Il primo provvedimento urgentissimo che @Azione_it ha richiesto da oltre un anno, e sul quale il governo si è detto formalmente d'accordo, è mettere le nostre centrali a carbone in riserva CALDA, pronte a produrre sino a quando la quotazione del gas non scenderà sotto i 50 €/MWh, applicando le stesse procedure della Germania, che mantiene in esercizio centrali a carbone e lignite, molto molto meno efficienti e assai più inquinanti delle nostre, e intende farlo sino al 2038. E nel 2025 la Germania ha prodotto a carbone e lignite 30 (trenta) volte più energia elettrica dell'Italia.
Dunque se a ottobre ci troveremo impreparati su un'emergenza colossale come l'impennata del prezzo del gas (oggi 72 €/MWh) sarà per imperdonabile mancanza di coraggio e per ingiustificata reverenza verso i gestori delle centrali a carbone (@EnelGroupIT in primis), che son riusciti di fatto a far convertire "riserva CALDA" in "riserva FREDDA", cioè sostanzialmente a farsi rimborsare alcuni costi fissi di gestione del sito, senza poter produrre nemmeno un kWh.
Ministro @GPichetto non c'è un minuto da perdere: mentre si procede alla realizzazione di un nuovo parco di centrali nucleari, il carbone ci serve come backup vero, pronto a intervenire quanto il prezzo del gas è alto. Non è questione nè di destra nè di sinistra: nel campo dell'energia comandano i numeri!
@fabrizioquarta@GiZollino@Azione_it francamente non vedo tutta questa morte nel brindisino, quello che si vede è la gente che scappa al nord per lavorare in quelle industrie che al sud non si vogliono per “il turismo”
Guardate invece i prezzi di generazione immaginando che la tassa ETS non venisse più applicata. Quali sono le fonti più economiche? E perché proprio carbone e gas, anche se i fattori di carico sono bassissimi? Pensate quanto sarebbero più economiche se potessero lavorare al 90%.
@ominodellaluce@FAUSTACHIESA1@Corriere in soldoni senza gas per le difficoltà di approvvigionamento e col carbone che non conviene per l’ETS siamo in grossissima difficoltà