Gaza: gli europei si dividono, la Meloni getta la maschera
La proposta di sopendere l'accordo con Israele divide l'Europa e Meloni getta la maschera: lei è contraria, ci vuole asserviti a Netanyahu e al genocidio di Gaza. La "sovranista" ha appalto l'8 marzo 2023 la nostra cybersecurity a Netanyahu: povera Italia.
Oltre al genocidio di palestinesi ora l'attacco all'Iran: qualcuno ha intenzione di fermare il criminale Netanyahu o vogliamo lasciare a lui la decisione di farci trascinare tutti in un conflitto dagli effetti devastanti e imprevedibili senza neppure battere ciglia? L’Europa cosa balbetterà questa volta? Si rifugerà ancora una volta nella folle corsa al riarmo e nell’incredibile aumento delle spese militari, incapace com’è di esprimere una “politica” che sia tale?
Aspetteremo di capire qual è la posizione degli USA, i quali continuano nella loro ambigua policy di piena copertura politica e militare di Netanyahu, fingendo ogni tanto di essere “rammaricati” per le sue azioni su Gaza e adesso contro l’Iran?
Ormai siamo al deserto della politica. E il nostro governo si distingue per l’afonia della nostra Premier, che si vanta di avere restituito centralità a un’Italia che non ha una sola posizione chiara in politica estera, ma galleggia in uno stato di incertezza totale, accetta supina anche lo scenario impensabile del 5% di Pil per le spese militari, e rimane vigliaccamente in silenzio di fronte ai peggiori scenari della storia, genocidio su Gaza compreso, cercando di decifrare quali siano, di volta in volta, i ‘desiderata’ di Washington. E ci sono anche molti cortigiani che su stampa e tv fingono di credere alla rinnovata centralità dell’Italia grazie a lei. Si, certo, siamo al centro…del deserto.
Indigna ma non stupisce che Meloni non ritirerà la scheda e quindi non voterà al referendum dell'8 e 9 giugno in cui si sceglie se aumentare i diritti e le tutele dei lavoratori contro precarietà, incidenti sul lavoro, licenziamenti. In fondo in quasi 30 anni di politica non ha fatto nulla per tutelare chi lavora e si spacca la schiena ogni giorno, i ragazzi precari che non hanno la fortuna di aver fatto carriera in politica. È vergognoso che questo messaggio di astensione rispetto a una scelta importante arrivi da un Presidente del Consiglio il 2 giugno, giorno simbolo di un Paese che sceglie la Repubblica, della prima volta per le donne ammesse a un voto nazionale.
Invito i nostri ragazzi a recuperare la storia di Teresa Mattei, che proprio in quel 2 giugno del 1946 fu la più giovane eletta all'assemblea Costituente e che si battè perché all'articolo 3 della Costituzione fosse inserita la libertà e l'uguaglianza "di fatto" per i cittadini, non a chiacchiere. Non sono liberi e uguali "di fatto" i lavoratori che non possono difendersi da licenziamenti, precariato, incidenti sul lavoro.
Viva l'impegno e la partecipazione per migliorare le cose, viva il 2 giugno, viva la Repubblica.
@GiuseppeConteIT Siamo scomodi e scomodi resteremo. Il 5 aprile in piazza per la pace contro l’escalation folle che ci porterà alla guerra e all’ impoverimento generale. Apriamola peró il più possibile questa manifestazione. Tutto il mondo pacifista si senta a casa sua in quella piazza e ci sia.
Alberto Negri, uno degli ultimi veri Giornalisti rimasti in Italia. L'ipocrisia dell'Italia è vergognosa. Esattamente tanto quanto il terrorismo di stato israeliano e tanto quanto la criminalità di quella feccia umana di Netanyahu!
#Israele stato terrorista!
@nicolomontarini@lucatelese Mentre i palestinesi, evidentemente tutti infanti compresi, sono colpevoli fino a prova contraria vero? Siamo ben dentro al baratro Luca, mi pare evidente🤦🏻♀️
FERMATEVI: CI STATE PORTANDO IN GUERRA CON LA RUSSIA!
Ci state portando dritti alla Terza Guerra Mondiale.
Giorgia Meloni, la strategia di scommettere sulla vittoria militare - che stai subendo passivamente - ci sta portando in guerra.
È una follia pensare di mandarci in guerra con la Russia e le sue 6000 testate atomiche. Non vi azzardate.
Ora smentirete, direte che non è vostra intenzione, perché ci sono le elezioni, ma noi non ci fidiamo. Il Governo venga in Parlamento, tolga la maschera, smetta di tenere segrete le armi che inviamo e la strategia che stiamo perseguendo. Vogliamo impegni, voti e scelte vincolanti. Vogliamo subito un negoziato di pace.
Il M5S, contro tutto e tutti, aveva previsto che saremmo finiti a questo punto inviando armi sempre più sofisticate e letali.
Potete insultarci quanto volete, ma continueremo ad alzare la voce e a votare per fermarvi e costringervi a cambiare questa strategia fallimentare.
La pace non è retorica. Oggi è una emergenza.
Il voto più utile di sempre. Tommaso è una testa pensante e parecchio lucida. Chi può lo voti oggi perché io lo voglio mandare in Europa. Almeno uno sano in quella gabbia di matti che sa solo parlare di armi e guerra e manda a picco il nostro stato sociale ed il nostro benessere.
Fermatevi, pazzi! State trascinando l'Europa in una guerra enorme, in una catastrofe colossale! Pensateci: per nulla! Solo perché non siete più capaci di smettere di litigare dopo tutti gli insulti di cui vi siete riempiti la bocca per due ann!
Per #Ucraina “Il coraggio del negoziato” o escalation militare. Larga parte delle classi dirigenti europee sceglie la Terza Guerra mondiale. Esalta potenza e minaccia della #Russia per dimostrare che non c’è alternativa. È follia: da fermare nelle urne e nelle piazze. @repubblica
@AntonioArnolfo@StefanoFassina@repubblica Ma cosa stai dicendo? Il negoziato da che mondo è mondo serve a stabilire paci durature. Ci portate alla guerra nella contrarietà dei popoli, la vergogna sarà tutta vostra.