A marzo il Parlamento europeo aveva detto no a Chat Control che era stato bocciato in aula e lasciato scadere. Oggi rientra dalla finestra, ed è una forzatura senza precedenti.
A rimetterlo al voto sono il PPE e la presidente Metsola, con una procedura d'urgenza che schiaccia la decisione al 9 luglio, ultimo giorno prima della pausa estiva, con l'aula più vuota e i tempi per correggere il testo ridotti al minimo. E in seconda lettura le regole si rovesciano: non serve una maggioranza per far passare la deroga, bastano meno di 361 contrari. Ciò che il percorso ordinario aveva respinto si ottiene così con un espediente di calendario e di soglia.
E qui il punto che nessuno dovrebbe far finta di non vedere: la stessa relatrice Birgit Sippel ha parlato apertamente di «manovra sleale». Nonostante questo, il gruppo dei Socialisti ha votato a favore dell'urgenza, garantendo di fatto la maggioranza, e con loro una parte della delegazione italiana del PD. Renew e Verdi hanno invece votato contro, denunciando un secondo voto forzato.
L’episodio è grave in quanto le regole con cui si decide non si piegano al risultato che si vuole ottenere. Cambiare soglie e calendari per far passare un testo già bocciato non rafforza nessuna tutela, indebolisce la fiducia nelle regole del gioco democratico.
E nel merito noi di @ora_italia ci eravamo già espressi: https://t.co/l3rwnDx9sy
Domanda interessante che mi hanno fatto ieri. Ma quindi @ora_italia è un partito antisistema?
Ecco. Se mettere al centro il futuro reale dei giovani e le riforme essenziali per la crescita come battaglie principali > significa essere antisistema. Allora beh: sì.
Se dire poi, chiaramente, che serve intervenire sul tema pensioni per dare davvero un futuro ai giovani > significa essere antisistema. Allora beh: sì.
Se opporsi fermamente all'infinita logica dei bonus proponendo invece un taglio strutturale delle tasse sul lavoro > significa essere antisistema. Allora beh, sì.
Se rifiutare l'assistenzialismo elettorale per rimettere al centro innovazione, tecnologia, merito e produttività > significa essere antisistema. Allora beh, sì.
Se puntare su un'università moderna, accessibile e competitiva, anziché un sistema baronale e autoreferenziale > significa essere antisistema. Allora beh, sì.
Se difendere il diritto internazionale senza doppie morali, sostenendo la resistenza dell'Ucraina contro l'invasione russa e la fine dell'occupazione e delle sofferenze del popolo palestinese > significa essere antisistema. Allora beh, sì.
Se proporre senza indugi di inserire il nucleare nel mix energetico nazionale per garantire energia pulita, continua e a prezzi competitivi per le imprese > significa essere antisistema. Allora beh, sì.
Se considerare la spesa pubblica improduttiva il vero macigno che blocca i salari e soffoca la competitività delle nostre imprese > significa essere antisistema. Allora beh, sì.
Se rifiutare l’idea per cui su ogni tema esista una risposta "di destra" o "di sinistra" e scegliere semplicemente quella che funziona > significa essere antisistema. Allora beh, sì.
Se tutto questo è "antisistema", allora forse il sistema attuale è palesemente rotto.
Serve qualcuno che aggreghi con coraggio gli italiani (e sono tanti) che credono sia ancora possibile costruire un futuro di crescita per questo Paese. @ora_italia
@DiMarzio@Inter@SkySport .@Inter, presentata l’offerta per [Nome Giocatore] intorno a X milioni: [Nome Club] ne chiede X+10, perciò servirà un rilancio.
Sempre verde
Vi suggerisco di seguire @CarmeloAbate7 e vedere il suo prezioso contributo nel partito, insieme a tutti gli altri ragazzi della regione Sicilia.
Con direzione e determinazione hanno saputo costruire un ponte tra politica e analisi di policy, iniziando con un flash mob, passando per un sondaggio, e sfociando in una serie di proposte concrete con dati alla mano.
Un modo di fare politica umano ma anche scientifico, che parla alle pance e poi però offre anche loro l’opportunità di mangiare insieme.
Li stimo, mi ispirano, ho voglia di lavorare con loro e imparare da loro!
Grazie 💛
Vorrei dire che a Michele Boldrin, di "pirsona pirsonalmente", della querelle con @CarloCalenda importa nulla.
Le mie devianze caratteriali - reali o percepite che siano - contano zero. Lo stesso vale per le sue devianze caratteriali, reali o percepite che siano.
L'unica cosa che conta e' se i due partiti - i loro quadri ed iscritti, anzitutto e soprattutto - concordano sulle cose da fare per il paese, oppure no. L'unica cosa che conta e' se i quadri e gli iscritti dei due partiti (e degli altri a cui la cosa dovesse interessare) si accordano su un programma di governo ed un progetto di Italia altri da quelli oggi dominanti e che i due pollai propongono.
Di questo si dovrebbe discutere e di queste questioni dovrebbero, iscritti e quadri, discutere pubblicamente da Bolzano a Trapani e da Aosta a Lecce.
Lo facciano: se vogliono possono farlo anche senza alcun "ordine dal centro". Son tutti adulti!
Appartengo a quella schiatta, credo oramai in via di estinzione, che ritiene la politica la debbano fare i cittadini in prima persona e che i supposti "leader" debbano servire da coordinatori e portavoce, non da padri-padroni.
Tutto il resto viene dopo e, alla fin fine, e' alquanto secondario.
Tutto il resto - come disse Fischer Black in una lectio magistralis - e' solo rumore che la storia del Paese cancella e dimentica. Perche' nella storia di un Paese contano i fatti che i cittadini, collettivamente, riescono o non riescono a realizzare. Hic rodus hic salta.
P.S. Il messaggio che leggete e', come da incipit, scritto di pirsona pirsonalmente. Se domani il Direttivo e l'Assemblea di @ora_italia mi diranno che si tratta di una mattana personale che non avrei dovuto scrivere, ne paghero' le conseguenze.
Ma, avendoci pensato, io cosi' la vedo da lungo tempo.
El Club Deportivo Palestino lamenta profundamente el sensible fallecimiento de Saleem Al-Ashqar, arquero palestino de 32 años que defendía los colores del Khadamat Khan Younis y que perdió la vida a manos del ejército israelí.
Nos destroza que hechos como este sigan ocurriendo. Exigimos justicia y paz para #TodoUnPueblo 🇵🇸
Questi articoli mi fanno impazzire.
Hai un ente che ha entrate autonome per quasi tutte le sue attività che riceve ingenti trasferimenti statali perché non riesce ad assolvere a tutte le sue funzioni e alla fine si insinua pure che sia in attivo.
In queste ore sono circolate accuse e attacchi personali nei confronti del segretario Michele Boldrin e della comunità di ORA!. Fa parte della politica, immaginiamo. Noi, però, preferiamo continuare a fare ciò per cui siamo nati.
ORA! nasce per costruire una proposta politica che abbia il coraggio di portare nel dibattito pubblico le riforme strutturali necessarie a fermare il declino italiano. Per questo abbiamo sempre cercato, in modo proattivo, il dialogo con tutte le forze riformiste, liberali ed europeiste, nella convinzione che l'Italia abbia bisogno di un'alternativa credibile al bipopulismo.
Continuiamo a sostenere che a livello locale e nazionale il confronto su programmi, idee e riforme deve avvenire pubblicamente, davanti ai cittadini. Se c'è una discussione che ci appassiona, è quella sui contenuti.
Per questo stiamo organizzando momenti di dialogo con repubblicani, popolari, radicali, socialisti e con chiunque condivida questo approccio. Lo stesso invito è rivolto ai militanti delle altre forze politiche, così come a tutte le persone che abbiano voglia di confrontarsi pubblicamente e provare a costruire qualcosa insieme. Il prossimo 9 luglio a Milano discuteremo anche di questo.
Le polemiche passano. Le idee, se sono buone, restano. Noi preferiamo investire sulle seconde.