Tra ieri sera e le prime ore di oggi Piracy Shield, la piattaforma nazionale antipirateria messa a punto dalla Lega Serie A e adottata dall'Agcom per combattere lo streaming illegale delle partite di calcio e di altri sport, ha clamorosamente bloccato Google Drive, noto servizio web utilizzato per archiviare e condividere dati in cloud. I detentori dei diritti sportivi segnalano a Piracy Shield i siti che stanno trasmettendo illegalmente i loro contenuti. Sulla piattaforma vengono così caricati lunghe liste di domini da bloccare, dove spesso purtroppo finiscono risorse estranee alla pirateria online. A quel punto, la segnalazione viene inviata ai fornitori di servizi internet che per legge hanno mezz'ora per disattivare quell'indirizzo Ip. La tempistica però è talmente stretta che il blocco avviene in automatico e per non spegnere delle piattaforme critiche per l'Italia, esiste una "white list", un elenco di indirizzi, che seppur segnalati, non vanno disattivati. Tra questi evidentemente non c'era Google Drive e quindi un importante dominio di uno dei più grandi colossi mondiali della tecnologia @ultimoranet
@nero75@LeleCorvi@matteosalvinimi Signor Nero veramente tra tutte le parole che potevaa scegliere per rispondere ha scelto "pdidiota"? Ma quanti anni ha, 200? Oppure sul suo telecomando esiste solamente il numero 4?
@notizieilpopolo@siriomerenda Il signore o signora, diciamo signor* Notizie Il Popolo d'Italia parla di anonimato sui social. Quale sarebbe il nome di battesimo? Notizie o Il Popolo d'Italia?