Questa ragazzina si chiama Valeria Kleymenova, è Russa e ha appena vinto il titolo mondiale giovanile di scacchi under 18. Torneo che si è svolto in Italia.
A causa delle sanzioni vergognose e razziste di quei deficienti dell'Unione Europea, non ha potuto gareggiare sotto la bandiera del proprio Paese ed è stata costretta a gareggiare sotto bandiera neutrale.
Tra l'altro durante il torneo ha sconfitto l'ucraina Sofiia Moskalets, che ha rifiutato perfino di stringerle la mano. Se Valeria fosse stata israeliana e qualcuno avesse rifiutato di stringerle la mano, a quest'ora si parlerebbe a reti unificate di antisemitismo e avremmo i giornaloni pieni.
Invece è Russa quindi tutti muti. Sia davanti alla negazione di poter gareggiare sotto la bandiere del suo Paese sia per il gesto vergognoso.
Congratulazioni a Valeria, non ti curar di loro ma guarda e passa.
- Giuseppe Salamone
@Bluefidel47@NostraD64669142 Non lo so. Io mi sto chiedendo cosa stanno pensando i soldati che vengono inviati a sterminare civili per interessi altrui. Perchè accettano di farlo? Sono tutti miserabili come le bestie che si divertono ad uccidere bambini?😡😡😡
La verità sulla frequenza intestinale:
Il falso mito dell'evacuazione quotidiana
Leggo spesso post che demonizzano la scarsa frequenza delle evacuazioni, confondendola sistematicamente con la stitichezza.
È ora di fare chiarezza tra volume di scarto e difficoltà di transito, specialmente quando usciamo dal paradigma della dieta standard occidentale.
1. Il mito della "pulizia" costante
L'idea che si debba evacuare ogni giorno per non essere "intasati" deriva da una dieta ricca di scorie: fibre, antinutrienti e riempitivi indigeribili.
Se mangi "carburante sporco", il corpo deve espellerlo velocemente.
In una dieta chetocarnivora, carne e grassi vengono assorbiti quasi totalmente nel tenue.
Andare in bagno ogni 4 giorni non è "tossicità", è efficienza: il tuo corpo sta assorbendo tutto.
Se non c'è scarto, non c'è bisogno di evacuare.
Nota Tecnica sulla Stitichezza vs Basso Residuo:
La vera stipsi è definita dallo sforzo, dal dolore e dalla consistenza fecale estrema, non dal numero di giorni che passano tra una seduta e l'altra.
In un regime ad alta densità biodisponibile, il volume fecale può ridursi del 70-80%.
Non è "stasi", è semplicemente assenza di rifiuti indigeriti.📷Shutterstock
2. Grassi e Cistifellea: l'equilibrio della "mandata"
Il segreto del transito perfetto sta nel bilanciamento tra grassi ingeriti e succhi biliari.
Il fegato produce la bile e la cistifellea ne accumula una riserva fondamentale (fino a un litro) che deve essere utilizzata e ricambiata.
L'importanza di svuotarla:
È vitale consumare abbastanza grassi per stimolare lo svuotamento completo della cistifellea.
Se la bile ristagna troppo a lungo, i succhi si cristallizzano, portando alla formazione di fanghiglia biliare e calcoli.
La calibrazione dei grassi:
Se i grassi introdotti compensano esattamente i succhi biliari disponibili, andrai di corpo in modo perfetto.
L'eccesso lipidico:
Se introduci più grassi di quanti la tua bile riesca a metabolizzare, la quota di grassi non emulsionata rimarrà nel tratto intestinale, richiamando liquidi e portando a feci sciolte.
È un segnale del corpo che hai superato la tua capacità biliare momentanea.
Chi proviene da anni di dieta low-fat deve dare tempo al fegato di regolare la produzione enzimatica.
3. Idratazione ed Elettroliti:
In chetocarnivora il corpo non trattiene liquidi come con i carboidrati.
Se non bevi a sufficienza, il colon riassorbirà ogni goccia d'acqua dalle poche feci presenti, trasformandole in sassi difficili da espellere.
Il ruolo del Sodio:
In chetosi, la perdita di sodio è accelerata. Mantenere alti i livelli di sale marino integrale è la prima difesa per evitare che il colon "prosciughi" troppo il bolo fecale.
Acqua e Magnesio:
Il magnesio aiuta a mantenere l'idratazione nel colon per osmosi, assicurando che quel poco scarto rimanga morbido nonostante i giorni di permanenza.
4. Il turnover biologico e il Microbioma
l'intestino non è mai "vuoto".
Una parte delle feci è composta da scarti endogeni: cellule epiteliali morte e batteri esausti del microbioma.
Questo "scarico" avviene fisiologicamente anche se non mangi vegetali, ma con tempi più dilatati che non devono spaventare: è il naturale ciclo di rinnovamento dei tessuti.
In conclusione
Non aver paura se non vai in bagno ogni mattina.
La salute non è "pulire continuamente" un corpo sporco, ma smettere di sporcarlo con cibi che non siamo nati per mangiare, assicurando però il corretto turnover della bile e l'equilibrio elettrolitico per far scorrere la macchina senza intoppi.
#Chetocarnivora #Biohacking #SaluteIntestinale
✊ La Verità Incisa sui Corpi: Quando la Realtà si Ribella
Possono censurare. Possono criminalizzare. Possono infangare. Possono portare in tribunale per intimidire. Possono mettere a tacere.
Ma c'è qualcosa che non possono fare.:
Non possono cancellare la drammatica verità incisa sui corpi delle persone.
Una verità che pulsa, respira e soffre, al di là di ogni manipolazione e silenzio imposto.
Il Grido Silente degli Effetti Avversi
Gli "effetti avversi" non sono un semplice dibattito accademico o una disputa scientifica da relegare nelle aule universitarie.
Non sono grafici asettici o statistiche fredde su un foglio di carta.
Gli effetti avversi sono dolore vissuto.
Sono notti insonni, visite mediche infinite, diagnosi incerte e corpi che non rispondono più come prima. Sono confidenze sussurrate tra amici, sguardi di comprensione tra estranei, un coro che cresce, composto da tutte quelle voci che il sistema ha tentato di soffocare.
Sono testimonianze silenziose ma inequivocabili di una realtà negata, minimizzata, derisa.
La Negazione come Ultima Difesa
Quando la narrazione ufficiale vacilla, quando le domande diventano troppo insistenti e le prove troppo evidenti, l'unica loro difesa, l'ultima, disperata trincea, si fonda sulla negazione della realtà.
Negano ciò che è palese.
Negano ciò che è stato provato sulla propria pelle. Negano l'evidenza con l'arroganza di chi detiene il potere, sperando che il tempo e la paura cancellino ogni traccia.
Ma la realtà ha una forza intrinseca. È testarda, inarrestabile, implacabile.
Il Crollo Inevitabile
Quando la realtà si ribella, a crollare non è lei.Non sono le persone che soffrono a scomparire. Non sono le loro storie a dissolversi nel nulla. Sono loro.
Sono i sistemi che hanno taciuto.
Sono le istituzioni che hanno negato. Sono le figure che hanno deriso.
Sono le narrazioni che si sono sgretolate sotto il peso schiacciante della verità.
La verità, anche se calpestata, alla fine trova sempre la sua strada.
E quando lo fa, il crollo è fragoroso.
💬 Cosa ne pensate? Siete d'accordo che la verità sui corpi sia la più inconfutabile? Avete avuto esperienze che vi hanno fatto sentire parte di questo "coro"?
👇 Condividete i vostri pensieri e rompete il silenzio.
#Verità #EffettiAvversi #Libertà #Giustizia
Giorgia Meloni NON È IL MIO PRESIDENTE. NON MI RAPPRESENTA E NON MI RAPPRESENTERÀ MAI. MI VERGOGNO PROFONDAMENTE DI AVERE LEI COME PRESIDENTE.
Non esprimere solidarietà a Ranucci non dice nulla su di lui, ma tantissimo sulla Meloni.
#GiorgiaMeloni
"Nel 40% dei casi la miocardte (da vaccino) è subclinica o del tutto asintomatica ... sotto stress psico-fisico può generare aritmie ventricolari fatali".
Dr. Giuseppe Barbaro
Responsabile Cardiologia Umberto I
If I may say ...
le morti improvvise.
Giuseppina Ghersi era una bambina di appena 13 anni, “colpevole”, secondo gli eroici partigiani, di aver ricevuto una lettera di plauso da Mussolini a seguito di un tema che aveva fatto a scuola.
Per gli “eroi”, tanto bastava per riservarle questo trattamento:
La mattina del 25 aprile 1945, Giuseppina fu sequestrata da tre partigiani, insieme alla madre e il padre, portata nei locali della Scuola Media "Guido Bono" a Legino, adibita a campo di concentramento per fascisti. Le cosparsero la testa di vernice rossa e le disegnarono la “M” di Mussolini sulla fronte , poi la esibirono in pubblico come un trofeo di caccia.
In seguito venne pestata a sangue, con una ferocia inaudita, lei e la madre violentate per giorni e giorni davanti agli occhi del padre, inerme.
II 30 aprile, dopo 5 giorni di interminabile agonia, i codardi posero fine al suo martirio con un colpo di pistola alla nuca.
Poi gettarono il suo corpicino martoriato in strada, come fosse spazzatura, davanti al cimitero di Zinola.
Al riconoscimento della salma della piccola partecipò Stelvio Murialdo, il quale diede una testimonianza agghiacciante:
«…erano terribili le condizioni in cui l'avevano ridotta, evidentemente avevano infierito in maniera brutale su di lei, senza riuscire a cancellare la sua giovane età. Era nuda, una mano pietosa aveva steso su di lei una sudicia coperta grigia che parzialmente la ricopriva dal collo alle ginocchia. La guerra ci aveva costretto a vedere tanti cadaveri e in verità, la morte concede ai morti una distesa serenità; ma lei, quella sconosciuta ragazza, NO! L'orrore era rimasto impresso sul suo viso, una maschera di sangue, con un occhio bluastro, tumefatto e l'altro spalancato sull'inferno. Ricordo che non riuscivo, come paralizzato, a staccarmi da quella povera disarticolata marionetta, con un braccio irrigidito verso l'alto, come a proteggere la fronte, mentre un dito spezzato era piegato verso il dorso della mano.»
L’eccidio di Malga Bala, 23-25 marzo 1944:
Un gruppo di Carabinieri, quasi tutti ventenni, costituiva un presidio a difesa della centrale idroelettrica di Bretto. Il 23 marzo 1945, i partigiani presero in ostaggio il vicebrigadiere Dino Perpignano, comandante del presidio, mentre rientrava negli alloggiamenti. Lo costrinsero a rivelare la parola d’ordine, permettendo loro di entrare con facilità e catturare tutti gli altri.
I 12 Militari furono deportati e trasferiti in un fienile, erano affamati. Gli "eroi" servirono loro un pasto contenente soda caustica e sale nero. Mangiarono.
Poco dopo le loro urla di dolore, strazianti, riempirono la zona.
La loro agonia si portasse per ore e ore, interminabile.
Distrutti dalla febbre e dal dolore, vennero costretti a marciare verso Mala Balga.
Il Vicebrigadiere Perpignano venne denudato, gli “eroi” gli conficcarono un uncino nel nervo posteriore del piede e lo sollevarono a testa in giù.
Gli altri furono legati e incaprettati.
A quel punto, l’odio dei comunisti, si riversò su quegli uomini inermi.
I partigiani, iniziarono a colpirli con i picconi, causandogli profonde ferite. Ad alcuni vennero tagliati i genitali e infilati in bocca, ad altri fu squarciato il cuore, frantumati gli occhi. Ad Amenici conficcarono nel petto la fotografia dei suoi cinque figli, mentre Perpignano fu finito a calci in viso e sulla testa. Poi li smembrarono, li decapitarono.
“L’atto di eroismo” si concluse con i corpi legati con filo di ferro e trascinati sotto un grosso masso.
Oggi, le spoglie di questi Carabinieri, riposano nella torre medievale di Tarvisio, le cui chiavi sono custodite dalle suore di un vicino convento.
1. Dino Perpignano
2. Pasquale Ruggiero
3. Domenico Del Vecchio
4. Lino Bertogli
5. Antonio Ferro
6. Adelmino Zilio
7. Fernando Ferretti
8. Ridolfo Calzi
9. Pietro Tognazzo
10. Michele Castellano
11. Primo Amenici
12. Attilio Franzon
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