Remigrazione 3
Mi tocca fare una breve lezione sulla remigrazione, per i tanti nazisti che girano su questo social e non sanno nemmeno cosa difendono. Ignoranti e arroganti: non conoscono le teorie naziste che sposano e non hanno nessuna voglia di conoscerle.
Qualcuno lo fa apposta, certo. Annacqua il discorso per far sembrare la remigrazione una cosa quasi per bene e non l’abisso che è. La maggior parte no. La maggior parte è convinta che remigrazione significhi rispedire al loro paese gli stranieri che delinquono.
Mi spiace informarvi: non è questo. Quello è un normale procedimento del codice penale, si applica già adesso, quattro o cinquemila persone che commettono reati ogni anno vengono rimpatriate. Potrebbero essere di più o di meno, può darsi. Non c’entra niente con la remigrazione.
La remigrazione è una teoria inventata pochi anni fa da un fanatico nazista austriaco. Prevede la deportazione coatta, forzata, di massa di tutti gli stranieri che vivono sul nostro territorio. Tutti. Seconda generazione, terza generazione. Quelli che lavorano, quelli che hanno una casa, quelli che ci vivono accanto da anni, quelli che hanno fatto le scuole in Italia. Cinque milioni di persone, più i loro figli nati qui. Deportati con la forza per il solo fatto di essere stranieri.
Questa è la remigrazione. Questo è ciò che difendete.
Una cosa la sapete fare bene: scegliere chi deportare. La remigrazione che sognate non riguarda l’americano che si è comprato il casale in Toscana, né l’inglese con la villetta sul Garda. Quelli restano, quelli vanno bene. La pelle giusta, il passaporto giusto.
Riguarda l’africano. Riguarda chi prega rivolto alla Mecca. Riguarda chi ha la pelle scura e un nome che non sapete pronunciare. La vostra non è una questione di stranieri, è una questione di razza e di religione, come sempre lo è stata per i nazisti. Lo dite pure voi, basta ascoltarvi: non vi danno fastidio gli stranieri, vi danno fastidio quegli stranieri lì. Chiamatela col suo nome, allora. Non è remigrazione. È pulizia etnica con l’ufficio stampa.
Per questo sì, il paragone con i vagoni blindati delle SS è pienamente valido. Nessun errore. La chiamate remigrazione perché la parola suona carina, o almeno più carina di deportazione.
Non siete stupidi, sarebbe troppo comodo. La stupidità si perdona. Potete anche ignorare il nome di chi ha inventato la vostra teoria, ma sapete benissimo cosa chiedete, e lo dite con la parola morbida apposta per non sentirla. Cinque milioni di persone. Più i loro figli, cresciuti qui, che parlano come voi e meglio di voi. Volete spostarli. Con la forza. Allora ditemi come. Ditemi dove li tenete mentre aspettano il treno, ditemi chi sale sul vagone per primo, il bambino o la madre.
Ditemelo, perché ogni vostra parola sulla remigrazione presuppone un campo, e un campo qualcuno deve costruirlo, sorvegliarlo, riempirlo. Lo sappiamo già chi si offre volontario. Lo abbiamo già visto in faccia. Aveva la vostra stessa identica espressione.
Le riparazioni pagate dalla Germania nella Prima Guerra Mondiale ammontavano a 115 miliardi di dollari (valore attualizzato ad oggi).
Il Piano Marshall 137 miliardi (valore attualizzato ad oggi).
L'accordo di pace per la resa dell'Iran prevede un esborso di circa 400 miliardi di dollari.
The art of deal.
A dieci anni dal voto per uscire dall’Unione europea, quasi il 60% dei britannici pensa sia stato un errore.
Chi crede che sia stato giusto uscire è circa la metà (30%).
Lezione per i sovranisti: quando manca il funzionario di Bruxelles da incolpare, le colpe restano a te.
Alcuni mass media hanno scoperto Dialog di Thiel & soci, una sorta di nuovo Club Bilderberg dove ovviamente vengono invitati diversi membri apicali del sistema occidentale. Un bel "caffè letterario", di cui si parlava già nel 2025, dove si scambiano opinioni su argomenti
1/4
Angelucci è deputato della Lega, proprietario di giornali e cliniche private e percepisce circa 4 milioni di euro l'anno.
Eppure, la sua dichiarazione patrimoniale alla Camera risulta quasi vuota.
Come è possibile? Gran parte dei beni e delle partecipazioni sono stati conferiti a una holding con sede in Lussemburgo, dove la tassazione è più favorevole rispetto a quella italiana.
Nel frattempo, un lavoratore dipendente che guadagna 30.000 euro l'anno paga regolarmente le imposte sul proprio reddito, senza alcuna possibilità di trasferire patrimoni o sfruttare strutture societarie internazionali.
Le tasse gli vengono trattenute direttamente in busta paga, mese dopo mese.
La destra sostiene da anni che una patrimoniale sui grandi patrimoni farebbe "scappare i ricchi". Ma chi dispone di grandi risorse economiche e vuole alleggerire il proprio carico fiscale spesso ha già gli strumenti per farlo.
Il paradosso è che chi può permettersi queste operazioni continua a influenzare le decisioni politiche e fiscali del Paese, mentre il peso del finanziamento dello Stato ricade soprattutto su lavoratori e pensionati.
Per questo il vero dibattito non dovrebbe essere se chiedere un contributo maggiore a chi possiede patrimoni enormi, ma perché il sistema consenta a pochi privilegiati di sottrarsi più facilmente al carico fiscale che grava sulla maggioranza dei cittadini.
Altro che difesa dell'interesse nazionale: quando si proteggono i privilegi di pochi a discapito di milioni di contribuenti, gli italiani vengono presi in giro.
🇮🇹📉 Il G7 ha più o meno lo stesso peso che aveva 15 anni fa: bastano 7 Paesi del mondo a produrre il 45% del PIL mondiale.
Ma è sufficiente scorporare gli Stati Uniti per notare lo stupefacente declino del peso economico (relativo) degli altri sei Paesi.
Italia inclusa.
Ieri Trump ha tenuto per il suo compleanno un delizioso spettacolo circense davanti alla Casa Bianca, fra lottatori MMA, motocross saltanti e aerei svolazzanti. Molti opinionisti americani si sono indignati e hanno paragonato la cosa all'Impero Romano, ma posso assicurare
1/5
Per andare in treno da Trapani a Messina, in Sicilia, servono dalle 7 ore e mezzaalle 9 ore e mezza, con due o tre cambi e appena 4 corse al giorno. Sulla carta è un viaggio dentro la stessa regione, in pratica è una traversata. E’ la Sicilia del 2026: la Palermo-Agrigento è sospesa dal 15 maggio al 30 settembre per i cantieri, un intervento da 85 milioni di euro con 250 tra operai e tecnici al lavoro, treni cancellati e bus sostitutivi proprio nei mesi in cui l’isola si riempie di turisti.
Il resto è storia vecchia, anzi vecchissima. La Trapani-Palermo via Milo è chiusa dal febbraio 2013 per una frana, e la fine dei lavori oggi viene ipotizzata per il 2028, dopo tredici anni di annunci e rinvii. La Caltagirone-Gela è ferma dall’8 maggio 2011, quando crollò un viadotto. Quindici anni di autobus. «Il problema è l’immobilismo», ha detto a Collettiva Domenico Maimone, coordinatore delle attività ferroviarie della Filt Cgil Sicilia, descrivendo una rete di oltre 1.300 chilometri ancora in larga parte a binario unico, dove per realizzare i lavori si è dovuto scegliere chi penalizzare tra pendolari e turisti. La scelta è caduta sull’estate, perché gli abbonati garantiscono i ricavi da settembre a giugno, e così il disagio è finito addosso a chi arriva in vacanza e a chi in vacanza proprio non può andarci. E i lavoratori delle tratte chiuse, racconta il sindacalista, si sono arrangiati: chi ha bruciato le ferie arretrate, chi è passato al part-time, chi ha accettato la trasferta.
Un’estate di bus sostitutivi
Solo che il problema ha smesso da tempo di essere siciliano. Per l’estate sono state annunciate 8 interruzioni programmate sulle linee principali, con circa 1.300 cantieri attivi ogni giorno: l’alta velocità Firenze-Roma si ferma dal 10 al 28 agosto, la Milano-Venezia dal 2 al 16 agosto con allungamenti fino a 90 minuti, la Milano-Bologna dal 10 al 17 agosto, e la Milano-Genova resta chiusa dal 20 luglio al 28 agosto per i lavori sul ponte sul Po. Dal 2023 le interruzioni programmate sulla rete sono cresciute del 115 per cento, e il Codacons ricorda che questa è la terza estate consecutiva passata tra deviazioni, bus e treni soppressi, chiedendo almeno una riduzione delle tariffe sulle tratte colpite. Del resto i pendolari sanno già come va a finire: sulla Palermo-Agrigento, dopo i lavori estivi del 2024, il comitato dei pendolari aveva contato in meno di cinque mesi 83 treni soppressi e oltre 14 mila minuti di ritardo.
I cantieri, certo, servono: il Pnrr ha scadenze rigide e l’infrastruttura paga decenni di manutenzione mancata. Eppure chi governa i trasporti italiani da quasi quattro anni ha scelto di raccontare un’altra storia, e di metterci pure la faccia.
Il ministro del ponte
Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture, ha un dossier solo: il ponte sullo Stretto. Un’opera lievitata dai 3,9 miliardi della prima progettazione del 2006agli attuali 13,5 miliardi, con la Corte dei conti che nell’autunno 2025 ha negato il visto alla delibera di approvazione e un nuovo voto del Cipess atteso entro fine giugno, mentre l’entrata in esercizio è già slittata al 2034. Il governo ha addirittura spostato 2,8 miliardi dal ponte a Rfi per puntellare i conti dei cantieri ferroviari, un travaso che il ministro ha salutato con “grande soddisfazione”. Lui, da parte sua, ha smesso di dare date: «prima voglio vedere la carta e poi partono i lavori», dice. E intanto, sul Ponte, è arrivata la Procura.
Il quadro è chiaro, senza troppe analisi: la propaganda corre verso un’opera che esiste solo nei rendering, mentre chi parte da Agrigento sale su un autobus, chi abita a Niscemi aspetta un treno dal 2011 e chi va da Trapani a Messina mette in conto nove ore. Il ministro promette il 2034. I siciliani, intanto, devono attraversare l’estate del 2026.
(il mio articolo per @LaNotiziaTweet)
https://t.co/sY3zUyxsEP
Vedo che in certi lidi è tornato in auge il dibattito sulla "decrescita"... Con ovvie polemiche e "ipse dixit pseudo-religiosi" da parte delle varie fazioni di economisti internazionali. Un dibattito che seguo da più di 15 anni, ma che non porta da nessuna parte: il nostro
1/4
Perché l'Iran è sceso a patti con gli USA? In tutto il caos informativo e diplomatico degli ultimi giorni, credo che questa sia la questione più interessante. Il regime iraniano, grazie agli errori strategici del duo USA-Israele, aveva (ha) acquisito una serie di importanti
1/9
L'agenzia Fars, citando una fonte informata sui negoziati, riporta che l'Iran non richiederà il pagamento di pedaggi per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz solo per 60 giorni e che il testo del memorandum "sottolinea in modo definitivo ed esplicito" la sovranità di Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz
🇮🇷🇺🇸 Siglato l’accordo e riaperto lo stretto (con pedaggio?), la crisi energetica non sarà ancora alle nostre spalle.
La riapertura libererà 300 navi cariche, l’equivalente di soli DUE giorni di traffico pre-conflitto.
Altre 500 aspettano di poter attraccare e caricare.
1/3
Perchè le scie degli aerei sono diverse?
Le scie di condensa (e non chimiche) variano di spessore per il tipo di aereo e dei suoi motori, ma soprattutto dalle condizioni atmosferiche in quota. Quando l'aria è molto umida e fredda, la scia si forma facilmente, persiste più a lungo e si allarga rapidamente perché i cristalli di ghiaccio attirano altro vapore, mentre in aria più secca rimangono sottili e brevi.
Cari amici del Corriere, questa è pura mistificazione. Vorrei informarvi che NOAA ha confermato El Nino non ha parlato di "anno supercaldo in Italia".
In primis il possibile picco è atteso tra tardo autunno e inverno, non oggi. Secondo, sul Mediterraneo gli effetti di El Nino non sono diretti, lineari e automatici. Terzo, per l’Italia contano anche anche altri indici climatici come NAO, getto polare, VP, disposizione delle alte pressioni e configurazioni emisferiche.
Tra un segnale climatico globale e una previsione annuale sull’Italia c’è un mondo intero di dinamiche atmosferiche ed ignorarlo non è divulgazione ma un raccapricciante spettacolo di disinformazione.
Oggi Margherita Hack avrebbe 104 anni.
Sulla morte diceva:
"Resterà la mia materia, le mie particelle, quelle di cui sono fatta io, che serviranno a fare altre cose, altre persone, altri esseri viventi".
Questa fu la sua ultima intervista a casa sua.
Auguri mitica Hack!
C'è un'enorme contraddizione nei discorsi di Vannacci.
Da una parte parla di immigrazione incontrollata e di remigrazione; dall'altra si vanta della sua carriera militare e rivendica le sue operazioni in Afghanistan, Iraq, Libia e Yemen.
Peccato che siano state proprio quelle guerre, scatenate dagli Stati Uniti e alle quali i governi italiani si sono accodati, ad aver causato il più grande numero di sfollati e la più grande ondata migratoria dalla Seconda guerra mondiale.
Guardiamo i numeri riportati dalla Brown University:
Iraq: 9,2 milioni di sfollati;
Afghanistan: 5,9 milioni;
Yemen: 4,4 milioni;
Siria: addirittura 13,5 milioni.
Se Vannacci fosse davvero coraggioso come finge di essere, allora dovrebbe ammettere che le guerre alle quali ha preso parte non hanno affatto servito l'Italia, come sostiene, ma sono alla radice di quel problema che ora vorrebbe risolvere.
Ma Vannacci si guarda bene dal farlo.
Attacca i disperati che arrivano con i barconi, non gli Stati Uniti.
Perché, come tutti quelli della sua razza politica e come tutti i finti sovranisti che abbiamo conosciuto in questi anni, è forte con i deboli e debole con i forti.
E adesso, con tutta questa retorica sulla sicurezza e sulla difesa dei confini, vorrebbe risolvere i problemi che lui e i suoi amici suprematisti e guerrafondai hanno contribuito a creare.
Ma oggi non vogliamo limitarci a parlare di queste contraddizioni.
Vogliamo andare molto, molto più in profondità.
E ci chiediamo:
Chi è davvero il generale Vannacci?
E soprattutto, che cosa rappresenta?
Secondo David Colantoni, fresco di pubblicazione del suo nuovo libro “Teoria della classe armata. L'età del potere militare”, — un testo con introduzioni di Jeffrey Sachs, Oliver Stone e Luciano Canfora, che secondo alcuni potrebbe lasciare un segno importante nel dibattito delle scienze sociali — Vannacci è un vero e proprio rappresentante della nuova classe dominante in Occidente: la "classe armata".
La sua ascesa sarebbe determinante non solo per comprendere, come vedremo tra pochissimo, la carriera del generale, ma anche per analizzare in modo più profondo e sistematico la fase storica che stiamo attraversando e individuare quello che l'autore considera il principale avversario politico del nostro tempo.
Ne parliamo qui https://t.co/Uz3My6cFDx
Buona visione.
👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://t.co/iHLA8vQ4T4 ) e su PayPal ( https://t.co/IPHInmZOXF )
👉 Seguici anche su Spotify https://t.co/BRo8nZxbDm
👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://t.co/A48Nef871X
👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://t.co/cTHkNqLXmo
🛢️📉 Le riserve strategiche di greggio americane hanno appena toccato il punto più basso dal 1983.
Senza una riapertura duratura dello stretto di Hormuz continueranno a calare.
A meno che gli USA non vietino le esportazioni, accelerando la crisi nel resto del mondo.