Rick Wright
Il 15 settembre del 2008 si spegneva Richard William Wright tastierista e fondatore dei Pink Floyd.
Musicista dotato di grande gusto capace di creare quei tappeti sonori che sono fondamentali per il sound dei Pink Floyd, il suono delle sue tastiere (dai Farfisa agli Hammond nei primi dischi) è uno dei marchi di fabbrica della band.
Nel 1978 pubblica il suo primo disco da solista Wet Dream (alla chitarrra Snowy White e Mel Collins ai fiati) un disco più che gradevole.
Licenziato da Waters nel corso delle registrazioni di The Wall (il bassista lo accusava di non essere produttivo), nel tour di supporto viene accreditato quale turnista e non come membro della band (ovviamente non suona in The Final Cut).
Nel 1984 con Steve Harris pubblica Identity con il marchio The Zee, progetto fallimentare e passato quasi inosservato.
Nel 1996 pubblica il suo ultimo disco da solista Broken China disco di ottima fattura forse sottovalutato realizzato con dei grandi musicisti quali Tim Renwick alle chitarre, Pino Palladino al basso e Manu Katché alla batteria e con l’ospitata di Sinéad O'Connor in Reaching for the Rail e Breakthrough.
Di seguito collabora con l'amico David Gilmour sia in studio che dal vivo. Partecipa alle registrazioni di A Momentary Lapse of reason anche se interviene quando buona parte delle tastiere sono già state registrate e non come membro del gruppo. E’ invece accreditato come membro del gruppo per il successivo The Division Bell disco in cui dopo molti anni si vede accreditare dei pezzi.
Molto spesso si tende a “ridurre” i Pink Floyd al duo Waters / Gilmour dimenticando l'apporto imprescindibile di Wright. In Animals ad esempio non ha alcun credito; eppure le tastiere sono splendide. Un grande musicista
@pinkfloyd #RickWright #Yesterdaypills #RockandOthers #Progrockpills #ProgRock #Musicalmind
What a legend!!!!✨✨✨✨
il 12 Settembre 1975 i Pink Floyd
pubblicano “Wish You Were Here”,
uno degli album più importanti
nella storia della musica:
i temi dell'assenza,
della disillusione verso la cinica
industria discografica,
il declino mentale di Syd Barrett…
tutto raccolto in cinque capolavori.
“Shine On You Crazy Diamond”,
“Welcome to the Machine”,
“Have a Cigar’,
“Wish You Were Here”,
“Shine On You Crazy Diamond part II”.
Prima ancora della pubblicazione
nel Regno Unito, le sole prenotazioni
di oltre 60.000 copie gli fecero già
vincere il disco d’argento ed il
1º agosto 1975, sei settimane prima
della pubblicazione, il disco d’oro
con 100.000 copie prenotate.
Negli Stati Uniti l'album raggiunse
la prima posizione in classifica
nella seconda settimana di settembre,
diventando l’album più veloce ad arrivare
“al numero uno” di tutti i tempi,
#PinkFloyd #WishYouWereHere
Este domingo a las 10 am #CineDebate en torno a ”Sacco e Vanzetti" la historia de dos anarquistas italianos condenados a muerte en EU y ejecutados en 1927 por un crimen que no cometieron. Un clásico del cine político con música de Morricone y Joan Baez. @Fedemast
Roger Waters - Amused To Death
Il 7 settembre del 1992 Roger Waters pubblica per la Columbia, con la co-produzione di Patrick Leonard (ha lavorato con i Pink Floyd per A Momentary Lapse), il lp Amused To Death, suo terzo disco in studio.
L’album esce dopo una lunghissima gestazione “accelerata” dalla Guerra del Golfo che spinge Waters a riscrivere in parte i testi.
Il disco è un concept incentrato su una scimmia che fa zapping alla televisione finendo su programmi di critica politica.
In una serie di brani si ha la chitarra (fantastica) di Jeff Beck mentre al basso in un brano compare John Patitucci ed è veramente imponente il numero di musicisti assoldati da Waters, quali Andy Fairweather Low Geoff Whitehorn Steve Lukather Randy JacksonJeff Porcaro, Michael Kamen .
La registrazione del lp viene fatta con il sistema Q-Sound all'epoca innovativo.
E’ in assoluto il miglior disco realizzato da Waters, ed è sicuramente un ottimo disco (chi scrive lo ritienesuperiore alla produzione dei Pink Floyd targati Gilmour, ma è un giudizio del tutto personale).
Nel 2015, l'album è stato remixato e ripubblicato con un nuovo artwork e in diversi formati, incluso un nuovo mix di audio surround 5.1 dall'ingegnere originale James Guthrie, assistito da Joel Plante. @rogerwaters #Yesterdaypills #RockandOthers #Progrockpills #ProgRock #Musicalmind
“When The French Connection (1971) opened in Japan, Akira Kurosawa wrote me a letter about it. He said The French Connection was one of the most visually exciting films he’d ever seen. That meant so much to me, when I’m just overwhelmed by his work.”
— William Friedkin
There is something profoundly beautiful about that exchange: one master recognizing another. Friedkin’s raw, documentary-like New York filmmaking had created a new visual language for American crime cinema, while Kurosawa had already been one of the filmmakers who showed the world how powerful movement, composition, rhythm and atmosphere could be. For Friedkin, receiving praise from a director he deeply admired must have felt less like an accolade and more like a quiet passing of the torch. The French Connection would go on to win five Academy Awards, including Best Picture and Best Director, but perhaps no recognition could have meant quite as much as hearing that its images had moved Kurosawa himself.
It's an incredible 39 years since A Momentary Lapse of Reason was released in the UK. In these days of AI, it would be simple to create a cover image like that seen on AMLOR, but even if tools like that had been around and in common use in those days, Storm Thorgerson would never have used them! This video, originally put together for the release of The Later Years box set, shows the set-up for the pictures shot by Robert Dowling...
“Si la Presidenta coincide con López Obrador, obedece. Si se aparta, hay ruptura secreta. Si guarda silencio, la disimula. Si desplaza a un obradorista, empieza el quiebre; si no lo desplaza, es que no puede…
Se trata de una lectura que no prohíbe nada. Cualquier cosa que ocurra mañana ya está contemplada; ninguna la pondrá en apuros. A quienes la sostienen habría que preguntarles qué tendría que pasar en México para que la dieran por falsa”.
Lean hoy a @perezricart
Un título universitario no es prueba de que alguien sea competente o apto para un puesto. A la hora de contratar, lo importante es si este individuo es la persona correcta para ESTE puesto.
La PRUEBA de competencia está en lo que haya logrado y en lo que haya construido, independientemente de sus títulos o de su currículum.
La PROMESA de competencia, cuando alguien no tiene experiencia o logros previos relevantes, es su carácter.
Asumir que un título hace competente a alguien es ingenuidad y pereza. Lo que necesitas es ver cómo se comporta la persona en SITUACIONES DEL PUESTO, y filtrar por actitud, valores e inteligencia. El resto lo puedes enseñar.
Lo único real es el individuo. Contrata personas, no currículums.
La caída de la natalidad en México y en muchas otras naciones del mundo se explica por la decisión de no tener hijos de forma temporal o permanente. De acuerdo con Jennifer Watling dentro del universo de las personas sin hijos pueden identificarse cuatro grupos: a) las que eligen no tener hijos, b) quienes han tenido hijos y deciden no tener más, c) quienes eligen no tener hijos pero planean tenerlos y d) las personas sin hijos a las que les hubiera gustado procrear. Cada grupo tiene sus propias características, pero hay un común denominador: el deseo.
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