A 30 anni, in un mondo normale, un uomo dovrebbe essere già sposato, dovrebbe avere almeno un figlio, un lavoro stabile e ben remunerato. Invece tutto questo, che è la normalità, ci è stato tolto, e ci hanno obbligato alla precarietà lavorativa, alla solitudine sentimentale.
@PsicoScortese Nei giorni prima memoria appannata, vuoto totale.
2a prova scritta prodotta su 6 fogli terminando 5 minuti prima della fine del tempo, uscendo per ultimo.
La mente non era poi cosí vuota.
Zero errori, contenuti oltre il programma ed integrazione con altra materia collegata.
@Pinperepette Ad es quando si puó analizzare un fenomeno dove bastano concetti base di matematica succede che
SE HAI COMPRESO logica e proporzioni puoi avere opinioni sensate e validabili attraverso processi matematici.
SE NON HAI COMPRESO le proporzioni esci con opinioni insensate.
@Pinperepette La capacitá di analisi generale non credo dipenda direttamente ed interamente da cosa fai nella vita.
Per me la capacitá di analisi dipende:
1/3 da cosa sai e vivi
1/3 da cosa hai compreso realmente
1/3 rielaborare ciò che sai e che hai compreso per adattarlo alla situazione
@Tyxar@Misellla1 C'è stato un giorno della vita in cui molti di noi hanno sentito la spiegazione della "velocitá relativa" e "dell'inerzia"
Pensandoci bene ci si potrebbe accorgere che concetti di attore ed osservatore, utilizzabili in molti casi dove ci sono grandezze fisiche.
@Tyxar@Misellla1 Aria confezionata, 27 gradi auto.
Deve rinfrescare un po', non può essere che metti modalitá freezer e poi la notte ti metti la copertina che c'hai freddo.
E quando esci non te pija n'accidente.
Perché nessuno capisce che quando soffri il caldo, devi farti una doccia calda, molto calda, certamente non fredda? Ti rigenera istantaneamente e stai bene per almeno mezz’ora.
@Tyxar Io regolo la caldaia, visto che lo permette.
42 gradi d'estate e 36 d'inverno.
Non faccio mix, prelevo a temperatura regolata.
Sono abbastanza convinto di risparmiare pure del gas facendo cosí.
@Pinperepette@MrWolf_IT Mi accodo...
Se le cose fossero immutabili avremmo ancora i sesterzi in tasca.
Il denaro è un'invenzione dell'uomo, come ogni invenzione e si puó cambiare semplicemente per convenzione.
Certo, spesso succede che chi tocca certe convenzioni muore.
Ma è un'altra storia.
Il giorno che dovremmo usare i nostri documenti per accedere al web sarà l’inizio della fine di Internet…
Ci sarà una prima fase dove gli entusiasti si registreranno…
Una seconda dove gli account registrati saranno bloccati perché non liberi di esprimere la propria opinione
Una terza, dove i BOT saranno gli unici a scrivere sui social e sul web…
Internet morirà e inizierà una nuova era digitale.
Auguri a tutti.
@iv_1971@BoccardoReal Irpef dei dipendenti pubblici è una presa in giro.
Serve solo a convincere i dipendenti pubblici che pagano le tasse e possono dire al resto del popolo "io pago le tasse".
Ma IRPEF esce da una amministrazione dello Stato andando su un'altra.
Niente piú che una partita di giro.
@Reazione_Nova Perchè i social veicolano informazioni in modo incontrollato.
Fra qualche anno per sfuggire alla censura e divulgare informazioni converrá utilizzare i portali p0rn0...
@ilrisolutoreIT Mi dicono che penso sempre male. Dico che serve per controllare tutti quelli che hanno piú di 16 anni.
Andreotti diceva che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.
Non credete alla sinistra che dice che la remigrazione non si può fare perché non ci sono i soldi.
l'Italia ha speso 40 miliardi di euro in dieci anni solamente per mantenere gli immigrati illegali.
Perché allora per mantenerli i soldi ci sono?
@ora_italia Domanda da ignorante: l'INPS non gestisce anche assistenza, invalidità, assegno unico, NASpI e CIG? Perché mi pare che circa 113 dei 180 miliardi trasferiti dallo Stato non siano pensioni. Sto leggendo male io?
Quanto stimo a volte le donne.
Il mio amore, questa sera conversando si è inventata un neologismo, la mia editor Alessia Zuppicchiatti, ne ha subito fatto una poesia e una vignetta.
🙂:
Lo SpostaPoveri
“Ogni mattina, puntuale e sincero,
prendo lo sposta poveri, tutto fiero.
Niente Ferrari, Porsche o Maserati,
noi viaggiamo compressi e assai sudati.
I ricchi passano con i vetri oscurati,
noi siamo qui, stretti e stipati.
Loro nel SUV con aria polare,
noi sul tram che fatica a frenare.
A Milano succede una cosa speciale:
nessuno ti guarda, è quasi normale.
C’è chi sul cellulare combatte una guerra,
chi scorre video da quando è per terra.
C’è chi legge messaggi,
chi guarda TikTok,
chi ascolta podcast e perde lo stop.
C’è chi tiene la borsa ben stretta al petto,
perché il borseggiatore può essere quell’uomo sospetto.
Gli occhi sul telefono, il cuore in allerta,
la tasca controllata, la cerniera ben stretta.
Una mano sul palo, una sul portafoglio,
viaggiare sereni è quasi un orgoglio.
Eppure, tra un tram e una metropolitana,
si incontra l’umanità vera, quella quotidiana.
Studenti, pensionati, operai e dottori,
tutti sullo stesso SpostaPoveri.
Perché alla fine, tra ritardi e rumori,
siamo tutti passeggeri e viaggiatori.
E mentre il ricco nel traffico si dispera,
noi arriviamo in centro… forse persin prima di sera!”
😄 È una presa in giro bonaria, ma con quel tipico umorismo, quell’auto-ironia milanese che porta, a chi prende tram e metro ogni giorno a Milano,
a comprendere bene cosa sia
lo SpostaPoveri.
Alessia Zuppicchiatti
C'è un aspetto da considerare. Se davvero il sistema si limitasse a verificare che hai più di 16 anni senza conservare altri dati personali, il rischio immediato per la privacy sarebbe relativamente limitato.
Il problema è più ampio e riguarda la direzione verso cui stiamo andando. Questi sistemi rappresentano il primo passo verso un Internet in cui l'anonimato diventa progressivamente più difficile da mantenere.
E l'anonimato è libertà.
Non perché serva a nascondere attività illegali, ma perché permette alle persone di informarsi, esprimere opinioni impopolari, denunciare abusi, discutere temi delicati e contestare il potere senza dover temere conseguenze personali, professionali o sociali.
Molte delle conquiste civili e politiche della storia sono nate grazie a persone che hanno potuto parlare, scrivere e organizzarsi senza essere immediatamente identificate. Quando ogni accesso, ogni opinione e ogni ricerca possono essere collegati a un'identità verificata, il rischio non è solo la perdita della privacy (che già non è poco)... È la nascita di un ambiente in cui le persone iniziano ad autocensurarsi.