Morì nel sonno, la mattina di Natale del 2016. Aveva solo 53 anni.
Eppure, anche dopo la sua morte, George Michael continuava a salvare vite.
Solo allora il mondo scoprì ciò che aveva sempre tenuto nascosto: aveva donato milioni di sterline a orfani, senzatetto, malati e famiglie in difficoltà.
In silenzio.
Senza telecamere.
Senza bisogno di applausi.
Una concorrente di un quiz TV aveva detto di sognare un figlio, ma non poteva permettersi un trattamento in vitro.
Il giorno dopo, trovò sul suo conto 15.000 sterline.
Le aveva mandate lui, senza dire il suo nome.
Lavorava nei rifugi per senzatetto, travestito da volontario.
Donava 100.000 sterline ogni Pasqua alle associazioni per bambini.
Una volta, vide una donna piangere in un bar per i debiti. Scrisse un assegno da 25.000 sterline e lo lasciò alla cameriera, con una sola istruzione:
“Consegnaglielo dopo che se ne va.”
Pagò studi, cure, sogni.
Finanziò centri per persone con HIV.
Offrì un concerto gratuito per le infermiere che avevano curato sua madre.
George Michael non cercava fama.
Cercava umanità.
E forse per questo, ancora oggi, centinaia di migliaia di persone vivono grazie a lui.
Queste foto ritraggono una partita del 15 marzo scorso: Cremona-Brescia.
Brescia vince con una tripla allo scadere. Il palasport è gremito per un derby lombardo molto sentito, con una grande presenza di tifosi bresciani.
Tutto questo accadeva appena 3 mesi fa.
3 mesi dopo Cremona e Brescia non esistono più: al posto loro, l'anno prossimo, in Serie A ci saranno due nuove squadre di Roma.
Nel 1998 usciva al cinema un film capolavoro con protagonista Jim Carrey: "The Truman Show". Il film narra la storia di un uomo ignaro che la sua intera esistenza sia in realtà un reality show televisivo planetario.
Guardando oggi le foto di quella partita sembra di rivedere un remake del film, con l'unica differenza che non c'è un solo ignaro protagonista, ma migliaia di persone dentro e fuori quel palasport.
Mentre per la Vanoli il futuro incerto era nell'aria da tempo, per i bresciani la questione è stata molto più irreale.
Due settimane fa la società ha comunicato l'acquisto di un giocatore: due settimane dopo la società ha venduto il diritto sportivo di Serie A.
La compravendita di diritti sportivi, per chi segue poco il basket italiano, è sempre stata permessa dal regolamento e parecchio diffusa: più della metà delle squadre di Serie A di oggi, negli ultimi 20 anni, hanno comprato il diritto sportivo di un altro club a seguito di fallimenti e/o problemi economici.
È una pratica bella? Secondo noi no. È una pratica che andrebbe regolamentata meglio? Secondo noi sì.
Ma è lecita.
E soprattutto, sottolineiamo, che quando c'è qualcuno che compra è perchè c'è sempre qualcuno che vuole vendere.
Delle due nuove squadre di Roma create in queste ore a suon di promesse di investimenti milionari, ad oggi, oltre ai nomi pescati dal libro degli stereotipi romani ("Roma SPQR" e "Maxima Roma") sappiamo poco. Auguriamo loro una vita duratura, e la capacità (per nulla semplice) di crearsi una base di tifosi in una città dove una squadra storica esiste già.
Ciò che però ci preme di più, come abbiamo sempre fatto da 14 anni a questa parte, è il popolo del basket. In particolar modo, oggi, quello bresciano. Quello che ha sempre dimostrato grandissima passione e grande correttezza. Un popolo che questa mattina non ha più una squadra per cui tifare.
Uno degli aspetti più tristi di queste vicende di puro business, è che nessuno spenda mai una parola per i tifosi. I tifosi che sono, e per sempre resteranno, la benzina che tiene acceso il motore di qualunque sport. Fa comodo definirli "il primo sponsor della squadra", fa comodo quando applaudono, fa comodo quando si abbonano, fa comodo quando comprano il biglietto e spendono soldi per il merchandising. Salvo poi dimenticarsi di loro quando smettono di fare comodo.
Vale la pena ricordare che se da domani nessuno seguisse più il basket, in fila a comprare i diritti sportivi delle squadre ci sarebbero lo stesso numero di persone del cognome di quello che canta "I migliori anni della nostra vita".
Abbracciamo singolarmente ogni tifoso bresciano.
Nella speranza che il basket italiano in generale possa crescere, migliorare, aumentare il numero di appassionati, e soprattutto riacquisire un po' di credibilità.
Andrea Bargnani in merito alle dichiarazioni del presidente della FIGC, Gabriele Gravina:
"Le parole del presidente FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gravina, dopo l'eliminazione di ieri mi hanno colpito ("Gli altri sport sono sport dilettantistici") E non riesco a non dirlo.
Sul risultato sportivo dei miei colleghi non mi pronuncio, lo sport è imprevedibile e gli episodi decidono le partite, lo so bene. Ho deluso anch'io le aspettative in gironi di qualificazione con la nazionale di basket, e so cosa significa essere dentro ad un "tritacarne".
La figura apicale del nostro sport nazionale ha giustificato le difficoltà nel calcio anche dicendo che "il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici", ma la massima espressione di questo "professionismo" ostentato ieri, la Serie A, ha chiuso l'esercizio 2025 con un buco di oltre mezzo miliardo di euro (-531.241.500 euro per l'esattezza)… quindi mi verrebbe subito da chiedere: quando, come e dove si manifesta tutto questo professionismo?
Io ho giocato in NBA, la lega sportiva più professionistica al mondo, benchmark di qualsiasi sport sul Globo. Non mi sono mai sentito più atleta, più professionista, di chi fa salto in alto per le Fiamme Oro allenandosi 8 ore al giorno. Una regola non scritta dello sport, una delle più basilari, dice che il professionismo non lo misuri dallo stipendio. Lo misuri dalla dedizione, dal sacrificio, dal fatto che non hai un secondo lavoro e ti alleni tutta la vita per fare quello che sei. Quindi, su questo tema, guadagnare 10 milioni di dollari a stagione in NBA o 2.000 euro alle Fiamme Oro con l'atletica leggera non cambia il livello di professionismo. Anzi, per esperienza diretta, conoscendo tutti i colleghi dei vari sport, chi fa atletica leggera o sci nella maggior parte dei casi si allena molte più ore di una star NBA (ma molte molte), e questo è un fatto.
A livello normativo e legislativo ci sono distinzioni nette tra professionismo e dilettantismo, certo, ma sono anche figlie di strategie e/o politiche...ed è tutto un altro discorso. Per inciso: la nostra nazionale di pallavolo, campione del mondo in carica sia maschile che femminile, non sarebbe "professionistica" secondo questa logica. Chiamarli dilettanti richiede un """coraggio""" che non ho.
Il problema non è il risultato di ieri sera. Il problema in alcuni casi è chi guida i nostri sport, e con quale spessore/know-how."
(in foto una sintesi, per chi non ha voglia di leggerlo, del suo post)
Cari bambini italiani,
un sacco di persone, anche importanti, moltissimi giornali, politici, televisioni, e giornalisti, si stanno preoccupando per voi in questi giorni.
Sono tutti terrorizzati dal fatto che ancora una volta non potrete vedere l'Italia ai mondiali di calcio.
Lo so, sembra assurdo anche a voi, ma l'opinione pubblica, la politica, e i vertici delle istituzioni, non sono preoccupati per la scuola, l'università, lo studio, ma per le vostre estati senza gli azzurri del pallone.
Cari bambini italiani, ci teniamo a rassicurarvi.
Il calcio, che è uno sport bellissimo e il più seguito qui da noi, non è l'unica disciplina sportiva esistente.
Non vi sono evidenze scientifiche che attestino che crescerete deviati, o con problemi psicologici, se vi emozionerete nel guardare anche gli atleti italiani che vincono nel tennis, nello sci, nell'atletica, nella pallavolo, nel nuoto, nell'automobilismo, nel motociclismo, nel pattinaggio di velocità, nello short track, nel curling, nella ginnastica, nella scherma, nel ciclismo (soprattuto su pista!), nel canottaggio, nel biathlon, e in tantissimi altri.
Anche nel basket eh, perchè se è vero che in quello maschile non vinciamo nulla da quando la vostra mamma e il vostro papà si dovevano ancora conoscere (ma vi giuriamo, è comunque bellissimo e vale la pena seguirlo), in quello femminile abbiamo una nazionale favolosa!
E questi sport non sono tutti dilettantistici come ha detto ieri quel signore a capo della Federazione del pallone: alcuni di questi, per legge, sono professionistici proprio come il giuoco del pallone, ed altri, se praticati a livello internazionale, sono inquadrati come super professionistici. Per intenderci, Sinner mica paga la quota per giocare come voi eh! E Kimi Antonelli non prende mica il rimborso spese per guidare ai 350 orari.
Ah, e riguardo sempre a quello che ha detto il numero 1 della Federazione Calcio, Arianna Fontana non è mica una sciatrice. Anche se quando gareggia fa freddo ed è tutto bianco (ed è questo che avrà fatto confondere il presidente), sappiate che in quelle condizioni si possono praticare anche altri sport come ad esempio lo short track. E sappiate che Arianna Fontana è l'atleta italiana più medaglietta nella storia dello sport!
Vi state chiedendo come sia possibile che un dirigente così importante si permetta di screditare gli altri sport senza nemmeno sapere quale che sport pratichi l'atleta che ci ha fatto vincere più medaglie di chiunque altro? Eh, bella domanda.
In conclusione, cari bambini, non dovete temere nulla per due motivi principali:
1) potete alleviare le delusioni calcistiche con tante altre belle cose che accadono in altri sport
2) tra qualche giorno, quando non servirete più ad alimentare il vero sport nel quale primeggiamo nel mondo, ovvero la retorica, nessuno si preoccuperà più per voi
La "pandemia di Covid" è stata PIANIFICATA da Bill Gates, Jeffrey Epstein, il Dr. Fauci e la famiglia Rothschild.
ABBIAMO LE LORO EMAIL
QUESTI SONO CRIMINI DI GUERRA.
DEVONO ESSERE ARRESTATI
- @liz_churchill10
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II Ciao faceva più di 140 km con un pieno (2.6 litri di miscela), quindi, circa
50 km/l.
Progettato dall'Ing. Bruno Gaddi, aveva una cilindrata di 49cc ed una manutenzione praticamente irrisoria.
Aveva i pedali se rimanevi a secco.
È stato il ciclomotore più venduto al mondo
e, calcoli alla mano, produceva meno di un quarto di gas serra di una bici elettrica attuale.
- infonesh
Per non dimenticare.
Anno 1994.
Il ministro della sanità De Lorenzo venne arrestato per aver intascato una mega tangente da 600 milioni di lire pagata dalla GLAXO S. K. per rendere obbligatoria la vaccinazione contro l'epatite B. Ancora oggi tale vaccinazione è obbligatoria e il dottor De Lorenzo non è mai stato radiato dall'albo dei medici.
Lo stesso vaccino è stato ritirato dal mercato francese per aver causato numerosi casi di sclerosi multipla risarciti dallo stesso governo.
Nonostante tutto in Italia continuiamo a iniettarlo (Engerix-b) ad adulti e obbligatoriamente ai bambini (legge Lorenzin).
Vergogne tutte italiane.
Nella foto L’arresto di Poggiolini e Beatrice Lorenzin.
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#famigliadelbosco#famiglianelbosco
Sebastiano Alicata:
Negli ultimi giorni ho passato del tempo a leggere anche gli altri post sulla famiglia del bosco, sia pro, sia contro, soffermandomi anche sui commenti. E vedo che questa storia, esattamente come qualche anno fa, ha aperto una breccia profonda. Anche per questo è importante parlarne. Perché da un lato emerge l’empatia per la sofferenza e la separazione di una intera famiglia, dall'altro non manca l’ondata di commenti feroci ed intrisi di un giustizialismo che lascia l'amaro in bocca.
Ho letto frasi del tipo: "Se non segui le regole, non dovresti figliare".
È un’affermazione che gela il sangue. Ci vedo l’idea che la genitorialità debba essere un premio o una patente concessa solo a chi è perfettamente allineato, un "certificato di idoneità" per chi non esce mai dal seminato della società. Ma la vita non segue i binari della burocrazia: è fatta di sogni, errori, visioni radicali e, a volte, di derive dolorose.
Ciò che mi spaventa davvero oggi non è più il "sistema", di cui ormai conosco a memoria ogni ingranaggio, ogni rigidità e ogni limite. Quello che mi preoccupa è l'assenza totale di empatia da parte di non poche persone. E il bello che queste persone possono essere l’amico, il collega, un vicino, un parente. È quel riflesso condizionato, che abbiamo già visto in anni recenti e in altri contesti, per cui se qualcuno "sbaglia" o non si adegua, allora perde il diritto alla comprensione umana.
Ma guardiamoci in faccia: quanti sono i genitori cosiddetti “normali" che sbagliano ogni giorno?
Dicono “se non puoi assicurargli le migliori condizioni possibili, non fare figli”. Eppure non mi sembra di vivere in una società ideale fatta di famiglie perfette. Siamo circondati da "normalità" e “migliori condizioni possibili” di facciata che nascondono voragini: genitori presenti fisicamente ma con personalità tossiche o assenti con la testa, famiglie originarie distrutte e poi allargate, case a norma ma gelide e prive d’amore, figli cresciuti davanti a uno schermo per comodità. Eppure, nessuno lì punta il dito o si indigna. Ci sentiamo autorizzati a massacrare invece chi ha fatto una scelta diversa solo perché la sua fragilità è diventata pubblica.
Si parla tanto di quell'intossicazione da funghi come della "prova regina" della loro colpa. Ma quante persone si intossicano ogni anno in ristoranti o locali "normali"? In quei casi la chiamiamo fatalità, errore umano, sfortuna. Se capita a chi vive nel bosco, diventa un capo d'accusa. È questo doppio standard che è spaventoso.
Certo, le regole, in linea generale, sono il collante della società, nessuno lo mette in dubbio. Ma c'è una crudeltà sottile nell’assenza di empatia davanti a questa storia. Vedere dei genitori portare sul volto i segni di una battaglia interiore che pochi saprebbero sostenere, dovrebbe suscitare rispetto, o almeno un silenzio riflessivo, non scherno o giudizio.
Chi invoca "le regole" come un maglio dimentica anche che la perfezione non esiste. Siamo tutti bravi a giudicare la vita degli altri protetti dalle nostre certezze. E invece siamo tutti esseri imperfetti, siamo tutti alberi in mezzo alla tempesta, che portano i segni dei rami spezzati.
Invece di emettere sentenze su chi "può o non può" avere figli, dovremmo interrogarci sul nostro grado di umanità. Le regole possono anche servire a far funzionare il mondo, ma è l'empatia che ci impedisce di diventare burocrati del dolore altrui. Se per far rispettare una norma perdiamo la capacità di restare umani, allora la sconfitta, ancora una volta, è di tutti.
Con Andrea Baccan, in arte Pucci, eravamo vicini di casa a Riccione.
I nostri figli, che sono coetanei, giocavano insieme e quando lui veniva in spiaggia era la sala giochi di tutti i ragazzini: li faceva volare facendogli fare i tuffi nel mare, li faceva ridere a crepapelle e divertire per ore.
Andrea Pucci è un uomo gentile, educato, è un uomo perbene.
Andrea Pucci, però, ha un problema: fa il comico non allineato. Che poi, in fondo, non fa altro che dire quello che pensano e dicono milioni di italiani al bar, a casa, al tassista.
Ma non si può: quelli che temono di “perdere la libertà di espressione” lo hanno aggredito, insultato, minacciato (lui e la sua famiglia).
Se parla Pucci è fascista, se lo fanno i guitti ruffiani che del politicamente corretto se ne fottono se c’è da offendere qualcuno di destra, è “sarcasmo estremo”.
Il politicamente corretto lo hanno inventato loro per chi non la pensa come loro: è uno strumento censorio contro la libertà di espressione, di pensiero e di parola.
Nessun comico “democratico” ha solidarizzato con Pucci per l’ondata di aggressività che gli è stata rovesciata addosso. Nessuno. Che tristezza, che bassezza.
Pucci ha fatto bene: secondo me la sua non è una resa, è un “andate tutti affanculo, tanto continuerò a dire che a Milano si rischia la pelle, che le mogli rompono le palle e che la Bindi non si può guardare”.
Credo che gli abbiano dato un assist stellare per una tournée coi fiocchi.
Perché non capiscono mai che quello che fanno si ritorce sempre contro le loro cause del cazzo.
Hanno ragione a dire che viviamo tempi di totalitarismo: il loro.
Sono nata il 27 gennaio del 1960, quindi fanno 66.
Ma gli anni non mi pesano.
Invecchiando ho capito che la felicità è fatta di cose semplici: il sorriso al risveglio di un uomo che amo da 20 anni, una mattina tranquilla, uno spazio pulito, non fare tardi la sera, una casa sicura e persone che non consumano le mie energie.
Non mi manca la gioventù che se ne è andata.
Checché ne dicano alcuni pensando di offendere, la gamba va ancora lassù.
Mi manca il mondo che quegli anni si sono portati via.
Ci raccontano che la vita si è allungata.
Sarà pure vero, ma a quale prezzo? Con quali rinunce?
Non mi importa se passo per vecchia perché rimpiango il mondo della mia giovinezza.
Quel mondo mi manca per davvero.
Darei qualsiasi cosa per tornare a prima della insopportabile propaganda di sistema di adesso diffusa ovunque e in continuazione, a prima del doom-scrolling dei social e degli algoritmi creati per dividere.
Il progresso tecnologico degli ultimi vent'anni è stato il grimaldello per polarizzare la società, dividere la famiglia, ridurre la politica a puro affarismo, trasformare ogni narcisista in un leone da tastiera che sfama il proprio ego con l'odio.
Vorrei tornare ai giorni dei valori familiari, al senso di appartenza, all'importanza della deontologia professionale, della responsabilità individuale.
Vorrei tornare a una scienza silenziosa lontana dai social e al servizio dei più deboli, non dei più ricchi.
Questo oggi è il vero peso della mia vecchiaia. Non gli anni che ho, ma il mondo che non c'è più.
Più che buon compleanno, serve la forza per resistere.
IL MANIFESTO CHETO-CARNIVORO:
SMASCHERARE LA PROPAGANDA SU CARNE, CANCRO E INVECCHIAMENTO
"La carne cotta causa il cancro e accelera l’invecchiamento!"
Questa è la narrazione terroristica che ci viene propinata quotidianamente.
Ma è la più grande menzogna biochimica del secolo. Mentre vi spaventano con la crosticina della bistecca, ignorano deliberatamente i veri killer silenziosi: oli di semi, zuccheri e antinutrienti.
Secondo la biochimica evolutiva e l'esperienza di medici indipendenti, il corpo umano è una macchina progettata per processare grassi animali e proteine.
La realtà è brutale per il mainstream:
Il peggior pezzo di carne sarà sempre superiore, nutrizionalmente e biologicamente, al miglior cereale o vegetale esistente, anche se certificato biologico.
📷 LA QUESTIONE OVINI E IL "MITO" DELLA CARNE CONTAMINATA
In regioni come la Sardegna, il panico riguardo alle vaccinazioni obbligatorie degli ovini (come per la Blue Tongue) e la paura della Proteina Spike o di residui chimici nella carne hanno spinto molti verso un ingiustificato rifiuto delle proteine animali.
È necessario ristabilire la realtà scientifica:
Il Potere dei Quattro Stomaci:
Gli ovini e i bovini sono straordinari laboratori biochimici viventi.
Grazie al sistema dei quattro stomaci, e in particolare al rumine, il cibo subisce una fermentazione batterica massiva.
Questo processo è in grado di neutralizzare o ridurre drasticamente la maggior parte dei pesticidi, del glifosato e degli antinutrienti presenti nelle piante che mangiano.
La carne che arriva sulla tavola è il risultato di un filtraggio biologico che nessun vegetale può offrire.
Sicurezza e Cottura:
Esistono direttive e controlli veterinari rigorosi che monitorano i tempi di sospensione dopo i vaccini affinché non vi siano residui attivi.
Inoltre, la cottura è lo strumento definitivo: il calore denatura e disarticola le molecole complesse, incluse eventuali tracce di proteine indesiderate, rendendo la carne un alimento sicuro e sterile.
Il Filtraggio Animale:
Mentre un vegetale assorbe tossine dal suolo e le accumula nelle sue fibre che tu mangerai direttamente, l'animale funge da "scudo", metabolizzando e purificando quelle sostanze prima di trasformarle in muscolo e grasso nobile.
📷 LA VERA FABBRICA DI INVECCHIAMENTO:
LO ZUCCHERO
AGEs' Il tuo corpo produce da 10 a 100 volte più AGEs (Advanced Glycation End-products) a causa della glicemia alta rispetto a quelli che potresti mai assumere da una bistecca alla griglia.
La Balla del Cancro:
Dire che la carne cotta causa il cancro ignorando l'effetto pro-oncogeno degli zuccheri è criminale.
Una sola lattina di soda crea più glicazione interna (caramellizzazione dei tessuti) di un mese di carne scottata.
Evoluzione vs Follia:
Ci siamo co-evoluti con il fuoco per 300.000 anni. I nostri enzimi sanno gestire la carne cotta; non sono stati progettati per gestire i costanti picchi di glucosio che infiammano ogni singola cellula.
📷Gli oli di semi (soia, mais, girasole, colza) sono lubrificanti industriali spacciati per cibo.
Ossidazione Mortale:
Questi oli sono ricchi di acidi grassi polinsaturi (PUFA) instabili che si ossidano istantaneamente nel corpo. Questa ossidazione è la vera miccia per le malattie croniche, il declino cellulare e lo sviluppo di patologie aggressive.
Cibi Processati:
Un cocktail micidiale di oli ossidati e zuccheri che distrugge la stabilità genomica che invece la carne grassa protegge.
📷 IL PERICOLO DEI "SUPERFOOD": ANTINUTRIENTI E TOSSINE VEGETALI
Lectine e Fitati:
Distruggono la barriera intestinale e bloccano l'assorbimento dei minerali.
Ossalati:
Danneggiano i reni e creano infiammazione sistemica.
È affascinante notare come la natura abbia dotato i vegetali di un "arsenale chimico" per difendersi dai predatori.
Molti dei composti che consideriamo salutari sono, in realtà, pesticidi naturali prodotti dalla pianta stessa, e in dosi massicce alcuni possono mostrare proprietà mutagene o carcinogene negli studi di laboratorio.
Ecco una panoramica sui composti presenti nei vegetali che hai citato e in altri alimenti comuni:
1. Idrine e Composti Azotati (Funghi e Spinaci')
Nei funghi comuni (come i prataioli) si trovano le idrazine, composti che le piante usano per scoraggiare gli insetti.
Per quanto riguarda gli spinaci e le bietole, il tema principale non è un singolo carcinogeno "ma piu di 100", e poi l'alto contenuto di nitrati.
2. Glucosinolati e Isotiocianati (Crucifere)
I Cavoletti di Bruxelles, i broccoli e i cavolfiori contengono glucosinolati.
Quando mastichiamo queste verdure, liberano isotiocianati.
Il rischio:
In dosi elevate alcuni prodotti della loro degradazione, come l'indolo-3-carbinolo, hanno mostrato in alcuni studi su animali la capacità di promuovere la crescita di tumori già esistenti in determinati organi.
3. Idrocarburi Policiclici e Psoraleni (Sedano e Prezzemolo)
Il sedano, il prezzemolo e i fichi contengono psoraleni, sostanze che le piante usano per combattere i funghi. Questi composti sono fototossici e mutageni se attivati dalla luce solare.
Sebbene non rappresentino un rischio alimentare diretto per la maggior parte delle persone, sono un esempio di come la pianta produca sostanze chimiche attive per la propria sopravvivenza.
4. Idrocarburi Aromatici e Alcoli (Altre piante)
Molte piante comuni contengono sostanze che, se isolate e testate ad alte dosi, risultano mutagene:
Basilico e Pesto:
Contengono estragolo, che è risultato genotossico in studi sui roditori
Cereali e Legumi:
Possono contenere aflatossine se contaminati da muffe durante lo stoccaggio; queste sono tra i più potenti carcinogeni epatici conosciuti.
📷 DI COSA HA BISOGNO IL TUO CORPO PER RIPARARSI?
In un mondo che bombarda la nostra biologia, il corpo ha bisogno di molecole specifiche per resettare il sistema:
Per rimettere il "lucchetto" al DNA (metilazione) e spegnere i geni della malattia. Precursori del NAD+ e Attivatori delle Sirtuine:
Per riparare i danni al genoma e ricaricare i mitocondri.
Supporto al Glutatione:
Per la pulizia profonda dai sotto prodotti degli oli di semi e degli AGEs.
Molecole Rigenerative:
Per stimolare la guarigione tissutale e impedire la proliferazione cellulare errata. 📷
CONCLUSIONE
Smetti di temere la carne sarda o quella del tuo macellaio di fiducia.
Preoccupati della bottiglia di olio di semi, degli zuccheri e dei vegetali pieni di antinutrienti.
La salute vera è nel ritorno alla nostra biologia ancestrale.
#ChetoCarnivora #Longevità #VeritàAlimentare
Un medico, Riccardo Szumski , neo eletto Consigliere Regionale in Veneto, propone l’attivazione di ambulatori medici per studiare gli effetti collaterali dei farmaci genici ad RNA. E’ la stessa esigenza dei produttori Pfizer e Moderna che mettevano in evidenza nella loro scheda tecnica ,sin dal 2020, la necessità di tali studi poi mai effettuati. La senatrice veneta di Italia Viva, Daniela Sbrollini, annuncia indignata la presentazione di una interrogazione parlamentare contro quello che lei ritiene un attacco alla Scienza, e non si rende conto che così facendo attacca la Conoscenza. Daniele Giovanardi.
Un’élite eversiva si è impadronita dei governi di quasi tutti i Paesi occidentali. I suoi emissari nei governi considerano i propri cittadini come nemici da estinguere mediante pandemie, guerre, carestie e criminalità. Sono decenni che i globalisti orgogliosamente rivendicano la paternità dei progetti di depopolamento, nel silenzio complice della stampa mainstream e di tutte le istituzioni civili e religiose. E se i crimini della farsa psicopandemica e le frodi dell’emergenza climatica sono ormai innegabili, appare ormai evidente che il comparto da eliminare è proprio quello dell’agroalimentare, oggi troppo parcellizzato e quindi poco controllabile a livello globale.
Il Mercosur è un trattato di libero scambio con Argentina, Brasile, Bolivia, Paraguay e Uruguay a seguito del quale l’Europa sarà invasa da alimenti prodotti da coltivazioni o allevamenti non sottoposti alle nostre ferree regole sanitarie. La sua approvazione costituisce un attacco all’agricoltura, agli allevamenti, alla pesca e alla salute dei cittadini europei, che avrà come risultato la distruzione del tessuto socioeconomico di intere Nazioni e la dipendenza alimentare dalle multinazionali del settore, tutte riferibili ai fondi di investimento BlackRock, Vanguard e StateStreet che stanno saccheggiando le terre agricole.
L’asservimento dei governanti agli interessi dell’élite globalista è ancor più evidente dinanzi alla pianificazione della sostituzione etnica, perseguita allo scopo di cancellare l’identità religiosa, culturale, linguistica ed economica degli Stati e poter meglio controllare le masse. Da Starmer a Macron, da Rutte a Sanchez, dalla von der Leyen alla Meloni, la sorveglianza totale è ormai in fase di realizzazione e diventerà irreversibile con l’introduzione della valuta digitale e l’obbligo dell’ID univoco per l’accesso ai servizi essenziali.
Esprimo quindi il mio pieno sostegno alle manifestazioni di protesta degli agricoltori e degli allevatori europei e britannici, in queste settimane fatti oggetto di una vera e propria persecuzione spietata e ingiustificata. Auspico che i cittadini diano pieno appoggio a queste categorie particolarmente colpite, anzitutto acquistando direttamente da loro ciò che producono, perché è grazie alla loro presenza che possiamo mangiare in modo sano ed evitare alimenti ultraprocessati o geneticamente modificati. Invito a boicottare le aziende della grande distribuzione che sostengono il Mercosur e penalizzano la produzione interna.
L’Unione Europea è un’associazione eversiva criminale: essa non può essere “cambiata dal di dentro”, va semplicemente rasa al suolo.
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🧠 CANCRO AL CERVELLO AL QUARTO STADIO: GLI DAVANO L'1% DI POSSIBILITÀ DI SOPRAVVIVERE... MA LUI CE L'HA FATTA.
Non è stata la chemio. Non sono state le radiazioni. Ce l'ha fatta perché ha avuto il coraggio di combattere fuori dal sistema.
Mentre i protocolli standard si arrendevano, lui ha guardato dove la medicina ufficiale proibisce di guardare. Hanno riso quando ha menzionato l'Ivermectina — ma ecco quello che i telegiornali e le riviste finanziate da Big Pharma non vi diranno mai:
🔬 LA SCIENZA "PROIBITA" DELL'IVERMECTINA
L'Ivermectina non è solo un antiparassitario. La ricerca indipendente dimostra che questa molecola:
Supera la barriera emato-encefalica: Arriva dove altri farmaci falliscono, colpendo direttamente i tumori cerebrali.
Bersaglia le cellule staminali tumorali: Attacca la "radice" del cancro, impedendo le recidive.
Disintegra i mitocondri del tumore: Toglie l'energia alle cellule malate, portandole all'apoptosi.
Blocca l'angiogenesi: Interrompe il rifornimento di sangue al tumore, "affamandolo" letteralmente.
Potenzia la risposta immunitaria: Risveglia i linfociti T affinché riconoscano e distruggano le cellule mutate.
🧬 IL MECCANISMO BIOCHIMICO: PERCHÉ FUNZIONA?
Il successo dell'Ivermectina nei tumori cerebrali non è un miracolo, ma biochimica pura:
Modulazione dei Canali del Cloro (GluCls):
L'Ivermectina agisce sui canali del cloro attivati dal glutammato. Nelle cellule tumorali, l'alterazione di questi canali provoca un'iperpolarizzazione della membrana che induce l'arresto del ciclo cellulare.
Inibizione dell'Importina α/β:
Il farmaco blocca il trasporto nucleare di proteine oncogeniche. Impedendo a determinati segnali di entrare nel nucleo della cellula tumorale, l'Ivermectina disattiva i programmi di replicazione del cancro.
Sinergia con il Metabolismo Energetico:
Interferisce con la catena di trasporto degli elettroni nei mitocondri malati, aumentando la produzione di ROS (Specie Reattive dell'Ossigeno) all'interno del tumore, distruggendolo dall'interno senza danneggiare i neuroni sani.
📉 IL PROTOCOLLO DELLA SPERANZA: DOPO SOLI 4 MESI
Seguendo il Protocollo Ortomolecolare Ibrido del Dr. Ilyes Baghli (@ilyes_baghli), è accaduto l'impossibile: ✅ Scansioni pulite.✅ Tumore scomparso.✅ Sistema medico? In silenzio totale.
Non sentirete mai questa storia dalla American Cancer Society o dalle grandi fondazioni. Perché? Perché spendono oltre 700 milioni di dollari all'anno per "cercare" una cura, ma se la cura è fuori dal loro modello di profitto (farmaci generici, a basso costo e non brevettabili), allora è inaccettabile.
🗝️ OLTRE IL VELO: IL POTENZIALE UMANO E LA SALUTE
Questa testimonianza conferma ciò che stiamo realizzando: l'umanità sta usando solo l'1% del suo potenziale, sia mentale che di guarigione. Siamo tenuti in una condizione di "nuovo cervello" mai utilizzato, intrappolati in protocolli che gestiscono la malattia invece di curarla.
IIl cancro, come l'Alzheimer, il Parkinson ed altre patologie, rispondondono a logiche metaboliche e ossidative che molecole come l'Ivermectina, il Fenbendazolo e il Mebendazolo possono influenzare radicalmente.
📢 CONCLUSIONE: IL DIRITTO DI SAPERE
Guarire fuori dal sistema non è solo una scelta medica, è un atto di ribellione. Se una molecola da pochi centesimi può fare quello che trattamenti da centinaia di migliaia di dollari non fanno, il problema non è la scienza, è il modello di business.
Condivido questo perché l'umanità merita di sapere. Merita di uscire da quel 1% di consapevolezza e riprendersi il controllo della propria biologia.
La verità non ha bisogno di finanziamenti, ha solo bisogno di essere diffusa.
Testo Originale su cui é stato sviluppato questo post.:
STAGE 4 BRAIN CANCER: THEY GAVE HIM A 1% CHANCE TO LIVE… AND HE DID Not because of chemo.Not because of radiation.But because he fought outside the system.They laughed when he mentioned ivermectin — but here’s what they won’t say on the news: Crosses the blood-brain barrier Targets cancer stem cells Disrupts tumor mitochondria Blocks tumor blood supply Supports immune responseAfter 4 months on Dr. Ilyes Baghli’s @ilyes_baghli Hybrid Orthomolecular Protocol… His scans came back CLEAR.The tumor? Gone.The system? https://t.co/dhLfvEs21E will NOT hear this from the American Cancer Society.“They” are still spending $700+ million a year “looking” for a cure.But healing outside their profit model? Unacceptable. Because humanity deserves to know.
#CancerFree #Ivermectin #GeopoliticaDellaSalute #MedicinaIntegrata #IlyesBaghli #BigPharma #VeritàNascoste #Longevità #SovranitàIndividuale
Per favore, fate girare il video del dott. Frajese.
Grazie a chi lo farà 🙏🏻🌹
I vaccini pediatrici sono il modo migliore per trasformare bambini sani in clienti. Il problema non sono solo i morti, è già è un crimine enorme, ma anche i gravi effetti avversi che (sono tantissimi) non portano alla morte...
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Queste dichiarazioni di @goggiasofia mi paiono tra le parole più dirompenti mai pronunciate da uno sportivo.
Considerato che vengono da una che ha subito due infortuni gravissimi e avrebbe tutta la agilità nel proclamarsi sfortunata.
Che classe di donna
VACCINI E ALLUMINIO, I NUMERI CHE NESSUNO TI MOSTRA
IL TABÙ DELLE VACCINAZIONI PEDIATRICHE
Nel primo anno di vita un bambino italiano riceve più alluminio che in qualsiasi altro periodo della sua esistenza, non perché lo ingerisca: perché lo iniettiamo.
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