@marattin La dignità del nostro paese è stata già buttata nel cesso grazie a gente come Lei e il suo PdC.
Continuare a mettersi prosciutto davanti a gli occhi e essere servi degli americani e israeliani i risultati possono essere solo questi.
DI COSA SI LAMENTA🖐🤡
@GiorgiaMeloni Dimettiti serva🤣🤣🤣
Ci hai ridotto in mutante, hai proposto anche il nobel a Trumpo, hai leccato il culo fino adesso e vieni a dirci che non implori, manca solo l'amico Netanyahuche ci regala una nota di colore.
🖐🤡
@Antonio_Tajani@BCarazzolo I leccaculi vengono trattati così, dov'è lo scandalo che tanto gridate, vi siete messi nella posizione di servi e da servi venite trattati🖕🤡
Il caporalato non è un fenomeno di "mele marce”, ma parte integrante di un sistema economico e produttivo malato, che mette al centro il profitto a ogni costo.
La storia purtroppo è sempre la stessa.
Ed è fatta di sfruttati e sfruttatori.
Mercoledì pomeriggio Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Lombardia, si è alzato dal tavolo della Commissione Salute delle Regioni e se n’è andato, dimettendosi da vice coordinatore: il governo che lui sostiene aveva appena ritirato la riforma dei medici di famiglia, scritta dal ministro Orazio Schillaci insieme alle Regioni e affossata dalla sua stessa maggioranza dopo le pressioni dei sindacati medici, i più contrari a toccare il proprio status. “Vicenda avvilente”, il commento.
Della dipendenza per una parte dei dottori resta una richiesta gentile: 6 ore a settimana nelle Case di comunità del Pnrr, che scade a fine mese, da negoziare in settimane di trattativa. È matematico: le scatole vuote dei maxi ambulatori resteranno vuote.
Il copione del resto è sempre lo stesso. La separazione delle carriere è stata bocciata dal 53,8% dei votanti al referendum del 22-23 marzo; il premierato, “madre di tutte le riforme”, dorme in commissione alla Camera da luglio 2025; l’autonomia differenziata l’ha smontata la Consulta a dicembre 2024.
Questo governo, il secondo più longevo della Repubblica, ormai respira soltanto e si trascina verso fine legislatura contando i giorni. E intanto corre, eccome se corre, sull’unica riforma che gli sta a cuore: la legge elettorale, il “Bignami bis” con premio di 70 deputati e 35 senatori a chi prende il 42%, in Aula il 26 giugno con tempi contingentati. Le riforme per i cittadini si perdono in un pomeriggio; quella per restare aggrappati al potere ha un calendario blindato.
Aspettiamoci almeno coerenza: la chiameranno riforma storica. Sì, certo.
Buon giovedì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
https://t.co/JkSyn8dAGq
🇵🇸 BBC confirma lo que muchos ya sabíamos.
La investigación del BBC revela que más de 160 niños palestinos en Gaza fueron disparados deliberadamente en la cabeza por francotiradores israelíes.
Los reportes son claros:
“Los israelíes están cazando niños por entretenimiento.”
Niños ejecutados de un tiro en la cabeza mientras jugaban, caminaban o simplemente estaban en sus casas.
Fue una política sistemática de cazar y matar menores.Esto ya no es solo un genocidio…
Es sadismo puro contra los más inocentes.Que el mundo deje de fingir que no lo sabe.
Fanno i fessi x non andare alla guerra. Sparano cazzate x tanti allocchi sapendo benissimo che abboccato.
Questa è l'itaglia, un buco nero senza fondo dove può entrarci la qualsiasi, tanto ci sono gli allocchi che ci credono🖐
Oggi la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata davanti alla platea di Confcommercio ed è riuscita ad affermare qualcosa di incredibile.
Prima ci ha spiegato in tono assertivo che “l’Italia non è la Repubblica delle banane… Le regole si rispettano”, e ovviamente il riferimento immancabile era agli “extracomunitari che eludono il fisco con negozi apri e chiudi”.
Poi un po’ di sovranismo culturale e alimentare un tanto al chilo e la banalissima sparata contro l’intelligenza artificiale che porta via i posti di lavoro.
Infine l’attacco diretto alla sinistra e ad Avs sulla patrimoniale:
“Lavoriamo per tagliare le tasse al ceto medio.
Altri parlano di patrimoniale, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo un patrimonio dopo decenni di lavoro e di sacrificio.”
Cosa ho appena sentito?
Questa è disinformazione pura.
La patrimoniale non c’entra letteralmente NULLA col ceto medio e riguarderebbe, anzi, circa 50.000 italiani con un patrimonio complessivo superiore ai 5 milioni, ovvero lo 0,1% della popolazione.
La Presidente del Consiglio, invece, cosa fa? Lascia intendere che la sinistra voglia tassare milioni di italiani, mentre lei lavora per abbassare loro le tasse.
Dimenticandosi di spiegare come mai dopo 4 anni di governo, invece di ridursi, col suo governo le tasse sono magicamente aumentate.
E si ripresenterà pure in campagna elettorale a promettere quella lotta all’evasione che non ha mai fatto al governo.
E nessuno, un giornalista, un moderatore, qualcuno, chiunque, che si alzi in piedi a smentire e a smontare coi numeri e con la realtà questa ennesima sparata da campagna elettorale permanente.
Questa non è politica.
Queste sono armi di disinformazione di massa.
A proposito delle indecenze della #giustiziasportiva e di @SporteSaluteSpA , società pubblica e cassaforte dello sport italiano. Sono 2 minuti e mezzo, ascoltateli se vi va.
🩸 Dracula all’Avis (e altri animali del potere sportivo)
Ci sono interventi parlamentari che scivolano via come acqua. E poi c’è quello di @mauroberruto del 5 giugno, che invece resta.
Due minuti e mezzo. Tanto è durato. In quei centocinquanta secondi un deputato del #PD (già CT della nazionale di volley, bronzo a Londra 2012, uno che lo sport lo ha praticato sul serio prima di raccontarlo) ha fatto al Ministro @andreaabodi una cosa che in Italia non si fa quasi mai: gli ha chiesto conto. Non a slogan. A nomi, cifre, date.
Lo confesso: l’ho riascoltato tre volte. Non perché fosse incomprensibile, ma perché era raro. Quanto tempo era che non sentivo un’interrogazione costruita come un atto d’accusa invece che come una recita?
Il punto centrale lo conoscete già, se seguite queste pagine. È il nostro chiodo fisso, la nostra ossessione: il sistema in cui controllori e controllati siedono dallo stesso lato del tavolo. Berruto lo dice quasi con le nostre parole. La commissione che dovrebbe riformare la giustizia sportiva coordinata da Marco Di Paola, sulla cui elezione un procuratore ha segnalato possibili brogli. Sette tra parlamentari e sottosegretari a presiedere federazioni, enti, leghe, club che incassano denaro pubblico. Da chi? Da Sport e Salute, società pubblica al cento per cento.
Tutto questo mentre si proclama di voler “liberare” lo sport. (La parola “liberare” in bocca a chi occupa fa sempre un certo effetto.)
Poi i numeri, che sono la parte che fa più male perché non si possono ribattere con una battuta. Progetto Illumina: trentadue milioni per cento playground entro il 2025. Realizzati? Uno. In tre anni. Ve lo immaginate un dirigente privato che presenta un bilancio così e resta al suo posto?
E qui arriva la frase che si porteranno dietro, quella che fa il giro: potete nominare anche Dracula all’Avis per la vostra sete di potere. Bella, cattiva, perfetta per il video. Ma a me ha colpito di più quello che viene subito dopo, perché è meno citabile e più vero: il problema è che i canini li affondate nel collo di chi ogni sera apre una palestra. Allenatori, volontari, dirigenti di periferia. Quelli che tengono in piedi lo sport italiano non grazie alle istituzioni, ma malgrado loro.
Ecco. Per noi che da mesi scriviamo del sistema invisibile (la giustizia sportiva trasformata in clava, i conflitti d’interesse mascherati da governance, l’intreccio tra politica e federazioni) sentire le stesse cose pronunciate a Montecitorio, con i verbali a fare da testimone, ha un sapore particolare. Non è rivalsa. È la conferma che non stiamo immaginando niente.
C’è una richiesta di indagine parlamentare ferma da un anno in qualche cassetto. Berruto chiede dove sia finita. Buona domanda. Mi permetto di girarla a chi legge: secondo voi, salterà fuori prima quel documento o prima il centesimo playground del progetto Illumina?
Io una mia idea ce l’ho. Ma preferisco aspettare i fatti.
Perché qui, fino alla fine, ci interessano quelli.
#FinoAllaFine #Juventus #SerieA
🩸 Dracula all’Avis (e altri animali del potere sportivo)
Ci sono interventi parlamentari che scivolano via come acqua. E poi c’è quello di @mauroberruto del 5 giugno, che invece resta.
Due minuti e mezzo. Tanto è durato. In quei centocinquanta secondi un deputato del #PD (già CT della nazionale di volley, bronzo a Londra 2012, uno che lo sport lo ha praticato sul serio prima di raccontarlo) ha fatto al Ministro @andreaabodi una cosa che in Italia non si fa quasi mai: gli ha chiesto conto. Non a slogan. A nomi, cifre, date.
Lo confesso: l’ho riascoltato tre volte. Non perché fosse incomprensibile, ma perché era raro. Quanto tempo era che non sentivo un’interrogazione costruita come un atto d’accusa invece che come una recita?
Il punto centrale lo conoscete già, se seguite queste pagine. È il nostro chiodo fisso, la nostra ossessione: il sistema in cui controllori e controllati siedono dallo stesso lato del tavolo. Berruto lo dice quasi con le nostre parole. La commissione che dovrebbe riformare la giustizia sportiva coordinata da Marco Di Paola, sulla cui elezione un procuratore ha segnalato possibili brogli. Sette tra parlamentari e sottosegretari a presiedere federazioni, enti, leghe, club che incassano denaro pubblico. Da chi? Da Sport e Salute, società pubblica al cento per cento.
Tutto questo mentre si proclama di voler “liberare” lo sport. (La parola “liberare” in bocca a chi occupa fa sempre un certo effetto.)
Poi i numeri, che sono la parte che fa più male perché non si possono ribattere con una battuta. Progetto Illumina: trentadue milioni per cento playground entro il 2025. Realizzati? Uno. In tre anni. Ve lo immaginate un dirigente privato che presenta un bilancio così e resta al suo posto?
E qui arriva la frase che si porteranno dietro, quella che fa il giro: potete nominare anche Dracula all’Avis per la vostra sete di potere. Bella, cattiva, perfetta per il video. Ma a me ha colpito di più quello che viene subito dopo, perché è meno citabile e più vero: il problema è che i canini li affondate nel collo di chi ogni sera apre una palestra. Allenatori, volontari, dirigenti di periferia. Quelli che tengono in piedi lo sport italiano non grazie alle istituzioni, ma malgrado loro.
Ecco. Per noi che da mesi scriviamo del sistema invisibile (la giustizia sportiva trasformata in clava, i conflitti d’interesse mascherati da governance, l’intreccio tra politica e federazioni) sentire le stesse cose pronunciate a Montecitorio, con i verbali a fare da testimone, ha un sapore particolare. Non è rivalsa. È la conferma che non stiamo immaginando niente.
C’è una richiesta di indagine parlamentare ferma da un anno in qualche cassetto. Berruto chiede dove sia finita. Buona domanda. Mi permetto di girarla a chi legge: secondo voi, salterà fuori prima quel documento o prima il centesimo playground del progetto Illumina?
Io una mia idea ce l’ho. Ma preferisco aspettare i fatti.
Perché qui, fino alla fine, ci interessano quelli.
#FinoAllaFine #Juventus #SerieA
Starò zitta quando i bambini dormiranno in pace, NON quando vengono sterminati, decapitati e bruciati vivi con bombe fornite dall’Occidente democratico. #DeGregori#GENOCIDIO
Cuba è rimasta quasi senza petrolio.
Oramai stanno anche 30 ore senza corrente.
Ieri a La Habana erano senza gas.
L'acqua scarseggia.
Gli ospedali ne risentono, ma soprattutto i pazienti oncologici, i bambini...
E il mondo va avanti, mentre un intero paese si spegne in silenzio.