@NicolaMelloni A voler giocare a questo gioco assurdo si potrebbe allora ricordare che la Germania poté ricostruire le proprie forze armate e sviluppare la guerra lampo in vista del 1938-'39 grazie al contributo dell'URSS che le aprì i centri addestrativi di Lipetsk, Kama e Tomka.
In today’s Vatnik Soup, we introduce an Italian journalist and political commentator, Marco Travaglio (@marcotravaglio). He’s best known for being the most prominent pro-Russian voice in Italy and for spreading Russian disinformation almost every day on Italian TV.
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@NoConfort@clement_molin I would argue that the true extent of the effects of logistic deprivation could be seen only in case of an increased Ukrainian pressure on the affected sectors. Right now we can assume russian sustainment is wanting, but we have no catalyst to make that clearly visible.
Finalmente c'è qualcuno di La7 che dà l'aperitivo che merita a @marcotravaglio; allora partiamo con una grande standing ovation per la meravigliosa @flaviafratello, speriamo che adesso non si innervosca Lillyna con il suo fido Max.
SDENG🎭🎪🤹🎯🛟
@CucchiRiccardo Interpretazione solo superficialmente corretta; ma alla prova dei fatti il più grande incremento delle economie occidentali avvenne nel cinquantennio del più intenso accumulo di armamenti della storia, durante la Guerra Fredda, nonostante queste armi siano rimaste nei depositi.
Ho ascoltato @ElenaBasileIT e riesce in poco più di un minuto a mentire su OSCE, Minsk e perfino sulla Responsibility to Protect.
Cominciamo dalla NATO. Secondo Basile, l’allargamento avrebbe violato il principio OSCE dell’«indivisibilità della sicurezza». Addirittura: «prima violazione del diritto internazionale».
Peccato che nei documenti OSCE l’indivisibilità della sicurezza conviva con un altro principio scritto nero su bianco: ogni Stato ha il diritto di scegliere o modificare liberamente i propri accordi di sicurezza, comprese le alleanze.
Polonia, Estonia, Lettonia o Lituania, insomma, non erano proprietà russe. Potevano chiedere di entrare nella NATO. Si può discutere per cent’anni se allargare l’Alleanza sia stato politicamente saggio. Chiamarlo «violazione del diritto internazionale» è un’altra faccenda. Quale norma sarebbe stata violata? Basile non lo dice.
Fonte OSCE:
https://t.co/E6C6q3oVmR
Poi arriva la seconda «violazione»: l’ingerenza occidentale in Ucraina, diventata addirittura «uno Stato fantoccio dei servizi segreti anglosassoni».
La prova? «L’ha detto Jeffrey Sachs».
Ricordiamo cosa fa io buon JS: compare nella leadership internazionale del Club russo Народное Единство, “Unità Popolare”.
E basta leggere cosa dichiara di voler fare questa organizzazione: produrre contenuti per il pubblico internazionale, interagire con giornalisti, blogger e opinion leader stranieri e condurre campagne per contrastare le informazioni «negative» sulla Russia e «promuovere un’immagine positiva della Russia nei media e nello spazio digitale».
https://t.co/eDFBHsC2Zg
Formidabile.
Se vogliamo parlare di ingerenze documentate, però, possiamo farlo. La Grande Camera della CEDU ha ricostruito presenza militare, sostegno e controllo russo nelle aree separatiste del Donbas e ha attribuito alla Russia gravissime violazioni dei diritti umani connesse al conflitto iniziato nel 2014.
Fonte CEDU:
https://t.co/QTAJUxeg7o
Poi Minsk. Nel racconto di Basile «non si sono voluti applicare gli accordi» e «il governo ucraino ha sparato sulle popolazioni russofone».
Chi non avrebbe applicato Minsk? Ricordiamolo alla smemorata.
Minsk II prevedeva cessate il fuoco e ritiro delle armi pesanti da entrambe le parti, monitoraggio OSCE, ritiro delle formazioni armate straniere, elezioni, riforme politiche e ripristino del controllo ucraino della frontiera. L’OSCE registrò ripetutamente violazioni e armamenti proibiti sui due lati della linea di contatto.
Ridurre otto anni di guerra a «Kyiv sparava ai russofoni» non è una sintesi. È togliere dal quadro tutto quello che disturba la tesi.
Testo di Minsk II, allegato alla risoluzione ONU 2202:
https://t.co/YDN8FYw0hK
Rapporti OSCE sulle vittime civili:
https://t.co/N1gMP56S8y
Ma il passaggio migliore arriva alla fine. Secondo Basile l’invasione russa sarebbe stata fondata su un «principio onusiano»: la Responsibility to Protect.
NO!!! MENTI O SEI SOL IGNORANTE?
La R2P riguarda genocidio, crimini di guerra, pulizia etnica e crimini contro l’umanità. E quando uno Stato non protegge la propria popolazione, il documento ONU parla di azione della comunità internazionale attraverso le Nazioni Unite; eventuali misure coercitive vanno intraprese collettivamente attraverso il Consiglio di Sicurezza e secondo la Carta.
Non esiste la clausola «Putin decide che qualcuno è in pericolo e invade il Paese vicino».
Fonte ONU:
https://t.co/glDBcbzxpw
Anzi, il 16 marzo 2022 la Corte internazionale di giustizia ordinò alla Russia di sospendere immediatamente le operazioni militari iniziate il 24 febbraio.
Questa sarebbe la guerra «basata su un principio onusiano».
https://t.co/kP5gQbypCU
Imbarazzanti. Ignoranti. Miserabili
PS
Per chiarezza, agevolo immagine di Kharkiv chiaramente assediata/accerchiata dalle forze russe...
Il @fattoquotidiano è la disinformazione in purezza.
Fonte:
"Russian Offensive Campaign Assessment, October 3, 2026, Institute for the Study of War (ISW)"
@AndreaM72716965@daniele77250845@Majakovsk73 Ci provarono qualche settimana fa e l'esito fu il famoso video generato artificialmente del soldato gigantesco con la bandiera che scompare con lo zoom-out.
Il cucciolo non l'ha presa benissimo...
Perchè @ilmessaggeroit pubblica traduzioni letterali del MoD russo? Eh no, caro @enri_scocci16 con me non puoi lamentarti all'Ordine dei Giornalisti. Vero?
Ecco cosa è successo👇
https://t.co/iwox3UWLz5
Cari @GiuseppeConteIT, @NFratoianni e sedicenti pacifisti, sarei onorato se qualcuno di voi per una volta rispondesse a queste semplici domande.
Nei giorni scorsi il Consiglio D’Europa ha pubblicato un documento nel quale viene descritto con raccapricciante chiarezza cosa accade nei territori occupati, tra torture sistematiche, rapimenti di bambini, violenze, esecuzioni sommarie, processi pilotati, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, negazione di ogni libertà, soppressione dell’identità ucraina, arruolamento coatto e militarizzazione dei minori. Quando parlate di pace avete già deciso che a pagarne il prezzo dovranno essere i 3,5 milioni di ucraini che vivono nelle regioni sotto occupazione russa e che ogni giorno subiscono tutto questo?
A Bucha, Irpin, Mariupol e altre località si erano già riempite di fosse comuni dopo un solo mese di occupazione. Come potete non chiedere voi per primi la liberazione di ogni centimetro di terra ucraina per impedire che questo orrore si ripeta e perché ogni vittima abbia un nome e ottenga giustizia?
L’Ucraina nel 1994 cedette il terzo più vasto arsenale nucleare al mondo in cambio di assicurazioni sull’integrità territoriale, la sovranità e l’astensione dalla coercizione economica. La Russia, cofirmataria del memorandum, ha violato tutte e tre le promesse. Quale insegnamento credete che trarrebbe il mondo se oggi rinunciassimo, come voi chiedete ogni giorno, alla difesa dell’Ucraina, se non che le armi nucleari valgono più dei trattati e che quindi l’unica difesa è costruirsi un proprio arsenale atomico? È questa la vostra idea di disarmo?
Dei 4 trattati sottoscritti con l’Ucraina tra il 1994 ed il 2015 la Russia non ne ha rispettato neanche uno. In alcuni ha persino finto di non essere parte in causa mentre armava separatisti e mandava truppe in segreto. Quello in discussione in Turchia ha provato ad imporlo massacrando civili, pretendo che Kyiv accettasse con una pistola puntata alla testa di disarmarsi, rimanere fuori dalla NATO e dare al suo invasore il diritto di veto sull’eventuale soccorso in caso di nuova invasione. Come fate a ritenere che disarmare l’Ucraina possa portare ad un accordo equo che la Russia rispetterebbe, visto che intendete mettere la vittima anziché l’aggressore in una condizione di svantaggio e renderla incapace di reagire?
Le cessioni territoriali violano i trattati dell’ONU e le convenzioni internazionali, che tutelano sovranità, rispetto dei confini e autodeterminazione. Putin ha violato questi principi in Cecenia dal 1999, in Georgia dal 2008, in Ucraina dal 2014 e di nuovo dal 2022. Cedere per l’ennesima volta alle pretese di un dittatore a cosa porterà se non alla prossima guerra? Cosa non avete capito dalla lezione della conferenza di Monaco del 1938 e della guerra mondiale che ne è derivata?
Putin tenta da 22 anni di controllare l’Ucraina politicamente, 18 anni fa ha iniziato a dire che non esiste, da 12 anni cerca di destabilizzarla e da 5 di cancellarla. Cosa credete che farà Putin se non continuare a provarci? Alla luce della miseria di aiuti che abbiamo inviato finora, i vostri saldi principi vi portano veramente a sostenere che la sopravvivenza di un intero popolo valga meno di un caffè al mese?
La Russia spende in armi, a parità di potere d’acquisto quanto l’intera Europa. Nelle tv russe si parla a giorni alterni di come nuclearizzare le nostre capitali. Nelle chiese si definisce santa la guerra contro l’Occidente. Nelle scuole si coltiva l’odio verso di noi e si insegna ad usare droni e armi. A cosa serve il disarmo che proponete se non a lasciarci indifesi davanti ad un pericolo esistenziale?
Ecco. Se non sapete rispondere a tutto questo, non rompete più i coglioni con le malefatte di Trump, con i doppi standard su Gaza, con il patriarcato, il femminicidio, la giustizia, il diritto e Bella Ciao. Perché il mondo in cui si legittima la sopraffazione l’avrete voluto voi.
1812 : "La Grande Armée de Napoléon est en difficulté en Espagne. Napoléon ne va jamais attaquer la Russie."
1941 : "La Wehrmacht n'arrive pas à faire tomber le Royaume-Uni, Hitler ne va pas attaquer l'Union soviétique".
1941 : "Le Japon n'arrive pas à battre les Chinois, il ne va pas se lancer dans un autre conflit."
2026 : "Les Russes sont en difficulté en Ukraine, ils ne vont pas attaquer un autre pays".
🧵1/8 | Alessandro Orsini è una minaccia per la Repubblica italiana?
Oggi ha pubblicato un post folle contro Meloni e le nostre istituzioni per rilanciare questo video. ⬇️
Partiamo da qui, perché mostra bene il suo metodo. Secondo Orsini, il Donbas «odia l’Ucraina» e avrebbe «disperatamente chiesto aiuto alla Russia» mentre Kyiv lo «massacrava».
È la versione del Cremlino.
Ma Igor Girkin, ex colonnello FSB, arrivò invece dalla Crimea con uomini armati e guidò la presa di Sloviansk. Disse lui stesso di aver «premuto il grilletto» della guerra.
Orsini ne parla? No. Come non ne parla mai Putin – che da soprannomi a Girkin pur di non pronunciare mai il suo nome – e non ne parlano mai i propagandisti russi. Chissà perché.
Anche la «stragrande maggioranza» filorussa non esiste. Un grande studio del gennaio 2022 trovò appena il 22,8% favorevole al controllo russo. E nel frattempo fino a 3 milioni dei 6,5 milioni di abitanti del Donbas del 2014 avevano lasciato la regione.
È un racconto semplice, emotivo e falso. Ed è lo stesso metodo che usa parlando dell’Italia.
@CucchiRiccardo@CucchiRiccardo mi piacerebbe peraltro conoscere la sua fonte.
Da documento allegato (p. 127):
1) la Russia non soddisfa neppure il proprio fabbisogno
2) curiosamente 38% è il dato relativo al Kazakhstan.
Non sta confondendo Federazione Russa e Kazakhstan, vero?
Sarebbe grave.
@CucchiRiccardo ha deciso di eliminare il post, immagino, per cancellare anche la vergogna, anziché correggersi onestamente ammettendo l'errore.
Personalmente, non sono soddisfatto. Di seguito ripropongo la mia risposta all'originale. Sentitevi liberi di aggiungere le vostre.➡️
🚨🚨🚨🪖🚁🇮🇹🇫🇷🇪🇸🇺🇸🇺🇦🇷🇺 Buonanotte/buongiorno a tutti. Se questo punto nave arriva in un orario a dir poco insolito è perché la speranza è quella di raggiungervi prima che lo facciano i talk show e i programmi di approfondimento che purtroppo ben conosciamo. Che succede? Succede che c’è una notizia importante che riguarda l’Italia (e non solo l’Italia) che va affrontata con la massima serietà.
Secondo il quotidiano “El Mundo”, i servizi di intelligence americani avrebbero raccolto informazioni su un possibile piano russo per condurre attacchi con droni contro uno dei principali Paesi dell’Europa mediterranea, con particolare riferimento a Italia, Francia o Spagna.
Secondo una fonte vicina al ministero della Difesa lituano, che ha parlato al quotidiano spagnolo a condizione di anonimato, Mosca potrebbe ricorrere a droni nascosti all’interno dei container di navi mercantili, per poi lanciarli dal mare una volta raggiunta una distanza relativamente ridotta dalle coste europee. “Non è affatto difficile”, ha spiegato la fonte, facendo così riferimento a una modalità operativa che consentirebbe alla Russia di minacciare anche Paesi geograficamente più lontani dai propri confini.
La stessa fonte ha indicato nell’ormai celeberrimo “Gerbera” il possibile velivolo impiegato nell’operazione. È un drone relativamente piccolo, capace di trasportare una carica esplosiva di pochi chilogrammi e di raggiungere obiettivi situati a centinaia di chilometri di distanza.
L’obiettivo, in questo scenario, non sarebbe necessariamente provocare distruzioni su vasta scala, ma colpire infrastrutture, causare incendi o determinare la chiusura temporanea di porti e aeroporti, con potenziali conseguenze economiche e - soprattutto - psicologiche sulle collettività interessate.
Perché questo rapporto è particolarmente interessante? Per la tempistica.
Sempre secondo “El Mundo”, infatti, la Lituania sarebbe entrata in possesso di queste informazioni da poco. E più precisamente dopo il viaggio compiuto a Mosca dal direttore della CIA, John Ratcliffe. Il quotidiano riferisce inoltre che i governi italiano, francese e spagnolo sarebbero stati informati della possibile operazione.
Questo spiegherebbe, almeno in parte, il cambiamento nei toni e nel registro comunicativo che abbiamo osservato in molte leadership europee proprio in questi giorni. Inclusa la scelta, da parte di Emmanuel Macron, di riunire all’Eliseo tutti i maggiori protagonisti della vita politica francese per metterli al corrente delle minacce che Parigi si ritroverà ad affrontare nei prossimi mesi e nelle prossime settimane.
Ora, occorre fissare alcuni punti importanti.
Primo: non siamo al corrente di comunicazioni specifiche da parte degli Alleati su una minaccia “imminente” nei confronti dell’Italia.
Secondo: anche qualora Roma fosse stata messa in guardia su un particolare scenario, non mi aspetto che domani mattina il premier Meloni o il ministro Crosetto si presentino agli italiani con un messaggio del tipo “stiamo per essere attaccati”.
In primis perché, ripeto, non mi risulta che stiamo parlando di un’azione “imminente”. In secondo luogo perché vi lascio immaginare il tipo di impatto che avrebbe una notizia del genere. In generale e in particolare sulla popolazione italiana.
Terzo aspetto, molto importante: le nostre Forze armate e i nostri servizi di intelligence non vivono su Marte. Da anni lo scenario evocato da “El Mundo” è uno di quelli che vengono presi in considerazione con maggiore attenzione nella pianificazione della difesa nazionale. Il Mediterraneo è attraversato quotidianamente da migliaia di imbarcazioni, comprese unità battenti bandiera russa o riconducibili a interessi di Mosca. Che una nave mercantile possa essere utilizzata come piattaforma per il lancio di droni non è una possibilità che nasce oggi, né una minaccia che richieda necessariamente l’esistenza di un rapporto della CIA per essere contemplata.
Traduco: non dobbiamo immaginare che i nostri apparati di sicurezza scoprano soltanto adesso l’esistenza di una potenziale vulnerabilità di questo tipo. Ciò che occorrerebbe capire - e che probabilmente dovremmo sperare di non scoprire mai - è se gli Alleati abbiano raccolto informazioni circostanziate su specifici preparativi o autorizzazioni a un attacco.
Quarto e ultimo punto: attenzione all’utilizzo che verrà fatto sui media e dalla politica di questa notizia. Con ogni probabilità si leveranno le voci di chi chiede di prendere le distanze dall’Ucraina per mettere l’Italia al riparo da “una guerra che non ci riguarda”. È esattamente il tipo di narrazione gradito a Mosca. Ed è proprio l’obiettivo che uno o più droni lanciati contro l’Italia vorrebbero ottenere: convincere Roma a far venire meno il proprio sostegno a Kyiv.
Continuiamo a sperare di non essere mai interessati da un attacco o da una provocazione, ma in qualunque caso non dovremo arretrare.
Spero che questo punto nave vi abbia fornito abbastanza strumenti per proteggere le orecchie e il fegato da ciò che potrebbe scatenarsi nelle prossime ore.
Comunque vada, questa storia dovrebbe servire come promemoria: nessuno, davvero nessuno, può dirsi al riparo dalle azioni ostili della Russia. Nessuno può credere che questo problema non lo riguardi.
Per questo le parole d’ordine dovrebbero essere quelle che da tempo (ci) ripetiamo su queste pagine: deterrenza, regole d’ingaggio chiare e soprattutto “prepararsi”.
Se hai apprezzato questo punto nave notturno, ti chiedo di premiare il mio impegno quotidiano sostenendo questo spazio di informazione indipendente.
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Grazie ancora. E a più tardi.
@cb4680 Qualunque altra infrastruttura, magari centrali che producono da altra fonte, come vengono normalmente finanziate?
Sarebbe il caso di riflettere più di due secondi prima di esporre la propria pochezza intellettiva in questo modo.
@CucchiRiccardo@CucchiRiccardo mi piacerebbe peraltro conoscere la sua fonte.
Da documento allegato (p. 127):
1) la Russia non soddisfa neppure il proprio fabbisogno
2) curiosamente 38% è il dato relativo al Kazakhstan.
Non sta confondendo Federazione Russa e Kazakhstan, vero?
Sarebbe grave.
@CucchiRiccardo La restante porzione del mercato?
Troppo comodo esplicitare solo le cifre funzionali alla propria narrazione.
Peraltro i dati che riporta riguardano l'uranio attualmente estraibile a prezzi competitivi. Con la variazione dei prezzi può aumentare anche il bacino estraibile.
@CucchiRiccardo Se la restrizione di queste forniture fosse inaggirabile, dovremmo aspettarci che francesi, britannici e innumerevoli altri si strazino i petti di fronte alle porte sbarrate della Russia. Ma così non è. Forse esistono fornitori alternativi?
(pp. 79-88)
https://t.co/W8owakSnfh