.@SusanSarandon❤️
“Tutto ciò che ho passato non è niente in confronto a quello che vivono i bambini di Palestina e Libano.
Invece di parlare di me, voglio ricordare a tutti che oggi in Cisgiordania e a Gaza bambini vengono uccisi proprio in questo momento, e nessuno ne parla.
«La notte scorsa, le forze di occupazione israeliane hanno sganciato barili sui cieli di Gaza. Quando li abbiamo visti, abbiamo pensato: finalmente, forse questo mondo avrà pietà di noi per questa ingiustizia, e ci uccideranno mentre dormiamo.
Ma circa mezz'ora dopo, quei barili si sono aperti in cielo, somigliando a bolle. Sfortunatamente, non c'era la morte dentro di loro.
Invece, un odore estremamente fetido, come di feci, si è diffuso ovunque. È filtrato nelle case e nelle tende, nei petti delle persone e nel loro respiro.
Mio nipote Fathi, che soffre di asma, non ha potuto dormire per tutta la notte. Più di una volta, ha avuto conati e ha lottato per respirare a causa dell'odore.
Anche l'aria è qualcosa che ci invidiano. Vogliono toglierci l'ultimo respiro.
Vogliono che respiriamo il tanfo della sporcizia di questo mondo—l'odore dell'impotenza e della complicità con tutto questo terrorismo.
Ci stiamo confrontando con una delle occupazioni più basse e sporche della storia. Un'occupazione che non vuole che viviamo, e che non vuole nemmeno che respiriamo.»
Yamen Nashwan
Chi è contro il genocidio dei palestinesi e protesta contro i criminali genocidi va zittito.
E nella “più grande democrazia del mondo” del mondo al servizio di #israelegenocida arrestano Susan Sarandon e fanno circolare liberamente il criminale netanyahu.
#NOddlantisemitismo
🇸🇾❗Il regime terrorista dell'ex Siria ha condannato a morte l'ex Presidente siriano Bashar al-Assad. Il "tribunale" penale degli affiliati di Al-Qaeda di Damasco ha riconosciuto Assad "colpevole di presunti crimini contro l'umanità" e condannato a morte in contumacia.
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Breve spiegazione dell'allineamento israelo-atlantico del Marocco.
Mohammed V e il figlio (il futuro Hassan II) si batterono contro il protettorato francese e spagnolo, e furono anche esiliati alle Mauritius, ma il loro obiettivo era recuperare l'indipendenza e il trono.
[...]
Il debito pubblico non è nato da un peccato. È nato da una scelta politica precisa.
Ci raccontano che negli anni '80 avremmo vissuto "al di sopra delle nostre possibilità", che il debito è colpa dei nostri nonni, della spesa allegra, degli sprechi.
Al di là degli aneddoti, i dati dicono altro.
Tra il 1978 e il 1981 l'Italia attraversa quattro passaggi che cambiano la sua Costituzione economica: il Piano Pandolfi, l'adesione al Sistema monetario europeo, la sconfitta sindacale, il divorzio Banca d'Italia-Tesoro.
Da lì in poi lo Stato smette di controllare il costo del proprio debito. I tassi reali diventano positivi e restano alti per tutto il decennio. La spesa sociale resta stabile — quello che esplode sono gli interessi, mantenuti alti per farci rimanere in una folle integrazione monetaria europea.
Non fu sperpero. L'aumento del debito fu causato da una decisione politica: la volontà di rimanere a tutti i costi in un regime monetario sbagliato, che favoriva i paesi con valute forti come la Germania.
Oggi, la falsa narrazione sul debito è diventata il guardiano della conservazione: non ci "meriteremmo" la politica a causa dei nostri "peccati".
Se capiamo la storia, fuori dalla propaganda, possiamo riacquisire la libertà della politica, e pensare a un cambiamento radicale dell'ordine economico, politico e geopolitico dell'Italia e dell'Europa.
Progetto creativo di @LucaDomCos
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Il calcio che guardiamo oggi ci sembra il prodotto di un processo naturale e inevitabile, ma in realtà è il frutto di scelte fatte quasi tutte in un momento molto preciso: i Mondiali statunitensi del 1994.
https://t.co/iHqB8uzS3x
Avec GTA 6 sans disque en 2026 et l'annonce de Sony de la fin des ventes de disques physiques pour les jeux en 2028, la question de savoir comment on considère ces produits se pose.
Demain, vous paierez sans jamais rien posséder. Ni prêt, ni revente, ni garantie de conserver ce qu'on a payé.
Le jeu vidéo n'est pas une simple marchandise, c'est un bien culturel et le droit en vigueur doit s’y appliquer.
Nous ouvrirons le chantier en 2027. Les joueuses et joueurs aussi ont des droits !
Rapporti. Perché Meloni e Crosetto rispettano le linee rosse di Netanyahu
di Alessandro Orsini - Il Fatto Quotidiano
Meloni, Crosetto e Tajani hanno un problema pratico: per motivi elettorali, devono nascondere agli italiani il loro sostegno a Netanyahu. Per riuscire in questa impresa, il governo Meloni sta usando una tecnica di manipolazione dell’opinione pubblica basata sulla reificazione delle relazioni internazionali. Che cosa significa? La materia è complessa e dobbiamo procedere con ordine.
Netanyahu ha spiegato a Meloni che il governo italiano non dovrà mai superare due linee rosse. La prima è l’invio delle armi a Israele: qualunque cosa accada, qualunque strage o nefandezza, Meloni e Tajani dovranno sempre opporsi all’embargo delle armi a Israele. Per sterminare i palestinesi, Israele ha bisogno delle armi. Meloni, Tajani e Crosetto, hanno il compito di impedire l’interruzione delle forniture militari a Israele da parte dell’Europa. Ecco perché gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, il 20 maggio scorso, hanno votato per bocciare un emendamento che chiedeva l’embargo sulle armi europee a Israele. La seconda linea rossa sono le sanzioni commerciali, cui Meloni e Tajani si sono sempre opposti. Per sterminare i palestinesi, Israele ha bisogno dei soldi. Meloni si è opposta molte volte alla richiesta della Spagna di sospendere l’accordo commerciale tra l’Unione europea e Israele. Netanyahu concede a Crosetto di rilasciare tutte le dichiarazioni che vuole. L’importante è che Meloni protegga Israele dall’embargo sulle armi e dalle sanzioni commerciali. A Netanyahu non interessano le dichiarazioni di Tajani da Bruno Vespa: gli interessano le armi e i soldi per condurre la pulizia etnica della Palestina.
Siamo pronti per capire che cosa sia la reificazione nelle relazioni internazionali. La reificazione è il processo socio-psicologico attraverso cui gli individui si convincono che le strutture sociali, che essi stessi creano, abbiano una vita autonoma e indipendente. In questo modo, gli individui finiscono per convincersi che certe istituzioni sono immutabili. L’idea che il capitalismo sia radicato nella natura umana è un esempio di reificazione. La reificazione induce a desistere dalla lotta per il mutamento sociale. Liberarsi dalla morsa della reificazione – ha spiegato Lukács – consente agli uomini di immaginare un mondo diverso: un mondo in cui le democrazie occidentali non sterminano migliaia di bambini palestinesi impunemente.
La reificazione è esplosa negli studi Mediaset il 21 maggio 2026, quando un giornalista del governo Meloni ha detto che gli accordi militari tra Israele e l’Italia non possono essere annullati perché non riguardano il governo italiano, bensì lo Stato italiano. Senza scomodare l’individualismo metodologico di Karl Popper, è appena il caso di notare che gli accordi tra gli Stati sono decisi dagli individui che compongono i governi. Gli Stati non stipulano accordi; soltanto i governanti. Nessuno ha mai visto uno Stato pettinarsi, vestirsi e andare a un vertice della Nato. Se gli accordi fossero firmati dagli Stati, che nessuno ha mai visto, l’Italia non avrebbe potuto ritirarsi dagli accordi con la Russia per l’acquisto del gas e del petrolio. Eppure, Mario Draghi ha posto fine a quegli accordi. Nessun giornalista di Fratelli d’Italia disse: “Draghi non può strappare gli accordi con Putin perché sono accordi tra lo Stato russo e lo Stato italiano!”. L’Italia continua a sostenere Netanyahu per una decisione di Meloni, Crosetto e Tajani. La reificazione dei rapporti tra Italia e Israele è usata per nascondere la complicità del governo Meloni nel genocidio del popolo palestinese.
Quattro giorni fa Haaretz, unico giornale d’opposizione in Israele, ha pubblicato un articolo dal titolo “I Felt I Was a Monster” (17/04/2026). L’articolo parte dalla presentazione di un soldato israeliano psicologicamente tormentato e che afferma di temere più di tutto la vendetta. Nel corso dell’articolo vengono ricordati attraverso testimonianze o documenti alcuni fatti avvenuti durante la demolizione della striscia di Gaza (una goccia nel mare di quelli noti, ma comunque).
Si parla di soldati che urinano su un detenuto legato e bendato, ridendo e scherzando. Si parla di interrogatori dove i detenuti vengono torturati stringendo fascette di plastica intorno ai loro genitali. Si parla di un ufficiale che giustizia un palestinese disarmato che si era arreso con le mani alzate, per poi insabbiare l’episodio facendo credere fosse un "terrorista armato". Si parla di un carro armato che spara e uccide cinque civili palestinesi che attraversano una linea, seguito da un bulldozer D9 che seppellisce i corpi nella sabbia. Si parla di innumerevoli casi di soldati dell’IDF che aprono il fuoco su civili disarmati, compresi coloro che cercano cibo durante la carestia causata dal blocco imposto dal governo israeliano. Si parla del saccheggio di case palestinesi, di interni bruciati, piscio sugli oggetti personali delle famiglie sfrattate, per il divertimento collettivo.
La tesi di fondo che sostiene l’articolo è che i soldati israeliani stiano soffrendo di gravi traumi per ciò che hanno fatto o che hanno visto fare ai propri commilitoni.
Due osservazioni mi paiono opportune.
La prima deve partire dalla constatazione che le atrocità ricordate nell’articolo sono solo una piccola parte, e non la più ributtante, di quanto fatto dall’esercito israeliano. (Non mi risulta ci siano precedenti altrove nel mondo di stupri e sevizie sui prigionieri, accertati con filmati giunti al pubblico internazionale, e seguiti da un’assoluzione in tribunale dei torturatori.) Detto questo, comunque, gli eventi ricordati su Haaretz, sono parte di un repertorio che ricalca in maniera impressionante alcuni dei momenti più abietti del nazifascismo.
E l’unico modo che Haaretz ha per presentare questi eventi al pubblico israeliano (all’esigua minoranza critica) è di presentarlo invocando la pietà umana per i soldati traumatizzati dallo schifo cui hanno partecipato. Ecco, già questo impianto narrativo ci dice come nella società israeliana si sia introiettata senza resti l’idea che l’unico soggetto umano del cui sguardo val la pena curarsi è un ebreo israeliano. Se tortura e uccide innocenti, la vittima resta fuori scena, mentre chiediamo compassione per le ripercussioni psicologiche sul carnefice. Questo, temo, sia il problema di fondo, da cui tutto il resto discende.
La seconda osservazione deriva dallo scandalo suscitato recentemente dall’immagine di un soldato dell’IDF, nel sud del Libano, che distrugge a colpi di mazza una statua di Gesù Cristo in croce. L’immagine ha fatto il giro del mondo, ha suscitato reazioni politiche e ha persino costretto, credo per la prima volta, il primo ministro israeliano Netanyahu a prendere le distanze e a promettere un intervento sanzionatorio nei confronti del soldato.
Ora, per chiunque abbia un’idea, anche limitata, del messaggio cristiano, non può che risultare incredibile che nessuna cancelleria europea si muova per migliaia di crimini di guerra documentati, stupri, torture, assassini a sangue freddo di cittadini inermi, fucilate sui bambini, bombardamenti incendiari sui campi profughi, ecc. (di cui molti ammessi e ripresi dai media israeliani), per poi sollevare rimostranze di fronte alla dissacrazione di un’immagine.
Infatti, se c’è una cosa per cui il messaggio cristiano si erge in contrasto polemico fortissimo verso la precedente tradizione ebraica è proprio il rigetto del formalismo, del legalismo, del culto dell’apparenza esteriore rispetto alla pietà umana.
Andrea Zhok
“La complessa realtà con cui ISRAELE deve convivere”, dice Peled.
Realtà descritta molto bene nella copertina dell’Espresso che loro “condannano fermamente” perché la descrive molto bene.
Ma forse lui voleva solo la foto di un colono criminale più carino.
#israeleabusada80anni
@giulianol Saranno sempre meno spuntate di quando eravamo all'opposizione. Quando partiranno i Consigli dei ministri e ci saranno sottosegretari e vice voglio vedere Speranza con vicino un @massimogara alterato...
La spaventosa demografia delle morti palestinesi identificate a Gaza 2023-25, per il MoH e pubblicata da Haaretz:
43% sarebbero donne e 0-14enni
Un paragone: nel 1941-45, tra le milioni di vittime della guerra dell'Asse in URSS, con intenti genocidi, 30% furono donne e 0-14enni
Sull'Iran stavolta vincono quelli "dedestra" che passano dal giustificare gli agenti federali USA che sparano in faccia ai cittadini "perché bisogna fermarsi" a giustificare i manifestanti che lanciano molotov nelle moschee iraniane...
Quelli de “i dati di Gaza sono falzzzzi e mica possono essere gosì dandi i mottti” mi spiekano che in #iran sono 500, anzi 2000, anzi 12000, anzi 20.000 …