Per 4 anni se ne è infischiata di chi perdeva vacanze, esami universitari, colloqui di lavoro e visite mediche, dicendo cavolate in tv.
Ora che ha cambiato bandiera ha il coraggio di parlare di sequestro di persona.
Sono senza vergogna.
@lauraravetto#salvini#Vannacci
Gigiorgia se hai coraggio vai fuori dai cancelli dell'Electrolux insieme agli operai che stanno perdendo il lavoro, così vediamo come ti acclama la folla. Dagli alpini so buoni tutti. #Meloni
Mi perdonerete, ma non me la sento di unirmi alla “gara di solidarietà”.
Che Donald Trump fosse un pregiudicato, squilibrato, misogino, con evidenti problemi psicologici, lo sapevamo tutti, ma sapevamo anche un’altra cosa: Giorgia Meloni e Matteo Salvini lo hanno esaltato fino a due giorni fa, arrivando a sostenere che bisognava assegnargli il Nobel per la Pace.
E lo hanno esaltato perché Donald Trump piace molto alla parte più scadente dell’elettorato, a quelle mandrie di trogloditi che sognano “l’uomo forte”, a quei penultimi che odiano gli ultimi.
Che Giorgia Meloni abbia o non abbia implorato Trump per convincerlo a farsi immortalare in una foto con lei, in fondo, ha persino poca importanza.
A posizionare male l’Italia sono state le sue tante dichiarazioni fuori luogo e quel suo goffo tentativo di fare da “ponte” tra lo squilibrato e le istituzioni europee.
A posizionare male l’Italia è stato un governo che non ha condannato lo squilibrato per le continue violazioni del Diritto Internazionale, per i bombardamenti, per le deportazioni e per i crimini delle sue squadracce.
Perché sì, l’Italia non può chiudere i rapporti con un Paese alleato, ma c’è modo e modo di gestire quei rapporti. Il governo Meloni, tra selfie con Elon Musk e grottesche esaltazioni del presidente USA, ha avuto sin da subito un approccio provinciale e fuori luogo.
A umiliare l’Italia, più che le parole di Trump contro la premier, è chi fino a ieri ha trattato Trump come un idolo, svilendo le istituzioni che dovrebbe rappresentare.
E niente, neanche qui leggo post scandalizzati da parte di @GiorgiaMeloni@Ignazio_LaRussa etc…. Ci avete rotto i coglioni per settimane per una scritta sul bandone di vestaglina ma di questi attentati, vi guardate bene dal parlarne.
Bisognerebbe ricordare a La Russa che la sua stessa tradizione politica alla Sapienza ci entrava il 16 marzo 1968 con le spranghe dei Volontari Nazionali del MSI, sotto la guida di Giorgio Almirante e Giulio Caradonna. #matrice
Il capogruppo Molinari dice che la Lega è incompatibile con Vannacci perche inneggia alla Decima Mas. Genio. Chissà quale partito ha: candidato Vannacci; fatto alleanza con CasaPound e sponda con Lealtà Azione; chiesto abrogazione legge Mancino e tanto altro. Indovini, Molinari.
Diego Bianchi sputtana alla grande l'ipocrisia della Lega e Vannacci "il capogruppo della Lega Molinari 'siamo incompatibili con uno che inneggia alla decima mas'
ma come l'avete candidato alle europee...perché dice sta cazzata"
applausi
#propagandalive#Vannacci#Lega#9giugno
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