In today’s Vatnik Soup, we introduce an Italian journalist and political commentator, Marco Travaglio (@marcotravaglio). He’s best known for being the most prominent pro-Russian voice in Italy and for spreading Russian disinformation almost every day on Italian TV.
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Domani, domenica 14 giugno, dalle 8:55 @micheleboldrin in diretta a Omnibus su La7 per discutere di come costruire un'alternativa politica credibile per l'Italia, delle sfide che il Paese ha di fronte e delle proposte necessarie per affrontarle.
Today, Russia's full-scale invasion of Ukraine has become as long as the entirety of World War I.
And Russia is still no more capable of defeating Ukraine than it was in 2022, 2023, 2024, or 2025,
And it never will be. That question has already been settled.
Ma è normale che a Bologna si tenga il festival di RT, canale tv russo finanziato dal Cremlino e sanzionato dall’UE, in cui diversi propagandisti possono dileggiare indisturbati le nostre istituzioni? P.s. cantano pure “Bella Ciao” mentre Putin bombarda i civili ucraini.
To do list:
1) mandare a casa Bartolozzi, Delmastro, Urso, Santanche’ (minimo sindacale)
2) Fare un provvedimento veramente incisivo su energia mettendo a gara concessioni idroelettriche e levando rendite di posizione a Enel distribuzione e Terna. Varare finalmente decreto su Nucleare.
3) lasciare perdere leggi elettorali e riforme costituzionali
4) fare un piano automotive tosto
5) mandare dove devono andare Trump e Orban
6) assumere 12.000 carabinieri, chiudere centri in Albania e aprirli in tutte le regioni italiane
7) commissariare la Sicilia e sciogliere l’ars
8) investire seriamente sulla difesa a partire da difese antimissile
9) rilanciare NATO Europea
10) salario minimo e contrattazione decentrata.
La stasi rancorosa non è un’opzione.
Il dream team Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni, Landini, Gratteri, Renzi, Travaglio neppure.
Liberal democratici di tutto il mondo…
La linea comunicativa del @pdnetwork che assimila al fascismo chi voterà Sì al referendum del 22-23 marzo è gravemente insultante e svilente.
Da fondatrice e militante del PD sono colpita e molto addolorata da una deriva comunicativa e politica sempre più polarizzante e populista.
La Costituzione si difende soprattutto non violentandone i principi, tra cui quello del referendum confermativo su cui gli elettori devono esprimersi nel merito, senza trasformarlo in una contesa politica sul governo in carica. Per quello ci saranno le elezioni politiche.
Io voterò sì, e lo farò in compagnia di molti elettori e militanti del Pd, per i quali chiedo rispetto: basta, vi prego, con accuse infamanti.
Basta con una campagna che sembra ricalcare, al contrario, i toni e lo stile di Fratelli d’Italia, anche loro impegnati una penosa linea comunicativa per cui chi vota no è assimilabile ai violenti degli scontri di Torino.
Dico a tutti: recuperiamo una discussione di merito, serena, rispettosa e centrata: dobbiamo farlo per il bene del dibattito pubblico, e della democrazia del nostro Paese.
Poi so bene che esiste una linea maggioritaria nel mio partito, e sono sicura che esistono molti modi per argomentare sulle ragioni del “No”.
In tutta onestà mi pare che quelle osservate e ascoltate fin qui non siano quelle più giuste e quelle più convincenti.
#ReferendumGiustizia
☝️It has been one year since the January 2025 suspension of USAID. In our new paper (with Annabelle Tan and @ashaniamar), we treat this suspension as a natural experiment and examine how foreign aid withdrawal affects conflict dynamics. A thread:
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https://t.co/sbKYCf946V
@GabrielAttal Shame on you! You should be the party that aims to strengthen Europe's economic presence in the world, not the party that celebrates defending the interests of a sector that is marginal to European development!
“Debating about the sex of farmers, while the barbarians are at the gates”.
And yet again we have confirmation that the real problem with the EU is not the Commission, von der Leyen, or Kallas. It’s the idiocy of member states’ inner politics.
Also proof of our EU political class being completely unprepared and inadequate for the dramatic challenges Europe faces.