"Se distruggessimo tutti i libri sacri e tutti i romanzi, in mille anni non tornerebbero scritti nella stessa maniera. Se invece distruggessimo tutti i libri di scienza, in mille anni tornerebbero tali e quali, perché gli stessi esperimenti avranno sempre gli stessi risultati."
Il cancelliere tedesco Merz: «L'Ucraina sta difendendo la sua libertà da più di quattro anni». I parlamentari di Alternative für Deutschland ridono. «È un segnale eloquente, ridono del destino di milioni di persone in Ucraina e vanno a Mosca per i loro ricevimenti con champagne».
La guerra in Iran sta facendo decollare i prezzi, saliti del 2% in appena 3 mesi, da febbraio a maggio, pari a una stangata di 505 euro su base annua per una famiglia media
Bce alza i tassi, quanto può salire la rata del mutuo - la Repubblica https://t.co/8q82xdtlTn
I lavoratori hanno così scelto non essendo state accolte le loro richieste salariali e contro la presenza dell'agenzia di immigrazione ICE nell'area. https://t.co/rZHC5DXxVl
Lo sciopero degli addetti all'ospitalità del SoFi Stadium di Los Angeles agita il debutto assoluto degli Stati Uniti ai Mondiali 2026
https://t.co/mFVMvKnYfb
Drone footage shows flamingos in a lagoon where a luxury resort is planned by a company linked with Donald Trump's son-in-law, Jared Kushner https://t.co/JuEIjoO725
L'isola albanese è al centro di una polemica internazionale. La sua vendita a Ivanka Trump, figlia del presidente degli Stati Uniti e al marito Jared Kushner, che vogliono trasformarla in un resort di lusso, ha scatenato nel Paese fortissime proteste. L'hanno chiamata la rivoluzione dei fenicotteri https://t.co/npUC4LhrpA
Every day, Russia commits terrorist atrocities against Ukrainian civilians that would cause outrage and catastrophe anywhere else. Unprovoked military attacks on innocents while the free world watches and talks.
Peggio di Trump ci sono solo i suoi uomini di governo, costretti a usare le stesse bugie.
Lo speaker repubblicano della Camera, Mike Johnson, risponde così al giornalista che gli chiede quali prove ci siano per dire che le elezioni in California sono truccate: «Alcuni di questi sforzi sono così diabolici e così a monte che è impossibile dimostrarli. Ma penso che tutti sappiano istintivamente che c'è qualcosa che non va».
“The images of Senegal’s national football team under heavy checks on arrival in the United States, as if they were suspects rather than athletes, are deeply alarming,” declares @sandrogozi , EDP Secretary-General. “As early as February, in times when many preferred to look away, we raised the alarm about the risks of entrusting this World Cup to a political climate shaped by suspicion, exclusion and arbitrary treatment. The case of Omar Artan, the Somali referee reportedly denied entry despite holding a valid visa, confirms that this is not an isolated concern. Foreign teams, officials and supporters deserve dignity, clarity and equal treatment. FIFA cannot keep closing its eyes while the Trump–Infantino alliance turns a global celebration of football into a border-control spectacle. A World Cup must belong to the world — not to humiliation, discrimination or political arrogance.”
La FIFA a indiqué que l'arbitre somalien Omar Abdulkadir Artan, refoulé à son entrée aux États-Unis, ne pourra pas officier lors de la Coupe du monde. L'instance se range ainsi derrière la décision politique de l'un des trois pays hôtes du Mondial.
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Así han recibido las autoridades de Estados Unidos del criminal ultraderechista de Donald Trump a los futbolistas de la selección de Senegal, campeona de la Copa África. El Mundial de la vergüenza.
German Chancellor Merz: Tomorrow is June 6th, D-Day, when the Americans once ended a war in Europe
Trump: “That was not a pleasant day for you."
Merz: “This was the liberation of my country from Nazi dictatorship” (2025)
President Zelensky said it plainly: Ukraine did not have cards, it had people. Smart, brave people. That is the truth Europe must never forget. Putin counts weapons, Trump talks deals; Ukrainians are defending a nation, a democracy and the security of our continent. Their drones, resilience and courage are not bargaining chips. They are Europe’s front line. As European Democrats, we stand with Ukraine: peace requires strength, freedom requires solidarity.
Sono sempre più affascinato sull’approccio che @marcotravaglio ha con tutto ciò che riguarda la Russia e soprattutto da come il suo giornale, che da anni si erge a censore e tribunale del popolo, punto di riferimento di ogni delirio manettaro, quando le malefatte riguardano Putin e dintorni si apra al garantismo più assoluto, quasi preassolutorio.
Quello delle elezioni armene è solo l’ultimo caso. Candidati filorussi arrestati senza motivo, scrive il Fatto, con riferimento ai casi degli esponenti di “Armenia Forte”, accusati solo di corruzione elettorale e voto di scambio (secondo l'Anticorruzione, avrebbero orchestrato un sistema per pagare e manipolare la nomina dei membri delle commissioni elettorali di seggio, offrendo compensi in denaro in cambio della garanzia di un pacchetto di voti), riciclaggio di denaro (sono state contestate irregolarità finanziarie e flussi di denaro illeciti legati al finanziamento della campagna elettorale) e coercizione e interferenza (accuse di aver esercitato pressioni e interferito indebitamente nello svolgimento e nella partecipazione a riunioni e assemblee pubbliche). Con un leader, Samvel Karapetyan, il quale si trovava già agli arresti domiciliari nella sua residenza fuori Yerevan con l'accusa formale di istigazione al rovesciamento del potere statale.
Tutti innocentissimi a priori. Perché a renderli tali non sono i fatti, ma l’essere corrotti, corruttori, sobillatori o golpisti per conto di Putin e contro l’Europa, pertanto mossi dalla nobile causa della destabilizzazione dell’Occidente, in favore del luminoso fascismo multipolare russo.
Ricordiamo tutti i titoli violenti sfornati dal Fatto anche a ridosso del referendum costituzionale della Moldova del 2024 e delle elezioni presidenziali del 2025, con i quali si denunciavano arresti arbitrari appena prima delle consultazioni per condizionare il voto, ignorando come le indagini condotte dalla Procura Anticorruzione moldava, dal SIS (Servizi di Sicurezza) e supportate dai tracciamenti finanziari delle intelligence occidentali avessero svelato un gigantesco sistema di corruzione di Stato ed eversione.
I reati formali per cui sono scattati gli arresti di leader (come Evghenia Gutul, governatrice della Gagauzia) e candidati includevano voto di scambio e corruzione elettorale su scala di massa (la rete dell'oligarca Shor ha introdotto illegalmente in Moldova oltre 39 milioni di dollari provenienti direttamente dalla Russia per creare conti correnti in favore di 130.000 presso la banca statale russa Promsvyazbanksui quali venivano trasferite cifre mensilmente in cambio dell'impegno scritto a votare "No" al referendum UE e a favore dei candidati filorussi), ma anche finanziamento illecito di partiti politici da parte di un gruppo criminale organizzato, riciclaggio di denaro aggravato e tradimento e cospirazione contro lo Stato.
Stesso schema in Romania, dove Travaglio criticò pesantemente le autorità di Bucarest e l’Europa (non si sa bene a che titolo) per l’annullamento delle elezioni, non trovando strano che un candidato indipendente di estrema destra, ultranazionalista e dichiaratamente filorusso, Călin Georgescu, avesse vinto clamorosamente il primo turno con il 23% dei voti, senza aver fatto comizi, senza avere sedi di partito e avendo dichiarato ufficialmente al fisco "zero euro" di spese elettorali. Nessun ripensamento anche dopo che si era scoperto che il candidato semi-sconosciuto era stato aiutato da una massiccia campagna TikTok orchestrata in Russia e che sempre dalla Russia erano in realtà arrivati milioni di finanziamenti in criptovalute. Così come aveva sparato a zero sul fermo di Georgescu, cui erano seguiti ben 27 arresti, tra i quali quello del mercenario Horațiu Porta, nella cui casa erano stati trovati soldi e armi, con lo scopo, secondo la procura generale rumena, di compiere atti contro l'ordine costituzionale e per associazione eversiva. Anche in questo caso tutto regolare: tranne il complotto delle élite occidentali per limitare la libertà di voto e far vincere candidati graditi a Bruxelles.
Si potrebbe continuare ancora e ancora, citando innumerevoli articoli nei quali il Fatto picchia duro contro le autorità tedesche, ree di aver accusato di nazismo alcuni esponenti di AfD, ignorando le evidenze delle straordinarie e sofisticate campagne promosse dalla Russia per sostenere proprio il partito di estrema destra guidato da Alice Weidel. E anche sulle critiche mosse alle autorità francesi per aver escluso Marine Le Pen, accusata di aver impiegato impropriamente fondi comunitari e già destinataria di prestiti milionari documentati da parte di banche controllate da Mosca.
E si potrebbe tornare indietro sino al 2004, anno delle elezioni presidenziali in Ucraina che Travaglio racconta come quello del primo dei due golpe dei quali fu vittima il candidato filorusso Viktor Yanukovich. Un golpe che, però, stando alla definizione letterale del termine, il candidato favorito di Mosca ha semmai compiuto anziché subito. Nei suoi editoriali, libri, spettacoli teatrali ed interventi tv gli sentirete infatti ripetere sempre e solo che il voto fu annullato dietro la spinta della piazza messa dal perfido Occidente. Non esistono fonti, prove o anche solo vaghi sospetti che questo sia vero. È invece documentato che Yanukovich organizzò bus e treni per portare elettori fedeli a votare più volte in tutto il paese, fece stampare schede aggiuntive direttamente in Russia e addirittura alterò elettronicamente i risultati del voto, avendo ottenuto le credenziali di accesso al cervellone della Commissione Elettorale Centrale, cui si era collegato con un cavo in fibra ottica dalla sede del suo comitato che era in un cinema dall’altra parte della strada.
Candidato “neutralista”, lo chiama ancora oggi. Così super partes che Mosca ha organizzato per la sua elezione la più grande truffa elettorale della storia del continente. Tutta roba ampiamente provata e appurata, ma che non merita di essere evidentemente citata quanto le fantasiose basi segrete ucraine nei baltici, la “misteriosa” morte dell’avvocato nel caso Minetti o delle innumerevoli altre manipolazioni della realtà da dare in pasto ad un popolo di lettori (ed elettori) beoti, ormai educati a non distinguere più nemmeno i fatti dalle opinioni.
Per i popoli che sognano di entrare nell’Unione Europea,l’Europa non è soltanto un’istituzione o un mercato comune. È un immaginario morale. È la promessa della libertà e di una vita dignitosa. Quell’idea d’Europa oggi ha vinto in #Armenia, così come aveva già vinto in Moldova./1