🇺🇸🇮🇱 American filmmaker Quentin Tarantino refused to leave Israel during the war.
“If something happens, I’ll die as a Zionist.”
He’s married to an Israeli woman, lives in Tel Aviv with their two children, and also visited IDF soldiers when the war began.
Los EEUU, que nos habían pedido a nosotros que no actuemos impulsivamente y que nos contengamos con las represalias a #Iran, están ellos ahora bombardeando las defensas aéreas de la zona de las terminales portuarias en Bandar Abbas, la Isla de Qeshm, las bases navales de Sirik y Jask, y las baterías de misiles costeros en Minab, y todo en represalia por el derribo de un helicóptero Apache 😆
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L’URUGUAY IMMAGINARIO CREATO DAL FATTO QUOTIDIANO
Al di là delle accuse attribuite a Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti, ritenute false dalla Procura generale di Milano e poi smentite dalla massaggiatrice uruguayana ritenuta la gola profonda del caso, ciò che sconcerta della ricostruzione del Fatto quotidiano è la descrizione dell’Uruguay come di un porto franco. Una sorta di isola dei pirati dove i miliardari possono fare tutto ciò che vogliono, contando sulla copertura delle istituzioni. Festini con droga e prostitute, anche minorenni, che arrivano su jet privati evitando i controlli dell’ufficio immigrazione. Orfanotrofi che consegnano bambini al miglior offerente. Avvocati misteriosamente bruciati vivi. Massaggiatrici che denunciano il malaffare ma poi sono costrette a ritrattare per timore di ritorsioni. Ora spuntano anche due autisti che confermano di aver portato prostitute in un ranch e temono per la loro vita: “Non voglio finire in un fosso o incendiato”.
Ma questa descrizione grottesca dell’Uruguay non corrisponde alla realtà di un paese che, da sempre, è considerato una sorta di Svizzera del Sud America. In tutti i ranking internazionali l’Uruguay si posiziona su livelli comparabili ai paesi dell’Unione europea e nettamente superiori alla media dell’America latina. Il Democracy Index dell’Economist, con un punteggio di 8,92 (su 10), classifica l’Uruguay al 12° posto mondiale davanti a molte consolidate democrazie occidentali (l’Italia è al 37° posto), ed è l’unico paese del Sud America ritenuto una “piena democrazia”. Nell’ultimo report sulla “Libertà nel mondo” di Freedom House, l’Uruguay si colloca tra i primi posti al mondo (ed è il migliore in America latina) con 97 punti su 100: “L’Uruguay vanta una solida struttura di governo democratica storicamente consolidata e un’ottima reputazione in termini di tutela dei diritti politici e delle libertà civili, nonché di impegno per l’inclusione sociale”, scrive la ong, che attribuisce a Montevideo il massimo dei punteggi in voci come indipendenza della magistratura, trasparenza della pubblica amministrazione e garanzie contro la corruzione.
A proposito di corruzione, nell’indice di Transparency International sulla percezione della corruzione l’Uruguay si colloca al 17° posto mondiale, risultando il migliore dell’America latina (l’Italia è al 52° posto). Secondo il Rule of law index del World Justice Project, che misura la qualità dello stato di diritto – ovvero i limiti al potere governativo, l’assenza di corruzione, la trasparenza amministrativa, il rispetto dei diritti fondamentali, la sicurezza e il funzionamento della giustizia – l’Uruguay si colloca al 23° posto globale e al primo nella sua regione (l’Italia è al 34° posto).
L’idea che a Punta del Este uno come Cipriani possa avere le istituzioni a sua disposizione e godere di una impunità totale è assurda. Non tanto perché il ristoratore italiano sia in Uruguay solo uno dei tanti ricchi, e di certo non uno dei più ricchi. Ma perché i veri ricchi che si sono trasferiti a Montevideo – si pensi ai miliardari argentini Marcos Galperin, Alejandro Bulgheroni, Eduardo Costantini – hanno scelto l’Uruguay non perché sia una terra senza legge, ma proprio perché è un paese dove lo stato di diritto è meglio tutelato rispetto ai vicini.
Dipingere l’Uruguay come un paese in cui ricchi occidentali possono andare a rubare i bambini dagli orfanotrofi, organizzare festini a base di droga e minori, bruciare avvocati, minacciare testimoni e far sparire in un fosso autisti è un’offesa verso il paese sudamericano e un cattivo servizio nei confronti dell’opinione pubblica italiana. Fa capire, meglio delle notizie false o delle presunte prove, quanto sia distorta la visione del mondo alla base dell’inchiesta giornalistica sul caso Minetti. L’Uruguay è una democrazia solida dove si eleggono presidenti come Pepe Mujica, non un posto dove si comanda con “plata o plomo” come in una serie narcos di Netflix.
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Ma che volete che siano "due ragazzini che bruciano una foto" del Ministro @matteosalvinimi, dice il giornalista "socialista che piace alle donne" (cit.) 👇 @SalamidaFabio?
Chiunque sia dotato di coscienza ha il dovere morale di denunciare il commento bestiale di Francesca Albanese. Vi invito a non sottovalutare il potere dei social e a non tirarvi indietro quando è il momento di commentare.
Qui il ministro degli Esteri @Antonio_Tajani (quello impegnato, con Unifil, a garantire “la sicurezza anche di Hezbollah”) si riferisce al ministro Ben-Gvir. Criticandone (legittimamente) il comportamento, dice che “non è degno di rappresentare Israele”. Lo decide Tajani chi è degno di rappresentare Israele? Di quale altro ministro e di quale altro Paese Tajani si è mai permesso di dire qualcosa di simile?
Qualcuno informi @DanieleLuttazzi che i chassidim "gioiosi , esaltati, innocenti e poetici" dei racconti di Buber sono finiti nei forni crematori. Dopo, gli ebrei hanno imparato a difendersi. (Lo so, eravamo più poetici quando ci facevamo ammazzare senza reagire)
Secondo l’ultima stima dell’Unicef, i minori uccisi dagli israeliani nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023 al febbraio 2026 sono 21.283. Altri 190 sono stati freddati in Cisgiordania. D'altronde l'Unicef è palesemente antisemita e poi "definite minori". Schifosi in eterno.
ISRAEL hat IRANS Luftwaffe in Teheran zerlegt!
Nachdem der IRAN ISRAEL angegriffen hatte, kam der israelische Gegenschlag.
Dabei wurden Dutzende Jets & Helikopter der Revolutionsgarden am Boden und der größte Flughafen Teherans zerstört.
GUT SO❗️
🇮🇱💥 #IsraelStrikesBack
A Molfetta ha vinto Manuel
Minervini, candidato di Rifondazione sostenuto da tutti i progressisti. Schlein per sostenerlo ha commissariato il pd locale. Non si vince al centro o con fumosi moderatismi.