I’ll be honest: until now, I had never heard of this person. I came across this video by chance and I’m already listening to it for the fifth time in a row. Friends, it’s divine—such a delicate melody, clear as drops of water. My deepest respect to you, Alexey.
(Due parole sulla polemica del giorno che tratta temi troppo complessi per essere liquidati qui sopra. Molte persone sembrano parlare delle indicazioni nazionali come se fossero programmi scolastici. Non lo sono. I programmi scolastici non esistono (per fortuna) da anni. -->
Salutiamo questo #25aprile dedicando agli antifascisti di professione questa iconica pernacchia tratta dalla scena di #Totò che si fa beffe dei nazisti e dei fascisti nel film ‘I due marescialli’.
"(...) su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi con lo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama ora e sempre
Resistenza."
Buon 25 aprile a tutti!
Dieci anni fa il mio Governo ha istituto la carta del docente con 500€ per ciascun docente. Tutti i governi successivi hanno confermato la mia misura.
Da lunedì prossimo grazie al Governo Meloni la carta del docente non vale più 500€ ma 383€
Giorgia Meloni aumenta le consulenze di Chigi, gli stipendi dei dirigenti romani, le assunzioni di amici e amichetti. Ma taglia sulla carta del docente, taglia ai professori. Tutti zitti anche stavolta? O qualcuno dirà finalmente che è una vergogna?
Ottimo articolo di @Pinperepette che spiega il mondo degli #LLM smontandone uno, mostrando come funziona "under the hood" con un punto di vista diverso e più pratico rispetto ai tanti articoli che si trovano online. 💻
Ne consiglio la lettura a chi non sa cosa sono gli LLM e come funzionano ma anche a chi già lo sa: entrambi troveranno qualche spunto divertente e quando annuiranno a 0.3 Hz ascoltando doglianze sulla #intelligenzaartificiale che non serve a niente perché se usata come un'enciclopedia sbaglia e si contraddice non potranno non pensare a questo pezzo originale e fuori dai canoni! 🙂
https://t.co/j3I3AQazo6
I nostri ayatollah
Di Marco Travaglio
Il caso di Meta, il democraticissimo colosso dei social che fa capo a Zuckerberg e si permette di oscurare il video di Alessandro Barbero per il No al referendum in quanto sedicenti fact checker l’hanno definito “falso”, la dice lunga sulla direzione imboccata dalle cosiddette democrazie occidentali. Quelle che si stracciano le vesti perché l’Iran stacca Internet e non si accorgono che c’è una sola cosa peggiore dello shutdown della Rete: la censura selettiva. Se un privato cittadino, nella fattispecie un docente universitario di Storia, non può far circolare il suo pensiero sul web perché altri privati cittadini, con autorevolezza e titoli di studio infinitamente più miseri dei suoi, hanno il potere non solo di contestarlo (cosa pienamente lecita), ma anche di farlo oscurare e squalificarlo con l’etichetta di “falso” come il Ministero della Verità di Orwell, tanto vale spegnere tutto. Il fatto poi che questi poliziotti del web scelti non si sa come (anzi si sa: si nominano da soli) decidano di bocciare un video perché troppo “virale”, cioè perché raccoglie milioni di visualizzazioni mentre le loro sbobbe non le guarda nessuno, aggiunge un tocco di farsa alla tragedia della censura. Anche perché questi sfollagente, così allergici alle verità di Barbero, si guardano bene dall’oscurare le balle di politici e trombettieri del Sì. A cominciare da Nordio e Meloni, cioè dagli autori della schiforma.
E, se lo fai notare, ti rispondono con supercazzole. Tipo che i discorsi dei politici sono di per sé “notiziabili” e li giudica il pubblico. Cioè: un politico somaro può mentire quanto gli pare, mentre un prof universitario deve sottoporsi alle pagelle di gente magari ignorante come una capra, ma investita del potere censorio dai magnati del web e dai sinedri europei. Le colpe di Barbero sarebbero tre. 1) Ha detto che i membri laici del Csm li sceglierà il governo, anziché la maggioranza parlamentare: come se in Italia non fosse la stessa cosa. 2) Ha notato che nell’Alta corte disciplinare e nei due Csm aumenterà il peso dei politici: e anche questo è vero, visto che per i 15 membri dell’Alta corte il rapporto 2 a 1 diventa 3 a 2 (un politico in più e un magistrato in meno); e sia lì sia nei due Csm la quota togata estratta a sorte è molto più debole e disomogenea di quella laica nominata dal governo col finto sorteggio. 3) Ha previsto che questa deriva porterà i pm agli ordini dell’esecutivo: e questo lo dice pure Nordio, quando promette alla Schlein che col Sì non verranno più indagati neppure ministri di centrosinistra. Ma per Nordio il fact checking oscurante non scatta. E neppure per la Meloni che promette: “Se vince il Sì, non vedremo più vergogne come Garlasco” (dove pm e giudici, a carriere unite, si contraddicono a vicenda da 19 anni). Molto meglio gli ayatollah.