Per tutto il pomeriggio i giornalisti ci hanno chiamato chiedendo se siamo arrabbiati perchè non siamo nella foto di Schlein, Bonelli, Conte, Fratoianni. E perchè dovremmo essere arrabbiati? Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra che ha un consenso importante nel Paese, ma insufficiente a vincere e insufficiente a governare. Non abbiamo le stesse idee dei protagonisti di questa foto su molti temi: dal garantismo alla crescita economica, dall’energia all’Europa. Loro vogliono costituire un nucleo di sinistra-sinistra stretto nella coalizione e hanno tutto il diritto di farlo. Noi siamo un’altra cosa e pensiamo che senza una componente riformista la sinistra non vincerà mai. Però davanti al governo Meloni-Salvini-Vannacci pensiamo che sia giusto costruire un’alleanza programmatica. Ci proveremo, fino alla fine. Non saremo mai come i protagonisti di questa foto ma possiamo fare un accordo sui contenuti per evitare che rivinca la peggiore destra che l’Italia abbia mai avuto. A noi non preoccupa questa foto: preoccupa la foto di un sovranista al Quirinale. Perché noi siamo quelli che hanno eletto Sergio Mattarella, non un sovranista: noi abbiamo combattuto la destra populista, non ci abbiamo fatto un governo insieme. Il centrosinistra ha perso nel 2022 perché si è diviso. Se nel 2027 sarà unito, vinceremo; altrimenti tornerà al potere la destra. C’è una richiesta di unità del popolo del centrosinistra che noi non lasceremo cadere nel vuoto. Se qualcuno vorrà rompere, si assumerà la responsabilità di spiegarlo agli elettori: nel frattempo ci troverete in campagna elettorale a spiegare perché un’alternativa a Meloni-Salvini-Vannacci è possibile. E anche necessaria
It means so much to Barack and me to open up the Obama Presidential Center on the South Side of Chicago. This is where I grew up, where Barack got his start, and where we raised our girls. So having a place where kids from our community can see themselves, connect with each other, and channel their hope—there’s nothing more powerful than that.
L'avvio della Conferenza dei Servizi rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro Stadio della Roma a Pietralata e per il percorso che porterà la città a dotarsi di una nuova infrastruttura sportiva moderna e sostenibile e pienamente integrata con il territorio. È il frutto del serio lavoro svolto dall'Amministrazione in questi anni con un doppio passaggio in Assemblea Capitolina che ha consentito di definire e consolidare l'interesse pubblico dell'opera. Continueremo a lavorare insieme a tutte le istituzioni coinvolte per garantire tempi certi, massima trasparenza e rigorose valutazioni con l'obiettivo di cogliere le opportunità legate agli Europei del 2032 e di realizzare un'opera strategica per tutta la Capitale.
It was great joining Njideka Akunyili Crosby — a gifted Nigerian-born, Los Angeles-based artist — to unveil our first portrait together. This piece reflects so many chapters of Michelle and my story, and we’re thrilled that it will be on display in the Hope and Change lobby at the Obama Presidential Center starting this Juneteenth.
Federico Buffa: “L’NBA ha fatto delle scelte di business, anche relative al regolamento, e penso si sia persa un po’ di epica. Sono molto d’accordo con quello che ha detto Scottie Pippen: ‘Se oggi non si può più difendere come facevamo noi, allora, fosse stato così anche ai nostri tempi, Jordan avrebbe fatto spesso partite da 70 o 80 punti.’
Se il regolamento permette sempre meno di usare i gomiti, se i body check vengono impediti, se é sempre favorito l’attacco, é ovvio che improvvisamente c’é sempre più gente che segna 50/60 punti. Se favorisci troppo l’attacco perdi un pochino di bellezza del gioco secondo me. Specialmente in regular season. In più oggi é ormai stata cancellata una zona del campo (il mid-range): si intuivano i prodromi anni ma, ma adesso c’é davvero una intera parte del campo che é disabitata. Infatti chi la sa abitare, come Shai, é MVP in carica: lui vive lì e domina lì. É una zona di campo diventata difficile da difendere perché non viene più occupata dagli attacchi.”
(stralcio di una intervista rilasciata a @RivistaUndici)
Elana Meyers-Taylor a 41 anni, alla sua quinta Olimpiade, ha conquistato l’oro nel mono-bob sulla pista Eugenio Monti, diventando la seconda campionessa olimpica più anziana di sempre.
Le lacrime, poi l’abbraccio con i suoi due bambini, entrambi sordi nati prematuri, uno con sindrome di Down. Con il linguaggio dei segni dice ‘la mamma ha vinto’.
Ogni anno il 17 febbraio non è un giorno come tutti gli altri.
È la lingua fuori bocca anche per gettare una buccia di banana nell'umido.
È un muro scrostato in cameretta nel tentativo di imitare le sue schiacciate.
È un logo, che diventa moda, sulle scarpe, sulle felpe, sulle giacche, sulla pelle.
È un braccio che si allunga venti metri per battere i Monstars.
È prima di internet, dei social, delle smart tv, quando un vecchio televisore di 64kg, spesso come una lavatrice, ci consentiva di star svegli la notte per guardare le sue partite.
È i Chicago Bulls.
È "Sirius" degli "The Alan Parsons Project" e l'intro di presentazione più bella di sempre.
È il Dream Team, la squadra più forte nella storia di qualunque sport.
È l'unico nome di un giocatore di basket che conoscono anche le nonne, e che scrivono senza errori anche sulla Gazzetta dello Sport.
È la vena che ti si chiude quando senti dire da qualche ragazzino "Ah sì, lo conosco! È quello che produce le scarpe!"
Sono le 6 finali vinte su 6 disputate.
È quello che sognavamo un po' tutti di essere, anche se alla fine siamo diventati dei panchinari in prima divisione da 3.6 punti e 4.8 falli di media a partita.
È MJ, o His Airness, o più semplicemente un altro modo di dire “pallacanestro”: un binomio inscindibile, che ha travalicato i confini dello sport, poi della cultura, infine della leggenda.
È, citando Larry Bird, Dio sceso sulla terra che si è travestito da lui.
E oggi, il Dio del basket, compie 63 anni: buon compleanno Michael Jordan.
(@Jumpman23, @SkySportBasket, @NOWTV_It)
January 31, 1919 — Baseball legend Jackie Robinson was born in Georgia. He broke barriers and became the first black person to play in Major League Baseball.
He also remains the only athlete to ever letter in four sports: baseball, football, basketball and track in UCLA history
41 anni.
Schiaccia in alley oop, di sinistro, con la testa al ferro.
Negli USA, per riassumere LeBron James, usano spesso la locuzione: “MAMMA SANTISSIMA”.
#NBAtipo
The killing of Alex Pretti is a heartbreaking tragedy. It should also be a wake-up call to every American, regardless of party, that many of our core values as a nation are increasingly under assault.
CHE DOMENICAAAAA 🤩
Prima Battocletti, poi Doualla e Furlani… 😏
Gli azzurri dell’atletica splendono anche al meeting indoor di Parigi nell’esordio stagionale! 🥰
Kelly è quarta nella finale dei 60 metri con il tempo di 7,28, Mattia domina nel lungo… 😯
E il suo 8,33 è già la miglior prestazione MONDIALE dell’anno! 🥹
Inizio superrrrr ❤️🔥
#ItaliaTeam @atleticaitalia
Questo é il nuovo servizio di raccolta di prossimità che stiamo sperimentando con AMA: si tratta dei nuovi Punti Ecologici Rionali.
Un modo semplice, per smaltire alcuni di quei rifiuti che non possono essere gettati nei cassonetti stradali.
Sono nuove ecoisole mobili dedicate alla raccolta dei materiali non conferibili nei cassonetti della raccolta ordinaria come l’olio vegetale esausto, le vernici, le bombolette spray, consumabili da stampa, i farmaci scaduti, le pile e batterie esauste, i tessili, gli abiti e accessori.
Le prime due postazioni mobili itineranti sono state attivate la settimana scorsa nei Municipi VI e VII. Questa settimana saranno nei Municipi XI e XII. I prossimi appuntamenti saranno visibili sul sito e i canali social Ama.
Con questa iniziativa vogliamo offrire un ulteriore canale di raccolta per la corretta gestione di materiali fino ad ora conferibili solo nei Centri di Raccolta Fissi e implementare quel sistema virtuoso che, nel tutelare il decoro, trasforma il rifiuto in risorsa.
Andiamo avanti per rendere più efficiente e sostenibile la raccolta dei rifiuti a Roma.
Il Presidente Mattarella ha ricevuto al Quirinale le atlete e gli atleti paralimpici vincitori delle medaglie d’oro ai Campionati del Mondo e delle Deaflympics 2025
22 gennaio 2006.
Fine primo tempo Lakers-Toronto 49-63.
Kobe Bryant sta giocando bene, i punti a referto per lui sono 26. Il resto della squadra? Appena 23 punti...
Nel riscaldamento durante l'intervallo, Kobe è scuro in volto. Tira poco. Sembra preoccupato. Traspare anche rabbia e nervosismo dal suo volto.
Comincia il secondo tempo.
In campo sembra di assistere ad un film di David Lynch: c'è un uomo che fa cose inspiegabili.
Questo è il risultato del secondo tempo: Kobe-Toronto 55-41.
Non è un errore. Kobe segna 55 punti (solo Chamberlain con 59 fece meglio in un tempo). Ribalta, da solo, una partita nella quale i Lakers sono stati sotto anche di 18 nel terzo quarto.
A cavallo tra gennaio e febbraio, in dieci partite di fila, segna 45.5 punti di media. Appena un mese prima segna 62 punti (in tre quarti) contro Dallas.
Quella sera, alla sirena finale, i suoi punti sono 81. Seconda prestazione di sempre nella storia dopo i 100 di Wilt Chamberlain.
21/33 da due, 7/13 da tre, 18/20 ai liberi.
Lakers-Toronto 122-104.
Esattamente 20 anni fa Kobe Bryant scrisse una delle pagine più incredibili di storia di questo sport.
Ancor oggi scende una lacrima nell'aprire un sito sportivo, e non trovarlo ancora lì, indice alzato al cielo, sguardo concentrato in avanti, e il pubblico che esplode in un boato.