Queste elezioni saranno una gara a chi tassa di più(ed in maniera subdolo-creativa). Bisogna relegare questi pervertiti ai margini della società. Senza paura. In Italia le tasse sono esageratamente alte e l'unico provvedimento sensato é abbassarle. No alzarle. No spostarle. Abbassarle.
A B B A S S A R L E.
Serve tagliare la spesa pubblica? Zac!
Senza discussioni.
@wrobik@lastknight Sarai tu un macaco con la sindrome di Stoccolma per i tuoi regnanti. Siete parte dell'impero e pensate di far parte della repubblica.
@SignorErnesto un governo immobile, incapace totalmente di tagliare la spesa e le tasse. Diciamo che non sta peggiorando le cose, che sembra già un risultato... Ma la barra è decisamente bassa
@GiovanniPaglia E il 2 per mille? Sono altri 20000 e passa euro. E le patrimoniali sugli immobili? I bolli sulle automobili? Sulle barche? Quelle non le conti?
Nel 2026 sei un utile idiota se:
- Difendi la Cina di Xi Jinping e dici “è socialismo con caratteristiche cinesi” mentre lì mettono in prigione chi protesta, fanno il credito sociale e schiavizzano gli uiguri.
- Idealizzi Cuba o il Venezuela dicendo “lì c’è la sanità gratis!” mentre la gente scappa in barca e mangia gatti.
- Ripeti slogan tipo “dal fiume al mare” o “aboliamo la proprietà privata” pensando di fare la rivoluzione… e non ti accorgi che stai solo dando aria a regimi autoritari o a élite che useranno quelle idee per controllarti meglio.
- Credi che “il capitalismo è il problema” ma vivi con l’iPhone, Netflix e Amazon… e non ti rendi conto che le idee che spingi hanno già ucciso decine di milioni di persone nel ‘900.
Spiace riportare per esteso un articolo, ma questa volta non posso esimermi. È proprio così, e trovo incredibile che nessuno di quelli che ha concepito questa assurdità non ne abbia ancora pagato le conseguenze.
Un professore di economia di una scuola superiore aveva dichiarato che nessuno degli studenti del suo corso era mai stato bocciato, ma si è recentemente ritrovato a far bocciare un'intera classe.
Tutta la classe aveva insistito nel dire che il socialismo funziona e che, di conseguenza, nessuno sarebbe stato né povero né ricco. Un mezzo egualitario eccezionale.
Allora il profesoore annunciò: "OK, faremo allora un piccolo esperimento di classe. Al prossimo compito in classe, farò la media di tutti i vostri voti e ve lo assegnerò. Avrete tutti lo stesso voto, nessuno riceverà un'insufficienza né prenderà un dieci".
Dopo il primo scritto fu fatta la media dei voti e tutti ottennero un 7. Quelli che avevano studiato molto erano delusi, quelli che avevano studiato poco erano contenti.
Nel secondo compito in classe, quelli che avevano studiato poco studiarono meno e quelli che avevano studiato tanto decisero di seguire la strada dei loro compagni furbetti studiando poco. La media del secondo esame fu un 4. Nessuno era contento.
Al terzo compito in classe, la media fu 2. Nel corso dei successivi esami i voti non migliorarono mai. Cominciò a crescere il nervosismo e gli scambi di accuse, gli insulti colorivano le conversazioni e tutti vissero male quella situazione. Nessuno volle studiare a beneficio degli altri. A grande sorpresa di tuta l'intera classe fu bocciata.
Fu allora che il professore affermò che il socialismo era il viatico del fallimento, poiché quando la ricompensa è grande, l'impegno nel riuscire è altrettanto grande. Ma quando lo Stato elimina ogni possibilità di premio, nessuno offrirà il proprio impegno né vorrà ottenere successo. Non potrebbe essere più semplice.
Immagina che domani mattina il tuo datore di lavoro smetta di fare il sostituto d’imposta. Nessuno ti ha avvisato. Sul conto corrente arriva una cifra che non hai mai visto: 2.500 euro. Il tuo stipendio lordo. Intero.
Tutto tuo.
Per un momento ti senti ricco.
Poi cominciano ad arrivare le lettere.
La prima è dell’INPS. Contributi previdenziali a tuo carico: 230 euro. Ogni mese. Li conoscevi — una riga in busta paga, tra le altre. Ma adesso c’è un bollettino da compilare, un importo da digitare, un tasto “conferma pagamento” da premere guardando il saldo che scende. Il numero ha un peso diverso quando esce dal tuo conto.
La seconda lettera è ancora dell’INPS. Ma questa non l’avevi mai vista. Mai. In tutta la tua vita lavorativa.
Contributi a carico del datore di lavoro: 750 euro al mese.
Settecentocinquanta euro. Ogni mese. Da sempre.
Il tuo datore li versava per te — non per generosità, per obbligo di legge. Fanno parte del costo del tuo lavoro. Se non esistessero, sarebbero nel tuo stipendio. Ma nessuno te li ha mai mostrati. Non compaiono nella tua busta paga. Non esistono nel tuo mondo. Fino a oggi.
Poi arrivano le altre:
— IRPEF, Agenzia delle Entrate: 280 euro
— Addizionale regionale: 34 euro
— Addizionale comunale: 18 euro
— INAIL, assicurazione infortuni: 25 euro
— TFR: 173 euro al mese — soldi tuoi, tecnicamente, che rivedrai tra venti o trent’anni.
Sette voci. Quattro enti diversi. Ogni mese.
Adesso devi pagarle. E scopri che ogni ente ha il suo mondo:
— L’INPS ha un portale
— L’Agenzia delle Entrate ne ha un altro
— La Regione un altro ancora
— Il Comune un altro
Quattro piattaforme. Quattro registrazioni. Quattro password. Quattro interfacce che non si sono mai parlate. Le scadenze:
— INPS: entro il 16 del mese
— IRPEF: entro il 16, stesso giorno, modello diverso, codice tributo diverso
— Addizionali: calendario proprio
— TFR: regole a parte
Sbagli un codice tributo? Tuo problema.
Sbagli il periodo di riferimento? Tuo problema.
Versi 10 euro in meno? Tuo problema.
Il sistema non ti manda un promemoria. Ti manda una sanzione.
— Ravvedimento operoso
— Interessi di mora
— Cartella esattoriale
— Iscrizione a ruolo
Ogni errore costa più dell’errore. E per scoprire che hai sbagliato devi saper leggere un F24 — un modulo che l’ottanta per cento dei dipendenti italiani non ha mai visto in vita sua. A quel punto ti serve un commercialista: altri 500-1.000 euro l’anno. Soldi che oggi non spendi, perché il tuo datore fa tutto gratis.
Per lo Stato, non per te.
Dodici mesi. Sette bollettini al mese. Ottantaquattro pagamenti l’anno. Quattro enti. Un pomeriggio al mese di portali, codici, ricevute, archivi. Due settimane l’anno della tua vita — non per lavorare, non per vivere — per pagare.
Adesso guarda i numeri.
L’azienda spendeva 3.400 euro al mese per averti. Tu ne vedevi 1.800. La differenza — 1.600 euro ogni mese, 19.000 euro ogni anno — non è mai passata per le tue mani. Non ha mai avuto il tuo nome sopra. Non ti è mai stata chiesta. Non l’hai mai vista.
Diciannove. Mila. Euro.
A Hong Kong il sostituto d’imposta non esiste. Il dipendente riceve il lordo e paga le tasse da solo. Aliquota massima: 15%. A Singapore lo stesso: 22%. Non è che quei governi si fidino di più. È che possono permetterselo. Quando il conto è ragionevole, il cittadino paga senza che nessuno debba nasconderglielo.
In Italia il cuneo fiscale è al 46%. La media OCSE è al 34%. E l’unico motivo per cui non lo sai è che qualcuno ha deciso, molto tempo fa, che era meglio se non lo sapevi.
Quel momento in cui ti sei sentito ricco — 2.500 euro sul conto, tutti tuoi? Dura esattamente fino alla prima lettera.
(Giovanni Affinita)
Moment Confession 😮💨: j'étais à fond décroissant il y a encore 6-7 ans.⏬
😨Après de longues années à naviguer dans ce mouvement et à réfléchir dessus, j'en suis venu à penser que la décroissance, les lowtech, et autres survivo-transitionnistes, sont des mouvements calibrés pour plaire aux surdiplômés déclassés. Ils proposent un récit qui valorisent le déclassement.
Ayant fait un cursus voie de garage typique Millenial, et ayant démarré ma vie pro en plein milieu de la crise de 2008, j'ai bouffé la précarité pendant un bon moment. Etant en plus un bon lecteur de sciences humaines, j'étais la cible idéal.
📖J'ai dévoré Guy Debord, Serge Latouche, Jaime Semprun, Gunther Anders, Jacques Ellul, les éditions L'échappée et l'Encyclopédie des Nuisances. Des théories aussi pessimistes que complexes, qui sont intéressantes en bien des points, mais qui ont surtout l'immense attrait de présenter une vision du monde qui donne du sens au déclassement tout en valorisant leur public surdiplômé.
🤓Mon intelligence était comblée, abreuvée de théories complexes qui donnaient du sens à ce qui m'arrivait. Tout seul dans mon studio hors de prix, je moulinais du ciboulot, je me sentais plus intelligent que ceux qui devenaient propriétaires et fondaient une famille. Mes échecs étaient justifiés, sanctifiés. Plus j'étais pauvre, mieux c'était.
Pendant quelques années, je suis tombé à fond dedans.
Et puis, le temps a passé. Et m'a permis de confronter ces théories au réel :
-💣La catastrophe n'a jamais lieu : le pic du pétrole annoncé est bidon, le réchauffement climatique est parfaitement gérable et ne désertifie pas la planète, aucune pénurie à l'horizon. Au contraire : la perspective d'une énergie abondante et propre ne cesse de se rapprocher.
-🏗️Dans mon travail, je vois comment le progrès technique améliore nos conditions de travail et facilite la production pour nos clients.
-😞Ces idées n'améliorent pas ma vie. La décroissance est un milieu rempli de gens aigris, dépressifs, malheureux. Au contraire, quand je m'éloigne de la décroissance, je me sens mieux.
-🏙️L'indifférence totale du reste du monde pour ces idées. La planète ne se passionne que pour le progrès, pour la croissance qui sort des milliards de gens de la pauvreté et les innovations qui permettent de résoudre concrètement les problèmes de l'humanité. La décroissance n'a aucun rayonnement du point de vu planétaire.
-📉Les rares pays où ces idées circulent, sont en pleine régression et menacent toujours plus de tomber sous le joug des autres.
🕐Le lien décroissance-déclassement est donc très étroit. Ca ne cadre pas avec une idée vraie. Historiquement, les bonnes idées ont tendance à se diffuser rapidement car, comme elles permettent d'interpréter le monde plus justement, elles donnent un avantage énorme. Pour la décroissance, c'est tout le contraire : on n'adopte son idéologie qu'à son détriment.
Les seuls à bénéficier de ces idées :
-🤑Ceux qui les vendent et qui gagnent leur vie ainsi. Il y a toute une faune de conférenciers et autres projets aspirateurs à subventions, qui bénéficient très largement de ces idées.
-👨💼Le système qui peut ainsi justifier l'effondrement du pays et de l'économie en arguant que notre appauvrissement est nécessaire pour que le Tiers-Monde se développe. La décroissance profite directement aux adeptes du statu quo et aux hommes de pouvoir, qui n'hésitent pas à en reprendre certaines thèses pour faire reluire leurs échecs : "oui on est complètement désindustrialisé, mais regardez notre formidable bilan carbone !"
🤔Aujourd'hui, je vois la Décroissance comme un récit de consolation que l'Occident sur le déclin se raconte à lui-même. La Décroissance, c'est notre Grima intérieur qui nous susurre à l'oreille des mots qui justifient l'empirement des choses et nous évitent l'inconfort de regarder en face les vrais problèmes de notre société dominée par une gérontocratie et un Etat obèse, et ravagée par un mondialisme aveugle.
Personne ne croit que l'avenir de l'humanité est dans les low-tech et la simplicité volontaire.
Personne ne croit que l'horizon de l'espèce qui est allé sur la lune, c'est les potagers en biodynamie et les toilettes sèches. C'est une blague.
Le monde ne s'effondre pas.
Nous nous effondrons.
La seule question qu'on doit se poser : quand est-ce qu'on arrête de bouder pour se retrousser les manches ?