La fase in cui ti ignorano sta per finire: @ora_italia è finalmente rilevata nei sondaggi nazionali.
Aspettiamoci la fase successiva, quella in cui ti deridono. Sapete quali sono le altre due.
Il Ministro Israeliano Ben Gvir sfila in questo modo tra gli attivisti arrestati della Flottilla. Siamo di fronte ad un folle e ad un governo che avalla tutto ciò. Davanti a queste immagini c’è ancora chi supporta e giustifica questa gente?
@Fabopolis Aggiungo una cosa. Se uno si legge le proposte dei vari remogration summit. Le cose che chiedono o sono già esistenti o sono talmente incostituzionali da renderle completamente inattuali.
Partiamo da qui: #Modena è una tragedia gravissima. Punto.
Otto persone travolte, quattro feriti gravi, vite spezzate: c’è una donna che ha subito amputazioni, ci sono famiglie distrutte, c’è una città colpita in pieno centro. Il colpevole, Salim El Koudri, deve rispondere fino in fondo davanti alla giustizia. Nessuna attenuante politica, nessuna minimizzazione, nessuna sociologia da quattro soldi quando ci sono vittime
E proprio per rispetto delle vittime bisogna dire la verità intera.
A fermarlo sono stati cittadini. Luca Signorelli, ferito mentre cercava di bloccarlo, Osama Shalaby, egiziano, insieme al figlio Mohammed; altri negozianti pachistani intervenuti nella stessa area. Rainews li ha definiti “gli eroi egiziani e pakistani” che hanno aiutato a bloccare El Koudri. Quindi, prima di trasformare Modena in uno spot razziale, almeno abbiate la decenza di guardare la scena fino in fondo.
Ed eccolo, il trappolone prevedibile: “Ma gli stranieri delinquono più degli italiani in rapporto alla popolazione”.
Risposta: in alcune categorie, soprattutto reati predatori e di strada, la sovra-rappresentazione degli stranieri tra denunciati/arrestati esiste. Negarlo è stupido. Ma usarlo per vendere la favola etnica è ancora più stupido.
Primo: “denunciati/arrestati” non significa “condannati”.
Secondo: “stranieri” non è una categoria sociale omogenea: dentro ci sono regolari, irregolari, residenti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, persone appena arrivate, cittadini di Paesi diversissimi, maschi giovani concentrati nelle aree urbane.
Terzo: il confronto secco con la popolazione totale è spesso drogato, perché gli stranieri residenti sono circa il 9% della popolazione, ma sono molto più concentrati nelle fasce d’età e nei contesti urbani dove la criminalità di strada è statisticamente più alta.
Quarto: molti minori “stranieri” sono nati o cresciuti qui ma restano giuridicamente stranieri per le regole italiane sulla cittadinanza. Quindi il dato misura anche un fallimento italiano, non un gene criminale importato.
La sovra-rappresentazione statistica può giustificare politiche serie: più controllo del territorio, espulsioni individuali quando legalmente possibili, certezza della pena, contrasto alle gang, intervento su irregolarità, scuola, quartieri, salute mentale, recidiva, minori fuori controllo.
Non giustifica la punizione collettiva. Non giustifica la “remigrazione” come parola magica. Non giustifica l’idea che un cittadino italiano possa essere espulso perché ha il nome sbagliato. Sul caso Modena lo ha dovuto ricordare persino Tajani: l’uomo è italiano, non c’è nessun permesso di soggiorno da revocare. E il Protocollo 4 CEDU vieta l’espulsione dei cittadini dal proprio Stato; la Carta UE vieta le espulsioni collettive.
Le Candyland di Tarantino sognate dai vannacciani il villaggio bianco, ordinato, gerarchico, senza “contaminazioni” esistono solo nella testa di chi confonde l’ordine pubblico con l’igiene etnica. Poi arrivano i dati sui crimini commessi da italiani nativi e il giocattolo si rompe: femminicidi, abusi su minori, omicidi familiari, aggressioni razziste, branco, estrema destra. Non dimostrano che “gli italiani sono il problema”. Dimostrano che era cretina la premessa: spiegare il crimine col sangue.
La sicurezza è una cosa seria. La propaganda no.
Se uno straniero commette un reato, va punito lui. Se un italiano commette un reato, va punito lui. Se una rete criminale sfrutta irregolari, minori o quartieri degradati, va smantellata quella rete. Se un politico prende un fatto di sangue e lo trasforma in odio contro milioni di persone, non sta difendendo l’ordine pubblico: sta facendo marketing sulla paura.
Il criminale ha responsabilità individuale. Lo Stato ha responsabilità istituzionale. Il politico che aizza l’odio ha responsabilità morale e politica.
Il resto è razzismo.
@LaBombetta76 Proprio ieri sentivo il buon @micheleboldrin dire di come i partiti usino la sicurezza come una questione di immagine senza fare nulla. Ecco un esempio.
Ieri è morta la dignità della politica e dell'informazione veneziana.
Un presidente di fondazione che si inventa che una struttura sostenuta anche da fondi pubblici e guidata da nomine politiche sia uno spazio “privato”, dove decidere chi può parlare e chi no.
Un direttore che arriva a sostenere che chi si candida, chi dedica tempo ed energie alla vita pubblica e vuole confrontarsi con i cittadini lo faccia soltanto “per ego”.
E due candidati che avevano l’ennesima occasione per dimostrare fair play, apertura e rispetto del confronto democratico, scegliendo invece di evitare il dibattito aperto.
Dopo decenni di cattiva amministrazione e declino della città, anche solo questo basterebbe per capire quanto Venezia abbia bisogno di una politica diversa.
Questo video fa tristezza, indipendentemente da come la si pensi sulla situazione internazionale, sul mondo, sulla politica. La tenerezza di un uomo che spera, illudendosi, che la sua presenza sia in qualche modo un segno, e la violenza, quella sì fascista, di chi gli impedisce fisicamente di essere, di starci, di partecipare.
E, in una giornata così, perde l'umanità.
Michele #Boldrin si candida a sindaco di Venezia. “A suo sostegno si presenta la lista di ORA!, una squadra giovane (età mediana 34 anni) fatta di persone che hanno deciso di mettersi in gioco davvero per il futuro della città, senza arrendersi al declino”, annuncia il partito.
Venezia è lo specchio del declino italiano.
Un declino che dura da oltre cinquant’anni e che non è inevitabile: è il risultato di scelte politiche incapaci di capire e governare il cambiamento.
La città si è progressivamente adattata a un modello di sviluppo debole che ha portato ad una fuga di residenti e poche opportunità specialmente per i giovani: da un lato un’economia poco diversificata, con redditi stagnanti e con un’industria residuale a basso valore aggiunto, dall’altro un turismo di massa che congestiona lo spazio urbano e ne consuma il capitale storico, sociale ed economico.
Venezia ha le risorse, la posizione e la storia per tornare a essere una città dinamica, aperta, capace di attrarre talenti, investimenti e attività ad alto valore.
Ma questo richiede una discontinuità netta:
– attrarre capitale umano qualificato e investimenti produttivi
– sviluppare attività legate a conoscenza, ricerca, innovazione e servizi avanzati
– governare il turismo in modo compatibile con la vita urbana e la diversificazione economica
– valorizzare il sistema territoriale integrato tra centro storico e terraferma
– restituire centralità al lavoro produttivo e qualificato
Serve una politica che torni a progettare sviluppo. Serve il coraggio di assumersi responsabilità, misurare risultati e correggere gli errori.
Venezia può tornare a crescere. Può tornare a essere una città che produce valore, offrire opportunità ai suoi cittadini e attrarre nuove energie dall’esterno.
Michele Boldrin @micheleboldrin è candidato Sindaco di Venezia per riportare la città dove merita: al centro, nel mondo, con un modello che crea lavoro, innovazione e qualità della vita.
ORA! è l’alternativa politica pragmatica, che va oltre le ideologie e le appartenenze, e mette al centro soluzioni concrete, competenze e responsabilità.
A sostegno della candidatura si presenta la lista di ORA! Venezia, una squadra giovane (età mediana 34 anni) fatta di persone che hanno deciso di mettersi in gioco davvero per il futuro della città, senza arrendersi al declino.
ORA! un futuro per Venezia! con #BoldrinSindaco
Vuoi dare una mano? Contattaci a [email protected]
“If you criticize Netanyahu's policies, You're then described as being anti-Semitic. That's a disgrace and a slander...”
—🇮🇪 Former President of Ireland Michael D. Higgins
Era #ORA! Ma perche' non prima?
Questa storia delle dimissioni post-referendum è l’ennesima prova di come questo governo concepisca il potere: invece di responsabilità verso il Paese, gestione di equilibri interni, quasi da corte feudale.
Se perdi, scarichi qualcuno. Se vinci, te li tieni tutti. Non c’è alcuna coerenza istituzionale, nessun principio. Neanche uno straccio di progetto per il paese. Solo convenienza personale e spregiudicato uso del potere.
Le dimissioni non arrivano per un’assunzione di responsabilità politica vera, che implicherebbe spiegare cosa non ha funzionato e cosa si intende cambiare, ma per paura: paura di pagare il costo politico di una sconfitta.
Si governa per conservare il potere, non per migliorare il sistema.
In un partito serio, una sconfitta referendaria apre una riflessione politica, non un rimpasto cosmetico. Qui invece si cambia qualche nome per non cambiare nulla.
Poi, chiariamolo: bene che certa gente sia fuori. Ma questo rende il quadro ancora più grave. Se erano inadeguati, perché sono stati tenuti fino a ieri? E se erano adeguati, perché vengono fatti fuori oggi?
La risposta è semplice: non conta la competenza, non conta il merito. Conta solo la gestione del consenso interno.
E questo non è governo. È amministrazione del potere. E pure mediocre.
@ora_italia unica vera alternativa
Bestialità pura. Agenti Border Patrol hanno arrestato un rifugiato Rohingya cieco a Buffalo, NY. Poi, rendendosi conto di non poter espellerlo, lo hanno rilasciato a 8km da casa. È morto nel tentativo di tornare a casa usando un bastone da passeggio.
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