Lo ammetto: non sono uno che si è consumato sui libri, ma il mio l'ho fatto, fino al dottorato di ricerca. Non so se, per gli altissimi standard di @sbonaccini, si possa sostenere che io sia sufficientemente istruito.
Una cosa, però, è certa: non voterei #Bonaccini e il suo partito nemmeno se fossero l'ultima alternativa prima della fine del mondo. Quelli del Jobs Act. Quelli che fingono di essere di sinistra per sfruttare un cartello elettorale ormai sbiadito e che poi, appena possono, distruggono tutto ciò che possono.
Sostengono la tecnocrazia europea, i tagli alla sanità (e poi frignano), la cementificazione (e poi frignano), il pareggio di bilancio in Costituzione, il riarmo e le politiche belliciste, gli inciuci per andare al governo quando perdono le elezioni, la Buona Scuola, che manda i ragazzi in fabbrica prima del tempo. I governi che hanno letteralmente massacrato il Paese da Monti in poi, fino a Draghi.
Non voterei mai chi ha tradito le masse, per poi puntare il dito contro di loro con disgusto, dando alla gente dell'ignorante solo perché fa ciò che chiunque dovrebbe fare: schifarli.
A me Bonaccini e i suoi amici, politicamente s'intende, fanno letteralmente ribrezzo.
Decine di esercizi commerciali sfitti.
Difficoltà nell’approvigiamento per esercenti e fornitori a causa dei cordoli in cemento che delimitano le ciclabili. Traffico congestionato e transito difficoltoso anche per i mezzi delle forze dell’ordine e della Croce Rossa a causa della riduzione della larghezza delle corsie di marcia.
Ciclabili infestate dalle bici elettriche dei riders delle app di consegne alimentari che sfrecciano senza casco e senza protezione.
Bel lavoro, direi proprio convincente #sindacoSala
La Germania sta per mettere mano a un fondo straordinario di 500 miliardi per rilanciare l'economia a pezzi. Un modo come un altro per aggirare i vincoli di bilancio UE. Lo sa il governo Merz, lo sa la Corte dei Conti tedesca, lo sanno tutti. Tranne gli europeisti italiani che credono ancora che Berlino tenga "i conti in ordine". Invece si fa i cazzi suoi. Da noi questo è chiamato fascismo e/o populismo.
I grandi successi dei piani energetici europei:
- rendere costosissimo il gas, tagliando per sempre le forniture dalla Russia;
- rendere l’Europa strutturalmente più dipendente dal gas naturale liquefatto, sostituendo una parte rilevante delle forniture via gasdotto con importazioni marittime più costose e soggette alla volatilità del mercato globale;
- spingere per i prezzi hub del gas, anziché per contratti a lungo termine con formule di prezzo stabili, aumentando così quotazioni e volatilità;
- favorire la chiusura degli impianti nucleari in Germania, aumentando il ricorso a carbone e gas;
- incentivare massicciamente l’installazione di pannelli fotovoltaici e turbine eoliche importati, contribuendo massicciamente allo sviluppo dell’industria manifatturiera cinese;
- introdurre una tassa sulle emissioni di CO2, l’ETS, che ha fatto chiudere o delocalizzare centinaia di aziende europee;
- elettrificare i consumi energetici dei trasporti, distruggendo l’industria europea dell’automobile a vantaggio dell’industria cinese;
- aumentare la dipendenza europea da Cina e altri paesi terzi per materie prime critiche, terre rare, batterie, magneti permanenti, pannelli, inverter e componentistica;
- fissare obiettivi obbligatori per l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici, rendendo critica la stabilità delle reti e facendo aumentare i costi di rete
- trasferire quote crescenti dei costi energetici sulle reti elettriche attraverso investimenti sempre più elevati in trasmissione, distribuzione, servizi di bilanciamento;
- incentivare l’elettrificazione dei consumi domestici mediante pompe di calore anche in contesti climatici ed edilizi nei quali i benefici economici risultano limitati o inesistenti;
- imporre una direttiva sull’efficienza energetica degli edifici (direttiva “case green”) talmente cervellotica che nessuno Stato membro ha adottato;
- creare una banca dell’idrogeno (sic) e incentivare la produzione di idrogeno green, iniziative che hanno portato progressi pari allo zero assoluto;
- aumentare la complessità regolatoria del sistema energetico europeo attraverso un numero crescente di direttive, regolamenti, meccanismi di incentivo e obblighi amministrativi, favorendo le delocalizzazioni e al contempo esasperando i rapporti con i partner commerciali;
- promuovere numerose strategie industriali sulle materie prime critiche senza ridurre in misura sostanziale la dipendenza europea dalle importazioni.
Sono certo che presto nuovi ed entusiasmanti obiettivi saranno raggiunti.
La più bella finale Mondiale tra le due squadre con più appartenenza e identità tecnica, tattica, razziale e storica. Ridimensionata la narrazione sulla ineluttabile superiorità degli atleti africani che invadono settori giovanili e club europei.Con Lautaro Inter ancora in finale