Grazie al @ilfoglio_it, facciamola diventare famosa questa signora che davanti al nostro parlamento canta:
"Viva Hamas, Hezbollah, gloria eterna a Nasrallah"
@Piantedosim secondo noi qui c'è più di qualche reato penale.
In the last few months, my life has changed beyond all compare. I made a decision to support my Jewish friends and without hesitation. I feel anxious almost everywhere I go but I do not regret my decision. I have seen friends that I have helped and supported turn on me without a conversation. It hurts because I know that not only do they know Jewish people but they have benefited hugely from the association with Jews. British Jews have always made London better from Philip Sallon's crazy nightclubs to the brick lane Bagel shop.
More importantly and most shocking is that many of these anti Isreal people have zero political instincts. They only care because it has become fashionable to care. I would go as far to say that they are the biggest and most hideous cowardly fakes to walk this earth. Why are people who support their Jewish friends being called to account while these fakes, like Ed Sheeran, Jade and countless others get to pretend to care about a situation they could not comprehend even if they really tried. I support anyone calling for peace. That is what we should all be doing. How can Isreal be an apartheid state when Arabs and Christians live there peacefully and are part of the political system? As for Ed Miliband, clearly we know why he never because Prime Minister and Andy Burnham won't be getting my vote. In life there are people who see what's going on and others who just blindly follow the trends. Remember. Fashions change.
Yes. I do mean you!
https://t.co/3RaMZy26ZG
«Putin è il nemico di ogni essere umano libero. È l’incarnazione del male assoluto che deve essere sradicato. La lotta contro il regime di Putin è parte di una guerra globale tra le forze della libertà e quelle della tirannia. Il fronte ucraino è il più importante. In realtà, questa linea del fronte attraversa l’intero pianeta, da Taiwan a Cuba. L’esito dello scontro in Ucraina influenzerà la direzione generale degli sviluppi globali. E non c’è altra via per il futuro della Russia se non la vittoria dell’Ucraina e la sconfitta di Putin. La storia russa mostra che il cambiamento è possibile solo dopo una sconfitta militare e geopolitica. Pertanto, l’aiuto odierno all’Ucraina, la lotta per la sua vittoria e per la sconfitta della Russia, è un tentativo di creare le condizioni affinché l’Impero russo, dopo il suo collasso, si trasformi in uno stato che farà parte del mondo libero nella sua rivalità con l’egemonia cinese». (Garry Kasparov)
"As long as Isreal exists on earth there will no peace" If this is ambiguous to you then please fuck off my timeline. And trust me, right now I have the best lawyers. Jewish ones! :)
Anche queste immagini non ve le faranno vedere.
Ci troviamo a Gaza. Nel video sono evidenti dei miliziani che impugnano il fucile. Nessuno è in divisa. Provate a immaginare di essere un soldato dell'IDF: ogni persona incrociata può essere, potenzialmente, un'unità armata di Hamas. Immaginate di ritrovarvi davanti un ragazzino con il tritolo in mano. È un dramma. Ma lo è da entrambi i lati.
Il diritto internazionale obbliga i gruppi armati a rispettare i vincoli che derivano dalla Convenzione di Ginevra e dai protocolli aggiuntivi. Non è un optional. Hamas combatte senza uniformi e arma i civili con il solo obiettivo di trasformarli in scudi e, quando muoiono, in oggetto di propaganda.
Hamas viola costantemente il diritto umanitario. E il mondo dei “giusti”, quello sempre pronto a scomodare i tribunali internazionali quando conviene, tace.
Caro Nori, i raid non si vedono e tu dunque puoi farti in pace le tue belle passeggiate letterarie, perche gli ucraini, al contrario dei russi, non mandano droni nei centri storici delle città a fare strage di civili. Se ti fossi allontanato di qualche chilometro i raid li avresti visti eccome, su una delle ultime raffinerie funzionanti della zona. Ma tranquillo, potrai continuare a passeggiare indisturbato, come anche tutti i pietroburghesi senza più benzina. Forse un giorno potresti raccontarci di una passeggiata a Kyiv, o rischi di diventare diventare un @AndreaLucidi qualsiasi
Il mio 4 luglio a Pietroburgo dove i raid non si vedono
https://t.co/tPyucExWcK
Spoiler per i geni di geopolitica da tastiera i cosiddetti #propal: l'Ospedale Israelitico di Roma è nato nel XVII secolo, circa 300 anni prima che inventassero la parola "israeliano".
Curano tutti, anche chi soffre di analfabetismo funzionale acuto. Passate al CTO, reparto sveglia.
PS: gli ebrei (israeliti) stavano a Roma prima dei Cristiani.
Ho appreso solo oggi che la sentenza di condanna del dott. Mauro Moretti aveva riconosciuto che costui avesse rispettato le leggi vigenti in materia di controllo di sicurezza dei trasporti, ma gli aveva addebitato la colpa di non averne colto la insufficienza a fini di prevenzione, e quindi di non avere in sostanza adottato misure che ne adeguassero l’efficacia, così violando il principio generale del neminem ledere. Con la decisione di ieri si è affermato che una simile responsabilità colposa è talmente grave, da non meritare nemmeno la riduzione di un terzo della pena per le concesse attenuanti generiche, ma solo quella di un nono. Insomma, il carcere per Moretti era l’aspettativa delle vittime, e carcere è stato. Mi raccomando, dato che non basta, sbrighiamoci ad inserire la vittima in Costituzione
CONTE E IL SUPERBONUS, UNA STRADA SENZA RITORNO
Giuseppe Conte dice che non rifarebbe il Superbonus, anche se ha prodotto ottimi risultati economici. “La Banca d’Italia dice che dal 2019 al 2023 il pil è cresciuto del 5,8%, senza il Superbonus sarebbe cresciuto del 2,2 %”, ha detto al direttore della Verità, Maurizio Belpietro. L’ex premier ha aggiunto: “Quando si dice ‘è costato la somma X’, lasciamo stare, perché i dati li faremo a consuntivo. Guardare al costo non ha senso, essendo un investimento. Quando andremo al governo e spero tra poco, chiamerò i tecnici del Mef che sanno far di conto e farò tirare fuori dal cassetto quali sono i ritorni del Superbonus”.
Non c’è bisogno che il M5s torni al governo per “fare i conti”. Quei dati sono già pubblici, frutto delle analisi di varie istituzioni. E tutte confermano che il Superbonus è stato un disastro.
Partiamo dall’analisi della Banca d’Italia citata da Conte (dal titolo “Le recenti dinamiche della produttività e le trasformazioni del sistema produttivo”). Nello studio, in effetti, si segnala che “senza gli incentivi fiscali alle ristrutturazioni edilizie la crescita del valore aggiunto tra il 2019 e il 2023 (pari a 5,8 punti di pil) si sarebbe sostanzialmente dimezzata”. Il dettaglio non marginale è che, in quello stesso periodo, la spesa complessiva di Superbonus e Bonus facciate è stata pari a 170 miliardi di euro, oltre 8 punti di pil. E infatti nella frase successiva Bankitalia scrive: “I benefici per il complesso dell’economia in termini di valore aggiunto sono stati più bassi rispetto ai costi sostenuti per le agevolazioni, implicando un moltiplicatore fiscale inferiore all’unità”. In sostanza “il ritorno” di cui parla Conte è negativo: ogni euro speso ha prodotto meno di un euro di pil.
Non si tratta dell’unica valutazione negativa sul Superbonus. In un altro studio sul tema, dal titolo “L’impatto economico degli incentivi fiscali alle ristrutturazioni edilizie”, Bankitalia stima che dei 170 miliardi di spesa nel periodo 2021-2023 tra Superbonus e Bonus facciate il 27% è una “perdita secca”: lo stato ha speso 45 miliardi di euro per finanziare investimenti che i privati avrebbero fatto con i denari propri. Nello stesso studio, si stimano anche l’impatto sul pil e il costo finale della misura (al netto del gettito fiscale). Nel periodo 2021-2023 i bonus edilizi hanno prodotto una crescita tra 2,6 e 3,4 punti di pil su 13,5 punti totali. Che è sicuramente una spinta forte, ma solo se non si considera il costo. Perché vuol dire che lo stato ha speso in bonus edilizi 3 punti di pil ogni anno per ottenere 1 punto di pil di crescita. Non un grande “ritorno”, si direbbe. “Il costo netto del programma, al netto dell’extragettito causato dalla crescita, è di circa 100 miliardi – conclude la Banca d’Italia –. La misura è lontana dal ripagarsi da sola”.
Ma Conte i numeri li vuole dal Mef che, a suo dire, li terrebbe nascosti “nel cassetto”. In realtà i conti del Mef sono pubblici, perché presentati in audizione parlamentare nel 2023, e più recentemente in un working paper dal titolo “The effects of tax incentives for dwelling renovations: the case of Italy”. Lo studio, pubblicato l’anno scorso dal dipartimento del Tesoro, è più severo dell’analisi della Banca d’Italia. Gli autori prendono in considerazione il Superbonus e il Bonus facciate nel periodo che va dal 2020 al 2023 (un anno in più rispetto al periodo considerato da Bankitalia), il cui costo complessivo è stato di 186 miliardi di euro (circa 9 punti di pil). Il Mef stima che la “Perdita secca” è stata di 70 miliardi di euro, pari al 38% del totale (per Bankitalia è il 27%). “La nostra analisi solleva seri dubbi sull’efficienza degli incentivi”, scrive eufemisticamente il Mef.
Non c’è quindi bisogno che Conte torni al Mef per cercare nei cassetti i conti del “ritorno”. Soprattutto se pensa ancora che il Superbonus sia un’ottima idea: il costo del “ritorno” potrebbe solo aumentare.
https://t.co/pXvHImsZDT
Il blogger russo Nikita Tretyakov, famoso per essere un grande patriota e molto a favore della guerra, dopo 5 anni di guerra "viene colto da un leggero sospetto" (cit).
"Non voglio nemmeno sospettare che invece di un'operazione speciale accuratamente pianificata e organizzata, la Russia possa essere trascinata in una guerra di trincea che durerebbe più a lungo della Prima e della Grande Guerra Patriottica, non voglio nemmeno pensarci, ma è andata così.
Non voglio nemmeno sospettare che il nemico potesse aver così superato il nostro sistema di difesa aerea da poter colpire quasi ogni giorno oggetti di difesa strategica e industria con missili e droni, non voglio nemmeno pensarci, ma è andata così.
Non voglio nemmeno sospettare che dopo cinque anni di guerra, una grande potenza energetica non sarebbe stata in grado di proteggere la sua industria petrolifera e sarebbe stata costretta a imporre limiti sul carburante alla popolazione, non voglio nemmeno pensarci, ma è andata così.
Non voglio nemmeno sospettare che il paese che una volta ha aperto il mondo allo spazio non potesse superare il ritardo nei satelliti per comunicazioni e ricognizione, non voglio nemmeno pensarci, ma è andata così.
Non voglio nemmeno sospettare che un paese con uno sviluppo avanzato nelle tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni potesse lanciare una campagna per bloccare Internet, inclusi per le proprie truppe e il complesso militare-industriale, non voglio nemmeno pensarci, ma è andata così.
Non voglio nemmeno sospettare che la Russia, con tutte le sue flotte, forze speciali e marines, non potesse o non volesse difendere le sue petroliere dalle catture piratesche del nemico, non voglio nemmeno pensarci, ma è andata così.
Non voglio nemmeno sospettare che un piano strategico per contrastare l'espansione della NATO potesse portare all'adesione di Svezia e Finlandia all'alleanza e all'insorgere di basi NATO sugli approcci a San Pietroburgo, non voglio nemmeno pensarci, ma è andata così.
Non voglio nemmeno sospettare che il nostro paese potesse finire nella crisi più profonda dalla fine del secolo scorso a causa dell'incapacità di riconoscere la serietà della situazione attuale, a causa della paura di implementare misure di emergenza progettate e preparate per una situazione di emergenza, non voglio nemmeno pensarci, ma è andata così."
«Putin ha presentato al mondo un’immagine falsa della Russia. Parla di sé come il leader di una società tradizionale. In realtà i tassi di divorzio sono altissimi, l’aborto è molto comune, pochissimi russi vanno in chiesa e meno del 5% dei russi ha letto la Bibbia. Quindi non si tratta di una cultura particolarmente religiosa o tradizionale, ma Putin si è reso il volto di quell’idea perché è politicamente vantaggioso. La usa per costruire sostegno, per conquistare simpatizzanti in Occidente. Un po’ come quando, negli anni Trenta, i comunisti sovietici vendevano agli americani e agli europei la l’immagine di quanto fosse meravigliosa l’Unione Sovietica e di come avessero scoperto un nuovo sistema politico. Se non sei mai stato in Russia, puoi immaginare tante cose. Puoi creare una sorta di Russia immaginaria, un’Unione Sovietica immaginaria. Specialmente se visiti solo Mosca e San Pietroburgo. Ma la maggior parte delle persone che ammira la Russia non è mai stata nemmeno a Mosca e San Pietroburgo. Oggi una parte della destra europea e americana usa questa Russia immaginaria come simbolo, senza capire che non ha alcuna relazione con la realtà». (@anneapplebaum)
🚨 ÚLTIMA HORA - Miriam Adelsón, empresaria israelo-estadounidense y aliada clave del partido republicano, FULMINA al presidente Trump:
“Nos sentimos traicionados, nada menos, porque a pesar de todos tus errores, parecía que tu corazón estaba en el lugar correcto.
Actuaste en contra de eso. Perdiste tu paciencia, tu brújula moral y tu sentido de liderazgo. Cometiste un error grave. Fallaste al firmar un acuerdo de rendición con un régimen terrorista asesino e implacable.
Solo si te retractas de tu decisión y evitas un acuerdo final con Irán, habrá alguna posibilidad de reparación.
Has dañado gravemente los intereses de Estados Unidos y los valores democráticos y humanitarios del mundo civilizado, y has puesto en marcha el reloj de arena hacia la próxima guerra, con la que tendrán que lidiar tus sucesores en los próximos años.”
Je m’appelle Luca, j’ai 29 ans.
À 25 ans, je suis diplômé en ingénierie mécanique. Mention très bien, félicitations académiques, tape dans le dos des proches pendant la fête de diplôme. J’étais persuadé que j’allais conquérir le monde.
Je commence à envoyer des CV. Après trois semaines, une entreprise locale de taille moyenne me contacte. Entretien avec le patron. Il me fait tout son discours sur “l’excellence italienne”, sur le fait qu’ils sont une famille, qu’on travaille dur mais qu’on progresse.
On me propose un stage extra-curriculaire de six mois. 600 euros par mois de “remboursement de frais”. J’accepte. Je me dis : ok, je serre les dents six mois, j’apprends le métier, puis ils m’embauchent.
Ces six mois ont été un enfer. J’arrivais à huit heures du matin, je partais à sept heures du soir. Je faisais des plans sur CAD, je gérais les contacts avec les fournisseurs, je résolvais des problèmes en production. Je faisais, en tout point, le travail d’un ingénieur junior. Mais interdiction de se plaindre : j’étais là “pour apprendre”.
Un jour, je dois aller chez le dentiste, je pars à 18h pile (l’horaire officiel de mon contrat). Le chef d’atelier me voit passer avec ma veste, regarde l’heure et lâche une petite pique devant tout le monde : “Aujourd’hui demi-journée, hein, ingénieur ?”
Arrive la fin des six mois. On me convoque au bureau. Le patron s’assoit derrière son bureau en acajou, pousse un soupir théâtral et me regarde avec un air paternel.
“Luca, tu es un bon garçon, tu es appliqué. Mais tu sais, le marché est difficile, les coûts de l’énergie explosent, on n’a pas le budget pour te mettre en CDI. Mais on croit en toi. On te propose encore six mois de stage à 800 euros, comme ça tu continues ta formation, et ensuite on verra pour un apprentissage.”
Je suis rentré chez moi avec un nœud à la gorge indescriptible. À 26 ans, avec un master en ingénierie, je devais encore demander de l’argent à mon père pour changer les pneus de ma voiture. On me volait littéralement mon temps et ma dignité.
Ce soir-là, je m’enferme dans ma chambre. J’ouvre LinkedIn. J’envoie trois CV en Allemagne. Au hasard, par pure détresse, avec un anglais scolaire.
Une semaine plus tard exactement, je reçois un email d’une multinationale à Stuttgart. Entretien sur Teams.
Je me retrouve devant la caméra en sueur froide. En face, un manager allemand. Il ne me demande pas quel est mon “animal totem”, il ne me parle pas de famille d’entreprise. Il me fait un entretien technique. Il me demande comment je résoudrais un problème de tolérances sur un arbre moteur. Je réponds. Il acquiesce.
Trois jours après, je reçois l’offre officielle par email. Je dois la relire quatre fois, pensant à une erreur.
Pas de stage. Pas de faux apprentissage. Contrat à durée indéterminée. 48 000 euros bruts par an comme salaire de départ. Plus 2 500 euros de prime de relocation non remboursable pour m’aider avec le déménagement et les premières dépenses. Et la responsable RH qui s’excuse en me demandant si un mois de préavis est suffisant ou si j’ai besoin de plus de temps.
Le lendemain, je vais au bureau en Italie. J’annonce au patron que je ne signerai pas le renouvellement du stage car je pars en Allemagne.
Il devient rouge de colère. Il me regarde comme si je venais de lui voler son argenterie. Et il ose me dire : “Les jeunes d’aujourd’hui sont comme ça. Ils fuient à la première difficulté. Ils ne veulent pas faire d’efforts, ils veulent tout tout de suite.”
Aujourd’hui, je vis à Stuttgart depuis trois ans. Je travaille dans un bureau moderne. À 17h, j’éteins mon ordinateur, mon chef passe derrière moi, me salue et me souhaite une bonne soirée. Si je fais des heures supplémentaires, elles sont payées le mois suivant, jusqu’au dernier centime.
Je ne suis pas parti parce que je fuyais les difficultés, comme il le disait. Je suis parti parce que je fuyais les abus.
Incredibile il martello pneumatico mediatico contro #Israele. Invece completamente scomparso il termine #Hamas. Siete dei delinquenti consapevoli. Vergogna
We will not give up in our fight for a Free Iran.
We understand the nightmare the Iranian people have been through, their sacrifices, and we feel their pain.
No society should ever be silenced or oppressed. No woman should ever be stripped of her basic rights.
This regime committed crimes against humanity and then war crimes across the Middle East.
The people of Iran have been crying out for the freedom that the rest of the world takes for granted.
The people of Iran want to embrace democracy and capitalism. We are standing with them.
This deal is a compromise, but the fight continues.
Even if we lose a battle, the war will be won.
We will be VICTORIOUS.
Un'umiliante capitolazione che rafforza un regime di macellai, tradisce l'alleato principale dell'area e destabilizza strategicamente gli altri paesi amici. Il 4 luglio sarà un brutto, pessimo anniversario per l'ex "Beacon of hope". Il resto sono solo quattrini degli oligarchi.