@signulll Dismissing Claude's restrictions as 'marketing' shows a narrow lens. AI needed global rules, single-state controls fragment the enterprise model: companies built worldwide collapse under borders. EU IT dark age is coming.America isolating itself diplomatically across every sector
@emollick Dismissing Claude's restrictions as 'marketing' shows a narrow lens. AI needed global rules, single-state controls fragment the enterprise model: companies built worldwide collapse under borders. EU IT dark age is coming.America isolating itself diplomatically across every sector
@skirano Dismissing Claude's restrictions as 'marketing' shows a narrow lens. AI needed global rules, single-state controls fragment the enterprise model: companies built worldwide collapse under borders. EU IT dark age is coming.America isolating itself diplomatically across every sector
@AleGuerani 200 euro lordi,oltre ai 1500 netti di media italiana per entry level nell' IT, potrebbero pagarsi,al primo stipendio,volo alloggio per una settimana e extra cena anatra e buraki a Varsavia(media entry level IT è 3000E) per poi non tornare piu.Dubbi per il clima?2000 in Spagna
@emollick it's not fair reporting the need of many human interventions needed to implement, tune or supervise agentic solutions when we all know the thousand of humans no needed anymore at the same time... we should be fair...
@minomazz In europa il funzionamento dei servizi,settore pubblico e privato, si basa già da un decennio sulle infrastrutture cloud statunitensi. Basta spegnerle per metterli in ginocchio. L 'AI è essenzialmente una questione Cina vs Usa...
@CarloCalenda "la russia di Putin è un nostro nemico" neppure un bambino uscito dalla scuola media lo direbbe,forse giocando a Risiko,e invece lo scrive su un social un "politico" italiano pensando di risolvere uno scontro globale tra super potenze calcando le linee su una mappa di cartone
Fai il cassiere, il bancario, il portiere, il check-in, il cameriere. Ogni giorno lavori gratis per almeno 5 aziende. Hanno licenziato milioni di persone e il loro lavoro lo fai tu. Ma la disoccupazione resta un mistero.
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Sette Paesi, un solo uomo
Diciamolo subito, senza giri. Maduro era un dittatore. Khamenei era un dittatore. Il regime iraniano ha represso, torturato, ucciso migliaia di persone. Nessuno qui versa lacrime.
Il problema è un altro. Il problema è il principio.
Se il presidente degli Stati Uniti può decidere da solo di attaccare qualsiasi Paese sovrano, catturare un capo di Stato con un raid, assassinare una Guida Suprema con trentuno bombe anti-bunker, ordinare bombardamenti su 24 province e la sera stessa andare a una cena di raccolta fondi, allora non esiste più un ordine internazionale. Esiste la volontà del più forte. Nient’altro.
Sette Paesi in pochi mesi. Nigeria, Siria, Venezuela, Iran, Iraq, Somalia, Yemen. Non è contrasto al terrorismo. Non è legittima difesa. È l’affermazione di un potere senza limiti, senza autorizzazione, senza contrappesi. Un solo uomo, da una sola scrivania, decide chi governa, chi cade, chi muore. Oggi è toccato a Teheran e Caracas. Domani può toccare a chiunque. Non perché i bersagli siano innocenti. Perché il precedente è stato creato. Il meccanismo è in moto. Una volta che accetti che la forza militare sostituisce la politica, la diplomazia, il diritto, non c’è più modo di fermarla.
Chi sosteneva che sarebbe stata un’operazione chirurgica, controllabile, limitata, guardi cosa è successo in meno di ventiquattro ore. Khamenei ucciso nel suo ufficio. Centootto persone morte in una scuola elementare femminile a Minab. Le Guardie Rivoluzionarie che lanciano missili su 27 basi americane in cinque Paesi del Golfo. Lo Stretto di Hormuz chiuso al traffico navale. Esplosioni a Riyadh, Abu Dhabi, Manama. Spazi aerei chiusi da Israele al Kuwait. Paesi che non avevano chiesto nulla si ritrovano sotto il fuoco. La teoria della forza chirurgica si è smentita da sola nel giro di poche ore.
L’Iran non era un attore isolato. Aveva alleanze, milizie, capacità di ritorsione dal Libano allo Yemen. Colpire Teheran significava accendere ogni miccia della regione. Lo sapevano tutti. Lo hanno fatto lo stesso. Le infrastrutture energetiche globali sono esposte. I mercati si muoveranno. L’economia mondiale ne pagherà il prezzo. Non fra mesi. Adesso.
C’è poi la normalizzazione, che è forse la cosa più inquietante di tutte. Un presidente che bombarda mezzo Medio Oriente e la sera si presenta a un gala repubblicano. Un Segretario alla Difesa che celebra «l’operazione più letale della storia» come fosse un record sportivo. La guerra non viene più dichiarata. Viene gestita come ordinaria amministrazione, inserita tra un comizio e una foto di rito. Il confine tra guerra e pace non si è assottigliato. È scomparso.
Perché il vero problema non è l’Iran. Non è il Venezuela. Il vero problema è un uomo che si è convinto di stare sopra a tutto. Sopra al diritto internazionale, sopra al Congresso, sopra alle Nazioni Unite, sopra a qualsiasi vincolo che la civiltà ha costruito in ottant’anni per evitare che il mondo tornasse a essere una giungla. Trump non viola le regole. Le ignora. Le considera irrilevanti. Relitti di un’epoca in cui l’America aveva bisogno di alleati, di consenso, di legittimazione. Quell’epoca per lui è finita. Resta solo il potere, nudo, e la certezza messianica di poterlo esercitare senza rendere conto a nessuno.
Ha chiesto al popolo iraniano di «prendere il controllo del governo» mentre le bombe cadevano ancora. Ha festeggiato la morte di Khamenei su un social network con la stessa enfasi con cui commenta un indice di borsa. Ha trasformato un atto di guerra in un contenuto da piattaforma digitale. Non c’è solennità, non c’è peso, non c’è la consapevolezza minima che stai mandando a morire delle persone. C’è un uomo che si sente onnipotente e si comporta di conseguenza.
Qui sta la responsabilità dell’Europa. Il Segretario Generale dell’ONU ha condannato. L’Unione Europea ha chiesto moderazione. Parole. Comunicati. Niente. Il silenzio operativo è complicità. Accettare nei fatti ciò che si condanna nelle dichiarazioni significa ratificare un mondo in cui le regole valgono solo per chi non ha abbastanza bombe per ignorarle. Significa dire ai nostri figli che il diritto esiste finché conviene al più forte. Significa rinunciare a tutto quello su cui abbiamo costruito l’idea stessa di Europa.
Lo Stretto di Hormuz è chiuso. I missili volano su cinque capitali. Una scuola elementare di Minab non esiste più. E l’uomo che ha deciso tutto questo stasera è a cena.
@emollick without any State regulation or international regulation no lab will apply any concrete policy with a real effect. At the same time there will be no State able to audit any lab policy...