Patuanelli su Repubblica invita l’Ucraina a piegarsi al ricatto del più violento. Cioè alla resa, e all’inizio di guai ancora più seri per il resto d’Europa.
È la stessa posizione di Vannacci. Ed è incompatibile con i valori di autodeterminazione e solidarietà internazionale.
Purtroppo ci ha lasciato Oscar Schmidt…
- in carriera ha segnato quasi 11 mila punti in più di Kareem Abdul-Jabbar (secondo in Nba), esattamente 49.737 in 1615 partite (media 30,8....).
- ha giocato ventinove stagioni, dai 16 ai 45 anni.
- 8 stagioni a Caserta, dove ha segnato 9.143 punti in 284 partite ad una media di 32,2 punti a partita (nel 1988/89 ha chiuso a 36,6 punti di media).
- in Italia tra Caserta e Pavia ha segnato 13.957 punti (secondo), ad una media irreale di 34,63 (primo).
- il contratto con Caserta prevedeva con una clausola che non giocasse con nessun altro club di Serie A.
- nella stagione 1990/91, con Pavia, ha chiuso la stagione a 44 punti di media.
- sempre con Pavia ha segnato 66 punti contro Torino.
- in Italia ha fatto più di 50 punti in 28 partite.
- ha giocato 5 Olimpiadi con la maglia del Brasile.
- è stato scelto dai Nets nel 1984.
- alle Olimpiadi di Seul, in 8 partite con la maglia del Brasile, ha chiuso a 42,2 punti di media (media più alta di sempre alle Olimpiadi).
- a 39 anni, in Brasile, ha segnato 74 punti in una partita e ha chiuso la stagione a 41,5 di media
- nel 2013 è stato inserito nella Hall of Fame.
- Caserta ha ritirato la sua maglia numero 18.
Non ha mai giocato in Nba, ha vinto pochissimo rispetto al suo talento, era l'idolo di un Kobe Bryant bambino che accompagnava il papà in giro per l'Italia, si è emozionato quando gli "americani" lo hanno inserito nella Hall of Fame del 2013, dicendo, con voce rotta dalla commozione "ho sempre sognato di essere qui".
È stato, probabilmente, il più grande tiratore di tutti i tempi.
Forever "Mão Santa”.
The Embassy of Iran in South Africa sent a message to the Embassy of Ukraine informing us about the opening of a book of condolences for the deceased ayatollah and his associates. Ukrainian Ambassador Dr. Olexander Scherba sent them a response.
Your Excellency,
Mr. Ambassador,
Since you notified the Embassy of Ukraine of the book of condolences for the deceased Ayatollah Khamenei and Iran’s military leadership, I feel compelled to remind you of the following.
As military allies of the Russian Federation, the deceased leaders of Iran had on their hands the blood of thousands of Ukrainian citizens – men and women, children and elderly – killed with the help of the infamous Iran-made “Shahed” drones and other military know-how so eagerly provided to Russia by your government. Your leaders were complicit in bringing endless grief to Ukrainian civilians.
Being a person of faith, I try not to rejoice in the death of other people, even those who chose to be tormentors of my country, who did nothing bad to theirs. But as someone who has spent three years to the tune of Iran-created machines of death howling every night in the sky over Kyiv and other peaceful Ukrainian cities, I cannot help but wish for every culprit to meet the justice they deserve. If not by human law, then in the face of God Almighty.
Ambassador, I do not know you personally and have no grudge against you. Sometimes, good diplomats must speak for bad leaders and their policies. But I hope you understand that I won’t express condolences for someone whose death I do not mourn.
Sincerely,
Dr. Olexander Scherba
Ambassador
The Iranian women’s national football team refused to sing the anthem of the Islamic Regime. Tonight. At the opening match of the Asian Cup. In front of the entire world.
So, to all liberal Western women:
Watch and learn.
THIS is what real feminism looks like.
In un tempo in cui autocrazie e dittature sfidano apertamente il mondo libero e ostentano foto di gruppo ho voluto organizzare con @Europarl_IT e @EU_Commission la “Prima Conferenza europea per la libertà e la democrazia” a Ventotene, dal 12 al 14 settembre.
Su quest’isola, che fu confino per le migliori coscienze dell’antifascismo, torneranno i dissidenti perseguitati dai regimi: Julija Navalnaya, Shirin Ebadi, Sviatlana Tsikhanouskaya, Baudicao, insieme a tanti e tante, attivisti e politici, che si battono oggi per un presente e un futuro di libertà e democrazia.
Tra gli altri ospiti, le Nobel ucraine Oleksandra Matviichuk e Oleksandra Romantsova, simboli della resistenza civile e della difesa dello Stato di diritto, le attiviste palestinesi di Women of the Sun e quelle israeliane di Women Wage Peace, donne che nonostante l’orrore della guerra continuano a costruire percorsi di condivisione e di pace
Ventotene sarà ancora casa di chi lotta per la democrazia, per la libertà e per lo Stato di diritto.
👉 Scopri il programma: https://t.co/JGpf1kdPlg
Nei prossimi giorni vi racconteremo le storie e i protagonisti che troverete a Ventotene, la capitale morale d’Europa 🇪🇺
I Movimento 5stelle non perde nemmeno questa occasione per attaccare l’Europa e oggi decide di inveire contro la coalizione dei volenterosi e contro la proposta di cessate il fuoco di trenta giorni e la conseguente minaccia di inasprire ulteriormente le sanzioni in caso di assenza di risposta di Putin.
Dopo più di tre anni di conflitto il M5S ancora fatica a comprendere che l’inizio di questa guerra, dal 2014 in poi, è esclusiva responsabilità di Putin.
I 5 stelle invocano una Helsinki 2.0 ma se dovessimo seguire la loro linea sarebbe più probabile una Monaco 38.
Non avverrà: le istituzioni europee saranno come sempre al fianco del popolo e del governo ucraino.
Il ministro #Tajani ha invitato i suoi elettori ad astenersi, a non votare il #ReferendumCittadinanza.
Gli rispondiamo con le parole che Silvio Berlusconi usò nel 1994 per lanciare il suo partito :
“L’ITALIA È IL PAESE CHE AMO.”
L’8 e 9 giugno #SìAmoItalia.
Importantissime le manifestazioni a #Gaza di palestinesi e ANP contro i terroristi di #Hamas. Come quelle dell’opposizione in #Israele contro la destra criminale di #Nethaniau. Germi di speranza e umanità per due popoli e due Stati, contro #antisemistismo e odio. Per la pace.
Per la serie "avevamo ragione noi".
- "I centri in Albania funzioneranno!" urlava Giorgia Meloni.
- Pochi giorni fa la destra ha festeggiato l'annuncio delle nuove regole europee per i rimpatri che prevedono "hub in paesi terzi" come un successo: "hanno preso a modello l'Italia", ci hanno spiegato ministri, commentatori e giornalisti di destra.
Ma è davvero così?
Ovviamente no.
Vediamo con calma perché.
- i centri in Albania sono stati previsti per applicare la "procedura accelerata di frontiera" a fronte di una richiesta di protezione internazionale
- che significa? Che un migrante che arriva alla frontiera italiana può essere trattenuto per un periodo limitato di tempo durante il quale in modo più rapido e sommario che con la procedura ordinaria si valuta la sua richiesta di protezione e quindi il suo diritto a stare in Italia.
- questa procedura si attiva alla frontiera, quindi prima che il migrante entri in Italia.
- nel caso dei centri in Albania il migrante viene raccolto in mare e portato in un paese terzo (l'Albania appunto) dove viene trattenuto e dove viene analizzata la sua richiesta.
- se alla fine della procedura accelerata risulterà aver diritto alla protezione sarà portato in Italia, in caso contrario dovrà essere rimpatriato (ammesso che ci siano accordi di rimpatrio col paese d'origine).
- i centri in Albania possono ospitare circa 2.000 persone. La previsione (strampalata assai) del governo era di una altissima rotazione di migranti in quei centri: se tutto funzionerà come previsto, quei centri accoglieranno decine di migliaia di migranti ogni anno
- il modello Albania non ha funzionato, ormai è storia. I centri sono deserti da mesi. Ma tralasciamo questo aspetto per un attimo e veniamo alla presunta vittoria del governo.
- la nuova proposta di regolamento europeo sui rimpatri prevede hub nei paesi terzi. Quindi ha vinto la Meloni?
No, non c'entra assolutamente nulla con l'Albania. E lo dimostra oggi proprio Piantedosi annunciando che i centri diventeranno cpr, ovvero centri per il rimpatrio.
Cosa significa? Che potranno ospitare chi non ha diritto a stare in Italia e deve essere rimpatriato.
- prima differenza sostanziale: ci andranno migranti che sono già in Italia e la cui richiesta di asilo è già stata respinta. Quindi non andranno lì quelli che arrivano ora. Lo sottolineo perché la motivazione principale con cui la Meloni ha provato in questi mesi a giustificare l'enorme spreco di risorse pubbliche prodotto da quei centri è l'effetto deterrenza. Ovvero il fatto che i migranti sapendo che rischiano di finire in Albania non partiranno più.
Era una sciocchezza anche quella, ma se pure volessimo prenderla per buona oggi cade anche questa giustificazione. In Albania può finire solo chi è già in Italia
- seconda differenza: i tempi di permanenza in un cpr sono enormemente più lunghi di quelli della procedura accelerata di frontiera. Mesi e mesi. Quindi i numeri di migranti complessivi che in un anno potrebbero essere reclusi in quei centri sono molto più bassi delle previsioni del governo. Il che ovviamente rende ancora più folle lo spreco di risorse.
- il governo già aveva previsto di aprire altri cpr in Italia, quindi anche stando alla sua strategia non c'è alcun bisogno di usare per questo l'Albania che ha una sola differenza rispetto all'Italia: costa molto di più.
- l'annuncio della conversione in cpr dei centri albanesi è la dimostrazione del definitivo abbandona della procedura accelerata di frontiere che era il cardine della strategia di contenimento dei flussi pensata da questo governo.
Il modello Albania è semplicemente fallito.
Non poteva che finire così.
Peccato solo che per non ammetterlo Giorgia Meloni stia continuando a sprecare risorse preziose.
Un miliardo in 5 anni.
Un miliardo in 5 anni per pagare la sua propaganda.
I sedicenti pensatori sono Pasolini senza borgate, Fallaci senza conflitti a fuoco, Berlinguer senza proletariato e Angela Davis senza femminismo. Filosofi senza filosofia, opinionisti del niente raccontato come tutto.
Il mio editoriale su @Linkiesta
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Novantadue minuti di applausi per l'intervento di Vittorio Emanuele Parsi sui nemici esterni e interni dell'Unione Europea e sulle balle propalate da "un piccolo giornalista convinto di essere l'erede di Scalfari che non si rende conto di essere al massimo l'erede di Pecorelli"🤭
"Nella Resistenza i partigiani sparavano. Non andavano a funghi. La sinistra si è ammantata della parola pace come se fosse un evento di natura e non qualcosa che si difende continuamente". Grazie Umberto Galimberti #torredibabele
Picierno: “Caro Pd, ma quale bellicismo? Se l’alternativa alla destra parte da questi punti, non andremo lontano”
l'intervista di @aldotorchiaro a @pinapic
https://t.co/tWSMzXQLZ2
La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno lancia l'appello Per un'Europa Libera e Forte. Tra i firmatari Glucskmann, Parsi, Sensi e Quartapelle. Aderisce anche Calenda. #ANSA https://t.co/Fh4bpyjN3r