Oggi la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata davanti alla platea di Confcommercio ed è riuscita ad affermare qualcosa di incredibile.
Prima ci ha spiegato in tono assertivo che “l’Italia non è la Repubblica delle banane… Le regole si rispettano”, e ovviamente il riferimento immancabile era agli “extracomunitari che eludono il fisco con negozi apri e chiudi”.
Poi un po’ di sovranismo culturale e alimentare un tanto al chilo e la banalissima sparata contro l’intelligenza artificiale che porta via i posti di lavoro.
Infine l’attacco diretto alla sinistra e ad Avs sulla patrimoniale:
“Lavoriamo per tagliare le tasse al ceto medio.
Altri parlano di patrimoniale, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo un patrimonio dopo decenni di lavoro e di sacrificio.”
Cosa ho appena sentito?
Questa è disinformazione pura.
La patrimoniale non c’entra letteralmente NULLA col ceto medio e riguarderebbe, anzi, circa 50.000 italiani con un patrimonio complessivo superiore ai 5 milioni, ovvero lo 0,1% della popolazione.
La Presidente del Consiglio, invece, cosa fa? Lascia intendere che la sinistra voglia tassare milioni di italiani, mentre lei lavora per abbassare loro le tasse.
Dimenticandosi di spiegare come mai dopo 4 anni di governo, invece di ridursi, col suo governo le tasse sono magicamente aumentate.
E si ripresenterà pure in campagna elettorale a promettere quella lotta all’evasione che non ha mai fatto al governo.
E nessuno, un giornalista, un moderatore, qualcuno, chiunque, che si alzi in piedi a smentire e a smontare coi numeri e con la realtà questa ennesima sparata da campagna elettorale permanente.
Questa non è politica.
Queste sono armi di disinformazione di massa.
@bla_bidza What a deplorable shame for sports. Infantino should have already resigned the day after that squalid “awards ceremony” in the WH. Never seen a sycophancy at that level.
(Wrong, I’ve already seen but it’s another Italian story)
Nevertheless, I feel outraged.
Teilt diesen Tweet. Jetzt. Dringend.
Gegenhalten und die Bagger stoppen.
Es kursieren Falschmeldungen über Albanien – mit zehntausenden Likes und Retweets. Angeblich sollen die Bagger gestoppt worden sein. Angeblich soll das Projekt eingefroren sein. Angeblich soll Albanien gewonnen haben.
Das stimmt alles nicht. Das Projekt läuft. Die Bulldozer arbeiten weiter. Rama sagt öffentlich er werde das Projekt nicht stoppen.
Diese Falschmeldungen haben ein Ziel: Menschen davon abzuhalten zu den Protesten zu gehen – weil sie denken es hat sich erledigt. Es hat sich nicht erledigt.
Die Wahrheit: Die Flamingo-Revolution wächst. Täglich Proteste in Tirana. International: Berlin, London, New York, Toronto, Mailand. Weitere Aktionen in Brüssel, Bologna und New York am 15. Juni in Planung.
Helft den Albanern. Retweetet. Erzählt es weiter. Das ist unser Europa. 🇦🇱🇪🇺🇺🇸🦩
Lasst die Flamingorevolution trennen.
#nafofella
#FlamingoRevolution
#KushnerGoHome
ALL this is DONALD TRUMP - USA PRESIDENT
Maybe if they all shoveled a Billion secretly into his bank - but this is WHO AMERICA is to the WORLD now. Donald TRUMP -
This is how USA treat people who play soccer!
Disgusting - embarrassing - insulting - inappropriate - rude - and definitely NOT PRESIDENTIAL.
AN Authoritarian, RACIST, Bigoted and pretending to be a Christian Country, America has just fallen to the bottom of the Que when it comes to desirable places to visit.
SHAME ON USA - ALL OLYMPIC EVENTS should be pulled form USA - Dangerous and unsafe
@sonicverse6@nebuhaber Ok, first of all they are feral and not easy to rear. If you find a baby edgehog never touch them with your bare hands: you need cotton gloves. Then it’s better if you bring the baby at a specific vet center Follow this on facebook: Centro recupero Ricci “La Ninna” (it’s Italian)
@eeajjo You didn’t mix your opinion with such an element like fate or destiny or whatever. This is the right way to say something reasonable. Fate, destiny, revenge, are “romantic” categories and they don’t fit in an objective speech.
@eeajjo I wrote something about Zverev deserving this trophy yesterday, moved by a sort of compassion. You know, the injury and all the bad luck. I have to say you are right as well.
The right way to statement the simple truth: who wins 3 sets deserves the trophy. And let’s go ahead.
Cuba è rimasta quasi senza petrolio.
Oramai stanno anche 30 ore senza corrente.
Ieri a La Habana erano senza gas.
L'acqua scarseggia.
Gli ospedali ne risentono, ma soprattutto i pazienti oncologici, i bambini...
E il mondo va avanti, mentre un intero paese si spegne in silenzio.
La prima presidente donna che si fa chiamare IL presidente, che taglia i fondi per lo screening per il tumore al seno, che cancella opzione donna e che taglia il 70% delle risorse per i centri antiviolenza sarà sempre un motivo di vergogna, non di orgoglio.
#propagandalive
Capita spesso di leggere che "nella Costituzione italiana non c'è traccia della parola antifascista".
È un'affermazione piuttosto diffusa, usata spesso per sminuire il valore della Resistenza.
Ma contiene un grosso errore di fondo.
Proviamo a fare un po' di chiarezza.
@MarcoDonati7@CinziaEmanuelli Non ha detto che si tratti dello stesso problema. Ha detto che due casi simili vengono trattati in modo diverso: comprensione e rispetto per uno, illazioni e malafede per l’altro
Per tutto il giorno, prima delle semifinali di uno Slam, si continuava a parlare di LUI. Ancora. Dopo quasi 10 giorni. Stavolta perché un ex campione, durante il talk show in cui quotidianamente commenta il Roland Garros per un media americano, invece di parlare del torneo ancora in corso, ha passato il tempo a dare giudizi su di LUI.
Poi, oggi pomeriggio, abbiamo visto la prima semifinale, che possiamo dire con certezza non passerà alla storia del tennis. Da italiani aspettavamo con gioia la seconda semifinale, che purtroppo è finita prima di iniziare, per il malore dell’altro Matteo, non quello che, con una grande tristezza, avevamo visto ritirarsi nel quarto di finale.
Una sfortuna crudele per questi ragazzi in un momento così bello della loro carriera. Ci ha colpito, però, vedere che, improvvisamente, anche i più riluttanti hanno finalmente dovuto ammettere che ebbene sì, anche i campioni si prendono i virus, magari vomitano e vengono abbandonati dal proprio corpo. Paradossalmente, anche gli scettici hanno dovuto accettare che gli atleti sono proprio come noi, mammiferi, parte della specie umana, che hanno dei giorni in cui scelgono stoicamente di andare a lavorare anche stando male, altri in cui se ne tornano a letto perché non ce la fanno. I tennisti, per lavoro, scendono in campo: a volte, pur debilitati, riescono comunque a stringere i denti e a vincere, a volte ci provano con quel poco che hanno e perdono. A volte ritengono che quel poco è troppo poco e non abbia alcun senso e si ritirano.
E te la fai la domanda, come mai accada che per alcuni ci sia empatia e scatti, giustamente, affetto e solidarietà, mentre per altri scattino insulti, dietrologie, messa in discussione di attitudine fisica e professionalità.
Oggi, durante la conferenza stampa in cui annunciava il suo ritiro, Matteo Arnaldi aveva il viso palesemente sofferente e gli mandiamo un abbraccio perché non sarà stata una giornata facile. Come magra consolazione , Matteo almeno non dovrà domani leggere e ascoltare, anche da persone che lui e il suo team credevano amiche, illazioni sulla sua capacità di gestire la propria carriera e il proprio corpo, come invece ha dovuto sopportare LUI, come se la delusione di stare male nel momento cruciale della propria stagione non fosse già una punizione sufficiente. E allora uno pensa ingenuamente: se è bastato guardare Matteo per capire il suo malessere, il 28 maggio non sarebbe bastato guardare LUI e il colore della sua faccia, il viso scavato e sofferente, per capire?
Scendendo a compromessi con la lingua italiana allora ti viene da chiedere a tutti, da Andre Agassi in giù: ma ci siete o ci fate? Purtroppo temo entrambe le cose.
#RolandGarros
@GanzoSwan Ah beh, useremo le stesse parole di Pozzolo per evitare sequestro del mezzo, distruzione della patente sotto i nostri occhi e 2000 punti in meno da recuperare in 100 anni.
Manager Mai Chwalińskiej po jej awansie do finału Rolanda Garrosa powiedział coś, czego większość kibiców nigdy nie zobaczy w transmisji telewizyjnej. Przyznał, że wielokrotnie był na skraju załamania nerwowego. Że nie marzył o wielkich kontraktach, luksusach i milionach. Chciał po prostu jednej, dwóch rund więcej w turnieju. Tyle, żeby wygranymi zapewnić zawodniczce finansowe bezpieczeństwo. Po to, żeby nie musieć codziennie walczyć, szarpać się i prosić się o normalność, jaka należy się sportowcowi.
Bo właśnie tak moi drodzy wyglądają właśnie kulisy sportu w 95% przypadków.
Ty widzisz medale, finały, podium i zdjęcia z pucharami. Nie widzisz tych telefonów wykonywanych po nocach, nie widzisz trenerów, rodziców i managerów, którzy dwoją się i troją, żeby znaleźć pieniądze na wyjazd, sprzęt, rehabilitację, lekarza czy zwykły nocleg.
Nie widzisz też, że zawodnicy kadry narodowej w wielu dyscyplinach, którzy rano siedzą na słuchawkach w call-center, stoją za ladą sklepu albo pracują na magazynie, żeby po południu zdążyć na trening i przygotowywać się do mistrzostw Europy czy świata.
Bo w wielu dyscyplinach sportowych stypendia i głośno ogłaszane nagrody wystarczają często na jedzenie, odżywki i podstawowe rachunki. O opłaceniu trenera, mieszkaniu, lekarzach (bo sport wyniszcza ciało - coś o tym wiem), odnowie biologicznej czy regularnej fizjoterapii można często tylko pomarzyć.
Sport na najwyższym poziomie to nie jest wyłącznie walka z przeciwnikiem, to przede wszystkim codzienna walka o przetrwanie w sporcie.
Dlatego następnym razem, zanim oplujesz zawodnika za porażkę, nazwiesz go nieudacznikiem albo będziesz rozliczał go z kuponu, który ci nie wszedł u bukmachera, pamiętaj o jednym: Ty widzisz kilkadziesiąt minut jego występu.
Oni często przez lata toczą walkę, której nie pokazuje żadna kamera. Walczą nie tylko o wynik, walczą o to, żeby w ogóle móc dalej uprawiać sport, który kochają, walczą, żeby móc nas dalej reprezentować.
I bardzo często jest to najtrudniejszy przeciwnik, z jakim muszą się zmierzyć.
#majachwalińska