C’è chi lo ha chiamato l’11 settembre di Bitcoin.
Non credo lo sia, provo a mettere in ordine due pensieri a mente tiepida - non fredda, la ferita è ancora aperta - per spiegarlo con parole mie, senza AI coinvolte.
Le ultime 36 ore sono state molto simili a un incubo. Non perché usassi regolarmente un Coldcard - come sapete non l’ho mai consigliato, né avevo fondi su un seed generato da un Coldcard - ma perché avevo la sensazione che mi crollasse il pavimento da sotto i piedi. Questo, in aggiunta al pensiero costante di coloro che avevano fatto tutto *quasi* perfettamente e, da un momento all’altro, stavano vedendo sparire i risparmi di una vita. Agghiacciante.
Perché dico “quasi”?
Perché la verità - sempre nota, ma nascosta sotto il tappeto del “Don’t trust, verify” - è che non esistono valori assoluti. Fidarsi o non fidarsi non è bianco o nero.
Esistono gradi di fiducia. Se volessimo usare un signing device senza fidarci di nessuno non basterebbe verificare il codice del firmware: dovremmo produrlo noi stessi, andare a recuperare le materie prime, assemblarlo. La specializzazione del lavoro ci insegna che così l’economia non scala. Non è verosimile.
Quindi ci fidiamo. Meno nel caso di un hardware wallet, di più nel caso di una banca. Ma ci fidiamo.
Per questo un episodio come il bug di Coldcard ci fa sentire traditi. Perché ci siamo fidati del produttore, così come si sono fidati i KOL che lo consigliavano.
Non gliene faccio una colpa. Io consiglio un altro produttore perché conosco molto bene il team e il prodotto, ma non sono un ingegnere informatico o un esperto di cybersecurity.
Conosco molto bene l’importanza dell’entropia, della generazione autonoma della mnemonica, ma non saprei valutare la qualità di un Random Number Generator senza qualcuno che mi guidasse, per cui mi fido. Io sono parte di coloro che si fidano ed è per questo che, nelle ultime 36 ore, mi sono sentito tradito.
Ma torniamo al punto di partenza. Questo è l’11 settembre di Bitcoin? Non credo.
Sono d’accordo con chi dice che questo sia il peggior episodio che sia mai capitato al settore. Peggio di qualunque altro rugpull, qualunque fallimento di exchange. Ma il principio è lo stesso di tutti gli altri: dalla lezione si impara, come ha imparato chi si è scottato con i rugpull in passato.
Anche chi ha avuto la fortuna di non essere colpito dal bug di Coldcard oggi scopre l’importanza dell’entropia. A maggior ragione la scopriranno, purtroppo a loro spese, le vittime. È nei momenti di emergenza in cui l’essere umano trova nuove soluzioni. Insomma, sbagliando si impara.
Impareremo a fidarci ancora meno e, allo stesso tempo, i produttori degli altri wallet impareranno che oggi le minacce derivanti dagli LLM di frontiera andranno anticipate, non subite (so per certo che alcuni team sono già all’opera da mesi).
In chiusura, un pensiero per chi ha perso i risparmi in questo episodio. Le parole non basteranno mai. So che grazie allo splendido lavoro di indagine di @bitkey c’è ancora speranza. Forza.
"Come funziona Bitcoin! Dal primo acquisto alla tua prima transazione."
Secondo meetup organizzato da BitcoinCalabria.
Un incontro pensato per chi vuole capire in modo semplice e concreto come funziona #Bitcoin
Domenica 23/11 ore 10:30
Viale Lucrezia della Valle, 19. Catanzaro
Dal 12 novembre 2025 cambia il web in Italia. Con la Delibera 96/25/CONS, l’AGCOM obbliga i siti con contenuti vietati ai minori a introdurre un sistema di verifica dell’età. Un passo che apre un dibattito serio su privacy e libertà digitale. #Privacy#LibertàDigitale
Dal 12 novembre 2025 cambia il web in Italia.
Con la Delibera 96/25/CONS, l’AGCOM obbliga i siti con contenuti vietati ai minori a introdurre un sistema di verifica dell’età.
Un passo che apre un dibattito serio su privacy e libertà digitale.
#Privacy#LibertàDigitale
Dal Gold Standard a Bitcoin 🚀
"Dalla stabilità dell’oro all’incertezza della moneta moderna ad una possibile alternativa.
#goldstandard#bitcoin#fiat
👉 Scopri di più e leggi l'articolo completo: https://t.co/t22VNHbxxj