CONTROLLO DELLE CHAT PRIVATE
No alla scansione sistematica delle conversazioni dei cittadini. Sì a strumenti efficaci per contrastare gli abusi sui minori, senza sacrificare la privacy di milioni di persone.
Il Parlamento europeo con voto in procedura d'urgenza, approva (per il non raggiungimento del quorum, nonostante la maggioranza ha votato contro) la proroga di Chat Control, dopo che una proposta sostanzialmente analoga era già stata respinta nei mesi scorsi.
C'è un principio che non dovrebbe essere messo in discussione: le regole democratiche non si cambiano per ottenere un risultato diverso da quello già espresso dall'Aula. Forzare tempi e procedure indebolisce la credibilità delle istituzioni e alimenta la sfiducia dei cittadini.
Sul merito, la nostra posizione è chiara. Contrastare gli abusi sui minori è un dovere e una priorità. Ma non può diventare il pretesto per introdurre la scansione generalizzata delle comunicazioni private, comprese quelle protette dalla crittografia end-to-end.
Esperti di cybersicurezza, organizzazioni per i diritti digitali e diversi organismi internazionali hanno più volte evidenziato i rischi di un sistema di sorveglianza generalizzata: falsi positivi, possibili violazioni della riservatezza delle comunicazioni e un precedente che potrebbe essere esteso ben oltre le finalità per cui nasce.
Proteggere i minori e tutelare i diritti fondamentali non sono obiettivi incompatibili. L'Europa deve investire in indagini mirate, cooperazione tra autorità e strumenti realmente efficaci contro i criminali, non in misure che trattano ogni cittadino come un potenziale sospetto. Difendere la privacy significa difendere una delle libertà fondamentali su cui si fonda lo Stato di diritto.
Vorrei dire che a Michele Boldrin, di "pirsona pirsonalmente", della querelle con @CarloCalenda importa nulla.
Le mie devianze caratteriali - reali o percepite che siano - contano zero. Lo stesso vale per le sue devianze caratteriali, reali o percepite che siano.
L'unica cosa che conta e' se i due partiti - i loro quadri ed iscritti, anzitutto e soprattutto - concordano sulle cose da fare per il paese, oppure no. L'unica cosa che conta e' se i quadri e gli iscritti dei due partiti (e degli altri a cui la cosa dovesse interessare) si accordano su un programma di governo ed un progetto di Italia altri da quelli oggi dominanti e che i due pollai propongono.
Di questo si dovrebbe discutere e di queste questioni dovrebbero, iscritti e quadri, discutere pubblicamente da Bolzano a Trapani e da Aosta a Lecce.
Lo facciano: se vogliono possono farlo anche senza alcun "ordine dal centro". Son tutti adulti!
Appartengo a quella schiatta, credo oramai in via di estinzione, che ritiene la politica la debbano fare i cittadini in prima persona e che i supposti "leader" debbano servire da coordinatori e portavoce, non da padri-padroni.
Tutto il resto viene dopo e, alla fin fine, e' alquanto secondario.
Tutto il resto - come disse Fischer Black in una lectio magistralis - e' solo rumore che la storia del Paese cancella e dimentica. Perche' nella storia di un Paese contano i fatti che i cittadini, collettivamente, riescono o non riescono a realizzare. Hic rodus hic salta.
P.S. Il messaggio che leggete e', come da incipit, scritto di pirsona pirsonalmente. Se domani il Direttivo e l'Assemblea di @ora_italia mi diranno che si tratta di una mattana personale che non avrei dovuto scrivere, ne paghero' le conseguenze.
Ma, avendoci pensato, io cosi' la vedo da lungo tempo.
@SignorErnesto@ora_italia@LecisNazareno Se aggiungiamo qualche intenzione genocidaria al programma lo troveresti più appetibile? Cmq io controllerei le derivate...Azione direi che è in declino, ORA continua a crescere. Si vede da chi è spaventato e continua ad alzare ditini e scudi
Tocca a noi, nuovi della politica, portare un po' di politica in questo dannato paese! @CarloCalenda metti giù quel ditino e comprati un materassino! L'onda gialla sta arrivando!
In queste ore sono circolate accuse e attacchi personali nei confronti del segretario Michele Boldrin e della comunità di ORA!. Fa parte della politica, immaginiamo. Noi, però, preferiamo continuare a fare ciò per cui siamo nati.
ORA! nasce per costruire una proposta politica che abbia il coraggio di portare nel dibattito pubblico le riforme strutturali necessarie a fermare il declino italiano. Per questo abbiamo sempre cercato, in modo proattivo, il dialogo con tutte le forze riformiste, liberali ed europeiste, nella convinzione che l'Italia abbia bisogno di un'alternativa credibile al bipopulismo.
Continuiamo a sostenere che a livello locale e nazionale il confronto su programmi, idee e riforme deve avvenire pubblicamente, davanti ai cittadini. Se c'è una discussione che ci appassiona, è quella sui contenuti.
Per questo stiamo organizzando momenti di dialogo con repubblicani, popolari, radicali, socialisti e con chiunque condivida questo approccio. Lo stesso invito è rivolto ai militanti delle altre forze politiche, così come a tutte le persone che abbiano voglia di confrontarsi pubblicamente e provare a costruire qualcosa insieme. Il prossimo 9 luglio a Milano discuteremo anche di questo.
Le polemiche passano. Le idee, se sono buone, restano. Noi preferiamo investire sulle seconde.
Chiudo qui la questione @CarloCalenda che tanto interessa solo la bolla e qualche groupies azionaria.
Questa risposta è lo stesso schema retorico con cui il manifesto di Azione condanna l’incoerenza come rifugio degli sconfitti, mentre la storia del partito è scandita da almeno sei inversioni di alleanza in dieci anni. Il pattern è verificabile nei fatti sotto; il giudizio di “inaffidabilità” resta una lettura, non un dato ma è una lettura che la sequenza rende difficile da respingere.
6 marzo 2018 — iscrizione al PD
Metà 2018 — rottura, lancia Siamo Europei
Fine 2018 — richiede di nuovo la tessera PD
Novembre 2019 — lascia il PD, fonda Azione
2 agosto 2022 — accordo elettorale con PD
7 agosto 2022 — rottura con PD e +Europa
11 agosto 2022 — alleanza con Renzi, nasce il Terzo Polo
8 dicembre 2022 — federazione Azione-Italia Viva
13 aprile 2023 — rottura definitiva con Renzi
19 ottobre 2023 — separazione dei gruppi parlamentari
Giugno 2024 — corse separate alle Europee, entrambe sotto quorum
Febbraio 2025 — ultimatum: mai più alleanze col M5S
Maggio 2025 — appoggia Salis a Genova in coalizione col M5S
Marzo 2026 — rottura retorica col campo largo (“campo di Giuseppi”)
Aprile 2026 — esclude coalizione strutturata nazionale con M5S/AVS
Marzo/Maggio 2026 Appoggia candidato di Cdx mentre si stava lavorando ad una alternativa con Ora! e altri movimenti
Tutto il resto è noia.
Ora torniamo alle cose serie
Poi si ognuno prenda i suoi voti lo spazio c’è
@iurimariaprado Sono molto emozionato. Sono tornato su X dopo molto tempo per seguire meglio al politica e già mi sono beccato un blocco da un super democratico sostenitore di Israele. Lo considero un gran risultato!:) È ORA di cambiare!
Volevo dire a chi sostiene di essere schiacciato dai costi per gli aiuti all'Ucraina che ogni italiano ha versato, in media, a tale scopo, 16 euro l'anno. 0,043 centesimi al dì. Mi piacerebbe spiegassero come la disponibilità di tale cifra avrebbe cambiato loro la vita.
Riguardo all’evento che si terrà a Potenza sabato 4 luglio organizzato da @ora_italia:
La coalizione del "NO" ha deciso di contestare un evento pubblico di informazione e confronto ancora prima di ascoltare ciò che verrà detto.
Invece di discutere nel merito, confrontandosi su dati, opportunità e criticità, PD, M5S, AVS, CGIL e le altre sigle promotrici preferiscono ricorrere ai soliti slogan e ad accostamenti storici che poco hanno a che fare con il dibattito di oggi.
Il convegno nasce con un obiettivo molto semplice: offrire ai cittadini gli elementi per capire quale possa essere il ruolo dell'energia nucleare nella transizione energetica, cosa sia realmente il Deposito Nazionale e quali possano essere le ricadute economiche, industriali e occupazionali legate al Parco Tecnologico previsto dal progetto.
Fa sorridere che chi parla continuamente di futuro continui a guardare a questi temi con le categorie del passato, riducendo tutto a una presunta "discarica" e ignorando completamente la componente di ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico.
La Basilicata ha bisogno di più informazione, più investimenti e più confronto aperto.
Non dell'ennesimo "no" pronunciato prima ancora che il dibattito inizi.
Noi non abbiamo paura del dibattito. Evidentemente altri sì.
@ora_italia@caresana_m75839
Oggi l’editoriale di travaglio si conclude con la tesi che siccome gli ucraini sono nazisti dovremmo essere difesi da Putin. Questo soggetto psichiatrico non solo è a piede libero, ma dirige un giornale.
@iurimariaprado@ora_italia Ma finché gli stessi politici israeliani continuano a raccontarsu come lo stato degli ebrei, allora dire isrealino e ebreo risulta equivalente. Anche senza di questo non mi risulta che la comunità ebraica mondiale abbia preso le distanza da quello che succede.
@ngiocoli@albertobisin@_smicera Spiace dire che questa NON è una proposta di partito. È una proposta di Alberto e Michele che moltissimi di ORA sostengono, ma che ha bisogno di essere implementata subito e con un ampio consenso tra gli addetti ai lavori. Disposto ad aiutare?
CORSA AI CERVELLI: DOBBIAMO AGIRE IN FRETTA
L'Europa deve arruolare le menti migliori per non perdere una guerra già iniziata.
Da decenni il flusso dei migliori ricercatori nelle aree STEM e scienze della vita si muove in una sola direzione: dall’Europa verso gli Stati Uniti. Oggi, per la prima volta, quel flusso potrebbe invertirsi!
Questa però è un'occasione a tempo. Finora l’Europa ha lanciato solo iniziative timide. Intanto altri paesi (Regno Unito, Canada, Giappone) stanno già reclutando ricercatori.
La nostra proposta è semplice. Invece di aggiungere denaro al sistema esistente, costruiamo dieci nuove università di ricerca, concentrate su STEM e scienze della vita, dotate di uno statuto speciale: fondazioni private senza scopo di lucro, fuori dalle regole retributive e operative del settore pubblico. Gli Stati membri ospiterebbero e cofinanzierebbero le istituzioni, con sedi scelte per merito e in base a dotazioni già presenti.
La chiave non è il denaro, ma due condizioni che il sistema pubblico europeo non garantisce: autonomia e concorrenza. C'è poi una condizione di scala: la massa critica non si ottiene sommando frammenti, ma concentrando risorse e persone in un numero ristretto di sedi.
Il costo? Circa 10 miliardi di euro l'anno. Non servono risorse nuove: bastano quelle che già esistono, spostate per un periodo limitato, senza creare nuova spesa permanente.
Sul piano della gestione, il programma andrebbe affidato a un'agenzia europea indipendente.
Smettiamo di aggiungere fondi a un sistema le cui regole impediscono di usarli per attrarre le menti migliori. Gli strumenti, i precedenti e perfino i soldi esistono già. Quello che serve è la volontà politica di agire ORA, prima che sia troppo tardi.
dalla proposta di @micheleboldrin
e @Forchielli al @sole24ore