Storia di Nina e di un viaggio senza fine. 🧵
Nina è sposata da un anno con Hamad quando i bombardamenti israeliani raggiungono il suo quartiere.
Nina e Hamad decidono di partire a piedi alla ricerca di un posto sicuro, la famiglia di Hamad parte con loro, quella di Nina non vuole lasciare la propria casa. Moriranno tutti, tranne la madre.
Giunti a Gaza City, i viaggiatori della speranza si uniscono ad altri sventurati, ora sono circa 80, metà dei quali bambini.
Camminano lungo i muri di recinzione della città dove i bombardamenti sono meno frequenti.
Ad un tratto notano alcuni carri armati israeliani fermi tra le macerie. Sono a poche decine di metri davanti a loro. Il terrore li invade, i bambini tremano dalla paura.
I viaggiatori della speranza decidono di attraversare lo spazio davanti ai carri armati passando uno alla volta con la logica che se i militari dovessero sparare non morirebbero tutti in una volta.
La traversata dantesca inizia: passa il primo, il secondo, altri ancora. Metà di loro ce l'ha fatta.
È il turno di una donna anziana, cammina piano lungo il muro, guarda nel vuoto e non osa voltarsi verso gli invasori. Un militare con un fucile di precisione mira l'anziana donna, spara e la uccide.
La disperazione si abbatte su quelli non ancora in salvo, la loro vita è appesa alla speranza che la belva col fucile si sia saziata con il sangue della donna appena uccisa.
Trovano il coraggio di passare dall'altra parte ma due alla volta, ogni bambino è accompagnato da un adulto che lo protegge con il suo corpo.
Passano tutti. Sono salvi.
Nina e gli altri riprendono il cammino, arriva il freddo e la notte.
Le 80 anime trovano una casa semidistrutta dove riposarsi.
In poco tempo, il loro rifugio è circondato dai carri armati israeliani.
I militari irrompono nella casa, ordinano agli uomini di spogliarsi poi li separano dalle donne e dai bambini.
Per tre notti e quattro giorni, Nina e le altre donne ascoltano le urla dei mariti che vengono torturati, finché i soldati ordinano alle donne e ai bambini di andare via "verso sud".
Tutte obbediscono, tranne Nina che raggiunge i militari, li implora di liberare il marito, si inginocchia in lacrime.
"Questa è pazza" dice una giovane militare.
Ad un tratto uno di loro propone qualcosa che fa scoppiare dal ridere tutti.
"Va bene, libereremo tuo marito", dicono tra le risa.
Dopo poco, Nina ascota le urla strazianti del marito.
Hamad viene liberato ma i militari gli incidono con un coltello la Stella di David sulla schiena.
Il viaggio può proseguire. Nina è tutt'ora in cammino.
*Le testimonianze di Nina, di Hamad e altri, vengono raccolte dalla giornalista e scrittrice Susan Abulhawa e pubblicate su Al https://t.co/P5H3qd54Iv 👇
We know that the Rothschilds funded both sides of WW2. ✅
We also know that they helped form #Israel in 1948.
Neither of these points are up for debate - Both can be easily verified.
So why would a ‘Jewish’ family fund the holocaust of their own people, and then set up a place for the Jewish people shortly after?
Sanzionato negozio #Carrefour: la multinazionale francese ha partnership con aziende israeliane che sfruttano terra e manodopera dei Territori Occupati in #Palestina. Il colonialismo israeliano ha anche un lato economico che va boicottato
#PerPrincipio
Come siamo arrivati al punto che chiedere pubblicamente la fine di un massacro e la protezione di tutti i civili sia un messaggio fazioso? Come hanno fatto oltre 28.000 vittime di guerra a scomparire dalla coscienza pubblica e politica?
https://t.co/xfZpEyynOq
"Cosa abbiamo fatto di male?" dice la bambina.
Gliela dica lei la verità, signor Presidente @Quirinale, lei che è super partes.
Le dica che il governo italiano e quelli occidentali proteggono i carnefici;
le dica che il governo ha bloccato i finanziamenti agli aiuti umanitari; 👇
I "salvati" del Lager non erano i migliori, i predestinati al bene, i latori di un messaggio: quanto io avevo visto e vissuto dimostrava l'esatto contrario. Sopravvivevano di preferenza i peggiori, gli egoisti, i violenti, gli insensibili, i collaboratori della 👇