@matteorenzi@GiorgiaMeloni#Amministrative26
Nei 18 comuni capoluogo :
Csx da 8 a 10 ( + 2 )
Cdx da 5 a 6 ( + 1 )
Civici da 5 a 2 ( -3 )
I voti; quelli veri, espressi dagli elettori,i hanno sancito questo esito.
@matteorenzi fa molto bene ad evidenziarlo !!!
@GiorgiaMeloni Nei comuni capoluogo è finita 10-6 per il centrosinistra. Sulla politica internazionale non ci hanno invitato a Londra. Sulla politica economica peggiorano debito, stipendi, bollette e produttività. E tu ci dici “avanti così?” Chi si contenta gode, capisco. Ma così è troppo eh!
QVANDO C'ERA LVI gli oppositori politici venivano censurati e silenziati.
QVANDO C'ERA LEI anche.
La campagna di comunicazione di @ItaliaViva ha colpito nel segno dei fallimenti del governo Meloni e ha fatto impazzire la premier.
Ma censurarla è un atto gravissimo che denunceremo in tutte le sedi.
Aiutateci a diffonderla!
Dopo sedici anni di dominio assoluto gli ungheresi hanno scelto di voltare pagina e di scrivere la parola fine all'era di Viktor Orban.
La parola fine ad un governo autoritario, anti europeo, sovranista e al servizio di Putin, che ha rallentato il sostegno all'Ucraina e bloccato le nuove sanzioni alla Russia. La parola fine a chi ha cancellato libertà civili nel suo Paese e bloccato con i suoi veti il percorso di integrazione europea, che oggi può finalmente ripartire anche da Budapest.
Una svolta che va oltre i confini dell'Ungheria e che, dopo le sconfitte della destra in Canada e in Australia, rilancia le speranze di tutti quelli che vogliono costruire un'alternativa al disordine trumpiano.
Una nuova clamorosa batosta per il principale alleato europeo di Orban, per la sua supporter e ammiratrice numero uno: Giorgia Meloni.
Fratellini d'Ungheria a casa.
Tutti i giornali di oggi scrivono che “Giorgia Meloni riparte dall’Arabia Saudita”. In tempi di crisi energetica è una scelta politicamente intelligente. Potrei dire che è anche molto divertente ma questa è un’altra storia. Allacciamo le cinture, ci attendono mesi difficili
Scalfarotto pone delle questioni di politica estera. Calenda replica attaccando Renzi sulle conferenze in Medio Oriente come fanno in aula i suoi quasi alleati Tajani e Salvini. Spiace che Calenda non fosse in Senato per il dibattito parlamentare. Se frequentasse il Parlamento si accorgerebbe che le Conferenze non ci sono più perché proibite per legge. Rimangono invece gli insulti di Calenda che si conferma un uomo incapace di capire la politica, non solo quella estera. Ma un esperto - a quanto pare - di ‘problemi psichiatrici’ come da sua definizione.
Oggi il Parlamento discute di politica estera, Iran, attacchi a paesi europei. Giorgia Meloni NON viene a confrontarsi in Senato ma fa una diretta su RTL102.5 e in Parlamento lascia Tajani e Crosetto: lei NO, lei in Aula non viene. Al massimo va in radio. Vi sembra giusto, amici?
Che emozione vedere sul palco dell’Ariston i ragazzi e le ragazze dell’ANFFAS della Spezia.
La loro esibizione al Festival di #Sanremo ha portato un messaggio che ha toccato il cuore di tutti noi.
È stato un momento di profondo orgoglio. La nostra comunità ha dimostrato ancora una volta cosa significa costruire opportunità e abbattere barriere.
Un messaggio potente, condiviso con milioni di italiani.
Grazie ragazzi!
E un grazie speciale all’amica Alessia Bonati!
Giorgia Meloni non viene mai in Parlamento per parlare di pressione fiscale e di sicurezza. E però oggi interviene sul festival di Sanremo dando la colpa all’opposizione per il forfait del comico Pucci. Non so quanto faccia ridere Pucci, so però quanto fa ridere un Governo in cui premier e vicepremier danno la solidarietà a un comico e non parlano di tasse e coltelli. Abbiamo un mondo impazzito e l’Italia in mano a due influencer che prendono like pensando a Sanremo. Nel frattempo secondo l’Istat aumenta la povertà delle famiglie e crolla la produzione industriale ma la nostra Premier ci parla di Sanremo.
Le milizie assassine dell'Ice responsabili dei barbari omicidi di Alex Pretti e di Renee Nicole Good e di quotidiane violenze su donne, uomini e bambini sono quanto di più lontano dai valori olimpici di sport, uguaglianza, pace, lealtà, rispetto. Per questo devono stare ben lontane dalle Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
Il governo italiano abbia un sussulto di dignità e impedisca questa inaccettabile presenza.
Pressione fiscale record al 43 per cento,
32 mesi su 36 di produzione industriale in negativo,
Italia ultima per crescita in Europa,
nessuna contromisura sui dazi di Trump
e costo della vita cresciuto del 24 per cento.
Questi i risultati di Giorgia Meloni da quando è al governo del Paese.
Non so se riuscirà a far assegnare il Nobel per la pace a Trump, di certo lei non vincerà quello per l'economia.
L’abbiamo lanciata dal palco della scuola di formazione Meritare l’Europa alla Leopolda e si chiama #StartTax. Ci fa piacere che finalmente ve ne siete accorti e sostenete anche voi la proposta di @ItaliaViva per ridurre l’IRPEF agli under35
In tanti davanti all'ambasciata iraniana a Roma, come in tante altre città italiane, per l'iniziativa lanciata da @matteorenzi.
Accendere una sigaretta che ha il sapore della libertà, come nell'immagine della ragazza iraniana che ha fatto il giro del mondo.
Per testimoniare la nostra vicinanza alle donne e agli uomini che lottano per libertà e democrazia, il dolore per le migliaia di vittime innocenti e per denunciare il massacro in corso da parte di un regime assassino che deve essere fermato.
Ieri all’Assemblea, oltre l’apertura per il tesseramento per l’anno 2026, c’è la nuova novità sulla nostra amata @radioleopoldait .
@matteorenzi:
“C'è bisogno di aprire una sede virtuale molto più di quanto abbiamo fatto fino ad oggi. Io sono grato e vorrei che gli arrivasse un applauso straordinario a @bobogiac per il lavoro incredibile che ha fatto su Radio Leopolda e sta facendo su Radio Leopolda.
Non so dove è andato Bobo, sarà nascosto. Ragazzi, Giacchetti è l'incubo di tutti i registi. Per mandarlo in televisione bisogna fargli un ordine, un trattamento sanitario obbligatorio per vedere dove è nascosto sempre.
Allora noi vogliamo che Radio Leopolda diventi la sede virtuale. Ci sarà un mio podcast #Leopodcast che partirà dal prossimo mese.
Ci sarà un lavoro di Radio Leopolda di diverso palinsesto che faremo nei prossimi giorni con una sede dedicata. Quella che è la vecchia sede diventa la sede di Radiopolda, quindi tutti gli eventi, gli incontri, le prospettive che ciascuno di voi sui territori può mandare avanti verranno in qualche modo collettate e coinvolte da RadioLeipolda”.
Si parte alla grande, non ci ferma più nessuno 😉🍀
Per la Befana, il Governo Meloni non porta carbone, ma aumenti: gasolio, pacchi, tabacchi, assicurazioni, pedaggi, pressione fiscale. Ed è record di italiani che se ne vanno e di nuovi poveri. Sono dati ISTAT! Quanto durerà l’incantesimo della propaganda di Giorgia? #6Gennaio
Sto ricevendo tanti commenti dopo la trasmissione di ieri a #InOnda su La7. Su YouTube trovate i miei interventi. Voglio ribadirlo anche qui: io non amo Trump, i suoi metodi e le sue idee. Ma sono FELICISSIMO che Maduro non sia più il Presidente del Venenzuela, ok? Maduro ha fatto uccidere I suoi oppositori e impoverito i suoi cittadini dopo aver truffato le Elezioni. Quando sento in TV qualcuno che dice che il presidente degli Stati Uniti è come il Dittatore del Venezuela mi indigno e replico. E a quelli che parlano di diritto internazionale (senza conoscerlo) o di politica europea senza riconoscere nemmeno i volti dei capi di Stato dico che prima di fare gli esperti di geopolitica bisogna almeno studiare. E non è facile, lo so. Infine: c’è un pezzo di sinistra che odia gli
USA da sempre. Io invece sono cresciuto sognando Kennedy, Clinton, Obama: lo vedo quanto è diverso Trump da quell’idea là. Ma non amare Trump non significa diventare tutti antiamericani. Anzi: si potrà dire che le sue sparate servono solo a non parlare dei file Epstein e di inflazione e ci stiamo cascando tutti? La partita su Trump non si gioca in TV ma nei seggi delle elezioni midterm tra dieci mesi.
Poi certo il problema è anche che in Europa dormono tutti. O quasi. Ne riparliamo presto
Ci sono molte cose che non sappiamo.
Non sappiamo se e quali interlocuzioni o negoziazioni ci siano state nelle scorse settimane tra il Governo Usa e il Venezuela.
Non sappiamo quanto abbia inciso nel precipitare degli eventi il rapporto di Maduro con la Cina o con gli ayatollah, né quali siano le reali intenzioni di Trump su Caracas.
Non sappiamo se le donne e gli uomini del Venezuela saranno finalmente liberi di scegliere a chi affidare il Paese, dopo che questo diritto gli è stato ripetutamente negato.
Non sappiamo se avranno finalmente uno Stato democratico e un esercito al suo servizio e non al servizio della repressione ordinata dal regime e finanziata dai narcos.
Poi c'è quello che sappiamo.
Sappiamo che le modalità con cui gli USA hanno agito sono fuori dal diritto internazionale, che le parole che ha pronunciato Donald Trump in conferenza stampa sono inaccettabili e che questa scelta può costituire un precedente pericoloso, l'ennesimo scivolamento verso un mondo in cui conti solo la legge del più forte.
Ed è abbastanza per essere preoccupati. Soprattutto di fronte all'irrilevanza europea nel nuovo caos globale.
E poi sappiamo che quello di Maduro è stato un regime criminale e sanguinario, che ha affamato il suo popolo, calpestato l'esito legittimo di più elezioni, perseguitato e torturato gli oppositori politici, incarcerato innocenti come Alberto Trentini, alimentato il traffico internazionale di droga e costretto all'esilio milioni di cittadini.
E che la sua cattura e la fine del suo potere è abbastanza per essere felici. Felici per tutti i venezuelani in festa che hanno una gran voglia di riprendersi e ricostruire il loro Paese.
Eravamo in pochi a incontrare i dissidenti quando venivano in Italia a reclamare sostegno internazionale alla loro causa o a partecipare alle loro manifestazioni. Per molti - gli stessi che ora si stracciano le vesti per la violazione del diritto internazionale - era più comodo mantenere buoni rapporti col dittatore Maduro.
Il mio pensiero, in questi giorni pieni di incognite, rischi e speranze, è tutto per le donne e gli uomini coraggiosi del Venezuela. Oggi, più di ieri, dobbiamo essere al loro fianco.
Mi sono molto divertito ad #Atreju a discutere con i ministri del Governo Meloni.
La democrazia si nutre di confronto e io non mi tiro mai indietro. Meno divertente il fatto che loro pensino che in Italia vada tutto bene. E che quando uno critica deve essere fermato con FakeNews come quelle della Casellati.
Questo è un Paese dove 194 mila giovani scappano all’estero, dove il debito pubblico cresce, la pressione fiscale sale, i poveri aumentano. Gliel’ho fatto notare senza sconti. Perché se mi invitano a un evento io vado a dire la mia a viso aperto, non a fare la bella statuina. Possono fare quattro contro uno quanto vogliono, io non rinuncio a sostenere le mie idee, mai. E meno male che alla fine mi ha scortato fuori Guido Crosetto 🤣
Non so se chi ha contestato la Bernini ad Atreju era un povero comunista. So però che chi ha inventato sta storia del semestre filtro raccontando di aver abolito il numero chiuso è un semplice bugiardo