SONO TUTTI UGUALI..
Destra e sinistra erano tutti d’accordo per il vaccino Covid. Entrambi sono stati sostenitori delle politiche della Lorenzin con le vaccinazioni pediatriche.
Adesso in commissione Covid fratelli d’italia cerca di recuperare voti, peccato che il ministro schillaci nomini bassetti ad incarichi istituzionali che ci riguardano molto.
E si cari miei.
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha nominato Matteo Bassetti nel Comitato di Coordinamento nazionale del Piano strategico operativo di preparazione e risposta alle pandemie 2025-2029.
Ma di cosa si occupa questo organismo?
Il Comitato ha il compito di coordinare e indirizzare la preparazione dell'Italia di fronte a future emergenze sanitarie. Tra le sue funzioni rientrano il monitoraggio dei rischi epidemici, la definizione delle strategie di risposta, il coordinamento tra Ministero, Regioni e strutture sanitarie, oltre alla valutazione delle misure previste dal Piano pandemico nazionale.
In altre parole, è uno degli organismi chiamati a contribuire alla pianificazione delle azioni che il Paese dovrebbe mettere in campo qualora si verificassero nuove epidemie o pandemie.
Ecco.
Vi prendono solo per il culo.
Destra e sinistra sono uguali.
Sono tutti inchinati alle multinazionali.
Fanno solo il gioco del poliziotto buono e di quello cattivo.
Una parte dice cose, l’altra dice inverso ma poi rispondono tutti alle stesse logiche.
Essere Novax e non aver ancora capito che non ci si può fidare dei politici è da coglioni! Dott.Paola Arminio
🔴 Sala🤏🏻🧠💩:
‘Senza migranti nei campi non avremmo cibo’...
🔴 Sala mente spudoratamente: “Senza migranti nei campi non avremmo nulla sulla tavola”. Bugia da miliardario di Milano che non ha mai visto un trattore! L’Italia non ha bisogno di manodopera schiavile: basta con l’immigrazione selvaggia che costa miliardi ai contribuenti e ruba il lavoro agli italiani! Basta con le menzogne della sinistra radical-chic! Beppe Sala, il sindaco dem di Milano che vive in una bolla dorata lontana dai campi veri, ha sparato l’ennesima idiozia: “Se non ci fossero i migranti nei campi, non avremmo nulla sulla tavola”. Frase da ipocrita patentato, detta mentre i centri di accoglienza scoppiano di clandestini mantenuti con i nostri soldi e i giovani italiani del Sud marciscono nella disoccupazione. Sala, sveglia: l’Italia ha prodotto cibo per secoli senza invasione di massa, e oggi non ha nessun bisogno di manodopera schiavile extracomunitaria per riempire la tavola. Anzi, è proprio questo sistema perverso – caporalato, coop e fondi UE – che sta distruggendo l’agricoltura italiana, abbassando i salari e favorendo la sostituzione etnica pagata dai contribuenti. I numeri, cari signori di Palazzo Marino, smentiscono la propaganda: secondo il XV Rapporto del Ministero del Lavoro 2025, gli stranieri rappresentano circa il 20% degli occupati in agricoltura, con picchi al 33% tra i salariati (dati CREA 2025: 425.962 lavoratori stranieri su un totale di salariati agricoli). Un terzo al massimo, non la totalità! Gli italiani continuano a essere la stragrande maggioranza, soprattutto tra gli imprenditori e i lavoratori stabili. E allora perché questa dipendenza ossessiva dai migranti? Perché il business è chiaro: con il caporalato si pagano 3-4 euro l’ora in condizioni disumane, si sfrutta manodopera usa-e-getta (spesso irregolare) e si tengono bassi i costi per la grande distribuzione. Gli italiani? Rifiutano quel lavoro da schiavi, non perché “pigri”, ma perché hanno dignità: disoccupazione giovanile al Sud oltre il 25-30%, giovani qualificati che emigrano mentre i campi diventano ghetti per extracomunitari sfruttati. Sala lo sa? Probabilmente no, visto che dal suo attico non vede i borghi pugliesi e siciliani svuotati di italiani mentre le coop (quelle stesse che gestiscono i 10mila centri di accoglienza) incassano appalti per “integrazione”. Ricordate Buzzi di Mafia Capitale? “I migranti rendono più della droga”. Ecco il modello: importare clandestini, parcheggiarli nei CAS a 35 euro al giorno a testa (5,4 miliardi spesi sotto Meloni solo per l’accoglienza), poi buttarli nei campi a 4 euro l’ora. Risultato? Rimesse miliardarie che fuggono all’estero (+4% nel 2025), degrado nelle campagne, insicurezza e zero benefici per i pugliesi o i calabresi veri. Se dessero quei soldi ai giovani italiani – incentivi, salari dignitosi, meccanizzazione – i campi sarebbero pieni di nostri ragazzi, non di “maranza” che poi finiscono a spacciare o stuprare. E non veniteci a raccontare la favola della “manodopera che manca”: l’agricoltura italiana si è meccanizzata da decenni al Nord (raccolta pomodori quasi scomparsa manualmente), mentre al Sud il caporalato criminale tiene in vita aziende marginali che non investono in tecnologia proprio perché hanno schiavi a basso costo. Dati ISTAT e CREA confermano: gli stranieri sono concentrati nei lavori stagionali pesanti, ma senza di loro i prezzi salirebbero un po’ e gli italiani tornerebbero (come succedeva prima dell’invasione). Invece no: la sinistra preferisce importare miseria, creare ghetti e poi piangere “razzismo” quando gli italiani si ribellano. È lo stesso copione di Monteleone di Puglia con il progetto INTEGRA: fondi FAMI UE per “restanza” di extracomunitari post-SAI, mentre i giovani pugliesi scappano.
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"La tolleranza arriverà ad un tale livello, che alle persone intelligenti sarà vietato fare qualsiasi riflessione, per non offendere gli imbecilli"
- Fëdor Dostoevskij
Editoriale di Marco Travaglio
- 8 Novembre 2025
O LA FACCIA O LA VITA
Tutti sanno come finirà l’assedio russo a Pokrovsk: con la resa o con lo sterminio degli ucraini circondati e minoritari (uno contro otto). Come le battaglie di Mariupol, Bakhmut, Avdiivka e il blitz della regione russa di Kursk. Tutti conoscono pure il finale della guerra: la Russia si terrà i territori che voleva (quelli filorussi di Lugansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson, più un cuscinetto di confine tra Sumy e Kharkiv) in cambio di quelli occupati in sovrappiù. Che Kiev non avrebbe riavuto i territori perduti lo disse il generale Usa Milley nel novembre 2022, dopo la prima e unica vera controffensiva ucraina. Lo ammisero gli 007 ucraini due anni fa, dopo il tragico flop della seconda. Lo confessò Zelensky 11 mesi fa. Ma nessuno, a Kiev come nell’Ue nella Nato, voleva perdere la faccia: quindi si continuò ad armare e finanziare l’Ucraina senza spiegare ai poveri soldati rimasti vivi che non erano fuggiti dal fronte e dalla leva perché dovessero ancora combattere e morire. La panzana di Putin che vuole l’intera Ucraina è incompatibile con gli appena 180 mila soldati inviati nel 2022 contro un esercito grande il triplo, con le aperture fatte un mese dopo ai negoziati di Istanbul e con la logica (il centro-ovest russofobo, anche se lo avesse occupato, avrebbe faticato a mantenerlo, pieni com’è di armi, mercenari e terroristi neonazisti). Ma fa comodo a chi ha perso la guerra per fingere di averla vinta e giustificare le centinaia di migliaia di vite e di miliardi sacrificati per difendere una causa persa, anziché negoziare e salvare il salvabile.
La propaganda occidentale, come le sanzioni, danneggia chi la fa e crede alle balle che racconta. Tanto a morire sono solo gli ucraini. L’unico a dire la verità (“Zelensky non ha più carte”) è Trump, il più grande bugiardo del mondo che però è l’unico in Occidente a non rischiare la faccia: la guerra non l’ha mica voluta lui. Tutti gli altri fischiettano, raccontando coi loro trombettieri che Pokrovsk resiste (come Mariupol, Bakhmut, Avdiivka). Ma già si preparano a minimizzarne la caduta come la volpe con l’uva: “Tanto è solo un cumulo di macerie”. Fingono di non sapere che i russi non assediano Pokrovsk da 14 mesi perché attratti dalle bellezze del luogo: ma perché la città è l’ultimo avamposto della Maginot a ferro di cavallo che la Nato dal 2014 ha creato in Donbass per evitare che gli indipendentisti e poi i russi dilagassero nelle grandi steppe indifese dell’Ucraina centrale. Oltre quella linea non ci sono più ostacoli verso Dnipro e la Capitale. Questo Zelensky e i vertici di Nato e Ue lo sanno benissimo. Se si decidessero a dirlo e ad agire di conseguenza salverebbero migliaia di vite. Ma la loro priorità è un’altra, quella di sempre: salvare la faccia e la poltrona.
- Il Fatto Quotidiano
"DIRIGE L'ORCHESTRA IL MAESTRO PEPPE VESSICCHIO ”
Quante volte abbiamo ascoltato questa frase!
Se ne è andato oggi all'età di 69 anni.
Riposa in pace maestro 🙏