicuro: ogni giorno 3 persone su 4 fanno la fine di Giulio”.