@Pgreco_ Pieno sostegno! La deterrenza ha funzionato e non è stato ferito nessuno: quindi, di che causa stiamo parlando? Come possiamo aiutare la guardia giurata?
@Agenzia_Ansa Lo sappiamo da anni. Le commissioni Europee che si avvalgono e si compongono di consulenti delle grandi lobby e industrie europee non sono certo espressione di democrazia.
@avantibionda Dite le stesse cose da sempre, ascoltate quelli che la pensano come voi e vorreste che i contrari non parlino. Meglio di voi hanno fatto i membri dell’assemblea che hanno ascoltato lui e chi è contro di lui.
@Roberto70Yahoo@GiorgiaMeloni Ieri su Passato e Presente hanno tracciato un profilo storico del papato di Karol Woityla. Guardalo, giusto per ritardare le tue affermazioni: poi pensa pure quello che vuoi.
@espressonline Con lo smartworking si lavora di più, è ormai un dato di fatto. Quindi la proposta è per chi fa lavori manuali o attività di soccorso. Ma abbiamo sufficienti lavoratori da turbare per gestire i servizi? Da discutere…
@giorgio_gori Parole….ma io guardo i fatti. E la sinistra ha prodotto pochi fatti in tanti anni, avendo la possibilità di fare molto. Perché? Per coltivare i propri interessi? Per incapacità? Che la sinistra sia incapace, così come la destra, non lo credo…
@giorgio_gori È come il mccartismo tanto criticato dalla sinistra… arriveremo a un punto dell’assurdo in cui si capirà che la libertà di espressione è importante e necessaria se non vogliamo cadere in una dittatura.
@stanzaselvaggia Vedo la vignetta e penso: la sorella non la pensa come il marito e quindi è di sinistra! Ma allora la sinistra sta insultando una di sinistra? Complimenti!
QUANDO LA CHIESA PROIBIVA I FUNERALI A CHI MORIVA IMPROVVISAMENTE, SENZA POTERSI PENTIRE DEI PECCATI, SENZA LA BENEDIZIONE CHE FAVORIVA IL PASSAGGIO AL PURGATORIO. Una triste storia tutta siciliana, la ricerca di una degna sepoltura, dopo una vita di stenti e tribolazioni.
La storia vera di una delle più celebre canzone siciliana “Vitti ‘na crozza".
Non è proprio una una canzone allegra e festosa. Tutt'altro.
Il vero significato delle parole ci riporta al mondo delle zolfare, fatto di faticosissimo lavoro e di sofferenza. Una canzone che ci ricorda la sofferenza e anche l’ingiustizia di chi passava la maggior parte della propria vita nelle miniere di zolfo della vecchia Sicilia e se aveva la sventura di morire tra le viscere della terra lì restava, sepolto senza nemmeno “un toccu ‘ri campane”.
Protagonista della canzone è ’na crozza, ossia un teschio. Un teschio che, attraverso il suo racconto, si fa promotore di una forte denuncia sociale, rivolta principalmente contro determinate usanze della Chiesa cattolica di un tempo. La maggior parte delle persone ha sempre ritenuto che il famoso ‘cannuni’ dove si trova il teschio, protagonista della canzone, fosse il pezzo di artiglieria cilindrico utilizzato per fini bellici, e che la canzone si riferisca ad un evento di guerra. Ma così non è; Il "cannuni" altro non era che il boccaporto delle miniere.
Il testo ripercorre l’ostracismo perpetrato dalla Chiesa, incredibilmente cessato solo verso il 1940, nei confronti dei minatori morti nelle solfatare. I loro resti mortali non solo spesso rimanevano sepolti per sempre nella oscurità perenne delle miniere, ma per loro erano precluse onoranze funebri e perfino, insiste la voce del teschio, un semplice rintocco di campana, perché zolfo e sottosuolo erano simboli e dimora del demonio.
La voce del teschio implora che qualcuno riservi anche a lui questa pietas, affinché una degna sepoltura, accompagnata da un’onoranza funebre che lo possa degnamente accompagnare nell’aldilà sia in grado di riscattare i suoi peccati e garantirgli una pace eterna dopo un’esistenza di stenti, contrassegnata da un lavoro massacrante in un’oscurità permanente".
(Sara Favarò - Storia di vitti 'na crozza)