Vorrei che la leggessero tutti, chi avrà i brividi come me, e i vari razzisti remigratori
“Cara Roxane,
ti ricordi quando mi comprarono una maglia falsa dello United e io scrissi dietro Ronaldo 7 col pennarello nero?
Non conoscevamo ricchi o poveri.
Conoscevamo solo la felicità.
La spiegazione dell’ex magistrato Antonio Di Pietro sul referendum della giustizia è semplice, chiara e lineare.
❌ Per me, chi vota NO lo fa soprattutto per un motivo: perché spesso non conosce davvero i contenuti del referendum e usa il voto solo per andare contro il governo guidato da Giorgia Meloni.
In molti casi si tratta di elettori di sinistra e anche di alcuni elettori di destra delusi dall’esecutivo.
✅Chi invece conosce bene i quesiti e vuole più trasparenza nella magistratura, a mio avviso, tende a votare convintamente SÌ.
#referendum #IoVotoSì #iovotoSi #ReferendumGiustizia #referendumcostituzionale #DrittoeRovescio
In questa partita l'allenatore era Spalletti...
rosso diretto a Vecino per un fortuito intervento involontario su mandzukic...
si va 1-2 nonostante l'inferiorità numerica
orsato non da il secondo giallo, l'audio sparisce, anni dopo ammette l'errore dicendo che "ero troppo vicino".
Spalletti toglie Icardi e mette Santon, perdiamo 3-2
Osanna alla juventus che riesce a vincere in 11 contro 10, degli errori di Orsato nessuno parla, giornali e interisti criticano Spalletti per il cambio di Icardi.
Juve 2
Inter 3
Simulazione di Openda e gol di Thuram del 3-3. Poi il 4-3 di Adzic con Thuram che sbraccia sul volto di Bonny.
Fine partita: Chivu è un dilettante e i giocatori dell'Inter senza personalità di reggere gli scontri diretti
Ripeto, così è troppo facile. Serve COERENZA.
Capite come cambia la narrazione?? Se e’ a favore e’ ingenuo Bastoni e non simulazione. Se e’ contro diventa un fallo inesistente
Tanto vi conosciamo benissimo
Abbiamo ricevuto ieri questo messaggio privato.
Paziente oncologica bolognese, anonima per tutelarsi.
La sua testimonianza:
"Mi chiamo Laura, ho 56 anni, vivo a Bologna da sempre, nel quartiere Reno, in un appartamento popolare che ormai fatico a pagare anche con la pensione minima e l'invalidità civile.
Da tre anni combatto un tumore al seno metastatico. Non è facile, ma resisto: terapie ormonali continue, controlli al Sant'Orsola, sperando di vedere crescere i miei due nipotini piccoli (uno di 4 anni, l'altro di 2). Il farmaco che mi tiene stabile, che mi permette di alzarmi ogni giorno senza crollare del tutto, è il Letrozolo Teva da 2,5 mg. È il generico che il mio oncologo ha prescritto perché per me funziona bene: blocca gli estrogeni che alimentano il tumore, e il mio corpo lo tollera meglio rispetto ad altri equivalenti – meno dolori articolari lancinanti, meno vampate che mi svegliano di notte, meno stanchezza che mi inchioda sul divano. Lo prendo tutti i giorni, una compressa, con la ricetta dal medico. Lo ritiro in farmacia, con l'esenzione per malattia oncologica, perché senza SSN non potrei permettermelo. Da mesi leggo sui giornali e sui social di questa campagna per boicottare Teva perché è israeliana. Capisco il dolore per Gaza, mi spezza il cuore anch'io. Ma ora la cosa sta arrivando nelle farmacie comunali e nelle ASL dell'Emilia-Romagna: petizioni a Bologna, stop in altri Comuni come Jesi o Sesto Fiorentino, pressioni per non ordinare più Teva, discussioni in Regione. Ho paura.
Paura vera.
Se il Comune o l'Ausl decidono di non fornire più Letrozolo Teva per 'solidarietà', mi cambiano il farmaco? Mi danno un altro generico di un'altra ditta che magari non va bene per me? Che mi fa stare peggio, con dolori che non riesco a sopportare, o che non controlla la malattia allo stesso modo e le metastasi avanzano? Non ho soldi per pagarlo privato (costa poco come generico, ma per me è tanto). Dipendo dal Servizio Sanitario. Dipendo da quella scatola che arriva in farmacia grazie alle forniture pubbliche.
Non faccio politica, non giudico chi protesta. Imploro solo: pensate a noi malati cronici. La salute non può essere sacrificata su un altare di solidarietà, per quanto sentita. Se conoscete qualcuno in Comune, in Regione, in Ausl Bologna, o volete solo condividere per far arrivare la mia voce... grazie infinite.
Ho ancora voglia di vivere. Ho paura di non farcela se mi tolgono questa pillola che mi tiene in piedi, e di non vedere i miei nipotini diventare grandi. Un abbraccio a chi combatte come me, e a chi sogna un mondo migliore. Ma non sulla nostra pelle, vi prego. Laura da Bologna"
Condividete se potete, taggate @comunebologna, @RegioneER, @MinisteroSalute Non lasciamo Laura da sola.
Ribadisco nuovamente, 2 arbitri che, per scelta, non arbitrano una squadra, non devono poter arbitrare le altre perché non è che la serenità dipende solo da una squadra, ma anche dal comportamento con le altre.
🔸RICORDATE L'IMMIGRATO CHE SENZA MOTIVO SGOZZO UN ITALIANO?
🔸SE LA CAVA CON SOLI 12 ANNI DI CARCERE!
🔸I FAMILIARI GRIDANO VERGOGNA AI GIUDICI ROSSI!
🔸UN ITALIANO AVREBBE PRESO L'ERGASTOLO!
🔸RIFORMA DELLA GIUSTIZIA URGENTISSIMO!
🔸QUESTA VERGOGNA DEVE FINIRE!
In questa foto c'è il campetto di via Dezza a Milano.
Da 8 anni c'è una mamma che ogni giorno si ferma per lasciare sulla rete dietro il canestro un girasole: simboleggia la solarità di quel figlio di 15 anni che ha perso nel 2017 a causa di un malore che lo ha colpito proprio su quel campo, mentre faceva quello che amava di più: giocare a basket.
Da un po' di tempo c'è qualcuno che strappa puntualmente i girasoli, e allora la mamma ha deciso di scrivere un messaggio toccante per cercare di spiegare il motivo di quel gesto: "Non strapparmi. Non mi sono più rialzato dopo essere caduto su questo campo. Questo girasole mi ricorda. Grazie, Alessandro".
La risposta non è tardata ad arrivare: "Se tutti mettono un fiore per ogni morto, Milano sarebbe una pattumiera".
A prescindere dalla non conoscenza della lingua italiana, a prescindere dalla vigliaccheria di chi ha risposto, senza farsi vedere, rovinando quel biglietto, a prescindere da tutto, quello che colpisce maggiormente è la mancanza di totale di umanità.
È l'abisso della crudeltà, è lo squallore umano, è l'inspiegabile assenza di empatia di fronte alla peggior tragedia che possa capitare ad una persona, è l'inspiegabile godimento nel distruggere, senza motivo, un girasole che rappresenta l'appiglio al quale è aggrappata una madre che cerca di sopravvivere alla perdita di un figlio.
Se questa signora ci sta leggendo, le vogliamo dire che per fortuna non siamo tutti così e per quel che può servire le esprimiamo profonda vicinanza.
Sarebbe bello se nei prossimi giorni tante persone potessero portare un girasole. Sarebbe anche bello che il girasole diventasse il simbolo di quel campo.
E sarebbe ancor più bello se tu, che hai causato tutto questo, ti rendessi conto che l'unica pattumiera di questa storia è quella che stai dimostrando di avere nell'anima.
(fonte notizia: @Corriere)
Immaginate una paginetta nata nel 2012, senza alcun obiettivo se non quello di parlare di basket: si chiama "La Giornata Tipo".
Immaginate un qualcosa di inspiegabile: più di 3000 followers dopo una settimana di vita.
Immaginate quella paginetta che nel tempo diventa un po' alla volta una community, ossia uno spazio nel quale gli appassionati di basket possono trovare storie, foto, racconti divertenti, riflessioni, video, interviste.
Immaginate quella che è nata come una paginetta, girare l'Italia prima, e poi l'Europa, per arrivare fino negli USA e anche in Asia, per incontrare leggende come Shaq, Popovich, Kobe, Derrick Rose, Manu Ginobili... perché ai "vertici" del basket piace quel modo "diverso" di raccontare questo sport.
E ora immaginate quella paginetta ricevere una telefonata da un colosso sportivo del nostro Paese: "Ciao ragazzi, qui è SkySport che parla. Ci piace davvero molto quello che fate. E se..."
Dobbiamo darvi una notizia stupenda che vogliamo condividere con ognuno di voi, sia che ci siate dal giorno 1, sia che siate sbarcati su La Giornata Tipo da cinque minuti: in questa stagione, di tanto in tanto, vedrete qualche nostro post apparire anche sui canali di Sky Basket, ma soprattutto realizzeremo dei video (come quelli di Trinchieri, Saliou Niang, Procida/Spagnolo, Drazen Petrovic ecc.) che potrete vedere come sempre sui nostri social, e che saranno anche trasmessi in tv sui canali di Sky e NOW...
Sì, la paginetta sbarca in televisione.
È proprio il caso di dirlo: "CIAO MAMMA, SIAMO IN TV"
| @SkySportBasket | @NOWTV_It |
Una piccola, piccolissima parte, di ragazze uccise da immigrati. Per loro nessuno sciopero generale, solo silenzio, vomitevole silenzio:
- Desiree Mariottini, drogata, violentata e uccisa.
- Pamela Mastropietro, violentata, uccisa e smembrata.
- Elin Krantz, violentata e picchiata a morte.
- Wilma Andersson, giustiziata e decapitata.
- Keeley Bunker, violentata e strangolata a morte.
- Alice Neri, violentata, accoltellata a morte e bruciata.
- Luna, una bambina, violentata fino a danneggiarle gli organi genitali e strangolata. Viva, ma paralizzata a vita.
- Agitu Ideo Gudeta, uccisa a martellate, per poi abusarne sessualmente dopo la morte.
- Carmen De Giorgi, rifiuta le avances di un marocchino. Accoltellata a morte “in nome di allah”.
- Sara Bosco, drogata e stuprata, morirà per overdose.
- Maria Landenburger, violentata ripetutamente e strangolata a morte.
- Maria Michelle Causo, rifiuta le avances di uno straniero, accoltellata a morte.
- Lola Daviet, una bambina, rapita, legata, violentata, torturata e uccisa a colpi di forbici.
- Eva Helgetun, una bambina, violentata da due africani. Si toglie la vita per la vergogna.
- Lisa Holm, violentata e strangolata.
- Ebba Åkerlund, una bambina, investita e uccisa durante un attentato “in nome di allah”.
- Vanessa Russo, reagisce ad un furto, uccisa da una zingara che le conficca la punta di un ombrello in un occhio.
- Celine Frei Matzohl, uccisa a coltellate.
- Louisa Vesterager Jespersen e Maren Ureland, rapite durante una vacanza in Marocco. Denudate, violentate ripetutamente e decapitate da vive.
- Ilaria Leone, picchiata, violentata e strangolata a morte.
- Mikaela Conley, picchiata, violentata e strangolata a morte.
- Ori Ansbacher, rapita violentata e decapitata.
- Emilia Sjoberg, una bambina, rapita, legata e torturata lentamente con un coltello fino ad ucciderla.