🚨⚽🇺🇸🇪🇸🇦🇷 L'ingresso di Donald Trump per la premiazione di Spagna e Argentina, al termine della finale dei Mondiali, accolto dai copiosi fischi del MetLife Stadium.
John Foreman: Putin can't leave power now. He’s prisoner of system he’s created. He’s going to die in harness. Putin gets older, more stale, more detached from man he used to be, more surrounded by aging sycophants, drives Russia further into the ground, with no succession plan.
"È con questa Russia che l’Europa deve fare i conti. Con una nazione-impero, governata autoritariamente, non già con uno stato territoriale espansionista. Una nazione-impero che ha nell’Europa il suo alter ego. Putin teme che il successo del «modello democratico» (in Paesi limitrofi come l’Ucraina)) possa delegittimare il suo «modello autoritario». Per questo motivo, agisce con sistematicità per indebolire l’Ue, per erodere la coesione interna dei suoi stati membri, per confondere le loro opinioni pubbliche"
Fabbrini
https://t.co/CMQQq3WQEN
Seppur con anni di ritardo qualche giornale, @Corriere , comincia a raccontare quello che io e pochi altri denunciamo da molto tempo. Speriamo che il quarto potere faccia il proprio lavoro, seriamente, su #ranucci
Obiettivo primario della Russia è sempre stato fare più vittime civili possibili, con la tecnica del terrore continuo, per sfiancare la popolazione.
Chi dice che sono vittime collaterali o casuali è complice della propaganda di Putin
#RussiaIsATerroristState
Greek-owned oil tankers export around 25% of oil out of all Russian ports. That's why the Greek government has consistently tried to undermine a tightening of the EU's maritime sanctions on Russia. This goes back to 2022 and unfortunately is nothing new...
https://t.co/VQ0Rc8JOFo
Mobilization in Russia is becoming increasingly likely
According to forecasts, the Kremlin plans to send up to half a million Russians into the army. Some of them are expected to be sent to the front just two weeks after being drafted.
Autumn and winter are expected to become especially difficult for Ukraine due to the intensity of the fighting.
SIKORSKI: What Russians do routinely is stage false flag operations as provocations. So, we suspect Putin is planning to put together some Ukrainian drones and set them against a NATO country or even against Russia itself, and then respond because he's desperate and he's losing.
Thread definitivo sul caso Roggero, a smentita delle baggianate che giornalisti e politici stanno ripetendo in queste ore. 🧵1/2
#MarioRoggero non è stato condannato perché “in Italia non ci si può difendere”. È stato condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi per due omicidi volontari, un tentato omicidio e il porto dell’arma fuori dalla gioielleria, perché ha inseguito tre rapinatori che stavano fuggendo e ha sparato contro di loro sulla pubblica via. La pena base per il primo omicidio è stata fissata nel minimo, 21 anni, poi ridotta a 10 anni e 6 mesi grazie a due attenuanti: provocazione e attenuanti generiche, queste ultime concesse in misura prossima al massimo. L’appello ha ulteriormente ridotto gli aumenti per il secondo omicidio, il ferimento del terzo rapinatore e il porto dell’arma, facendo scendere la pena da 17 anni a 14 anni e 9 mesi. Si può ritenerla ancora severa. Non si può raccontare che i giudici abbiano ignorato la rapina e il trauma.
https://t.co/75yoeI3aeP
La sua condizione psicologica è stata esaminata con una perizia psichiatrica disposta dal giudice, dopo valutazioni discordanti dei consulenti. Il perito incontrò Roggero più volte, utilizzò test psicodiagnostici e considerò il disturbo post-traumatico legato alla violenta rapina subita nel 2015. La conclusione non fu che stesse benissimo, ma che il disturbo non avesse abolito né grandemente scemato la capacità di intendere e di volere. Secondo i giudici agì lucidamente, con condotte orientate a uno scopo e mantenendo il controllo delle proprie azioni. Il trauma può spiegare una reazione; non basta, da solo, a eliminarne l’imputabilità.
https://t.co/75yoeI3aeP
Anche la versione raccontata da #Roggero è stata verificata, non liquidata. Sosteneva di essere uscito per cercare la moglie e che un rapinatore gli avesse puntato contro la pistola, risultata poi giocattolo. I filmati mostrano invece che, prima di uscire, Roggero si scontrò fisicamente con la moglie e la spostò per raggiungere l’uscita. Tre secondi dopo la fuga dei rapinatori uscì armato, li raggiunse mentre salivano sull’auto e aprì il fuoco. Le immagini non mostrano alcun rapinatore che all’esterno gli punti l’arma. La balistica ha inoltre accertato colpi esplosi a distanza molto ravvicinata, alcuni intorno al metro o al metro e mezzo. Uno dei tre era già colpito e piegato; Roggero continuò a sparare e indirizzò l’arma anche verso l’abitacolo.
https://t.co/6DdWjkQyYV
La grazia, quindi, può essere chiesta soltanto per ciò che è: un provvedimento eccezionale di clemenza, eventualmente giustificato dall’età, dalle condizioni personali e dalla severità della pena. Non è una revisione della sentenza e non serve a proclamare che il condannato “aveva ragione”. È stata invece preceduta da ministri e leader politici che hanno parlato pubblicamente di “ingiustizia”, “grazia subito” e necessità di evitargli il carcere, mentre non risultava ancora depositata un’istanza. Soltanto dopo il richiamo del Quirinale la moglie ha presentato formalmente la domanda, questa volta chiedendo correttamente “clemenza e umanità”.
https://t.co/ktlouZiBjT
La pressione politica sul Presidente della Repubblica è stata istituzionalmente scomposta. L’articolo 87 della Costituzione attribuisce la grazia al Capo dello Stato e la Corte costituzionale, con la sentenza n. 200 del 2006, ha chiarito che la decisione sostanziale è presidenziale e risponde a finalità umanitarie. Il ministro istruisce la pratica, acquisisce gli elementi e garantisce la regolarità del procedimento; non può annunciare politicamente il risultato né trasformare Mattarella nell’esecutore di una decisione della maggioranza.
https://t.co/Cc0EwChPPS
Kasparov: Putin used Russian money effectively to buy entire Western political parties and corrode the political class.
That system became a foundation strong enough to help his regime survive even under today’s pressure. 1/
In Russia esiste un altro tema estremamente doloroso che, a mio avviso, spiega molte cose: la Grande Guerra Patriottica. O, più precisamente, tutto ciò che è stato costruito attorno a essa.
Avevo un amico in palestra, in Russia. Era un ingegnere intelligente, colto ed equilibrato, uno di quei rari interlocutori con cui è davvero piacevole discutere. Per diversi anni ci siamo parlati più volte alla settimana. Eravamo spesso in disaccordo, ma rispettavamo sempre le opinioni reciproche, ed era proprio questo a rendere le conversazioni interessanti.
In tutto quel tempo ci sono stati solo due momenti in cui abbiamo alzato la voce.
Il primo durante una discussione su Stalin e sulle repressioni sovietiche. Mi interruppe di colpo e quasi mi urlò:
«Se ammetto che Stalin era un criminale, allora significa che anche la nostra vittoria è criminale. E lo era anche mio nonno.»
La seconda volta fu il 25 febbraio 2022. Quella volta arrivammo a urlare in mezzo alla palestra. Lui continuava a ripetere che, per la Russia, quella era una questione esistenziale e che quindi la guerra era giustificata.
Ho ripensato moltissime volte a quella conversazione.
Perché in quella prima frase — quella su Stalin e sul nonno — c’è una chiave che aiuta a comprendere moltissime cose.
Non si tratta di ignoranza storica, né di una difesa consapevole dei crimini del regime. Si tratta di paura.
La paura che il riconoscimento di una verità trascini con sé una catena di altre verità, fino al punto in cui tutto ciò su cui si fonda la tua identità, la storia della tua famiglia e il tuo orgoglio nazionale finisca per poggiare su qualcosa di insopportabile.
La vittoria nella Seconda guerra mondiale è probabilmente l’unico patrimonio morale rimasto intatto, nell’immaginario collettivo russo, attraverso tutte le tragedie del XX secolo. La rivoluzione, il Gulag, le carestie, il crollo dell’URSS: tutto questo è fonte di traumi o di controversie. La Vittoria, invece, no. È sacra.
Ed è proprio per questo che qualsiasi tentativo di metterla in discussione viene percepito come una minaccia esistenziale.
Se Stalin era un criminale, allora chi era mio nonno?
Se mio nonno ha combattuto agli ordini di un criminale, cosa significa questo per il suo sacrificio? Per la memoria della mia famiglia? Per quell’unica cosa di cui posso andare fiero senza riserve?
Il Cremlino lo ha capito da molto tempo e sfrutta sistematicamente questo meccanismo.
Il culto della Vittoria in Russia non è soltanto memoria storica. È una costruzione politica che funziona proprio perché fa leva su questa paura profonda.
«Possiamo rifarlo» non è, di per sé, un’espressione di aggressività. È la reazione difensiva di persone convinte che la propria identità sia sotto attacco. Che riconoscere i crimini del regime significhi tradire il proprio nonno. Che mettere in dubbio una guerra significhi sputare sulle tombe dei caduti.
Ed è proprio qui che la guerra del 2022 ha trovato il suo carburante psicologico.
Non nell’odio verso gli ucraini — un odio che, nella maggioranza della popolazione, semplicemente non esisteva. Non nelle rivendicazioni territoriali — che interessavano ben pochi.
Ma nella disponibilità a credere che, ancora una volta, «i nostri» stessero combattendo una guerra giusta, perché l’alternativa era psicologicamente insostenibile.
Accettare che la Russia fosse l’aggressore non significava soltanto condannare Putin.
Significava mettere questa guerra sullo stesso piano di quelle che la propaganda russa definisce crimini dell’Occidente.
Significava perdere l’ultimo rifugio morale.
Il mio amico della palestra non era un criminale di guerra, né un fanatico.
Era una persona a cui veniva offerta una scelta tra una verità dolorosa e un racconto rassicurante.
E ha scelto ciò che la maggior parte degli esseri umani, in qualunque cultura, tende a scegliere quando ciò che ama e ciò in cui si identifica viene messo in discussione.
Questo non è una giustificazione.
È una spiegazione.
The edited volume "Global Narratives of Russian Disinformation", featuring my chapter "'Russia Is Not Our Enemy!' Behind the Pro-Russian Billboard Campaign in Italy", is out on the 24th of July this year: https://t.co/UosbPTh5Ah
It’s insane that Trump accidentally declassifies documents from his own intelligence agencies that prove the conspiracy about Burisma was Russian propaganda that the GOP *knowingly* helped spread, and that multiple GOP worked with Russian agents against the US…
And MAGA still calls it a hoax and assumes Hunter is lying.
They just flat out can’t read!
🔥 Putin's inner circle is in full CRISIS MODE: Billionaires realize the regime is broke & out of time.
👉 Insiders are rapidly pulling their fortunes out of Russia’s banks to avoid state seizure… now the banks aren’t stable.
https://t.co/qijjq10VtC
EU leaders should start using the word treason for parties that align with Moscow. They aren't "opposition", but the enemy working to fracture Europe from within. Ukraine has banned them and Europe must follow. Starting with this disgusting charlatan
Pechino assesta un duro colpo alle ambizioni geopolitiche di Vladimir #Putin, incrinando uno dei pilastri della strategia con cui il Cremlino puntava a sostituire il mercato europeo con quello asiatico.
Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, la #Cina avrebbe sospeso a tempo indeterminato i negoziati con la Russia per la realizzazione del gasdotto Power of Siberia 2, il progetto destinato a convogliare verso il mercato cinese enormi quantità di gas naturale inizialmente destinate all’Europa. Per Mosca si trattava dell’infrastruttura chiave per compensare il crollo delle esportazioni verso l’Occidente e rilanciare le proprie entrate energetiche.
Lo stop imposto da Pechino al progetto multimiliardario rappresenta un segnale politico ed economico di grande rilievo: la leadership cinese non sembra disposta a sostenere l’economia russa alle condizioni poste dal Cremlino, preferendo mantenere una posizione di forza nei confronti di un partner ormai molto più dipendente.
Per la #Russia si tratta di una battuta d’arresto pesante. Con il mercato europeo drasticamente ridimensionato e il principale progetto di espansione verso Oriente congelato, Mosca vede ridursi le prospettive di valorizzare una parte significativa delle proprie riserve di gas. La vicenda conferma inoltre la natura sempre più sbilanciata del rapporto tra i due Paesi: più che un’alleanza tra pari, quella tra Cina e Russia appare un rapporto in cui è Pechino a dettare tempi e condizioni, mentre il Cremlino si trova in una posizione di crescente debolezza.
Vite parallele di due giornalisti sul caso Sangiuliano davanti alla procura di Roma.
Ranucci archiviato perché poteva non sapere di aver diffuso un audio illegale, Tarallo a processo perché non poteva non sapere che Ranucci aveva diffuso un audio illegale.https://t.co/bAy9IHByhk
Il punto più controverso però è questo: il ministro della Giustizia del governo M5S+Lega Alfonso Bonafede firma il decreto che riporta Alexander Korshunov in Russia NONOSTANTE IL PARERE CONTRARIO della magistratura italiana. Una vicenda che merita di essere ricordata.
Durante l'incontro organizzato da @f_onori, la presentazione di @AntonioTalia ha mostrato come la minaccia russa in Italia non sia un fenomeno recente, ma una strategia sistemica perseguita da anni. Spionaggio, sabotaggi alle infrastrutture critiche e operazioni di influenza.