"La casa dei riformisti non c'è più." A dirlo non è un avversario del PD, ma una delle sue esponenti storiche. @pinapic lascia il partito e lancia accuse durissime contro la sinistra di oggi. Voi siete d'accordo con lei? Ce ne parla Marilù
#PD#sinistra#pinapicierno#riformismo
Ho visto, e ascoltato, Vittorio Sgarbi al Salone del libro. È uno Sgarbi molto diverso da “Sgarbi”. Ma forse più vero. Mio pezzo oggi sul Giornale @VittorioSgarbi
Si è concluso il convegno Big Data e Luoghi della Cultura, dedicato all’analisi dei dati di oltre 200 musei italiani. Tra gli interventi anche Angelo Crespi, Direttore della Grande Brera, sul ruolo dei dati come strumenti di conoscenza e gestione per i luoghi della cultura.
La Grande Brera a #TEFAF Maastricht si inserisce in un dialogo internazionale tra musei, collezionismo e mercato dell’arte. Nell’intervista per Collezione da Tiffany, Angelo Crespi racconta il ruolo dei musei tra tutela, ricerca e nuove prospettive. https://t.co/jV3HrUwIRE
Insediato il nuovo CDA della #PinacotecadiBrera, presieduto da Angelo Crespi.
Presentati i risultati di metà mandato: oltre 1,17 mln visitatori per la #GrandeBrera (630mila tra Pinacoteca e Palazzo Citterio, 540mila al Cenacolo).
https://t.co/gu7iBWwY7V
A New York, il Direttore Generale Angelo Crespi riceve il FIAC Excellency Award: non solo un traguardo personale, ma il risultato del lavoro di un’intera istituzione.
Tra tutela e innovazione, ricerca e apertura, Brera si conferma un laboratorio culturale con visione globale.
Professor Vittorio Sgarbi, alla fine un’assoluzione e due archiviazioni per il caso del quadro di Rutilio Manetti: può dirsi soddisfatto.
«Lo sono. So quello che ho fatto, e grazie all’opera dei miei difensori, il professor Alfonso Furgiuele e il mio storico avvocato Gianpaolo Cicconi, il giudice ha capito e giudicato in maniera opportuna, assolvendomi non per “insufficienza di prove” come qualche persona poco informata sostiene (dato che è da 40 anni che lo Stato italiano ha ritenuto quella formula di eredità fascista incompatibile col principio costituzionale della non colpevolezza), ma perché il fatto non costituisce reato».
Vien da pensare che l’inchiesta sul dipinto possa aver influito sulla sua depressione. Non è così?
«Contro di me — li hanno contati i miei collaboratori, non io — ci sono stati innumerevoli articoli de il Fatto Quotidiano, in un certo periodo addirittura al ritmo di uno al giorno, 5 o 6 trasmissioni di Report di Sigfrido Ranucci, una decina di puntate di Lo stato delle cose di Massimo Giletti. Una esagerazione, direi, anche nell’esercizio del sacrosanto diritto di cronaca! Certo che la vicenda ha influenzato il mio umore, ma non sono interessato alle vendette, come magari sarei stato tempo addietro. Per me, l’unico risultato apprezzabile di tutto ciò rimane il fatto che l’Italia ora conosce un po’ di più chi sia Rutilio Manetti».
(https://t.co/gZrOTDc6Qp)