La piattaforma di Elon Musk non è più un luogo di confronto e di circolazione delle informazioni in cui ha senso rimanere. È arrivato il momento di lasciare gli spazi diventati inospitali.
Grazie @Internazionale addio @elonmusk
Le Monde, La Vanguardia, Mediapart, Ouest France, Libération, The Guardian, Dagens Nyheter: comincia ad allungarsi la lista dei giornali europei che hanno sospeso i loro account su X.
Da questa settimana si aggiunge anche Internazionale.
La disinformazione non è il fieno di cui si nutrono gli imbecilli e gli analfabeti funzionali. La disinformazione è il piede di porco che governi e partiti di destra utilizzano per forzare la capacità di discernimento di ogni singolo essere umano. Che esso sia più o meno istruito
“La disinformazione è la corsia preferenziale in cui viaggiano coloro i quali intendono rovesciare governi democraticamente eletti. La disinformazione è il mattone fondativo della struttura di questa nuova dittatura che ha il volto del progresso, in quest’era digitale.”
molto innovativo e interessante, ma difficile a farsi in una società che permette a pochi miliardari padroni di social network di decidere che la disinformazione di massa non è un problema di ordine pubblico e di sicurezza.
“L’umanità sta tollerando che un miliardario nazista sudafricano bianco in pieno delirio di onnipotenza sputi in mondovisione su secoli di marce e battaglie ferocissime per la conquista dei diritti sociali e civili. E tutto questo per cosa? che la democrazia è un meraviglioso”
L altro giorno pensavamo tutte a Elena Cecchettin, e oggi è lei che sta pensando a tutte noi. Ogni tanto, nella storia, una Antigone si alza accanto al corpo di chi deve seppellire e va davanti al coro del popolo e davanti al tiranno, e dimostra che quel dolore può essere lotta.
Il Ministro della Cultura Gennaro #Sangiuliano mi ha portato a processo ritenendo che io avessi leso la sua onorabilità, ma così non è stato e il Tribunale civile di Roma mi ha dato ragione. Anzi: mi ha dato interamente ragione!
Non dicevo il falso quando riconoscevo anche Nicola #Cosentino tra i padrini politici di Gennaro Sangiuliano e tra gli artefici delle sue fortune. Giorgia #Meloni - non è un dettaglio, anche se oggi passa sotto silenzio - è stata Ministra della Gioventù nel 2008, nello stesso governo e nella stessa coalizione di Nicola Cosentino, condannato in via definitiva a 10 anni di carcere per essere stato il referente politico del clan dei casalesi. Giorgia Meloni non ha nulla da dire al riguardo? Ci sarà qualche giornalista in grado di inchiodarla alle sue resposabilità, politiche naturalmente, ma enormi? Temo che nessuno - tranne il sottoscritto, che del resto è già stato querelato - chiederà conto a Meloni della sua vicinanza politica a chi ha portato la #camorra al governo, una vicinanza per la quale provo disgusto.
Ma il cerchio si chiude: sono sotto scorta perché minacciato dal clan dei casalesi e sotto processo perché la Premier, che con il referente del clan dei casalesi è stata al governo, ha deciso di querelarmi e costituirsi parte civile. Inutile domandarsi perché questo governo non abbia ancora attivato la Commissione parlamentare antimafia… Sarebbe una domanda retorica.
Provo pietà per il nostro Paese e un profondo disgusto perché tutto questo sembra ormai essere la nostra normalità.
#slapp
#VietatoInformare
#AbusoDelProcesso
I had no money growing up. My dad was a labourer and my mum did everything to make ends meet. Men worked hard. Women worked miracles. But education was free. As was the local library. I knew books were my passport to a better life. Happy #WorldBookDay
Mi aiutate a chiedere al @Tg1Rai, servizio pubblico, di dare spazio alla più grande crisi umanitaria degli ultimi anni? Perchè si parla di Pizzaday e di settimana enigmistica (titoli di apertura) e si ignora la tragedia delle donne e dei bambini afghani?
https://t.co/cRU6LdDW5K
@Tg1Rai e chi sta ignorando il grido delle donne afghane oggi? e la più grande crisi umanitaria degli ultimi anni? Parlatene! Indignatevi oggi.
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