@GiZollino Si, dipende dove lo piazzi il "tracking". Nel 2018 abbiamo piazzato un Twinfocus® 6kw CPV sperimentale, nella ventosa Agrigento. 5000€ di fondazione in cemento armato . Ovviamente esperimento fallito per costi eccessivi.
“Abbiamo donne yazide, donne curde, donne cristiane! Venite a prendere ciò che la vostra mano destra ha il diritto di possedere, una schiava sessuale! I nostri valorosi combattenti sono andati a catturarle uccidendo i mariti miscredenti!”
Questo è Islam.
@bartolopietro1 Con tutto il rispetto ma.... C'e una via comoda per attraversare il Mediterraneo. Chiediamoci, piuttosto, perché sta gente entra clandestinamente. Inutile nasconderci dietro un dito. La clandestinità alimenta un business da entrambe le sponde .
✍🏻 Nikolày L’vovič Tuzenbach
«Come mai sei dentro?».
«Ho partecipato a una rapina a mano armata, abbiamo preso ostaggi e siamo fuggiti con i soldi. Però ci hanno preso dopo qualche ora e arrestati tutti. Tu?».
«Sono stata violentata da un gruppo di immigrati africani, ho denunciato la cosa alla polizia e ne ho parlato sui social. L'Osservatorio contro l'Odio mi ha denunciato per razzismo e il magistrato mi ha dato dieci anni».
«Gli stupratori?».
«Hanno intrapreso un virtuoso percorso di reinserimento sociale in attesa di un permesso per integrazione sociale».
«Cioè?».
«Spacciano».
@Nmarru@LorisGroppo Non vorrei sembrare fuori tema, ma de facto, la PAC finanzia l'industria. La meccanizzazione spinta ha spostato il lavoro dai campi alle fabbriche.
@AlbyFloydWil68 Visto che neanche tu conosci il comunismo , te ne faccio vedere uno scorcio. Credo che, se tieni un minimo di sale in zucca, capirai da solo dove "vige" il comunismo.
No, l'Iran ha perso
Il regime iraniano ha perso la guerra del 2026 e, con lui, ha perso anche gran parte di un’intera nazione. Non si tratta di una sconfitta tattica o temporanea: è un crollo strategico di lungo periodo, reso ancora più amaro dal fatto che molti in Occidente, soprattutto a sinistra, hanno continuato a tifare per questo regime fino all’ultimo, presentandolo come forza di “resistenza” contro Israele e gli Stati Uniti.
Chi, in Europa e negli Stati Uniti, ha sventolato bandiere iraniane o ha giustificato le azioni del regime come legittima reazione all’imperialismo occidentale, non ha mai voluto vedere la realtà. Ha preferito fingere che il vero nemico fosse Israele, mentre il regime teocratico di Teheran opprimeva il proprio popolo, finanziava milizie terroristiche in tutta la regione e teneva in ostaggio l’economia globale con la minaccia costante allo Stretto di Hormuz. Questo tifo ideologico ha avuto un costo: ha contribuito a ritardare la consapevolezza che il vero perdente di questa storia non è solo il regime, ma milioni di iraniani normali.
A breve termine il regime è riuscito a rimanere al potere grazie a una repressione interna feroce e a una strategia di destabilizzazione regionale. Ha continuato a minacciare la chiusura dello Stretto di Hormuz, arrivando a creare un vero e proprio ricatto energetico contro il mondo intero. Ma queste minacce, per quanto terrificanti, hanno avuto un effetto boomerang. La chiusura (o anche solo la minaccia prolungata) dello Stretto non è un’idea nuova: se ne parlava già negli anni Settanta. All’epoca gli Stati Uniti avevano armato pesantemente l’Iran dello Scià proprio per farne un baluardo contro l’espansione sovietica e contro l’Iraq di Saddam. Finché il sistema teneva, nessuno si preoccupava seriamente di trovare alternative. Quando è arrivato il disastro prima con le sanzioni, poi con la guerra aperta del 2026 molti Paesi hanno finalmente deciso di muoversi.
I Paesi del Golfo ne hanno approfittato in modo spietato e intelligente. Mentre l’Iran combatteva e vedeva crollare le proprie esportazioni di petrolio ai minimi storici, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno accelerato a ritmo forsennato i loro progetti di bypass dello Stretto di Hormuz e, soprattutto, hanno investito decine di miliardi di dollari in settori completamente diversi dal petrolio: intelligenza artificiale, tecnologia, turismo, finanza e logistica. Hanno attirato capitali internazionali su larga scala e oggi appaiono come partner affidabili e moderni agli occhi degli investitori globali.
Nel frattempo l’OPEC ha perso definitivamente il potere che aveva negli anni Settanta. Gli Stati Uniti e il Canada ecc. sono diventati grandi esportatori netti di petrolio grazie alla rivoluzione dello shale, mentre Stati Uniti e Qatar hanno rivoluzionato il mercato del gas naturale liquefatto (LNG), rendendo l’Europa e l’Asia molto meno dipendenti dal petrolio del Golfo. I Paesi del Golfo, pur essendo piccoli, hanno popolazioni limitate e strutture statali più agili, che permettono loro di assorbire le crisi con relativa facilità. L’Iran, al contrario, si presenta oggi con un’industria petrolifera malata, senza investimenti significativi da oltre un decennio, con infrastrutture obsolete e con una popolazione che si è più che raddoppiata rispetto agli anni Settanta senza che ci sia stato uno sviluppo industriale proporzionato.
La guerra del 2026 e la minaccia permanente allo Stretto di Hormuz hanno funzionato da acceleratore storico. Hanno spinto i Paesi del Golfo a ridurre drasticamente la loro dipendenza da una via d’acqua che l’Iran poteva minacciare in qualsiasi momento. Sempre più infrastrutture di bypass stanno diventando operative, e questo processo renderà lo Stretto di Hormuz progressivamente meno centrale per il mercato energetico mondiale.
👇🏻 Continua #iran #israel #usa
🔴 L’ONU E I FINTI UMANISTI VOMITINO PURE SUI PROPRI TRATTATI❗️❗️❗️
Le fazioni che controllano Gaza calpestano sistematicamente ogni principio del diritto umanitario, compiendo esecuzioni sommarie alla luce del sole per terrorizzare la popolazione e soffocare il dissenso.
Mentre in Occidente pseudo-attivisti e istituzioni invocano trattati e tutele, la realtà sul campo mostra una sottomissione totale alla barbarie e alla violenza più spietata. Sostenere ideologicamente questa ferocia non è difesa dei diritti, è pura complicità con il fanatismo più oscurantista.👇
⚠️ Immagini cruente da Gaza
Hamas che giustizia pubblicamente civili gazesi. Succede da anni. Sta accadendo anche ora.
Con le proteste di massa anti‑Hamas previste per il 26 giugno - per chiedere il disarmo, la pace e un cambiamento - è prevedibile un’ulteriore escalation di esecuzioni.
E migliaia di gazesi si radunano attorno alla scena per incitarla, inclusi bambini. Una deriva profondamente malata.
Questa è la “resistenza” con cui milioni di persone in Occidente scelgono di schierarsi.
@MorEdge_Insight