Sta girando un dato clamorosamente sbagliato su Roma e la cosa merita attenzione, perché il dato è stato riportato dal segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale.
Secondo quanto scritto da alcuni media come il Corriere Della Sera e La Repubblica, ieri la storica stazione meteorologica del Collegio Romano avrebbe raggiunto 40,1°C. La cosa mi ha incuriosito subito, perché se fosse stata vera avrebbe significato nuovo record mensile assoluto di caldo per giugno. Però il dato non tornava, le altre stazioni cittadine non mostravano valori compatibili con una massima oltre i 40°C al Collegio Romano e così sono andato a controllare i dati pubblici della stazione. La massima registrata ieri è stata 36,3°C, non 40,1°C.
La spiegazione più probabile è una confusione tra temperatura reale dell’aria e temperatura percepita ma sono due cose completamente diverse. La temperatura massima meteorologica si misura con criteri standard e serve per confronti climatici, serie storiche, record e analisi scientifiche. La temperatura percepita è un indice di disagio prettamente soggettivo.
Il caldo a Roma c’è stato, ed è anche pesante ma 36,3°C non sono 40,1°C e un record climatico non si annuncia con la temperatura percepita altrimenti, più che meteorologia, diventa contabilità creativa del termometro.
Per mesi il risultato del #tampone è stato trattato come una verità immediata: positivo uguale contagiato, contagiato uguale pericolo, #pericolo uguale restrizioni.
Ma secondo questa ricostruzione, mancava un passaggio fondamentale: la valutazione della prevalenza.
Un test diagnostico non si interpreta mai nel vuoto. Il suo significato cambia anche in base a quanto una determinata #infezione è realmente diffusa nella popolazione in quel momento.
Se la prevalenza è alta, il risultato positivo ha un certo peso. Se invece la prevalenza è bassa, aumenta il rischio che una parte significativa degli esiti positivi sia in realtà un falso positivo.
Ed è proprio questo il punto: quanti risultati sono stati comunicati, conteggiati e trasformati in decisioni pubbliche senza spiegare davvero questo elemento tecnico?
Perché da quei numeri sono nati bollettini, focolai, quarantene, chiusure, restrizioni e una narrazione costante dell’emergenza.
Il problema, quindi, non è solo il tampone in sé.
È l’uso pubblico di quel dato, quando viene privato del contesto necessario per interpretarlo correttamente.
Se si cancella la prevalenza, si cancella una parte decisiva della verifica scientifica.
E allora la domanda resta: quanti “positivi” raccontavano davvero la realtà?
“Se i NAS entrano in uno studio medico e trovano un farmaco scaduto anche da un solo giorno, quello studio i NAS lo chiudono.”
@RoyDeVita fa notare che lo stesso lotto di “vaccino” in Europa era valido e in America era scaduto.
"Perché l'Italia non dice niente? La UE ha stanziato 109 milioni di euro per progetti di oscuramento del sole con iniezione di aerosol, per raffreddare il pianeta. Secondo la Convenzione di Londra, questa azione sul clima è devastante per l'ecosistema. #geoingegneria#clima"
@RRomani1973 Ma questa oca starnazzante è ancora a piede libero? Non ho dimenticato e non dimenticherò il suo isterismo da psicopatica quando in tv inveiva contro chi non voleva farsi inoculare i sieri genici, aspetto solo Giustizia. #ionondimentico#ioricordo
18/10/2023 Ema ammette che nessun vaccino covid era stato autorizzato per prevenire la diffusione del virus.
Quindi l'opposto di quello per cui è stato approvato in Italia con la Legge 178/2020.
Quindi il vaccino è stato approvato off label
LA TRASFORMAZIONE ALIMENTARE ASHKENAZITA
GLI ASHKENAZITI SONO I MANDRIANI DEI GOYIM
L’INDUSTRA ALIMENTARE È PREVALENTEMENTE NELLE LORO MANI E LORO HANNO DECISO CHE TU NON MANGERAI PIÙ CARNE O PESCE NATURALI