Comunque viviamo in un loop temporale in cui Allegri e Conte allenano/hanno allenato il Napoli, mentre sulla panchina della Juventus siede Luciano Spalletti.
#Allegri#Conte#Spalletti
⚽ Finale Play-out Primavera 1
🔹 Napoli vs Cagliari
📍 Stadio Piccolo, Cercola
🕐 Sabato 23/5 ore 13:00 - Ingresso gratuito
Una sfida importante per il futuro dei nostri ragazzi.
Abbiamo bisogno del supporto di tutto il popolo azzurro: riempiamo gli spalti e facciamo sentire la nostra vicinanza alla squadra!
Un gadget SSCN in regalo per tutti i presenti 💙
#ForzaNapoliSempre
@_FCAST7 Il più grande… gli allenatori vanno e vengono, ma il ragno rimane.
Qualsiasi sia il nostro futuro, FNSVPN🩵.
Grazie Antonio e grazie ragno, come ce l’hai portato, così te lo sei preso. 🕷️🕸️
C’è un altro aspetto molto importante che fa capire l’importanza e l’autorevolezza di un personaggio come Antonio Conte, e che distrugge sempre, con i fatti, ogni discorso fatto in prefazione, a ritroso, nel presente, nel futuro o nel passato: vederlo soprattutto in comparazione con altri suoi colleghi e competitor.
Prendete coach Massimiliano Allegri: senza nessuna competizione, tra un po’ esce dalle zone importanti e mette a rischio quasi qualsiasi futuro. A differenza di Antonio, che già nel primo anno in un ambiente nuovo va primo in classifica e chiude con la miglior difesa d’Europa.
Senza parlare di coach Luciano Spalletti, un coach che per idea di gioco amo e amerò finché avrà voglia di allenare, che seppur da subentrato e da favorito distrugge completamente il futuro prossimo juventino, perché in termini economici questo scivolone sarà decisivo per il futuro senza introiti.
O lo stesso Gian Piero Gasperini, altro grande allenatore, che anch’egli non sa neanche come abbia fatto ad arrivare là.
Antonio Conte, in una stagione allucinante, a differenza di questi, non ha mai subito la pressione, le critiche e mai, e dico mai, ha messo in dubbio il suo obiettivo o l’obiettivo del club.
Il SSC Napoli è secondo in classifica perché nulla è scontato. Come non è scontato battere un Pisa già retrocesso. Come abbiamo potuto vedere con Spalletti tra Lecce e Fiorentina, senza citare Allegri o Gasperini che ne hanno combinate di ogni.
La gente deve imparare a capire che in ogni settore, anche se fai il garzone e porti un caffè, per performare devi essere un grande lavoratore. Devi pesare. Devi credere nelle tue qualità e nelle tue strategie, qualsiasi esse siano.
E non è per niente scontato quando guadagni 10 milioni all’anno e ne devi garantire 100 a qualcun altro.
È lì dentro che dovreste buttarvi: nel provare a portare sette caffè in un solo vassoio sotto il sole senza ribaltare tutto.
Provateci.
Provate a migliorare le vostre vite. Testatene il sacrificio e le difficoltà che ci sono, e poi forse potrete realmente capire chi è o cos’è Antonio Conte.
Altro che “bel gioco” o non “bel gioco”. Antonio Conte è uno status.
Antonio Conte, come vi ho scritto in un altro pezzo, è un naso profumiere destinato a restare addosso. Antonio Conte è Dominique Ropion.
Non è una copia sbiadita o, peggio ancora, uno che dura cinque minuti, magari come Vincenzo Italiano o chi per lui.
FNVPN 🧢
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Il mio più grande capolavoro.
Ancora una volta, il 7 maggio 2025, alle ore 16 e 58 minuti (come da screen) anticipiamo quel mostro di GDM, anche a livello nazionale. Sfidiamo chiunque a trovare una sola testata, un solo esperto di calciomercato, un solo operatore del settore che il 7 maggio , alle ore 16 e 58 minuti primi avesse anche solo accennato a Kevin De Bruyne al Napoli.
Trovatecene uno. Vi prego.
Detto questo, è giusto riconoscere che Gianluca Di Marzio resta il padre nazionale di questa notizia. Insieme al gigante Gianluigi Bagnulo.
È arrivato alla sera stessa del nostro post, ma il nome lo ha consacrato lui davanti a tutti.
Un grazie di vero cuore a @kitaropengu, mio videomaker ufficiale e fratello di grande cultura e bontà. Un uomo leale, di immenso valore umano, e una delle persone di mia massima fiducia.
Grazie Marcello.
E adesso diciamola tutta. Questa non è una semplice operazione di mercato. È il segnale che il Napoli sta scrivendo una delle pagine più clamorose della storia sportiva italiana ed europea.
Kevin De Bruyne è il centrocampista più influente dell’ultimo decennio, il giocatore con più occasioni create in Europa dal 2015 secondo Opta, il motore di Guardiola, il fuoriclasse che ha illuminato la Premier League. E oggi sbarca a Napoli. Non solo per giocare. Ma per trasformare il club in un brand globale.
Perché De Bruyne porta con sé oltre 40 milioni di followers complessivi sulle piattaforme social, una capacità di generare contenuti virali e valore commerciale mai vista nel calcio italiano. (Forse solo con l’avvento di CR7) Con lui il Napoli spalanca le porte a nuovi sponsor internazionali, collaborazioni commerciali, un’espansione digitale e mediatica destinata a fruttare milioni di euro e a rendere il club una presenza costante nei trend globali.
E tutto questo avviene mentre Antonio Conte costruisce un progetto tecnico solido, mentre la città ospita nel 2025 l’America’s Cup di vela, l’evento più esclusivo e ricco del panorama velico mondiale, e mentre il Napoli si è cucito addosso due scudetti in tre anni, riscrivendo le gerarchie del nostro calcio.
Una Golden Era. Una rivoluzione sportiva, culturale ed economica.
E l’Italia? Tace. Perché questo è un Paese che ha sempre avuto paura di raccontare una Napoli vincente, potente, internazionale.
Un Paese dove l’informazione resta chiusa nei suoi salotti, incapace di reggere il confronto con una città che oggi è capitale europea dello sport, del calcio, della cultura popolare.
Non lo diranno i TG, non lo leggerete sui quotidiani nazionali.
Ma sappiatelo: il Napoli è totalitario.
E più sarà forte, più proveranno a nasconderlo.
Ma la storia non si può censurare.
È TOTALITARISMO SPUDISTA
Il calcio non è un gioco.
ENJOY
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