tizio che ha sostenuto politiche di austerità per 20 anni sinceramente scandalizzato che le politiche di austerità ( che ha sostenuto) abbiano messo in pericolo la tenuta delle istituzioni democratiche.
La decisione di ENI di fissare un prezzo massimo di benzina e gasolio non piace alle altre compagnie e ai soliti noti. C'era da aspettarselo.
Ma al di là di questo, la decisione segnala che la tanto bistrattata energia "fossile", che rappresenta in Italia ancora il 70% circa del fabbisogno di energia primaria, è preponderante e decisiva negli equilibri economici e industriali. Il "sogno europeo" di un mondo che si adegua ai wishful thinking verdi di Bruxelles si rivela un brutto incubo, nonostante gli avvertimenti che pure ci sono stati, da più parti, da anni. Inascoltati.
Il prezzo si fa al margine, in tutti i settori economici, e l'energia elettrica da rinnovabili è ancora molto lontana dal sostituire i consumi di gas e petrolio. L'energia verde ha sinora integrato e non sostituito a livello mondiale l'energia primaria da fonti fossili, perché crescono i consumi di energia complessivi a un ritmo superiore alla crescita del green.
Per questo, la politica industriale europea nota come Green Deal rappresenta la più chiara forma di suicidio economico della storia. Avere dismesso capacità di raffinazione, avere disincentivato gli investimenti in idrocarburi, avere penalizzato i consumi di gas con una tassa come l'ETS, avere prima favorito eccessivamente e poi rinnegato improvvisamente il legame Germania-Russia sul gas, avere favorito l'industria tedesca dell'auto obbligando tutti all'elettrico, tutto ciò rappresenta un disastro di cui nessuno si sta assumendo la responsabilità politica. Bruxelles resta al riparo dal processo elettorale, come disse qualcuno.
L'ETS, ad esempio, è stato creato espressamente per far alzare il costo dell'energia prodotta con gas e carbone, ottenendo così l'effetto di 1) far alzare il costo di tutta l'energia, anche di quella green; 2) abbattere la competitività dei settori industriali energy-intensive, che sono al limite del collasso. Ci aspetta un autunno di chiusure, delocalizzazioni e licenziamenti se non si agisce subito.
Finita la sbornia verde, ora appare chiaro che contano due cose soltanto: l'indipendenza e la sicurezza energetica, due obiettivi che i sistemi-paese noti come Cina e USA perseguono senza fronzoli e seguendo logiche di potenza. Mentre i paesi europei sono anestetizzati da Berlino, ehm, Bruxelles, cui hanno delegato in bianco la politica industriale, una delega che neutralizza qualunque possibilità di azione mentre il mondo richiede capacità di agire in modo efficace.
La lezione di USA e Cina è chiara: nessuno sconto a chi non capisce i fondamentali degli equilibri internazionali, né a chi pur capendoli non agisce in modo conseguente.
Servono azioni di governo in chiave di sicurezza energetica e prosperità economica, due elementi che Berlino, ehm, Bruxelles non può fornire. Non può perché l'Ue nasce espressamente come veicolo della potenza regionale tedesca, da sempre inadeguata culturalmente a leggere il presente e ad immaginare un futuro.
Gasolio, gas, petrolio, carbone sono ancora la chiave della prosperità, piaccia o meno. La capacità di controllare le fonti energetiche è la chiave del futuro. Una chiave che Bruxelles non ha, non ha mai avuto e non avrà mai.
(Grafico: ENEA, Analisi trimestrale del SISTEMA ENERGETICO ITALIANO Anno 2025 n. 1/2026)
Pensa un po', importare l'autista tunisino serve ad evitare che la domanda e l'offerta di lavoro raggiungano il naturale punto di equilibrio alzando gli stipendi in modo da attrarre lavoratori locali.
Chi l'avrebbe detto.
Stupore atque meraviglia.
Quando sentite un imprenditore o un manager annunciare una decisione che apparentemente sembra riguardare l'interesse comune (salviamo l'umanità, l'ambiente, la comunità di Rocca Cannuccia di sotto) dubitate sempre delle apparenze.
C'è quasi sempre (tranne rarissime eccezioni) un non dichiarato e specifico interesse economico della sua azienda.
Altrimenti tradirebbero il loro ruolo.
Il resto è tutta fuffa buona per farsi belli nei convegni.
La UE è quella cosa di cui ti disinteressi fino a quando non danneggia un tuo interesse particolare.
A quel punto, ti svegli, cominci a detestarla e capisci perché altri prima di te si lamentavano.
Il punto è che a beneficiarne (ancora per poco) è una ristretta élite che perde le elezioni, ma detiene comunque un enorme potere. Tra cui non è da trascurare quello di dettare l’agenda e scegliere pure i protagonisti dell’attività politica.
@michele_geraci A dire la verità bisogna scordarsi il referendum (chiedere a Bonaccini perché) e prima bisogna fare la checklist del "che ci vuole?"
Vannacci serve ad evitare le prime due (da cui poi discendono le altre quattro).
Sempre dispostissimo al dibattito pubblico, anche se meglio Monti.
Ammesso e non concesso che questa “guerra ibrida” sia vera, io ringrazierei i russi per la clemenza.
Sono quattro anni che la Ue gli fa la guerra (vera, mancano solo le truppe) e ce la stiamo cavando con qualche drone di latta.
Altro che il ridicolo ossimoro della “belligerante neutralità”: le armi e il denaro con cui l’Ucraina non solo si difende ma attacca obiettivi su suolo russo, sono anche nostri.
Questo è. Basta essere chiari.
L'obiettivo è convincerti che votare sia inutile perché "tanto sono tutti uguali". Il problema è che hanno mezzi e strumenti per farlo e il sistema è costruito per fare in modo che "tutti uguali" lo diventino.
Il perché è spiegato qui sotto.
Poi si chiedono perché la metà del Paese vorrebbe introdurre la responsabilità dei magistrati che prendono decisioni scellerate. Uno stupratore seriale che violenta una tredicenne rimesso subito in libertà è uno sfregio alla giustizia e un ulteriore trauma per le vittime. Il CSM dovrebbe sanzionare questi giudici per tutelare la reputazione della magistratura.
La Spesa dell’obbligo
Ho due figlie. Una alle medie, una alle superiori. Oltre 700 euro di libri. Non di zaino griffato, non di diario con le luci. Di carta obbligatoria.
Libri a 40 euro. Alcuni oltre. E ogni settembre lo stesso rituale: lista, cassa, mazzata.
In Italia lo chiamano “diritto allo studio”.
Tradotto: lo Stato obbliga, il docente sceglie, la famiglia paga. Quattro gruppi editoriali si spartiscono circa l’80% del mercato.
Ogni anno una fetta di testi “cambia edizione”: tre esercizi spostati, un QR code nuovo, e il volume dell’anno prima diventa carta straccia. L’usato muore. La licenza digitale spesso è one copy–one user: compri usato e la parte online non ti segue.
Tetti di spesa ministeriali? Esistono. Poi si sfora del 15-20% con una delibera e il conto torna a 500, 600, 800 euro, soprattutto in prima superiore.
Non è un destino universale. In Francia molte scuole lavorano con materiali e prestiti e il conto complessivo è più basso. In Olanda, Belgio, Svezia i testi per l’obbligo sono in larga parte a carico pubblico. In Germania dipende dal Land, ma non è normale svuotare il conto corrente per un’adozione. Qui invece il mercato dei libri nuovi vale circa 800 milioni l’anno, l’usato 150. Meno studenti, più fatturato. Un capolavoro.
Due figlie. Stesso tetto, stesso stipendio, stessa scuola pubblica. Oltre 700 euro per imparare quello che lo Stato dice di voler garantire.
Se questo non è uno scempio, è solo perché ci siamo abituati.
Basta nuove edizioni finta-nuove. Basta licenze digitali che uccidono il riuso. Basta far scegliere a chi non paga.
O i libri li mette la scuola, o si smetta di chiamarlo diritto.
Mi date una mano a diffondere il post sull'euro digitale?
Pare stia interessando a tanta gente, quindi buona occasione per far circolare un'informazione importante
(e per fare un ultimo tentativo di arrivare primi rising o almeno di superare in bestsellers il sito femminista 😅)
Ho l'onore e la felicità di annunciare che @AlbertoBagnai è stato nominato componente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust).
Da oggi siamo tutti più sicuri e la crescita economica del nostro Paese avrà l'appoggio e il giudizio di una competenza unica.
La ‘consulta della bicicletta’ non rappresenta nessuno. Quattro borghesucci pieni di quattrini che giocano a fare i green e che rompono le palle a 600.000 persone.
Quando si tratta di indebitarsi con la UE, il debito è buono e si risparmiano fantastiliardi sugli interessi 😉
Sembra una barzelletta, ma c'è chi ci crede.
Spalla a spalla con @ClaudioBorghi nel raccontare una storia incredibile
https://t.co/T6XrSxG2vY