Questo è Yuri, il fruttivendolo di Kherson che il mondo ha conosciuto attraverso il video del drone che ha tentato di ucciderlo.
«Ho implorato il drone: guardate, ho solo banane, pomodori, cetrioli e melanzane. In mano avevo un mazzo d’aglio che stavo pulendo. Gliel’ho mostrato e ho detto: “Vedete? Ho solo dell’aglio”. Volevo salvare il mio furgoncino. È l’unico mezzo che ho per lavorare.»
Yuri ha 52 anni e ogni giorno cerca di guadagnarsi da vivere vendendo frutta e verdura per le strade di Kherson. Quel giorno è sopravvissuto a un attacco che poteva costargli la vita.
Il medico che lo ha curato racconta:
«È stato fortunato. Ha riportato ferite da schegge che non hanno raggiunto gli organi interni e una commozione cerebrale. Ogni giorno nel nostro ospedale arrivano circa venti persone ferite dagli attacchi dei droni. Purtroppo molti sono in condizioni molto più gravi, con lesioni interne o amputazioni.»
A Giuseppe Conte e al resto del campo largo, che chiedono di smettere di aiutare l’Ucraina, suggerisco una cosa: andate a Kherson e il prossimo appello alla pace rivolgetelo al drone russo.
Con un mazzo d’aglio in mano, come Yuri.
Poi raccontateci se ha funzionato.
Ecco la ricostruzione dei fatti. Giudicate voi se è stata legittima difesa o vendetta privata, se merita la grazia o il carcere.
#Roggero#Salvini#grazia#Mattarella#Nordio
Abbiamo passato settimane a discutere della lite tra Mari e Ciabatti e non c’è nessuno che si incazzi perché Paolo Nori è nel cuore di un Paese imperialista che ogni giorno ammazza i nostri fratelli ucraini. Capite perché siamo in bancarotta morale?
#RUSSIAISTERRORISTTSTATE
A proposito delle indecenze della #giustiziasportiva e di @SporteSaluteSpA , società pubblica e cassaforte dello sport italiano. Sono 2 minuti e mezzo, ascoltateli se vi va.
Ma perché nessuno parla mai dei prezzi FOLLI delle cliniche veterinarie? Io non pretendo una parificazione con la sanità pubblica, ma almeno dei prezzi calmierati? È possibile che far curare il proprio animale sia un lusso? I meno abbienti cosa devono fare, lasciarli morire?
@9spdv2 I figli (e genitori) non si vestono, non fanno attività sportive, stanno tappati in casa nel loro trilocale in affitto con vista su Cascina Gobba. Il cibo poi lo metti come extra perché ne fai a meno come il cinema? Sarai anche un top1% a Londra ma da Milano manchi da tanto
Anthropic is doubling down on Europe and opening an office in Milan.
Europe is Anthropic's fastest growing region with revenue up 9x YoY, while Milan is the centre of Italian tech.
Anthropic now has hubs in London, Dublin, Zurich, Paris, Munich and Milan.
It's pushing more and more into Europe as its relationship with the US continues to sour.
Great stuff for Italy!
Guardatela bene, questa foto.
Guardateli in faccia, uno per uno.
Ieri pomeriggio, a Modena, in via Emilia centro, un uomo lancia un’auto a cento all’ora contro la folla. Falcia otto persone. Poi scende, tira fuori un coltello, e prova a scappare.
Luca Signorelli gli si butta addosso. Prende una coltellata alla testa, ne schiva un’altra. Sanguina, ma non lo molla.
E in quel momento, dietro di lui, arrivano loro.
Quei ragazzi nella foto. Stranieri. Venuti da lontano. Quelli che secondo Salvini sarebbero “il problema dell’Italia”, “l’invasione”, “la sostituzione etnica”.
Sono loro che si gettano addosso all’aggressore.
Sono loro che gli bloccano la testa con un ginocchio mentre Signorelli, ferito, gli tiene il polso.
Sono loro che permettono alla polizia di arrivare e di portarsi via il responsabile prima che faccia altri danni.
Senza di loro, oggi staremmo contando forse dei morti.
Salvini e la Lega, prima ancora di sapere chi fosse l’aggressore, prima ancora che si chiarisse che si trattava di un trentunenne con disturbi psichiatrici in cura da anni, prima ancora che gli investigatori escludessero la pista terroristica, erano già là fuori a sparare la solita filastrocca.
E intanto i veri eroi di ieri pomeriggio, quelli senza i quali oggi parleremmo di altri morti, restano senza nome e senza ringraziamenti.
I loro volti non finiranno nei post di Salvini e della Lega con una grafica con scritto “EROI”. Perché rovinerebbero la narrazione.
Quella narrazione che da quindici anni divide il mondo in due caselle: italiani brave persone, stranieri criminali.
E invece la realtà, ieri a Modena, ha fatto quello che fa sempre: si è messa di traverso.
Un italiano di seconda generazione si è messo al volante per ammazzare la gente. Un altro italiano si è buttato sull’aggressore per fermarlo. E accanto a lui, fianco a fianco, ci sono finiti dei ragazzi stranieri che avevano una scelta semplice, girarsi dall’altra parte, e che hanno scelto di rischiare la pelle per gente che non conoscevano.
Questa è l’Italia vera. Quella che non sta nei comunicati della Lega.
A quei ragazzi, di cui ancora non sappiamo i nomi, va detto grazie. Forte.
E va detto adesso, prima che il rumore degli sciacalli copra tutto.
With Italian salaries having stagnated for decades, Milan's house-price-to-income ratio (a popular metric of housing affordability) is now worse than London's. https://t.co/XTvwA9wbL6
IL TEMPO PIÙ IMPORTANTE
Mio papà, 83 anni, arriva come al solito pochi minuti prima di ogni finale e bussa alla porta.
“Hanno cominciato?” chiede.
“Si stanno scaldando”, la mia solita risposta.
Non parlerò della partita, parlerò del tempo più importante.
E lo ha detto proprio Jannik qual è:
È quello con la famiglia, con chi ti vuole bene.
Con il papà, con la mamma, con i nonni.
Quel tempo che lui ha sacrificato e di cui si sta riprendendo non appena ne ha la possibilità.
Ecco, quel tempo così importante che piano piano perdiamo diventando uomini e donne, io lo sto un po’ ritrovando da qualche anno a questa parte.
Mio padre è tornato a seguire il tennis grazie a Jannik, lui che aveva fatto innamorare me di questo sport.
Le partite sono quindi il nostro tempo più importante, quello in cui seguiamo questo ragazzo che respira coraggio, vola verso vette inesplorate e ci fa fermare tutti.
Godetevi questo momento e fatelo se potete con le persone a cui più volete bene.
Come diceva Alan Watts, un giorno ci renderemo conto di aver già vissuto alcuni dei giorni migliori della nostra vita, e all'epoca non lo sapevamo nemmeno...
Eravamo troppo impegnati a rincorrere ciò che sarebbe venuto dopo. Troppo occupati a preoccuparci di ciò che mancava, pensando che la felicità fosse una meta da raggiungere un giorno lontano.
Mentre aspettavamo, ridevamo con persone che non sarebbero rimaste per sempre.
Jannik la cosa più bella l’ha fatta a partita finita e ci ha, ancora una volta, dato una grande lezione.
Cià 🦊!