Si può anche argomentare - ed è un pensiero che condivido - che Scaloni dovrebbe/potrebbe rivedere un po' delle situazioni a centrocampo, attingendo alla freschezza e al dinamismo di Nico Paz e/o Barco, senza quindi per forza aggiungere un altro profilo in ampiezza (detto che Molina viene completamente ignorato a dx, quindi gli sfoghi sono sempre a sx), però ragionando a 360°:
- per il primo vedo una "situazione Dybala" 2.0, finché ci sarà Messi in campo.
- Valentín ha ENORMI limiti difensivi ed è per questo che in Europa non fa (più) il terzino sx.
Lo Celso sarebbe forse quello più semplice da inserire (nello slot finora occupato da Almada), poi davanti aiuterebbe parecchio che Alvarez trovasse una condizione psicofisica decente al più presto.
Le red flags difensive erano già visibili contro l'Algeria (l'unica con cui ha avuto meno del 50% di possesso palla): "piccole" come Capo Verde e l'Egitto hanno avuto la pazienza/qualità per superare la sua prima linea di pressione, ma ora il livello generale sarà altissimo.
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Riagganciandomi a questo tweet (soprattutto alla seconda parte):
- l'Argentina ha bisogno di tenere la palla il più possibile (difendendosi con essa e/o con le riaggressioni), sia per i limiti atletici di molti giocatori in campo grande - il che vale anche per le sue possibilità di attacco con transizioni lunghe - e sia perché Messi è sempre più un passeggero da proteggere, quando difendono con un blocco medio o - più raramente - basso: finché lo ha fatto nei gironi (contro Austria e Giordania), è stata in totale controllo delle partite.
- queste necessità di giocare a ritmi bassi si riflettono nei dati della squadra: è ultima per km percorsi a partita, nonché penultima per sprint effettuati.
- i sovraccarichi che crea in zona palla sono importantissimi per avere controllo e rimangono ancora la principale fonte di occasioni per la squadra (avere Paredes in campo sgrava Mac Allister da compiti di regia + copertura che non sono naturalmente/idealmente suoi), ma - secondo me - dovrebbe variare le soluzioni in partita e giocare un po' di più sull'ampiezza, per non rendere sempre molto facile alle avversarie intasare il centro: l'utilizzo di Nico González contro Capo Verde, quello di Tagliafico nel primo tempo contro l'Egitto, nonché quelli di Nico e - addirittura - Messi (a dx) nel finale ieri, offrono spunti in questa direzione (Di María era essenziale per questo nella prima parte dell'era Scaloni).
In queste prime partite a eliminazione diretta, si sono viste crepe strutturali nella fase di non possesso organizzata da Tuchel per la sua Inghilterra (una squadra di cavalli che si esalta nell'attaccare in transizione da qualsiasi altezza del campo): sia nei primi 15 minuti contro la Repubblica Democratica del Congo che in 11v11 contro il Messico, ci sono state evidenti difficoltà nel portare pressioni efficaci, che vanno monitorate contro la Norvegia ed eventualmente dopo (curiosamente, quest'ultima sarà la sua terza avversaria di fila che gioca con un 433).
L'Inghilterra vuole pressare alto con riferimenti individuali, tenendo sempre un +1 dietro (i centrocampisti si orientano sull'uomo anche quando la squadra difende in un blocco medio): questo porta un'ala - se non entrambe le ali - a dover seguire il terzino avversario in zone molto profonde del campo, quando quest'ultimo si alza in ampiezza (Saka lo ha fatto tantissime volte con Gallardo).
Il risultato, però, è che le recenti avversarie hanno avuto una netta superiorità numerica nella fase di costruzione/progressione, riuscendo a consolidare facilmente i possessi e trovare sempre un uomo libero per progredire: il Messico lo ha fatto con diversi buoni smarcamenti in zone laterali e centrali, ma poi non è riuscito a creare grandi occasioni negli ultimi 25-30 metri (calciando anche poco in 11v11).
Difendere con un blocco medio-basso e attaccare principalmente in transizione sarà sempre una buonissima strategia nel calcio, soprattutto contro determinate (grandi) squadre: riduci lo spazio attaccabile alle tue spalle e ne hai sempre tanto potenzialmente disponibile a palla recuperata.
Tuttavia, se non porti quasi mai pressioni sul portatore + non hai idee chiare su come settare trappole per recuperare la palla nella tua metà campo + non prepari alcuna soluzione per attaccare in campo aperto sulle tue rimesse dal fondo (una situazione di gioco dove sarai sempre in superiorità numerica):
- non sarai mai veramente in controllo della partita, pure se non stai subendo occasioni in un dato momento.
- non genererai effettivamente le transizioni che vuoi: chi sta attaccando può semplicemente tenerla e difendersi con essa (vedasi la Spagna da tanti anni).
Se il Brasile aveva dei validi motivi per concedere inizialmente l'iniziativa con la Norvegia (ricavandoci anche tante opportunità/occasioni), vederlo fare così tanto dal Portogallo - con quell'XI e un Ronaldo da raccogliere col cucchiaio davanti - è stato semplicemente imbarazzante.
Un modello di gioco difensivamente pietoso da anni, che non riesce a portare bene pressioni sull'avversario a qualsiasi altezza del campo = i centrali e il portiere devono spesso fare miracoli, ancor più quando le avversarie hanno la pazienza/qualità per schiacciarti negli ultimi 25-30 metri e penetrare dentro l'area di rigore
Niente Kroos o Modrić a dare tempi/soluzioni di gioco a centrocampo, affidando la regia a Casemiro (!!!) in questo contesto e lasciando profili utilissimi come Andrey Santos a casa = una squadra o troppo lenta/perimetrale (faticando parecchio a servire i suoi giocatori offensivi) o troppo diretta con la palla (esponendosi continuamente alle transizioni avversarie)
Le red flags erano presenti prima e durante questo torneo: il risultato è che non ha né dato quell'identità offensiva brasiliana ormai associata alle sue squadre - e fortemente auspicata in patria - né dato quella “mentalità” italiana di cui si fa continuamente promotore come panacea dei nostri mali; si salva perlopiù un ottimo utilizzo di Vinícius.
Oggi per 60 minuti c'era teoricamente un contesto di gioco perfetto per il Brasile: blocco basso e aspettare che una frenetica Norvegia continuasse a regalarle transizioni e occasioni a palla persa (alzando sempre 6-7 giocatori nella trequarti avversaria e senza disporre delle preventive in zone centrali), oltre al rigore guadagnato nel primo tempo come potenziale bonus per avere ancora più spazi da attaccare.
Tuttavia, l'idea di fare solo quello si è scontrata con la crescente pazienza della Norvegia con la palla, che ha iniziato a trovare finalmente giocate di qualità sulle fasce dopo gli ingressi di Schjelderup e Bobb (quanto conta avere ali forti contro i blocchi bassi), creando alcune situazioni pericolose in serie fino allo 0-1 di Haaland: purtroppo si va a casa.
Guai a fare male a Olise, però Yamal deve ritenersi fortunato di non aver mai incrociato un Pasquale (36enne operaio di provincia sottopagato che gioca a calcio per sfogare la sua frustrazione settimanale) che gli spacchi tibia e perone a ogni dribbling tentato.
Uomini criticheranno la grande antisportività del Paraguay in mondovisione, salvo tornare a elogiare - un giorno sì e l'altro pure - il "romanticismo" della Terza Categoria e augurare di fare gratuitamente male a gente brava con la palla con gli interventi più scomposti possibili.
Gustavo Puerta 🧵
Totalmente folgorato dalla sua qualità ad alta intensità. Combina le due fasi in maniera ordinata, sia regista che interditore. La capacità di leggere il gioco e trasmettere, è proprio l'anticipazione motoria a colpirmi. È il vero "legante" della Colombia.
È un 6 ma dinamico, con "motore" atletico per duellare nonostante i 173 cm ed una bella resistenza aerobica. Per una clausola sui 15/18 milioni queste caratteristiche e questo livello di gioco e personalità sono un occasione rara.
Che bello rivedere Olise trequartista come in Inghilterra: aver invertito lui e Dembélé è potenzialmente la sliding door del torneo, soprattutto con un 9 particolare come Mbappé (gran begli atteggiamenti da parte sua finalmente).
La lezione di stanotte per l'Argentina è che compiacersi su ritmi bassi può essere molto pericoloso, soprattutto contro una "piccola" squadra come Capo Verde: ben organizzata difensivamente e con la voglia di fare sempre quella corsa in più senza la palla, ma anche propositiva e fiduciosa dei propri mezzi tecnici (prima dei suoi gol, diversi potenziali sviluppi in ampiezza erano sfumati per errori nel controllo sulla corsa).
Ciò detto, quel cambio - con Nico utilizzato per fissare l'ampiezza alta a sx e garantire attacchi diretti all'ultima linea - ha fatto tutta la differenza del mondo per le dinamiche offensive dell'Albiceleste (diverse opportunità nella ripresa e il corner del 3-2 sono nate così), oltre a essere un bel esempio che una squadra "relazionale" possa attingere a princìpi posizionali e che i due approcci siano sempre intersecabili.
Il gimmick del rispetto contro una squadra piena di over 30, allenata da Rudi Garcia nel 2026 e con solo Doku come minaccia in 1v1 sulle fasce (concedendoti ben 3.37 xG su azione).