Arianna #Meloni ha invitato Rosy #Bindi ad andare a #Caivano, invece di criticare. Bene, andateci tutti! Così vedrete con i vostri occhi il centro sportivo negato ai ragazzi del Parco Verde. Quel modello è solo propaganda ed il suo fallimento è sotto gli occhi di tutti. ⬇️
Il 4 novembre del 1995, alla fine di una manifestazione a sostegno degli accordi di Oslo, il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin viene ucciso da Yigal Amir, un colono ebreo estremista di destra contrario a ogni negoziato con i palestinesi.
La firma degli accordi di Oslo, nel '93, sembrava l’inizio di una nuova era di pace e come tale venne riconosciuto dalla comunità internazionale. Il mondo visse quel momento come un passo fondamentale: una svolta decisiva per il Medioriente. Proprio in virtù di quegli accordi, nel 1994 Yitzhak Rabin, insieme al presidente israeliano Shimon Peres e al leader dell'ANP Yasser Arafat, ricevette il premio Nobel per la Pace.
Le ultime parole di Rabin, alla fine di quella manifestazione del '95, furono: “La via della pace è preferibile alla via della guerra. Ve lo dice uno che è stato un militare per 27 anni”. La sua morte fu uno shock e uno stop al processo di pace.
Da allora le cose sono molto cambiate. La comunità internazionale, non ha fatto il necessario investimento nel processo di costituzione dello Stato di Palestina e coloro che non lo volevano hanno avuto gioco facile. Basti pensare che nel governo di Netanyahu c’è un ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, che viene dall’estrema destra e non ha mai nascosto le proprie simpatie per l’assassino di Rabin. Un uomo incriminato più di 50 volte, condannato nel 2007 per istigazione al razzismo e che oggi distribuisce armi ai coloni civili che vivono nei territori illegalmente occupati in Cisgiordania. Basterebbe questo per farci riflettere.
Bisogna ripartire dal processo di pace, dall'Anp e da "due popoli e due stati". Si fermino le armi, si soccorra la popolazione di Gaza in piena emergenza umanitaria, si apra subito, come ha suggerito il premier spagnolo Sanchez, una conferenza di pace. Anche in memoria di chi quella strada l’aveva tracciata trenta anni fa.
#4novembre #rabin #pace
"Le immagini orribili e scioccanti degli attacchi ai pazienti e alle ambulanze vicino l'ospedale di Al-Shifa a #Gaza mi ricordano il bombardamento del mercato di Markale a Sarajevo. Sono inaccettabili! I civili, le ambulanze, i medici, gli ospedali devono essere protetti".
@Francescorocca presidente della @ifrc
@nelloscavo Quindi c'è chi in Israele teorizza e festeggia per lo sterminio dei palestinesi apertamente già dal 2014 e lo pubblica pure sui social #auguri
C’è un grido di dolore che più di tutti risuona, e che sta tramutando il mare nostrum in mare mortuum, il Mediterraneo da culla della civiltà a tomba della dignità. È il grido soffocato dei fratelli e delle sorelle migranti. #ViaggioApostolico
Musumeci sostiene che il salario minimo sarebbe assistenzialismo, e la risposta deve essere il lavoro. E' evidente che confonde platealmente l’odiato (da lui) Reddito di cittadinanza con il Salario minimo. Questi ministri sono proprio una disperazione!
Oggi i cittadini con la loro partecipazione e il loro voto hanno detto chiaramente che il PD deve tornare ad essere una vera sinistra di governo. Un grande grazie a #EllySchlein e uno anche alla comunità di Articolo Uno che ha contribuito a questo risultato.
#VeritaeGiustiziaperGiulio#GiulioRegeni A 7 anni dalla scomparsa, Fiumicello, suo paese natale, di nuovo in piazza per ricordare il ricercatore ucciso in Egitto dopo essere stato rapito. "Siamo stanchi e offesi", così la madre, in testa al corteo
L'inviata @valeriariccioni#GR1
È entrato nel buio alle ore 19.41 del 25 gennaio 2016, era un lunedì. Giulio #Regeni spedì l'ultimo sms alla fidanzata, poi sparì nella notte del Cairo. Faceva il ricercatore, il suo corpo fu ritrovato il 3 febbraio, nudo, torturato #ilcavalloelatorre
Mi devo essere persa un programma in cui si disserta sul mondo, la vita, la #politica mentre si mangia a #tavola. Ditemi che è una candid camera vi prego
@profgviesti E per chi non è in grado di lavorare o nessuno vuole assumere una bella camera a gas tanto per restare progressisti #chepeccato forse @RMorassut avrebbe bisogno di passare un paio di ore ad un centro per l'impiego o in centro di ascolto #caritas
Su un autorevole quotidiano oggi, l'editoriale del direttore esordisce, testuale: "Droni iraniani alla Russia per aggredire l'Ucraina, in cambio di consigli moscoviti agli ayatollah, su come reprimere la rivolta delle donne. Il patto tra il Cremlino e Teheran svela (segue)