Tu casa es mi casa, scrive la Commissione Europea.
L’effetto sarà il solito: distorsione del mercato, meno investimenti, meno offerta, prezzi più alti.
Avanti sereni verso il socialismo reale.
Trovo semplicemente allucinante che, nel pieno della crisi energetica ed industriale europea, si parli di tutto tranne che dell’unica misura in grado di attenuare gli effetti del blocco delle forniture dal Medio Oriente: sospendere il Green Deal. Tutto il resto sono soltanto chiacchiere.
Ci sarebbe da rotolarsi dalle risate, se non si trattasse di una maladettissima cosa seria.
L'Ansa riferisce che @DanJoergensen e @Teresaribera domani ci diranno che col regolamento Ue sulla casa "non ci sarà alcun intervento né sulla proprietà privata, né sul suo utilizzo, ma solo la messa a disposizione dei Comuni in cui l'emergenza abitativa incide molto sul diritto all'abitare, di uno strumento che permetta di limitare in parte lo sfruttamento economico delle abitazioni".
Io sono disgustato. Chi lo è come me, faccia per favore girare questa roba. Bisogna ribellarsi. Anche alle prese per i fondelli.
Di questo articolo di @letiziamoratti sul @sole24ore a proposito della bozza di regolamento Ue sulla casa basterebbe solo il titolo.
Quel delirio dirigista va bloccato.
Non so a Bari, ma in troppe città turistiche dove ci sono molte seconde case la raccolta rifiuti è tipicamente fatta al martedì e al giovedì spingendo così gli ospiti del weekend a portare i rifiuti nella città di origine. Un vero esempio di espropriazione.
Le seconde case pagano imu a massimi livelli, ma non votano e chi affitta e viene nei week end non vota, ma paga la Tari che non usa.
In questo modo gli amministratori, pagano meno per la raccolta rifiuti, il cui costo e spesso calcolato a volume, ma non rispondono degli aspetti distributivi delle loro scelte.
Forse su questo terreno, in effetti spinoso, dovrebbe valere il principio: no taxation without representation. Credo che se le seconde case o gli affitti annuali votassero alle elezioni locali gli equilibri della Tari e dei servizi associati sarebbero abbastanza diversi.
@GenovaQuotidian Forse se chiedessero consiglio ai cittadini.. in tutte queste campagne il messaggio che traspare è la cittadinanza che sbaglia... Non sarà il contrario?
Che le informazioni sono lacunose e talvolta errate? Che i cassonetti intelligenti non lo sono affatto? Ecc..
Basta cazzate!
Il database @iaeaorg PRIS mostra che nel 1986, quando a Chernobyl venne forzatamente creata dagli operatori una condizione di stress alla refrigerazione del reattore che finì male e provocò 64 vittime, erano in funzione nei 27 Paesi che oggi costituiscono l'UE + il Regno Unito 173 reattori nucleari. A seguito di quell'incidente (tecnicamente irripetibile in tutti i reattore al di fuori dell'Unione Sovietica) vennero fermati definitivamente solo 4 reattori. I 4 italiani. Peraltro interpretando ad minchiam il testo referendario.
4 su 173! Basta questo per concludere che il fallout radioattivo non costituiva alcun pericolo reale.
Quel referendum, senza reali motivazioni nè scientifiche nè tecniche, fu una sciagurata follia, che abbiamo pagato e stiamo ancora pagando carissima, perchè, con la scusa del referendum, venne bloccato il Piano Energetico Nazionale che prevedeva a regime 20 GW nucleari. Che vennero prontamente sostituite da centrali prima a olio pesante (sottoprodotto delle grandi raffinerie nazionali) e poi a carbone.
Se lo avessimo portato a termine, come la Francia aveva già fatto, oggi avremmo lo stesso mix della Francia, che ha i prezzi dell'energia elettrica metà dei nostri e le emissioni elettriche 10 volte inferiori.
MAI PIÙ decisioni demenziali! Mai più arruffapopolo ignoranti, gratis o a pagamento!
@FrancyontheMoon@natsredcommie Questo aspetto è, a mio parere, tutt'altro che secondario. Si tratta, più in generale, del solito comportamento di PA e Stato nel nostro Paese: comunicazione del tutto insufficiente (eufemismo).