La vicenda che riguarda Claudio Lotito e una parte significativa della tifoseria laziale non è soltanto una contestazione a un presidente, né l’ennesima protesta legata ai risultati, al mercato o alla gestione tecnica di una squadra. È qualcosa di più profondo: un conflitto sulla natura stessa del calcio e sul rapporto tra proprietà, società e comunità dei tifosi.
ll caso Lazio dimostra il limite di una lettura esclusivamente aziendale del fenomeno calcistico. Il tifoso non è un consumatore ordinario. Non sceglie la propria squadra come sceglie un servizio digitale, un abbonamento televisivo o un marchio commerciale.
La relazione con un club si fonda su appartenenza, memoria, trasmissione familiare, identificazione territoriale e riconoscimento simbolico. È una fedeltà che precede il risultato e sopravvive a sconfitte, errori, delusioni e stagioni mediocri.
Lo dimostra, meglio di qualsiasi teoria, il comportamento della tifoseria laziale in quest’ultima stagione. Un consumatore insoddisfatto smette di pagare o chiede il rimborso; il tifoso laziale ha fatto l’esatto contrario.
Ha sottoscritto l’abbonamento nonostante il mercato bloccato, e poi ha scelto di non usarlo: si è privato di una semifinale di Coppa Italia e di un derby — le partite per cui un tifoso vive — pur di non legittimare con la propria presenza una gestione che non riconosce più.
È un gesto economicamente irrazionale e simbolicamente perfetto: il sacrificio come forma di protesta. Nessuna categoria del marketing è in grado di descriverlo.
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@Lazioonfire Neanche il buon Renato Miele, suo malgrado re degli autogol negli anni '80 (difensore che mi piaceva molto peraltro), accetterebbe quell'incarico oggi
@SandroRossi_x Siamo passati dal "pagare e trattate bene i migranti che lavorano" a "italiani andate a farvi sfruttare anche voi". Ottimo modo per abbassare il costo del lavoro
@dansmatete21 Fiorentino di nascita. Trasferito a Subiaco. Romanista (famoso) che insulta i tifosi avversari. Il prototipo del romanista. Romanista romanista
@BMitraglia Sotto un articolo de Il Messaggero il cui titolo recitava 'IDF cattura terrorista palestinese diretto a Tor Vergata ' i propal hanno espresso preoccupazione per la presenza a Roma (secondo il loro acume) dell'esercito israeliano e non per quella di un terrorista
@___westmoreland@RobertoArduini1 Purtroppo è così. Siamo in pochi ad ambire a qualcosa di importante. Vado allo stadio dal 77 quindi ho vissuto prima l'inferno e poi il paradiso. Non capisco come si faccia a rassegnarsi a un ruolo da comprimari. Eppure quelli più vecchi di me hanno vissuto Maestrelli e Giorgione