Leggo che l’ANM propone di collaborare per le riforme, in nome del bene comune.
Ora, non so se lo sapete, ma il Parlamento non deve concordare le leggi con l’ANM, non serve l’approvazione dei magistrati. Il parlamento è sovrano.
È scritto nella costituzione che avete salvato.
Secondo Maurizio De Giovanni, giallista e testimonial del No, a causa della riforma "il giudice si adatterebbe alla giurisprudenza consolidata, che come sempre è consolidata attorno ai grandi uffici legali delle grandi aziende". Altro che giallo, ormai siamo al fantasy!
E' credibile una magistratura che si presenta al referendum con un manifesto che dice una bugia? Vogliamo liberarci dei comportamenti imbroglioni? SI, SI e ancora #SI
- l'Associazione Nazionale Magistrati è il sindacato al quale è iscritta la quasi totalità dei magistrati;
- in occasione del Referendum sulla Separazione delle Carriere l'Anm ha promosso ufficialmente la nascita di un Comitato per il No;
- lo statuto di tale Comitato, denominato Giusto dire No, all'articolo 2 specifica che "...il Comitato darà attuazione alle direttive generali fissate dal Comitato Direttivo Centrale della Associazione Nazionale Magistrati (CDC), collaborerà con le Commissioni istituite dal CDC dell'Associazione Nazionale Magistrati e in particolare con la Commissione Riforme, con la Commissione Comunicazione e con la Commissione GES...",
- l'articolo 3 precisa che "Il Comitato ha sede legale in Roma, Palazzo di Giustizia, piazza Cavour, presso l'Associazione Nazionale Magistrati";
- a ciò si aggiunga che il Presidente dell'Anm è componente del direttivo del Comitato e che, come recita l'articolo 5: "Alle riunioni del Consiglio direttivo partecipa anche senza diritto di voto il responsabile della comunicazione dell’ANM";
- l'Anm, per bocca del Segretario Generale, ha confermato di aver finanziato il Comitato Giusto dire No;
- il Segretario Generale dell'Anm ha inoltre dichiarato che "il Comitato ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente, con una donazione volontaria e, parallelamente, l'Anm ha deliberato mesi fa uno stanziamento massimo fino a 500mila euro, proprio perché in una campagna referendaria esistono spese inevitabili: nulla si fa gratis";
- quindi il Comitato Giusto dire No, promosso dall'Anm, indirizzato organicamente dall'Anm, con sede presso l'Anm in Cassazione, finanziato dall'Anm, gode anche di finanziamenti ulteriori e privati;
- pertanto i magistrati in servizio iscritti all'Anm, attraverso i loro organi rappresentativi, promuovono, indirizzano e finanziano il Comitato attraverso le quote associative, e sono affiancati da soggetti privati che contribuiscono economicamente a pagare le iniziative;
- questo schema crea uno stretto legame, non solo politico, ma anche formale tra magistrati in servizio iscritti all'Anm e privati sostenitori che finiscono per praticare una forma di finanziamento indiretto all'Anm, in quanto finanziano il 'suo' Comitato;
- cosa accadrebbe ove un magistrato iscritto all'Anm si trovasse di fronte, nella propria attività in Tribunale un finanziatore del comitato? Si asterrebbe per gravi ragioni di convenienza?';
- cosa accadrebbe se si trovasse a discutere un procedimento in cui sono parti contrapposte un finanziatore del No ed un sostenitore del Si'?
- c'è una ragione se i magistrati in servizio non possono essere iscritti a partiti politici. E qui andiamo anche oltre, perché tocca profili ulteriori;
- non è una questione marginale, ma un tema che interessa l'imparzialità dei giudizi ed il buon andamento della giustizia, perché da un lato c'è il nesso che si crea tra magistrati in servizio iscritti all'Anm e privati finanziatori del Comitato, dall'altro il contrasto, anche formale, tra gli stessi magistrati ed i sostenitori del Si': è questo non può essere liquidato sul piano politico, verificandosi un palese intreccio di interessi da una parte e una netta contrapposizione formale dall'altra;
- prevedo che fioccheranno le richieste di astensione per gravi ragioni di convenienza, ma siccome se le decidono tra loro, verranno rigettate. Ma la questione non può essere elusa e metterà a rischio la credibilità della giustizia, comunque vada il referendum.
- se ne dovrebbe interessare il Csm, ma mi viene da sorridere al solo pensiero
Anche oggi il Comitato per il No dell'Anm ci dà la sua bufala quotidiana, e anche stavolta è enorme. Dopo aver affisso cartelloni in cui si prefigura la sottomissione alla politica dei giudici (ma non erano i pm?), il Comitato rivendica e rilancia: ci sarebbe una "confessione" sul fatto che questo sia il vero scopo del governo. Una confessione, cioè quello che "in un processo è la prova regina". Urka. A confessare sarebbe stato il ministro Nordio quando ha detto: "Mi stupisce che Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo". Peccato che il Comitato abbia tagliato la parte subito precedente della frase di Nordio. La riporto io: "Il governo Prodi cadde perché Mastella, mio predecessore, fu indagato per accuse poi rivelatesi infondate. Mi stupisce che Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo". Avete visto come è cambiato il senso della frase? Nordio nella sua intervista ricorda che un ministro della Giustizia fu costretto a dimettersi a causa di accuse poi cadute (dopo 9 anni, bella prova di giustizia...) e che contribuirono a far cadere il governo Prodi, di centrosinistra. Per questo si rivolge a Schlein affermando che "la riforma gioverebbe anche a loro": perché rafforzando l'autonomia e la terzietà del giudice, soprattutto nella fase delle indagini, la riforma ridurrà i casi di ingiustizia come quello di cui fu vittima Mastella. Magari evitando che un futuro governo di centrosinistra cada a causa di accuse infondate.
A rendere particolarmente inquietante l'ennesima bufala del Comitato per il No è la premessa dal taglio "giudiziario": "Se parliamo di prove, sappiamo che 'confessio est regina probationum': la prova regina, in un processo, è la confessione. E la confessione, in questo caso, c’è".
Se i magistrati italiani trattano le prove allo stesso modo con cui il Comitato istituito dall'Associazione nazionale magistrati (e che da questa prende ordini) tratta l'intervista di un ministro, cioè tagliandola a piacimento e sostenendo che è una confessione, c'è da tremare.
Da Marte, anche per oggi, è tutto.
Non ha mai usato il caso Tortora per esprimere il suo Si convinto. Anche se in alcune parti ci sarebbe stato. Di sicuro i magistrati che massacrarono mio padre non sarebbero stati promossi.I cittadini sapranno ragionare di testa loro senza inutili terrorismi.
La congiunta.
Caro Travaglio,ho letto il tuo editoriale di oggi sul caso Tortora e referendum giustizia. Sono una "congiunta". L'unica direi. Raccogliete le vostre firme e lasciate decidere i cittadini senza alterare le cose. Come l'inutile editoriale che hai vergato. La congiuta qui presente
I Comitati nati per la propaganda in occasione del referendum sulla separazione delle carriere sono "soggetti politici" assimilabili ai partiti politici.
In vista della consultazione referendaria fanno esattamente ciò che fanno i partiti, iniziative, spot, manifesti nelle stazioni, come abbiamo visto.
Avranno in Tv gli stessi spazi riservati ai partiti.
I partiti politici sono soggetti ad una disciplina molto rigorosa per ciò che attiene ai contributi che ricevono. Ad esempio lo stesso soggetto non può contribuire con più di 100 mila euro l'anno.
Apprendiamo che l'Anm (che ha la sede nel Palazzo della Corte di Cassazione) avrebbe stanziato fino a 500mila euro per la campagna referendaria e ipotizzerebbe di arrivare alla cifra monstre di 1 milione di euro. Sarebbe interessante conoscere le modalità di spesa. Indirizza contributi al Comitato che ha promosso? Di quale ammontare? Paga direttamente prestazioni finalizzate alla propaganda?
Ed ora arriverà il comitato promosso dalla CGIL: indirizzerà parte delle delle quote associative di pensionati e lavoratori ad un Comitato referendario?
Dubito che qualcuno risponderà ai quesiti, così come sono certo che nessuno approfondirà.