Sapete tutti chi è #GiulioRegeni e come è stato ammazzato.
Al documentario sulla sua vita e soprattutto sulla sua morte in Egitto, il ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli ha negato il finanziamento pubblico (grazie a Repubblica che ha raccontato questo schifo).
La commissione ministeriale negando i soldi ha di fatto dichiarato che non ne valeva la pena, che non è culturale, non bisogna spenderci soldi pubblici.
Meglio finanziare un docu su Gigi D'Alessio (giuro!) uno sul tizio delle Fettuccine Alfredo (che se magnano solo in America) e uno su Gabriele D'Annunzio (ma ovviamente).
Per ottenere il finanziamento pubblico ci sono vari criteri che fanno punteggio. Voglio elencarveli:
- qualità, innovatività e originalità della sceneggiatura e del soggetto;
- visione e lo stile del regista e il linguaggio proposto;
- cast artistico e tecnico;
- coerenza tra la sceneggiatura e la dimensione economica, finanziaria e distributiva;
- pari opportunità di genere; realizzazione dell'opera in coproduzione internazionale;
- certificazione relativa alla sostenibilità ambientale.
Secondo il MiC non ci sono questi criteri. Insomma, la storia di questo ragazzo cui è stato fatto di tutto non merita un contributo da parte dello Stato Italiano.
Giuli e il suo ministero dovrebbero averne vergogna.
E a questa vergogna dovrebbe associarsi tutto il mondo del cinema italiano.
Ethan Hawke on meeting Julie Delpy:
“Meeting Julie was like meeting a character from a novel, like Anna Karenina or something. She’s a very deep person. I’d never felt so American and so dumb in my life.”
“Oggi sono otto mesi esatti che mio figlio Alberto è in prigione ma tutto tace e tace anche la nostra presidente del Consiglio – denuncia Armanda Colusso, madre di Alberto -. Questo silenzio per me e la mia famiglia è insostenibile"
Questa è l’immagine della vergogna.
Poliziotti in antisommossa che fanno irruzione in una chiesa per portare via 4 migranti malati.
Don Biancalani li curava, li accoglieva.
Il sindaco di Fratelli d’Italia ha firmato lo sgombero.
Questa non è giustizia. È barbarie di Stato.