velocità della luce e le fa scontrare con energie che non esistevano in natura dal primo microsecondo dopo il Big Bang. Stanno ricreando le condizioni della creazione stessa. Non per studiarle. Per violare il confine tra ciò che è e ciò che si trova oltre.
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La Rai ha sospeso per 10 giorni Sigfrido Ranucci. Alla base del provvedimento ci sarebbero quattro contestazioni disciplinari: una cinquantina di ingressi di Laura Cianfoni, già sindacalista Cisl, nella sede aziendale; i contenuti della conversazione con il parlamentare M5S Dario Carotenuto; l'inoltro di mail aziendali a Valter Lavitola; la denigrazione di colleghi, in particolare Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, indicati in un primo momento per succedere al giornalista alla guida di Report
𝐓𝐡𝐞 𝐭𝐞𝐜𝐡𝐧𝐢𝐜𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐚𝐫𝐬 𝐨𝐯𝐞𝐫𝐚𝐥𝐥 𝐬𝐨𝐮𝐧𝐝. 𝐀𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐦𝐞𝐧𝐭𝐬 𝐦𝐮𝐬𝐭 𝐛𝐞 𝐛𝐚𝐬𝐞𝐝 𝐨𝐧 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐚𝐛𝐥𝐞 𝐞𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐬.
In the context of the pre-election mission in Hungary, the elements gathered indicate, from a technical standpoint, an overall solid framework. During the meetings, I did not find concrete elements indicating irregularities in the electoral process, nor signs of foreign interference. In discussions with the various interlocutors, differing assessments emerged regarding aspects of the political, media and institutional context. However, especially one week before the elections, I consider it essential to clearly distinguish between established facts, perceptions and political assessments, and to ensure that any assessment is grounded in objective, substantiated and verifiable elements. I do not enter into the merits of the political choices of the Hungarian government. I simply maintain that an observation mission must remain anchored to verifiable facts and not to prejudicial assessments. I therefore dissociate myself from the final statement issued at the end of the mission, which, in my view, reflects political bias and partiality and does not adequately reflect what we were able to observe during the mission. @coe
No one pushed harder than me to have the Epstein files released and I’m glad that has finally happened.
I had very little correspondence with Epstein and declined repeated invitations to go to his island or fly on his “Lolita Express”, but was well aware that some email correspondence with him could be misinterpreted and used by detractors to smear my name.
I don’t care about that, but what I do care about is that we at least attempt to prosecute those who committed serious crimes with Epstein, especially regarding heinous exploitation of underage girls.
Da ieri TikTok è di fatto sotto il controllo di una cordata di investitori americani legata a Trump, tra cui Larry Ellison, co-fondatore di Oracle.
Elon Musk possiede X e Grok. Mark Zuckerberg guida Meta, che gestisce Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger e Meta AI. Sam Altman guida OpenAI e ChatGPT. Alphabet controlla Google, YouTube e Gemini. La famiglia Murdoch detiene Fox, il Wall Street Journal e il New York Post. Jeff Bezos possiede il Washington Post, Amazon Prime Video e Twitch.
Pochi oligarchi della tecnologia inseriti nell’orbita del potere trumpiano controllano oggi i canali dominanti con cui ci informiamo e a cui affidiamo sempre più spesso il compito di riassumere e interpretare ciò che accade.
Il fatto che nell'ecosistema rimangano presidi di informazione libera non deve ingannare. Il New York Times e il Washington Post continueranno a pubblicare inchieste degne di nota. Anche chi si oppone all'autoritarismo, dopo tutto, consuma.
Ma chi controlla i social media e l'intelligenza artificiale può determinare quali narrazioni diventano maggioritarie e quali, invece, si spengono nelle nicchie della rete.
Mentre il giornalismo tradizionale sarà probabilmente sempre meno influente: l'IA e i social ne stanno distruggendo l'audience e i profitti, mentre ne saccheggiano i contenuti.
Una parte crescente del pubblico non cerca più attivamente informazioni in rete. Le assorbe passivamente dai social media, oppure chiede all'IA di filtrarle, riassumerle e interpretarle, azzerando il bisogno di visitare le fonti originali.
Secondo alcune segnalazioni raccolte dal Washington Post, poco dopo la formalizzazione dell'accordo su TikTok, è crollato l'engagement dei video sulle proteste di Minneapolis, le violenze dell'ICE e gli Epstein files.
Per i regimi autoritari è vitale controllare le narrazioni che popolano il dibattito pubblico. L'amministrazione Trump sta rafforzando il controllo sulle infrastrutture che le veicolano. È un passaggio cruciale per acquisire il potere di riscrivere la realtà.
Nel prossimo post sul mio blog racconterò come l'IA stia aprendo nuove frontiere di guerra cognitiva, deformando l'ecosistema informativo e trasformando il modo in cui aggiorniamo le nostre convinzioni.
Lo invierò domattina alla newsletter: il link per iscriversi è nei commenti.
LA CORTE SCIENTISTA E IL FANTASMA DEL 1938: QUANDO LA "VERITÀ DEL MOMENTO" CANCELLA IL DIRITTO
Con la sentenza n. 199 del 23 dicembre 2025, la Corte Costituzionale non ha semplicemente rigettato un ricorso, ha firmato l'abdicazione del Diritto in favore di un’inquietante "Scienza del momento". Nel dichiarare legittime le compressioni delle libertà fondamentali, la Consulta ha sancito un principio devastante: se una scelta politica è supportata dalle evidenze scientifiche disponibili in quel preciso istante storico, allora è costituzionalmente valida. Poco importa se quelle evidenze siano parziali, contestate o, col senno di poi, fallaci. Ciò che conta è il timbro dell'esperto di turno.
È un ragionamento che fa correre un brivido lungo la schiena di chiunque abbia memoria storica. Se accettiamo l'assioma per cui "ogni scelta è legittima in virtù delle conoscenze scientifiche del tempo", allora dobbiamo avere il coraggio intellettuale e morale di guardare nello specchio oscuro della nostra storia e ammettere l'inconfessabile: con questo metro di giudizio, anche le Leggi Razziali del 1938 erano legittime. Sembra un'iperbole? Un'eresia? Non lo è. È la rigorosa applicazione della logica giuridica appena sdoganata dai giudici delle leggi. Quando vennero promulgate le vergognose leggi razziali, non lo si fece appellandosi alla superstizione o al capriccio di un tiranno solitario; lo si fece brandendo la "Scienza", con il supporto accademico, con i dati, con la "verità del momento". Il 14 luglio 1938, sui giornali appariva il "Manifesto degli scienziati razzisti". Non era un volantino di fanatici, ma un documento firmato da dieci cattedratici italiani, supportato dal gotha della medicina, dell'antropologia e della demografia dell'epoca.
Se la Corte Costituzionale odierna avesse dovuto giudicare quelle norme nel 1939 applicando il criterio della sentenza 199/2025, avrebbe dovuto dire: "Le leggi sono legittime perché si fondano sulle evidenze scientifiche disponibili al momento dell'entrata in vigore della norma". Ecco l'orrore logico in cui siamo precipitati con questa sentenza.
La Costituzione è nata esattamente per impedire questo. È nata sulle macerie di quel totalitarismo "scientifico" per dire che esistono diritti inviolabili che nessuna scienza, nessuna emergenza e nessuna maggioranza di esperti possono toccare. La dignità dell'uomo non dipende dai risultati di laboratorio. La libertà personale non è una concessione revocabile in attesa di validazione peer-reviewed. Legando la legittimità costituzionale alla mutevole "scienza del momento", la Consulta ha trasformato la Costituzione da scudo di roccia a banderuola al vento. Ha stabilito che i diritti non sono più intrinseci all'essere umano, ma sono subordinati allo stato dell'arte della tecnica. Se domani la scienza dominante (o quella selezionata dal potere politico) decretasse che per il "bene collettivo" è necessario sopprimere, segregare o silenziare una categoria di cittadini, quale appiglio giuridico ci rimarrebbe, se la Corte stessa ci dice che la Scienza è fonte di legittimità suprema? La sentenza 199/2025 segna il passaggio dallo Stato di Diritto allo Stato di Scienza, dove il cittadino diventa suddito del dato statistico. La Corte doveva essere il guardiano che dice "No, qui non si passa", anche se tutti gli scienziati del mondo dicono di passare. Invece, si è ridotta a fare il notaio del potere tecnico, dimenticando che la scienza cambia e si corregge, mentre le ferite inferte alla libertà restano per sempre.
C'è però un ultimo, schiacciante dettaglio che smaschera definitivamente la funzione politica di questa Corte. La scienza, per definizione, è universale: le leggi della biologia non cambiano varcando le Alpi. Eppure, norme così brutalmente liberticide, così pervasive e discriminatorie, sono state applicate con tale ferocia praticamente solo in Italia. Se la "scienza" imponeva davvero queste scelte come unica via obbligata, perché il resto del mondo democratico non ha seguito la stessa deriva estremista? La risposta è semplice: perché non era una questione di scienza, era una questione politica. Validando un'eccezione italiana che ci ha resi un caso unico e tragico in Occidente, la Corte non ha difeso la Costituzione o la salute pubblica. Ha difeso il Palazzo, certificando che in Italia i diritti valgono meno che altrove.
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Il prof. Nicolò Zanon (ex vicepresidente della Corte Costituzionale ed ex membro del CSM) qui vi racconta come nella sede del CSM erano rigorosamente divisi per correnti addirittura gli autisiti, le donne delle pulizie e i posti a tavola nella bouvette. Ascoltate, perché si stenta a credere alle proprie orecchie. Ora capite meglio a cosa questa riforma pone fine, grazie alla introduzione del sorteggio👇 #iovotoSÌ
@StefanoMorand13 No ma Stefano, tranquillo... io ho tutto quello che desidero. Non mi interessa avere meriti di nulla. A me interessa solo che le cose utili per il mio Paese vengano fatte.